giovedì 1 dicembre 2022

Salvatore SCHILLACI


Nasce a Palermo il primo dicembre del 1964 da una famiglia povera. Il calcio è la sua passione e dopo un campionato nella categoria Dilettanti, approda al Messina, dove gioca dal 1982 al 1989 segnando un’infinità di goal. La Juventus lo nota e lo acquista nel 1989 insieme con un altro attaccante semisconosciuto, Pierluigi Casiraghi, e lo fa esordire in Serie A il 27 agosto 1989. Da quel momento inizia la favola di Totò, che realizza il sogno da bambino, giocando nella squadra per la quale ha sempre fatto il tifo.

mercoledì 30 novembre 2022

Ernesto TOMASI


Giocatore juventino per tre stagioni, dal 1937 al 1940, fu un interno di regia molto abile nella costruzione del gioco e nell’ultimo passaggio. Militò in bianconero negli anni successivi al quinquennio aureo e si fece apprezzare non solo per le sue doti tecniche, ma anche per la squisita bontà del suo tratto umano. Quella dell’epoca di Tomasi era una Juventus decisamente forte, contando su una formazione tipo comprendente: Bodoira; Foni e Rava; Varglien I, Monti e Varglien II; Bellini, Borel II, Gabetto, Tomasi e Defilippis, con Depetrini, Borel I Amoretti, Santià e Bergonzini come validi rincalzi.

martedì 29 novembre 2022

Sandro SALVADORE


Sandro Salvadore era uno dei pochissimi difensori, se non l’unico, che teneva i calzettoni arrotolati sulle caviglie, come Omar Sivori. All’epoca non era obbligatorio portare i parastinchi, a lui davano fastidio e li metteva solo in casi eccezionali. Mostrava gli stinchi nudi agli avversari, senza timore. Detto Old Billy, soprannome proveniente dalla grande ammirazione per Billy Wright, mitico centromediano dell’Inghilterra che sconfisse 4-0 l’Italia di Valentino Mazzola allo Stadio Comunale di Torino, il 16 maggio 1948. Billy fu adottato come nome di battaglia da Salvadore: «Potenza del nome, suonava bene, e poi apparteneva a un gran regista difensivo, un pilastro dell’Inghilterra dei maestri».

lunedì 28 novembre 2022

Alessandro ALTOBELLI


In fondo la faccia, o meglio, l’espressione di quella faccia, è la stessa – afferma Tony Damascelli sul “Guerin Sportivo” del 3 agosto 1988 –. «Scusate il ritardo» non è soltanto il titolo di un film, ma lo slogan che accompagna la vita di Alessandro-Massimo Altobelli-Troisi, uno che a 33 anni («vi prego, dite 32», ci corregge) ricomincia dalla Juventus, tanto per restare in film, anzi in tema.

domenica 27 novembre 2022

Lionello MANFREDONIA


Lionello Manfredonia: uno, nessuno, centomila – scrive Nicola Calzaretta sul “Guerin Sportivo” del 25-31 agosto 2009 –. Difensore, centrocampista, giocatore universale. Dalla Lazio alla Roma, passando per la Juventus dell’ultimo Platini. Precocemente avviatosi al calcio sorretto da un talento non comune, per il biondino nato ai Parioli. Scudetto Primavera e la Serie A con la Lazio, la Nazionale maggiore: tutto d’un fiato, intorno ai vent’anni. Poi, sul più bello, l’entrata sbagliata proprio sotto il naso dell’arbitro: rosso inevitabile. Un’ingenuità che lo ha condotto dritto nel girone dei calciatori maledetti, con tanto di squalifica per una brutta storia, forse più grande di lui.

sabato 26 novembre 2022

Denis ZAKARIA


Colpa di Vlahovic – afferma Francesco de Core sul “Guerin Sportivo” del maggio 2022 – se non fosse stato per il serbo, che si è subito preso la ribalta per intero, e tutte le immagini, tutto l’inchiostro possibile, le chiacchiere e le ovazioni da rockstar, staremmo a parlare di Denis Zakaria come dell’orologiaio che ha rimesso le lancette del centrocampo juventino al posto giusto, e al giusto andamento. E poi ci si è messo pure un infortunio muscolare all’adduttore: fuori contro il Villarreal, a Torino, e chissà che con lui Allegri non avrebbe ritrovato la quadra e la strada per proseguire il cammino in Champions.

venerdì 25 novembre 2022

Gianfranco ZIGONI


«Quello è un “musso”, è un “figlio de puta” e poi ha troppe donne che lo sfiniscono, ma quando vuole è un purosangue». Queste parole, pronunciate da Saverio Garonzi, presidente di Gianfranco Zigoni nei suoi anni a Verona, riassumono perfettamente la personalità e il carattere del nostro. Pare di vederlo ancora, Zigo, che si toglie pelliccia e cappello, il suo abbigliamento da panchina, saluta il suo pubblico e, se gli gira bene, porta a casa la partita con un paio di prodezze.

giovedì 24 novembre 2022

RUI BARROS


È stato il Porto, squadra dall’andatura ubriacante, di bassotti rapaci, a incrementare in Italia la conoscenza del calcio portoghese – afferma Vladimiro Caminiti su “Hurrà Juventus” del settembre 1988 –. Personalmente ricordo certe grandi prestazioni della Nazionale lusitana contro tedeschi e francesi, i suoi scatenatissimi puffi hanno sempre riscosso la mia simpatia. In verità, in Portogallo i giocatori non vengono misurati in altezza, nemmeno i portieri, come succede ahimè in Italia, tranne che da parte di addetti ai lavori coscienti e preparati. E la storia della Juventus è qui ad ammonirci, coi vari Sernagiotto, Bo, Muccinelli, per non citare il solito ruggente Furino, che la statura nulla ha da dividere e condividere con la vera classe. E poi c’è quel tal proverbio, in botte piccola con quel che segue...

mercoledì 23 novembre 2022

Cesare VALINASSO


Nasce a Torino, il 27 novembre 1909. Ultimo di tre figli (il padre era sarto) mosse i primi passi nell'Oratorio Michele Rua di Torino. Nel 1928 entrò nelle giovanili della Reggina, disputando sei partite nel corso della stagione 1928-29. In seguito, a causa del servizio di leva, passò alla Novellara e alla Biellese. In quel periodo esordì anche in Nazionale giovanile, in occasione di un incontro vinto per 8-1 contro la Francia.

martedì 22 novembre 2022

Vincenzo IAQUINTA


Quaranta goal in 109 presenze nella Juventus – si legge su www.Juventusnewsradio.,it del 18 novembre 2012 – questa è la media di Vincenzo Iaquinta in quattro stagioni passate nella rosa juventina, all’ombra della Mole. Un’ottima media per una prima punta, specie trovandosi come terza scelta al fianco della storica coppia Del Piero-Trézéguet. Sebbene sia ancora membro dentro la società della Vecchia Signora, l’ex bomber bianconero di Crotone è già da considerarsi un ex, poiché non rientra minimamente nei progetti di Antonio Conte per la sua nuova Juventus, e già da oltre un anno non scende più in campo in partite ufficiali con la maglia bianconera, essendo utilizzato giusto in qualche amichevole interna a Vinovo e vivendo da separato in casa, quello che probabilmente è il suo ultimo anno nella squadra Campione d’Italia.

lunedì 21 novembre 2022

Ferenc HIRZER


È bravo e intelligente – scrive Renato Tavella sul libro “Il romanzo della grande Juventus” –, il suo gioco taglia come rasoiate il campo e va a incidere, con particolare precisione, nelle difese avversarie. I tifosi si rallegrano. La sua capigliatura rosseggiante volteggia sul prato, la testa alta del campione di razza, il tiro saettante e improvviso, il goal come naturale conseguenza. La Gazzella han preso a chiamarlo, per come si muove sulla corsa lineare e potente, volando a pelo d’erba. L’ungherese, non solo si distingueva per le doti di scattista, ma riusciva a fermare l’attenzione dei tifosi anche al termine di ogni sgroppata quando, con noncuranza, estraeva dal pantaloncino un piccolo pettine e, guadagnato un angolo del campo, riordinava la chioma ondeggiante. Manco fosse un attore, come il compagno di squadra Pastore.

domenica 20 novembre 2022

Gianpiero COMBI


Nato a Torino, il 20 dicembre 1902, milita esclusivamente nelle file della Juventus. Portiere di grande classe, Combi è una delle colonne della squadra che domina per tanti anni in Italia. Con i bianconeri vince cinque volte il Campionato d’Italia: nel 1926, nel 1931, nel 1932, nel 1933 e nel 1934, totalizzando 367 presenze. Forma con Rosetta e Caligaris il più famoso terzetto di difesa che sia mai esistito. Di media statura per quell’epoca (171 centimetri), muscolato in modo meraviglioso, ha una struttura fisica robustissima. È detto Fusetta, che in dialetto piemontese significa lampo, petardo.

sabato 19 novembre 2022

Kurt HAMRIN


Figlio di un imbianchino, il piccolo Kurt nasce come calciatore già a cinque anni, quando entra nei pulcini dell’AIK Solna, squadra di un sobborgo della capitale svedese Stoccolma. È vispo, astuto e intelligente; sul campo, gli spunta una minuscola cresta dì capelli: da pulcino si trasforma velocemente in galletto. Kurt è sempre l’ultimo a lasciare lo stadio; rivestiti i panni borghesi, si ferma per ore e ore ad ascoltare i racconti degli anziani, che parlano di geni del football emigrati in Italia per formare un trio leggendario, il GRE-NO-LI.

venerdì 18 novembre 2022

Darko KOVACEVIC


«Sono un ambizioso». È la spezia che Darko Kovacevic mette sul piatto della conversazione ogni tre frasi pronunciate – scrive Matteo Marani sul “Guerin Sportivo” del 9-15 febbraio 2000 –. Una piacevole ossessione che lo sta spingendo a essere la sorpresa più importante della Juve 2000 e dell’intero campionato. Darko si alza di continuo il bavero del cappotto, quasi come avesse un tic. E così abbigliato, simile a un eroe poliziesco o a una guardia del corpo, riparte spedito: «No, non mi accontento di dire che sono nella Juve o di guadagnare i soldi che una squadra come la Juve ti può offrire. Io voglio giocare, fare tante reti e trionfare. Sono un ambizioso».

giovedì 17 novembre 2022

Pedro SERNAGIOTTO


A soli cinquantasette anni – scrive Umberto Maggioli su “Hurrà Juventus” dell'aprile 1965 – è mancato improvvisamente a San Paolo del Brasile, dove era nato nel novembre 1908, Pietro Sernagiotto, calciatore che ha onorato lo sport sui campi di gioco del vecchio e del nuovo continente, italiano di stirpe, brasiliano di nascita, juventino di adozione. Di lui nell’ambiente bianconero è stato e sarà sempre vivo il ricordo: sia di uomo che di giocatore.

mercoledì 16 novembre 2022

Paulo DYBALA

 

Ci vorrebbe un colpo di genio Juventus – scrive Enzo Palladini sul “GS” del maggio 2016 – ci vorrebbe l’Avvocato. Una pennellata d’autore, come quella che paragonò Roberto Baggio a Raffaello o quella che ha regalato l’immortalità calcistica a Del Piero con l’accostamento a Pinturicchio. Per Paulo Dybala servirebbe quel sorriso ironico, quella erre moscia. Ma l’Avvocato, si sa, è uno dei personaggi meno imitabili della storia recente. O meglio: lo è dal punto di vista vocale, non certo da quello umano.