sabato 20 luglio 2013

Luigi MAIFREDI

VLADIMIRO CAMINITI, “HURRÀ JUVEN-TUS” LUGLIO - AGOSTO 1991
Non esiste giudizio che si possa dare a caldo. Esistono addii. È durata soltanto un anno l’avventura di Gigi Maifredi alla Juventus, ma è giusto salutarlo con rispetto nel pieno dell’euforia collettiva per il ritorno del Trap. Gli avvenimenti sono precipitati, per Maifredi; ad un certo punto quest’uomo, profondamente innamorato della Juventus e sempre in buona fede, ha dovuto constatare che la mancanza di risultati all’altezza rendeva inutile ogni suo meritevole sforzo. Cosa dirgli, mentre saluta la Juventus e passa a nuove esperienze? Innanzitutto una parola d’apprezzamento. L’uomo Maifredi, con la sua facciata di serena cordialità, con l’impronta della sua squisita intelligenza, ci è sempre piaciuto. È, chiaro che sarebbe somma ingratitudine da parte di tutti parlare di fallimento.
Nessun fallito, nello sport. Nuovi orientamenti, semmai, che giustificano un mutamento di rotta da parte della società. Una società, questa Juventus, che anche con Maifredi ha inteso voler rispettare il contratto fino al suo esaurimento, dando l’ennesimo esempio di consapevolezza e serietà.
Chi scrive, ma è soltanto un parere personale, è convinto che la Juventus ritroverà Maifredi sulla sua strada. Questo uomo è tenace, è ispirato al calcio in modo originale, insisterà sulle sue convinzioni, che sono idee di un calcio più bello e meno stressante. Intanto il popolo juventino lo saluti con affetto e, se ci consentite, con un pizzico di riconoscenza. Se ha sbagliato, lo ha fatto per amore.

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