giovedì 29 ottobre 2020

Edwin VAN DER SAR


Il primo portiere straniero della storia della Juventus, nasce e cresce nel vivaio dell’Ajax; fino a sedici anni, Edwin, non pensa affatto che il suo futuro possa essere quello del calciatore. Il giovane olandese si preoccupa solamente di prendere il diploma di commerciante per aprire un negozio nella sua Voorhout. Gioca saltuariamente a calcio con gli amici, in una piccola squadra dilettantistica dal nome quasi impronunciabile, il Noordwijk. Come tutti gli olandesi, anche Edwin conosce benissimo la fama dell’Ajax e, quando un emissario della formazione più famosa d’Olanda lo va a visionare e gli propone un contratto, non ci pensa due volte e si trasferisce ad Amsterdam.

mercoledì 28 ottobre 2020

Stefano PIOLI


Pioli come Cabrini? – si domanda Massimo Burzio su “Hurrà Juventus” dell’ottobre 1984 – Ancora una volta la Juventus si dimostrerà capace di lanciare e «consacrare» un giovane campione di appena diciannove anni? Accade (sembra passato, ormai, tanto tempo) nel 1976 con quel ragazzo dal sorriso luminoso e dalla classe cristallina che oggi, dopo aver vinto un Mundial, è una colonna bianconera e un punto fermo per la nuova nazionale di Enzo Bearzot.

martedì 27 ottobre 2020

Nicola LEGROTTAGLIE


Nasce a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 20 ottobre 1976; muove i primi passi nel calcio nelle giovanili del Bari, senza riuscire a esordire in prima squadra. A vent’anni inizia un lungo peregrinare per l’Italia; dalla Pistoiese, dove con Catuzzi diventa centrale difensivo dopo anni a centrocampo, al Prato; dalla Reggiana al Modena. La squadra del destino è il Chievo; a Verona, trascorre tre periodi diversi, l’ultimo dei quali è decisivo. Infatti, nel campionato 2000-01, i clivensi approdano, per la prima volta, in Serie A ed anche Nicola fa il grande salto.

lunedì 26 ottobre 2020

Robert JARNI


Fra gli ex di Juventus e Torino – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia Bianconera del 17 febbraio 2018 – trova posto anche Robert Jarni: il croato ha giocato una sola stagione sia in bianconero che in granata, ma la sua carriera è stata comunque ricca di soddisfazioni. Non completamente compreso sotto la Mole, il biondo di Čakovec, classe 1968, ha comunque messo insieme una carriera lunga e decorosa, che l’ha portato a vestire le maglie di otto club: fra questi, anche il Real Madrid, con il quale ha vinto la Coppa Intercontinentale nel 1998.

domenica 25 ottobre 2020

JUVENTUS - VERONA


26 gennaio 1986 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-VERONA 3-0
Juventus: Tacconi; Favero e Cabrini; Bonini Brio e Scirea; Mauro (dall’80’ Pioli), Pin, Serena, Platini e Laudrup. In panchina: Bodini, Caricola, Briaschi e Pacione. Allenatore: Trapattoni.
Verona: Giuliani; Ferroni e Galbagini; Tricella, Marangon (dal 23’ Turchetta) e Briegel; Bruni, Verza, Galderisi, Vignola e Larsen-Elkjær. In panchina: Spuri, Giolo, Gnesato e Roberto. Allenatore: Bagnoli.
Arbitro: Pieri di Genova.
Marcatori: Platini al 49’, Serena al 69’, Laudrup al 71’.

sabato 24 ottobre 2020

Domenico PENZO


Lo «zingaro» del gol è arrivato a Torino con una valigia piena di sogni. – scrive Angelo Caroli su “Hurrà Juventus” del settembre 1983 – Il trentenne Domenico Penzo tocca la vetta di una carriera che si è ravvivata solo a Verona. Ma i dati anagrafici non gli impediscono di riempire i bagagli di ambizioni. «La strada è ancora lunga – dice spesso con un sorriso discreto – e l’approdo alla Juventus non è certo un punto di arrivo».

venerdì 23 ottobre 2020

Ian RUSH


Nasce a Saint Asaph, nel Galles, il 20 ottobre 1961, Arriva alla Juventus nell’estate del 1987 con la fama di miglior attaccante del mondo, in virtù delle valanghe di goal segnati con il Liverpool (alla fine della sua carriera saranno 346 in 658 partite) e dei numerosi trofei sollevati, fra cui la Scarpa d’oro. Prenotato dalla squadra bianconera, che vince la concorrenza dei maggiori club europei, un anno prima è destinato a far coppia con Platini, per riproporre grandi coppie del passato, in particolare quella composta da Sivori e da Charles.

giovedì 22 ottobre 2020

Gianpietro MARCHETTI


Dal piccolo paese del bresciano alla metropoli torinese. Marchetti è rimasto semplice come il ragazzino che cercava di dribblare all’oratorio anche il parroco e che il destino dirottò ben presto a Chiari. «Da ragazzino quando giocavo all’oratorio, io facevo il tifo per i bianconeri. Quante liti con gli amici nerazzurri o rossoneri! Non mi sarei mai immaginato che un giorno avrei portato anch’io quella maglia che amavo tanto».

mercoledì 21 ottobre 2020

Luciano MARANGON


Ha lasciato il calcio giocato nel 1987 – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve l’8 febbraio 2020 – a nemmeno trentun anni compiuti. Terminata la carriera agonistica ha lavorato come procuratore ed ha anche scritto un libro sulla sua vita (“Luna Tonda”, realizzato in collaborazione con Argia Di Donato) ma pare aver trovato la sua dimensione professionale solo da quando si è trasferito a Ibiza, dove ha aperto un locale molto frequentato durante la stagione turistica.

martedì 20 ottobre 2020

Romeo BENETTI


22 giugno 1979, il pomeriggio è caldo, la pista di Caselle assolata. Dall’aereo proveniente da Roma sbarca la Juventus, reduce da Napoli, dove ha conquistato la Coppa Italia. I bianconeri sono stanchi dopo l’ultimo successo, ma sorride loro la prospettiva delle imminenti vacanze. Sorrisi e pacche sulle spalle, non tutti però sono allegri: per qualcuno, infatti, è il momento dell’addio; Romeo Benetti, oramai alla conclusione della sua esperienza in bianconero. Anche a Napoli, in occasione della sua ultima prestazione con la maglia juventina, il carro armato del centrocampo, ha offerto una grande prestazione, riscuotendo consensi dai critici e complimenti dai compagni.

lunedì 19 ottobre 2020

Eugenio CANFARI


Socio fondatore e primo presidente – scrive Renato Tavella sul suo libro “Dizionario della grande Juventus” – nato a Genova il 16 ottobre 1878. Eletto alla presidenza per la sensibilità del fratello maggiore Enrico, il più vecchio e autorevole dell’intera compagnia, ma anche come segno di riconoscimento da parte dei giovanissimi fondatori, per la disponibilità dimostrata nel mettere a disposizione l’officina di biciclette come punto di riferimento del club. Dopo un anno di reggenza lascia l’incarico per dedicarsi in maniera esclusiva al nascente mondo dell’automobile che gli sta a cuore.

domenica 18 ottobre 2020

Giacomo MARI


Nato a Vescovato (Cremona), il 17 ottobre del 1924, iniziò la carriera nella Cremonese; passò, poi, all’Atalanta all’inizio della stagione 1946-47, dove riuscì a imporre il suo nome all’attenzione dei tecnici e ottenere la convocazione per le Olimpiadi di Londra del 1948. La Juventus, protesa a rinverdire gli allori del passato e a ripetere le prodezze del quinquennio, decise di acquistarlo, insieme a Piccinini.

sabato 17 ottobre 2020

CROTONE - JUVENTUS


18 aprile 2018 – Stadio Scida di Crotone
CROTONE-JUVENTUS 1-1
Crotone: Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano e Martella; Barberis, Mandragora; Rohdén (dall’82’ Ajeti) e Diaby (dal 53’ Trotta); Simy e Stoian (dal 77’ Sampirisi). In panchina: Festa, Pavlović, Simić, Crociata, Izco, Nalini, Ricci, Zanellato e Tumminello. Allenatore: Zenga.
Juventus: Szczesny; Lichtsteiner, Benatia, Rugani e Alex Sandro; Matuidi, Marchisio (dal 54’ Bentancur) e Sturaro (dal 68’ Cuadrado); Douglas Costa, Higuaín e Dybala (dall’87’ Bernardeschi). In panchina: Buffon, Pinsoglio, Barzagli, Chiellini, Höwedes, Asamoah e Khedira. Allenatore: Allegri.
Arbitro: Fabbri di Ravenna.
Marcatori: Alex Sandro al 17’, Simy al 65’.

venerdì 16 ottobre 2020

Federico MUNERATI


Nel suo calcio, le ali giocavano entrambe avanti e il loro compito principale era quello di effettuare traversoni per i piedi o per la testa del centrattacco. Se il cross arrivava da sinistra, l’ala destra si proiettava incontro al pallone per incornarlo in rete e viceversa. Munerati sapeva fare in modo ottimale entrambe le cose, perché era un giocatore velocissimo e opportunista, con eccezionali doti di palleggiatore che gli permisero di vestire la maglia bianconera 254 volte e di realizzare ben 114 gol.

giovedì 15 ottobre 2020

David TREZEGUET


Il padre George, la mamma Beatrice e la sorella Fabiana sono nati a Buenos Aires; David, invece, nasce a Rouen, in Francia, il 15 ottobre 1977. Il papà, che è stato giocatore professionista, ha militato per quattro stagioni nel Rouen; poi, scaduto il contratto, ha riportato tutta la famiglia in Argentina. Trézéguet cresce nelle giovanili del Platense. All’età di diciassette anni, è chiamato in Francia dal Monaco.

mercoledì 14 ottobre 2020

Didier DESCHAMPS


Deschamps, anni 25 – scrive Angelo Caroli su “La Stampa” del 7 maggio 1994 – è stato acquistato per una cifra appena inferiore ai 2 miliardi di lire (indennità di fine contratto). Riceverà poco meno di un miliardo a stagione, vincolo triennale. Il motore dell’Olympique e della Nazionale francese era accompagnato dal suo consulente, Werth.

martedì 13 ottobre 2020

Massimo BONINI


Al termine della trionfale stagione del ventiduesimo scudetto, Boniperti lo ha definito: «Il nostro fantastico terzo straniero». Più che all’origine anagrafica (è nato a San Marino), il presidente si riferiva al costante rendimento offerto da Massimo Bonini. Il biondo centrocampista è un mostro di continuità, infaticabile e prezioso.

lunedì 12 ottobre 2020

Obou Narcisse Olivier KAPO


«Sono nato ad Abidjan, in Costa d'Avorio, il 27 settembre del 1980. Mi sono trasferito a Parigi, con la mia famiglia nel 1993 eppoi subito dopo ad Auxerre, dove ho cominciato dalle giovanili ed ho fatto tutta la trafila fino ad arrivare in prima squadra nel 1999. È stata una scuola di vita, una seconda famiglia. Posso dire senza dubbio che è l'ambiente ideale in cui maturare. Prima di allora avevo giocato un po' a calcio in Costa d'Avorio, ma in Francia ho imparato tutto. Arrivato in prima squadra ho avuto modo di misurarmi con il campionato francese, tutt'altro che semplice perché molto equilibrato. Abbiamo vinto la Coppa nazionale, un bel successo. Ho disputato la Champions League e la Coppa Uefa. Guy Roux è stato come un padre, affettuoso e severo al tempo stesso. Con lui ho vissuto un'esperienza indimenticabile, dava a noi giocatori l'impressione di essere protetti, di non essere mai soli».