domenica 5 aprile 2020

Felice Placido BOREL


È stato sicuramente uno dei più grandi attaccanti del calcio nazionale, probabilmente il più forte centravanti della Juventus di tutti i tempi. Felice, figlio di Ernesto Borel, un pioniere del calcio juventino, pertanto figlio d’arte, esordì, appena sedicenne, con la maglia granata del Torino, nella formazione dei Balon-boys. I molti osservatori della società granata, sparpagliati per i campi della periferia e negli oratori dei salesiani, avevano sentito certamente parlare di questo autentico talento calcistico. Ma fu un austriaco, Karl Sturmer, responsabile tecnico del Torino nella stagione 1929-30, a completare la formazione calcistica di Felice Borel.

sabato 4 aprile 2020

EMERSON


Soprannominato il Puma per i suoi movimenti felini nel catturare la palla a centrocampo e nell’impostare rapidamente il gioco, nell’estate del 2004 segue Capello alla Juventus, dopo una lunga ed estenuante trattativa con la Roma.

venerdì 3 aprile 2020

Piero PASTORE


Tra i molti giocatori che attraverso i tempi hanno indossato la gloriosa maglia bianconera della Juventus – scrive Dante Pepi su “Hurrà Juventus” del luglio 1973 – è doveroso ricordare in particolar modo anche Pietro Pastore, centravanti di fama nazionale, pura razza patavina, e al tempo stesso play-boy del mondo cinematografico italiano dei tempi passati.

giovedì 2 aprile 2020

Johannes PLØGER


Alla fine dell’estate 1948, la società bianconera acquistò dal Freni Copenaghen, la rivelazione olimpica John Hansen, il quale consigliò al presidente Gianni Agnelli il connazionale Præst, che con lui aveva entusiasmato ai Giochi di Londra, appena conclusi. Purtroppo, il danese comunicò di non essere disponibile per un immediato trasferimento e, così, la Juventus cambiò obiettivo, pur mantenendosi sul mercato danese, poco costoso e ricco di talenti. Hansen, a quel punto, fece il nome di Johannes Pløger, furetto di un metro e settantadue che poteva vantare una grossa esperienza, maturata in otto anni di incontri a livello europeo con la maglia della Nazionale.

mercoledì 1 aprile 2020

Jorge MARTÍNEZ


El Malaka (soprannome affibbiatogli dallo zio Jorge Barrios) arriva a Torino nell’estate del 2010, dopo due ottime stagioni al Catania. Nella squadra siciliana, Martinez giostra sia da prima sia da seconda punta potendo contare sulla grande tecnica e sulla proprietà di palleggio.

martedì 31 marzo 2020

Alessandro DAL CANTO


La sua carriera professionistica inizia nelle file della Juventus dove, nelle stagioni 1992-93 e 1993-94, disputa tre partite in Serie A esordendo il 14 marzo 1993 in Brescia-Juventus 2-0. Le prospettive sembrano buone ma, nell’estate del 1994, la Juventus lo lascia partire. Inizia quindi un lungo peregrinare in lungo e in largo per la penisola.

Bruno MAZZIA


Vero e proprio “jolly” di centrocampo, Bruno Mazzia da Vigliano Biellese, affronta le sue due avventure bianconere con il ruolo di prima riserva, vale a dire (in tempi durante i quali non erano consentite le sostituzioni) il calciatore valido per tutte le occasioni e per ricoprire tutti i ruoli. Così, piano piano, il buon Bruno mette insieme settantasei partite e sei goal.

lunedì 30 marzo 2020

Matteo PARO


Nato ad Asti il 17 marzo 1983, compie tutta la trafila nelle giovanili bianconere, fino a debuttare in Serie A il 17 maggio 2003, in Reggina-Juventus 2-1. Nella stagione successiva è ceduto in prestito, insieme a Sculli e Gastaldello, al Chievo, nell’operazione che porta Legrottaglie in bianconero. Ritorna alla Juventus tre anni dopo: la società e il tecnico Deschamps puntano molto su di lui; effettivamente, Matteo è un centrocampista con ottime qualità, sia in fase difensiva sia in fase di costruzione del gioco.

domenica 29 marzo 2020

Bruno MORA


Un fior di campione che alla Juventus – racconta Gianni Giacone – nei due anni in cui ci è stato, ha dato sempre ottime prove di sé e che è stato ceduto esclusivamente per ragioni tecniche. Vale a dire serviva il grosso nome in difesa e per questa si sacrificò il grosso nome dell’attacco; arrivò in cambio Salvadore, mica l’ultimo pivello, come dire che la Juventus non ci perse proprio nulla, anzi. Ma è necessario tornare indietro, per spiegare la storia di Mora. Novembre 1959, Bruno ha ventidue anni e gioca in blucerchiato, ma è già un sorvegliato speciale dagli osservatori delle grandi.

sabato 28 marzo 2020

Giacomo PEREGO


Non si può nemmeno considerare una meteora Giacomo Perego, poiché il bianconero lo ha vestito solamente per la foto ufficiale e per qualche amichevole pre-campionato. Non avendo convinto allenatore e dirigenti, viene mandato a Lecco dove riuscirà a farsi valere.

Luca MARRONE


Strana storia quella di Luca Marrone, talentuoso centrocampista cresciuto nel vivaio juventino: sballottato dai vari allenatori dal ruolo di centrocampista a quello di difensore centrale e bersagliato dalla sfortuna sotto forma di infortuni, il ragazzo torinese (è nato, infatti, nella capitale sabauda il 28 marzo 1990) non è mai riuscito a sfondare come le doti avute in regalo da Madre Natura gli avrebbero permesso.

venerdì 27 marzo 2020

Helge BRONÉE


Nato a Nöebölle, in Danimarca, il 28 marzo 1922, arrivò alla Juventus nel 1954, proveniente dalla Roma, oramai trentaduenne; centravanti di tipo particolare, quasi di scuola danubiana, non privilegiò mai la forza rispetto alla tecnica. I suoi piedi erano quelli di un fine dicitore di gioco, i suoi goal furono raramente espressioni di potenza.

giovedì 26 marzo 2020

Luigi CEVENINI


«La Juventus ingaggia Zizì – scrive Caminiti – il terzo di questi fratellastri sempre affamati e sempre affumati (il fumatore più incallito è lui, va anche in campo con la sigaretta infilata dappertutto) per sentirsi più forte, le ambizioni con l’avvento della famiglia Agnelli sono naturalmente cresciute. Zizì arriva con Barisone, Galluzzi e Mario Varglien; si va a tentoni, il falso conte (Mazzonis non ha le velleità di mostrarsi di sangue blu) cerca di affidare a Carlo Carcano alessandrino giocatori validi.

mercoledì 25 marzo 2020

Leonardo SPINAZZOLA


«Stando alla Juventus ho visto la mentalità vincente, i giocatori campioni fuori e dentro al campo e quindi penso di essere nell’età giusta per dare il mio meglio. Sono molto felice della stagione passata l’anno scorso con la Juventus perché sono andato oltre le mie aspettative. Il primo anno in bianconero ho subito il diverso spessore della squadra, la pressione di vincere sempre, un’altra mentalità, ed è stato tutto difficile. In più ho avuto l’infortunio e per me è stata tutta una rincorsa su tutto. Sono migliorato tanto».

martedì 24 marzo 2020

Ezio SCLAVI


Sono pochi coloro che ricordano Ezio Sclavi, portiere laziale degli anni Trenta e per una stagione, quella del 1925-26, alla Juventus, quale riserva di Giampiero Combi. Sclavi era dotato di una classe eccezionale per cui era considerato un portiere formidabile, specialmente nelle palle alte e, spesso, anche in quelle a terra era da considerarsi imbattibile. Nonostante, però, fornisse in continuazione prove degne dei migliori guardiani dell’epoca, alla Nazionale ci arrivò solamente tre volte e sempre in sostituzione di Combi, che allora nel suo ruolo non aveva rivali.

lunedì 23 marzo 2020

Giuseppe GALDERISI


«Galderisi ebbe un momento di fortuna che oggi si potrebbe definire sfacciata – scrive la pungente penna di Caminiti – nell’esordio in Serie A dal 60’ in sostituzione di Marocchino, avvenuto a Perugia in un match senza goal, il 9 novembre 1980, le sue doti si erano potute appena intuire, doti di sveltezza innanzitutto. Poi il 14 febbraio 1982 giocò contro il Milan e segnò i tre goal della sua vita, e Boniperti, cioè il più silenzioso presidente dell’intera storia del pallone, gli dedicò una frase, anzi un pensiero, ricco di una grande virtù: la generosità.

domenica 22 marzo 2020

Juan Eduardo ESNAIDER


Nato a Mar de la Plata, in Argentina, il 5 marzo 1973, la carriera di questo talentuoso giocatore è fulminea; dopo appena sei presenze nella massima serie argentina con il Ferro Carril, a soli diciannove anni si trasferisce al Real Madrid. Sembra il primo passo di una grande scalata, ma il carattere difficile e l’indisciplina saltano subito all’occhio, soprattutto con la maglia delle giovanili dell’Argentina. Nel 1993 è ceduto al Real Saragoza; quella che sembra una retrocessione è in realtà la svolta. Eduardo gioca bene e contribuisce alla vittoria in Coppa del Re e nella Supercoppa spagnola.

Sergio CERVATO


Figlio di contadini, è nato a Carmignano di Brenta (PD), il 22 marzo del 1929 ed è scoperto diciottenne nel Bolzano dal maestro Luigi Ferrero; tre anni dopo è già in Nazionale. È uno di quelli dello scudetto fiorentino ma i tifosi viola lo lasciano partire senza clamorose contestazioni. Cervato sta per compiere trent’anni e sembra un vecchio combattente pieno di ferite: ha avuto guai a un piede (il famoso piede freddo che, a suo tempo, aveva bloccato anche Meazza) e si dice che fosse troppo spesso esposto a strappi muscolari.