martedì 15 gennaio 2019

ATHIRSON


Nasce a Rio De Janeiro il 16 gennaio 1977 e cresce in un quartiere ricco, da una famiglia benestante: il padre è un ufficiale in pensione, la madre infermiera, i quattro fratelli periti informatici. Athirson inizia a tirare calci al pallone nella scuola di calcetto del quartiere, il Grajau Country, cominciando a far intravedere qualcosa di buono: gli osservatori del Flamengo lo notano e ben presto gli aprono le porte della prima squadra. È il 1996 e Athirson comincia a giocare nelle varie rappresentative nazionali (Under 17, Under 20 e poi, addirittura, la Seleçao, in sostituzione di Roberto Carlos); nel 1998 è dato in prestito al Santos, e in Brasile ci si stropiccia gli occhi per le gesta di questo imprendibile terzino sinistro dal goal facile; nella stagione 1999-2000, tornato al Flamengo, mette a segno ben dieci reti.

lunedì 14 gennaio 2019

Alberto BERTUCCELLI


Nasce a Viareggio (Lucca) il 14 gennaio 1924. Cresciuto nella Lucchese, nell’estate del 1949 sembra debba finire al Torino, che sta faticosamente ricostruendo la squadra scomparsa a Superga: un infortunio determina però un raffreddamento nelle trattative fra rossoneri e granata, e il forte difensore approda così alla squadra bianconera. Bertuccelli è un terzino molto grintoso; la sua velocità e il suo scatto, uniti a un tocco di palla raffinato e a un impeccabile anticipo, lo fanno diventare un ottimo terzino “sistemista”, abile non solo nell’interdizione ma anche nella costruzione del gioco.

domenica 13 gennaio 2019

Tomás RINCÓN


«Per capire il motivo per cui Tomás Rincón è soprannominato El General – si legge sul sito ufficiale bianconero il 3 gennaio 2017 – basta osservarlo in campo. Combattivo, risoluto, fondamentale per qualsiasi centrocampo in cui giochi, Rincón unisce alla sua grinta e alla sua caparbietà un piede capace sempre di mettere la palla al posto giusto. Ventottenne, alto 175 centimetri, Rincón nasce a San Cristóbal, in Venezuela, e muove i suoi primi passi nel mondo nel calcio nella sua nazione, prima allo Zamora FC e poi al Deportivo Táchira.

sabato 12 gennaio 2019

Pablo Daniel OSVALDO


11 maggio 2014: si sta giocando un inutile Roma-Juventus, in quanto la compagine bianconera ha già in bacheca il terzo scudetto consecutivo. È il novantaquattresimo minuto e la partita sta per terminare con un poco esaltante 0-0. La palla è fra i piedi di Pogba che la smista sulla destra, verso Lichtsteiner. Lo svizzero entra in area e crossa rasoterra, il pallone arriva al centravanti juventino che non ci pensa due volte e scaraventa il pallone in rete. Il match termina in quell’istante e sancisce la vittoria bianconera.

venerdì 11 gennaio 2019

Roberto PEREYRA


Roberto Maximiliano Pereyra è una delle belle novità della stagione – scrive Paolo Rossi su “HJ Magazine” del gennaio 2015 – arrivato a Torino forte di un’importante esperienza nel nostro calcio, l’argentino sta dimostrando grande continuità di prestazioni e lo spirito di un ragazzo che conferma di avere buona personalità e non solo sul versante tecnico. Nella Juventus di un altro Massimiliano, mister Allegri, Pereyra rappresenta una sicurezza.

giovedì 10 gennaio 2019

Attilio LOMBARDO


Arriva a Torino nell’estate del 1995, dopo aver trascorso nella Sampdoria una parte importante della sua carriera; sei stagioni, dopo essere approdato a Genova dalla Cremonese; in pratica, lo stesso tragitto percorso da Vialli, il quale, come Attilio, si è prima imposto all’attenzione con i blucerchiati di Mantovani ed ha poi salutato il mare e il sole della Liguria, per tuffarsi in una nuova esperienza a Torino. Cammini paralleli, dunque, che si ricongiungono sotto la Mole Antonelliana.

mercoledì 9 gennaio 2019

Adrian MUTU


Rumeno di Călinești, classe 1979, cresciuto nell’Argeș Pitești, poi alla Dinamo Bucarest, arriva in Italia a vent’anni, nel 1999, acquistato dall’Inter, in cerca di talenti da far sbocciare. Dopo quattordici partite e qualche goal, inizia un lungo viaggio che lo porta a prima a Verona e poi a Parma. «L’Inter era una squadra con tanti campioni. Il primo giorno che sono arrivato nello spogliatoio ero seduto vicino a Vieri. Poi c’erano Baggio, Ronaldo, Zamorano, Blanc, Zanetti, Panucci. Pensavo che non avrei mai giocato. Non avevo pazienza, volevo mettermi subito alla prova. Una volta, in allenamento, Lippi mi prese per l’orecchio e mi disse: “Ragazzino, sei giovane, non bruciare le tappe, perché avrai il tuo spazio!” Mancavano quattordici partite alla fine del campionato e ne giocai sei da titolare, ma c’era tanta pressione.

martedì 8 gennaio 2019

Daniele FORTUNATO


Classe 1963, arriva alla Juventus nell’estate del 1989, proveniente dall’Atalanta; è un vero jolly, capace tanto di giocare a centrocampo quanto in difesa. Ha un unico vero limite, una lentezza davvero esasperante. Daniele si arrabbia quando glielo fanno notare: «Non capisco questa critica, sinceramente. Non sarò velocissimo, però non ricordo un avversario che mi sia andato via in velocità, né a centrocampo, né in difesa. Credo di avere tempismo e senso della posizione. Ma la verità è che le critiche mi piovono addosso solo quando perdiamo. Se si vince, nessuno si accorge se sono lento o meno. Comunque, se proprio bisogna trovare un difetto al sottoscritto, va bene la lentezza, tanto più che un fulmine di guerra comunque non sono mai stato».

lunedì 7 gennaio 2019

Marco STORARI


Pisano doc (essendo nato nella città della torre pendente il 7 gennaio 1977), cresce nel Ladispoli per poi trasferirsi al Perugia nel 1995. Dal capoluogo umbro parte un lungo girovagare che attraversa tutta Italia, con una puntatina anche nella penisola iberica, più precisamente nella squadra del Levante: resterà in Spagna solamente sei mesi, causa i problemi economici della società. Questo l’elenco delle città “visitate” dal buon Marco: Montevarchi, Ancona, Napoli, Messina, Milano (sponda Milan, con il quale vince la Champions League), Levante, Cagliari, Firenze, Milano (ancora il Milan), Genova (sponda blucerchiata).

domenica 6 gennaio 2019

Pasquale VIVOLO


Il campionato, alla fine degli anni Quaranta, assomiglia parecchio a una grande Legione Straniera e anche i campioni nostrani più genuini, faticano ad affermarsi: uno di questi è Pasquale Vivolo da Brusciano, provincia di Napoli, La Cremonese ha fiducia in questo ragazzo di tecnicamente molto dotato, poco più che ventenne, e nel 1948 gli dà spazio. Alla Juventus lo tengono subito d’occhio e, nell’estate del 1949, il ragazzo sbarca a Torino con prospettive, a dire il vero, non esaltanti: davanti a lui ci sono autentici campioni come Præst, Hansen, Boniperti e Muccinelli, e non è facile farsi largo.

sabato 5 gennaio 2019

Paul Arnold WALTY



Half-back destro, cioè terzino, è una specie di personaggio salgariano, con baffi spropositatamente lunghi; impiegato di bella presenza nella vita di tutti i giorni, è una colonna della squadra Campione d’Italia del 1905.
«Walty – scrive “La Stampa Sportiva” – il ventriloquo della squadra, gode pure nel pubblico di molte simpatie, per la sua tenacia, per la sua abilità e per il suo aureo silenzio nella partita. Ha il solo torto di avere i baffi già un po’ lunghi e ciò, se gli attira una tacita e rispettosa ammirazione, gli nega l’entusiasmo irrompente». 

venerdì 4 gennaio 2019

Marcelo SALAS


Nato a Temuco in Cile, debutta nella prima divisione cilena nel 1994, appena ventenne, con la maglia dell’Universidad de Chile. Il suo primo campionato è strepitoso: venticinque partite e ventisette goal. Nelle stagioni successive, però, deve fare i conti con una maturità calcistica che tarda ad arrivare e anche con la sfortuna: nel 1995 disputa ventisette partite e realizza diciassette reti, mentre nel 1996 gioca appena dieci gare andando a segno solamente cinque volte.

giovedì 3 gennaio 2019

Hasan SALIHAMIDŽIĆ


Nasce a Jablanica in Bosnia-Erzegovina il primo giorno dell’anno 1977. Soprannominato Brazzo (che significa fratello) è un giocatore ambidestro molto duttile e versatile, tanto è vero che è in grado di ricoprire praticamente quasi tutti i ruoli di movimento. Arriva a Torino nell’estate del 2007, dopo aver vinto, con il Bayern Monaco, sei campionati tedeschi, quattro edizioni della Coppa di Germania, una Champions League (con un’altra finale persa) e una Coppa Intercontinentale.

mercoledì 2 gennaio 2019

Nestor COMBIN


Estate 1964: è appena finito, male, l’anno di transizione con Monzeglio. A Genova i rossoblu fanno la festa a una Juventus irriconoscibile, orfana di Sivori capitano. Questa Juventus non accontenta nessuno: quinto posto finale, grazie a qualche sprazzo isolato in una stagione di nebbia. L’anno successivo cambiano molte cose, la direzione lavora con acume e serenità; certo, miracoli non se ne possono fare, ma arrivano ugualmente alcuni validi rinforzi.

martedì 1 gennaio 2019

Lilian THURAM


Lascia a soli nove anni l’isola di Guadalupa per trasferirsi, con la famiglia, a Parigi. La sua prima squadra è il Fontainebleau, dove viene notato dai dirigenti del Monaco. Debutta nella massima divisione francese il 24 maggio 1991; l’anno successivo inizia la scalata che lo porterà a diventare uno dei migliori difensori del mondo. Un problema alla vista lo costringe a giocare con le lenti a contatto; un piccolo handicap che comunque non condiziona assolutamente le sue prestazioni. Anzi, per sei anni, offre un rendimento sorprendente e il Monaco diventa una squadra rocciosa, difficile da battere.

lunedì 31 dicembre 2018

Vincenzo TRASPEDINI


Arriva alla Juventus nell’estate del 1965, dopo aver vagato per squadre e squadrette di mezza Pianura Padana; è stato anche al Torino, quando ancora era fanciullo di belle speranze e i granata arrivavano dalla Serie B. Da Varese, ultima meta di peregrinazioni calcistiche, si allontana malvolentieri e non senza rimpianti; l’ambiente di Masnago, infatti, gli aveva portato fortuna e di amici ne aveva conquistato molti a suon di goal, ma il passaggio alla Juventus esalterebbe chiunque; certo, la Vecchia Signora non è più da qualche tempo la squadra pigliatutto, ma resta sempre una grande protagonista.