All’alba degli anni settanta – racconta Vladimiro Caminiti – è riuscito ad arrivare alla prima squadra un maestro di calcio come monsù Rabitti. Fu un momento di fortuna, magari, oltre che specialissimo nella storia della Juventus, alla caduta del presidente oratore Catella all’inizio del regno del geometra Boniperti come dirigente unico responsabile, ecco l’allenatore delle squadre minori, il piccolo sanguigno, dalle orecchiette caprine, dagli occhi azzurri smerigliati, Ercole Rabitti riceve la squadra all’uscita dalla scena dell’hidalgo appassionato Luis Carniglia e la guida per mesi con mano tecnica audace e sicura, con idee modernissime e preparazione atletica di squillante novità, meritandosi la considerazione pur di professional navigati come Helmut Haller.
Visualizzazione post con etichetta I grandi allenatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I grandi allenatori. Mostra tutti i post
lunedì 24 agosto 2026
martedì 28 ottobre 2025
THIAGO MOTTA
Appena due settimane dopo l’esonero, - si legge su Tuttosport.com del 5 aprile 2025, firma di Guido Vaciago – Thiago Motta parla. Una lunga intervista concessa a Walter Veltroni per il “Corriere della Sera”, nella quale esprime tutta la sua delusione. Poco altro. Per quanto elegante e ben articolata, Motta è persona colta e intelligente, si tratta della solita litania dell’allenatore esonerato: serviva tempo, era un progetto più lungo ma non ho potuto lavorare, la squadra era con me, avevo la fiducia della società ma poi hanno pesato i risultati… insomma, separati dalla sempre godibilissima scrittura di Veltroni e del suo garbo da intervistatore, i concetti di Motta non si scostano da quelli che esprime qualunque tecnico mandato via prima del tempo, che sedesse sulla panchina del Real o di una modesta Serie C. Questo forse perché il calcio è semplice o, più probabilmente, perché quasi mai si può dire la verità.
sabato 24 aprile 2021
Heriberto HERRERA
Non si può scindere Heriberto – scrive Vladimiro Caminiti – da un esclusivismo stoico, parente di remote tristezze. Un bambino mai troppo bambino, colpito in profondo chissà, vendicativo sul mondo, il quale si riversa nel mestiere, assumendo le tinte forti e spietate del sergente di ferro (una volta picchiò a sangue Dell’Omodarme), gli occhietti nerissimi imperativi, le mani nocchiute a strigliare, a torchiare, a pretendere che la gioventù soffrisse.
mercoledì 17 marzo 2021
Giovanni TRAPATTONI
L’incontro fra la Juve e il Trap avviene in sordina. Il tecnico milanese, conclusa una brillante carriera di calciatore, aveva ereditato dal Cesare Maldini la panchina del Milan nelle ultime sei giornate del campionato 1973-74, era stato poi il secondo di Giagnoni l’anno successivo e aveva infine guidato la squadra rossonera al 9° posto del 1975-76. Decide di chiudere, al Milan pensano a Marchioro e non insistono più di tanto.
mercoledì 17 febbraio 2021
Maurizio SARRI
«In fondo Sarri è un Maifredi che ce l’ha fatta...». Questa frase dell’amico Alessandro Bassi mette a confronto la storia di due allenatori passati come meteore nella storia bianconera ma capaci di lasciare un segno… anche se non di certo positivo.
giovedì 28 gennaio 2021
Sandro PUPPO
«Puppo era un tecnico adorabile – racconta Angelo Caroli – colto e ricercato sulla parola. Il giorno prima di ogni partita portava su una 1100 Fiat i suoi “puppanti” lungo tragitti collinari. Raccontava aneddoti, spiegava segreti del calcio e della vita per tenerci al riparo da tensioni e polemiche, come un efficacissimo parafulmine».
venerdì 15 gennaio 2021
Jeno KAROLY
Fu a cavallo degli anni «venti» – scrive Umberto Maggioli su “Hurrà Juventus” del settembre 1965 – che i primi allenatori stranieri cominciarono ad arrivare in Italia. Furono di varie nazionalità: inglesi, come Ging che fu al Pisa; Smith, famoso fondatore della scuola alessandrina; Burgess del Padova. Per non parlare del grande William Garbutt, maestro del football genovese, che Vittorio Pozzo, quale Commissario Unico della «nazionale» chiamò più volte al proprio fianco quale allenatore degli «azzurri».
sabato 9 gennaio 2021
Alberto ZACCHERONI
Quando si parla della sua storia si ragiona sempre sul suo marchio di fabbrica, il famoso 3-4-3 ai tempi dell’Udinese. Pochi ricordano, invece, che una delle sue grandi operazioni con il Milan dello scudetto fu la rivalutazione di una vecchia guardia (Albertini, Maldini, Costacurta e altri) che sembrava ormai impossibilitata a raggiungere alti livelli, insieme a innovazioni tattiche in corso d’opera abbinate alla crescita dell’entusiasmo. Nella Juve di oggi sono altre le mete da raggiungere, ma resta l’urgenza di ritrovare un Dna vincente offuscato da un brutto inverno. Parlando con lui, però, le ragioni dell’attualità si sposano a un ritratto della sua professione che lo colloca a metà tra un detective e un giocatore di scacchi. Insomma, la figura dell’allenatore come fusione di Sherlock Holmes e Kasparov…
domenica 27 dicembre 2020
Luis CARNIGLIA
BRUNO BERNARDI, “LA STAMPA” DEL 19 GIUGNO 1969
Il nuovo trainer della Juventus, Luis Carniglia, è da ieri sera a Torino. È giunto a Roma nelle prime ore del pomeriggio proveniente da Buenos Aires, due ore più tardi è ripartito proseguendo per la nostra città. I timori che si nutrivano sulle sue condizioni fisiche, dopo il pauroso incidente stradale in cui rimase coinvolto nel mese di aprile, sono stati fugati dallo stesso Carniglia. Con passo agile il trainer è sceso dall’aereo, si è avvicinato al gruppo dei giornalisti che l’attendevano insieme con il vice presidente bianco-nero Giordanetti e il segretario del club Amerio. Li ha salutati con uno smagliante sorriso anche se appariva un po’ affaticato per le 16 ore complessive di volo.
domenica 20 dicembre 2020
Carlo ANCELOTTI
MARCO ANSALDO, “LA STAMPA” DEL 10 FEBBRAIO 1999
Lo hanno presentato in una stanza grande come un tinello, il massimo che può offrire la vecchia e inadeguata palazzina di piazza Crimea, di fronte all’obelisco sulla cui base una mano ignota aveva scritto il proprio benvenuto: «Ancelotti vattene». L’impatto del Carletto con la realtà dei prossimi due anni e mezzo non è stato sontuoso. In sintonia con la tristezza di queste giornate, non gli è stato riservato nemmeno il brindisi che accolse Maifredi. Sono dettagli. Come ha detto Moggi, presentando il nuovo allenatore, alla Juve «son finite le barzellette».
domenica 22 novembre 2020
Claudio RANIERI
Per Jean-Claude Blanc è l’uomo del futuro – scrive Federica Furino su “Hurrà Juventus” del luglio 2007 –. Per Buffon e Del Piero, la persona adatta a riportare in alto la Juventus. I tifosi lo vedono come il nuovo Lippi mentre i giornali lo hanno apostrofato come la soluzione più adatta al momento storico dei bianconeri. Claudio Ranieri, invece, venti giorni dopo aver accettato di passare le prossime tre stagioni sulla panchina più pesante d’Italia, di sé pensa essenzialmente una cosa: di essere un uomo fortunato e molto, molto orgoglioso.
mercoledì 16 settembre 2020
Gyorgy SAROSI
La Juve 1951-52 non ha più l’inglese Carver in panchina. Allenatore è adesso l’ungherese György Sárosi, classe 1912, già grande campione nel Ferencváros e nella Nazionale ungherese, con cui ha sfiorato il titolo mondiale nel 1938 a Parigi, soccombendo in finale contro l’Italia di Pozzo.
domenica 23 agosto 2020
Luigi DELNERI
PAOLO ROSSI, “HURRÀ JUVENTUS” DEL GIUGNO 2010
Le immagini sono in bianconero. Era il 7 ottobre 1973 e la strada del giovane Delneri passava per Torino. Allo Stadio Comunale gioca il Foggia e tra i pugliesi esordisce in Serie A un ragazzo con la maglia numero 8. Testa alta, si muove per tutto il campo e lo si vede impegnato in qualche buon suggerimento per i compagni d’attacco. Il primo incrocio con la Juventus per Gigi Delneri è un giorno che si ricorda per tutta la vita. Ma adesso è tutta un’altra vita, quella dell’allenatore. E la Juventus non è più un’avversaria, ma la società che si affida alle sue competenze per riscattarsi da una brutta stagione.
martedì 11 agosto 2020
Massimiliano ALLEGRI
Massimiliano Allegri e la Juventus si separano – scrive Sandro Scarpa su Juventibus.com del 17 maggio 2019 – con fischi, insulti e una terribile e raggelante sensazione di fragilità iniziò il suo percorso in bianconero. Con fischi, insulti e una terribile e raggelante sensazione di insoddisfazione si temeva potesse proseguire. In mezzo, Allegri è stato l’allenatore più vincente, in termini di vittorie sul numero di gare disputate, della storia della Juventus FC. L’allenatore che ha consolidato il dominio in Italia, proseguendo e allungando la striscia degli scudetti con 5 campionati di fila per un’impresa che ha reso EPICO il probabile e lo scontato, ci ha aggiunto 4 Coppe Italia, con quella stella (la decima) che mancava a una Juventus dominante.
domenica 7 giugno 2020
Aldo OLIVIERI
«Nel ‘53 mi chiama l’avvocato Gianni Agnelli nel suo studio. Mi fa: “Quanto vuole per allenare la Juventus?”. Io ci penso un attimo e gli rispondo: “Sa, avvocato, adesso guadagno 60.000 lire, avrei piacere di guadagnarne 80.000”. Lui obietta, arrota la erre e mi risponde: “Veda, Olivieri, io con 30.000 lire trovo un ingegnere che mi fa un’auto nuova”. Allora, gli dico: “Avvocato prenda un ingegnere e lo metta sulla panchina della Juve”. Prese me».
sabato 9 maggio 2020
Rino MARCHESI
Rino Marchesi è arrivato a Torino nell’estate dell’86 – si legge su “La storia della Juventus” di Perucca, Romeo e Colombero – dopo aver salvato il Como con un girone di ritorno in crescendo. Non era propriamente un uomo vincente, ma un tecnico serio, di poche parole (sin troppo poche diranno i giocatori bianconeri), e aveva soprattutto un padrino, che alla Juve conta ancora, tanto che Gianni Agnelli ogni tanto continua a chiamarlo al telefono: Giovanni Trapattoni.
sabato 12 aprile 2014
Marcello LIPPI
L’uomo nuovo della Signora? – scrive Matteo Dalla Vite sul “Guerin Sportivo” del 1-7 giugno 1994 – Un romanticone di nome Romeo. «Pensi, la mia prima fidanzatina si chiamava Giulietta, avevo circa tredici anni e i miei amici sfottevano che era una bellezza. Perché? Semplice, il mio secondo nome è Romeo. E allora sa che litanie da piccolino...». Marcello (Romeo) Lippi ha il sigaro come compagno dei tanti pensieri, un’abbronzatura da consigli per gli acquisti e una parola per tutti. «Strano, ma da quando sono diventato juventino mi sembra che mi salutino così in tanti...».
venerdì 16 agosto 2013
William CHALMERS
Passerà alla leggenda dei tipi balzani – scrive Vladimiro Caminiti nel suo monumentale libro “Juventus ‘70” pubblicato nel 1967 – come uno dei più balzani. Negli alberghi allenava i portieri con palle di carta. Sentimenti IV era costretto a far sfoggio della sua agilità tra le poltrone delle anticamere.
domenica 4 agosto 2013
Jesse CARVER
Il Presidente era Gianni Agnelli – racconta Vladimiro Caminiti – il Torino era già un mucchio di cenere. La Juventus vinceva da lontano e da vicino l’ottavo scudetto sotto la guida di un inglese gran chiacchierone: Jesse Carver. Gran chiacchierone ma inglese, impasto di orgoglio e di manie tecniche e tattiche, risultato di suggestiva competenza professionale, dovendosi dare per scontato, secondo Jesse, che i calciatori erano tutti seri, tutti disciplinati, tutti innamorati del gioco, tutti consapevoli di appartenere ad una grande società e di avere come allenatore un grande allenatore.
sabato 20 luglio 2013
Luigi MAIFREDI
«Stavamo andando a Roma, sull’aereo di Agnelli. Eravamo io, lui, Cesare Romiti, il presidente Montezemolo, Henry Kissinger». – racconta Giuseppe Pastore su ultimouomo.com del 1° agosto 2019 – In un bel giorno di primavera del 1990, sui cieli limpidi della Capitale, l’ex rappresentante di panettoni e champagne Luigi Maifredi si ritrova a spiegare all’Avvocato perché sta rifiutando tre anni di contratto per allenare la Juventus. Il ragionamento pare sensato: gliene basta uno, se farà bene il rinnovo sarà automatico, altrimenti grazie e arrivederci. L’uomo sembra tranquillo, sicuro del fatto suo, con la serenità del venditore di successo. Ma dopo aver firmato secondo i desideri del suo nuovo tecnico, Agnelli lo guarda e gli dice: «Ma allora lei, Maifredi, è uno di quelli che abbandona la nave che affonda?». E Luigi da Lograto, 3mila abitanti a 16 chilometri da Brescia, per un istante smarrisce la sua proverbiale parlantina.
Iscriviti a:
Post (Atom)


















