sabato 24 agosto 2019

PARMA - JUVENTUS


8 gennaio 1995 – Stadio Tardini di Parma
PARMA – JUVENTUS 1-3
PARMA: Bucci (Galli dal 31’); Di Chiara (Benarrivo dal 48’), Minotti, Apolloni e Couto; Sensini, D.Baggio e Crippa; Branca, Zola ed Asprilla. In panchina: Castellini, Caruso e Pin. Allenatore: Scala.
JUVENTUS: Peruzzi; Ferrara, Torricelli, Fusi, (Jarni dal 60’) e Carrera; Paulo Sousa (Marocchi dall’84’), Tacchinardi e Conte; Vialli, Del Piero e Ravanelli. In panchina: Rampulla, Orlando e Di Livio. Allenatore: Lippi.
Arbitro: Ceccarini di Livorno.
Marcatori: Baggio al 57', Paulo Sousa al 63', Ravanelli al 70' e al 74' su rigore.

venerdì 23 agosto 2019

Giuseppe MEAZZA


Cannoniere di purissima razza, molto dotato tecnicamente, è uno dei giocatori più completi della ricca storia del nostro calcio. Soprannominato Balilla, è l’inventore del famoso goal a invito: tarda il tiro, lascia la prima mossa al portiere e lo infila freddamente sull’uscita. Meazza, è tre volte capocannoniere del campionato (nel 1930 con trentuno goal, nel 1936 con venticinque e nel 1938 con venti) e al termine dell’attività i suoi bersagli sono 267 che lo collocano sui gradini più alti dei cannonieri della Serie A.

giovedì 22 agosto 2019

Flavio EMOLI


Un campionato in prestito al Genoa e rientra alla Juventus per la stagione 1954-55, dove è subito titolare. Laterale di carattere indomabile e di ottima tecnica è il comprimario ideale dell’argentino Sivori per il quale si sacrifica in rincorse asfissianti. Compie un lavoro ordinato e preciso, fatto in funzione delle esigenze della squadra. Emoli sa conquistare il pallone con forza ed ha l’intelligenza di batterla in avanti, con immediatezza, al compagno meglio smarcato. Raramente i suoi disimpegni hanno messo in difficoltà la squadra, perché le sue avanzate erano fatte a ragion veduta, senza eccessivi sbilanciamenti in avanti, senza rompere l’equilibrio tra attacco e difesa.

mercoledì 21 agosto 2019

Massimo PILONI


Cresciuto nel settore giovanile bianconero, dove si fa valere anche grazie a un fisico da corazziere, Massimo Piloni da Ancona, classe 1948, detto Pilade, si fa le ossa nella Casertana in B. Nella stagione 1970-71, ritorna alla Juventus che, con gli innesti di Bettega, Causio, Spinosi, Capello, Landini e altri giovani di belle promesse, si prepara ai trionfi. Piloni è l’alternativa al titolare Tancredi e trova spesso spazio, in una stagione che vede i bianconeri battersi ad alto livello sia in campionato sia in Europa.

martedì 20 agosto 2019

Giovanni VECCHINA


La notizia della scomparsa di Nane Vecchina – scrive Alberto Fasano su “Hurrà Juventus” del maggio 1973 – ha colto gli amici bianconeri tra un’edizione e l’altra del nostro giornale. Ma il personaggio ci è troppo caro per non tributargli, sia pure in ritardo, un doveroso omaggio. Lo sapevamo da tempo malato, ma speravamo che la sua fibra eccezionale gli facesse superare le crisi sempre più frequenti e violente.

lunedì 19 agosto 2019

Sergio BRIO


2 marzo 1983. La Juventus è di scena a Birmingham per l’andata dei quarti di Coppa dei Campioni. Fa freddo, tanto freddo. Durante il riscaldamento, si cerca di far fronte alle intemperie coprendosi il più possibile. A un certo punto, i bianconeri notano un calciatore dell’Aston Villa che scalda i muscoli in canottiera. È Peter White, colui che ha segnato il goal che ha steso il Bayern nella finale della Coppa dei Campioni, il 26 maggio 1982 a Rotterdam.

domenica 18 agosto 2019

Vittorio SENTIMENTI


Nato a Bomporto (Modena) il 18 agosto 1918, è il terzo della dinastia di cinque fratelli, tutti dedicatisi al calcio (ben quattro dei quali arrivati al palcoscenico maggiore: Arnaldo II, Lucidio IV e Primo V); cresce nelle file del Modena che, negli anni precedenti la seconda Guerra Mondiale, militava in Serie A e, per tradizione, era solito schierare giocatori di notevole grinta e di eccellenti qualità atletiche.

sabato 17 agosto 2019

Thierry HENRY


È uno dei più grandi rimpianti della gloriosa storia juventina; liquidato (dopo solamente mezza stagione) anche a causa di un clamoroso equivoco tattico. Infatti, era impiegato, spesso e volentieri, come esterno sinistro del centrocampo a cinque, in pratica da terzino, nonostante al Monaco si fosse messo in luce come un attaccante dotato di ottimi mezzi fisici, capace di svariare su tutta la zona d’attacco. Tecnico, rapido e dotato di grande senso del goal, nella squadra del Principato rende quasi inutile la presenza una seconda punta al suo fianco per la completezza del suo repertorio.

venerdì 16 agosto 2019

Manuele BLASI


Nasce a Civitavecchia in provincia di Roma, il 17 agosto 1980. Cresce nella società giallorossa, senza però mai scendere in campo; nell’estate del 1998, viene ceduto a un’altra compagine giallorossa, il Lecce. In Puglia rimane solamente quella stagione, poi ritorna alla Roma, con la quale disputa solamente cinque gare. Il primo campionato del nuovo secolo lo affronta con la maglia del Perugia; finalmente, Manuele può esprimere tutte le sue potenzialità, che sono enormi.

giovedì 15 agosto 2019

Claudio Cesare PRANDELLI


Dici jolly e pensi al generico, al professionista che è in grado, più o meno, di ricoprire qualsiasi compito. Per Prandelli, tutto ciò è vero, ma c’è dell’altro e non va sottovalutato. Cesare è, nel suo genere, uno specialista: ci vuole, infatti, un temperamento particolare, unito a doti fisiche tutt’altro che comuni, per essere all’altezza del compito abitualmente svolto da Prandelli.

mercoledì 14 agosto 2019

Mario ASTORRI


Negli anni dei Sentimenti, si fa valere anche un piacentino acquistato per avere una valida alternativa al giovanissimo Boniperti appena sbarcato dal Momo: si chiama Mario Astorri, è del 1920 e nella Spal, dove è cresciuto, ha segnato cataste di goal in tutti i modi possibili.

martedì 13 agosto 2019

Mark IULIANO


«Mi fanno la stessa domanda da vent’anni. Al supermercato, in banca, dal dentista. Una volta all’aeroporto mentre facevo pipì. Siamo caduti insieme. In alcuni casi, è stato dato anche sfondamento. In un’azione così veloce, pochi avrebbero fischiato il rigore: io no, perché sono tifoso juventino. Nessuno ricorda nient’altro, né che l’anno prima segnai il goal scudetto all’Atalanta. Restiamo solo io, Ronnie e il replay. Scherzando, dico che mi ha reso immortale».

lunedì 12 agosto 2019

Francesco MORINI


Veste la maglia bianconera nell’estate del 1969, arrivato, dalla Sampdoria, in compagnia di Bob Vieri. Due personaggi completamente differenti: lui pisano (nato a Metato, frazione di San Giuliano Terme) concreto, attento, preciso, attaccato alla professione; il pratese geniale, quanto incostante, promessa mai mantenuta nel nostro calcio. L’allenatore della Juventus è Luis Carniglia, un esigente sognatore, il quale avrebbe voluto che tutti i propri giocatori, anche uno stopper, saltassero gli avversari con un tunnel. Morini non aveva per niente queste caratteristiche e si trovò a disagio.

domenica 11 agosto 2019

Gianluca PESSOTTO


Pessottino per chi gli vuole bene. E sono in tanti che lo stimano e che gli vogliono bene. Vent’anni di calcio, comincia a quattordici nelle giovanili del Milan; vive in collegio e la solitudine, il freddo, la nostalgia di tanti bambini che crescono così, con il loro sogno sotto il cuscino sono i suoi compagni di camera. È stato un trauma lasciare il suo Friuli, poco più che ragazzo. Lontano da casa sente la mancanza della famiglia, degli affetti più cari, degli amici di infanzia. Stringe i denti, fa grossi sacrifici e studia da perito aziendale e corrispondente in lingue estere, sognando di diventare un calciatore famoso, come i neo Campioni d’Europa del Milan che, tra gli altri, allineano Carletto Ancelotti.

sabato 10 agosto 2019

Michelangelo RAMPULLA


Nasce, juventino, a Patti, in provincia di Messina, il 10 agosto 1962. Cresce nella Pattese e, diciottenne, muove i primi passi, nel calcio che conta, con la maglia del Varese, in Serie B, dove ben presto conquista la maglia di titolare ai danni dell’esperto Rigamonti.

venerdì 9 agosto 2019

Filippo INZAGHI


Il più forte giocatore scarso di tutti i tempi. Potrebbe essere questo l’identikit di Filippo Inzaghi, detto Pippo. Scarso tecnicamente, goffo nei dribbling, costantemente a testa bassa, egoista come pochi. Eppure, riesce a sopperire alle mancanze grazie a un istinto e a un fiuto del goal da autentico killer. Nessuno come lui sa giocare sul filo del fuorigioco, nessun avversario può dormire sonni tranquilli, perché Pippo è letale come un cobra, basta un istante di distrazione e la palla è in rete. «Non è Inzaghi a essere innamorato del goal, è il goal a essere innamorato di Inzaghi», sentenzia Emiliano Mondonico.

giovedì 8 agosto 2019

Lamberto LEONARDI


Alla Juventus, Leonardi arriva trentunenne da Varese – racconta Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” dell’agosto 1973 – in un anno in cui pare giungano nomi illustri a rinnovare la squadra in ogni reparto. Il suo arrivo non è casuale: l’idea è quella di ricostruire il tandem che a Varese, due anni prima, aveva destato sensazione: Anastasi-Leonardi. E La squadra, dopo una partenza piuttosto infelice, si assesta in ogni reparto e comincia a risalire la china. Leonardi, piano piano, conquista il pubblico torinese, che usa per lui lo stesso nome abbreviato di Leoncini, Leo.

mercoledì 7 agosto 2019

Roberto TAVOLA


Nato a Pescate, in provincia di Como, il 7 agosto 1957, cresce nell’Atalanta, con la quale fa il suo esordio in Serie A, l’11 settembre 1977 nella partita contro il Perugia. Rimane nella società orobica fino all’estate del 1979, quando è acquistato dalla Juventus. In quegli anni, sono molti gli affari che si concretizzano fra le due società; Scirea, Cabrini, Marocchino, Prandelli, Bodini, tanto per fare alcuni esempi. La Juventus deve sostituire un pezzo da novanta, come Romeo Benetti e consegna la maglia numero dieci a Tavola.