giovedì 21 giugno 2018

Michel PLATINI


L’avventura juventina di Michel Platini comincia il 30 aprile del 1982; è l’ultimo giorno utile per tesserare il secondo straniero e la Juventus ha già scelto Zbigniew Boniek. Boniperti, nonostante la Juventus sia a tre giornate dalla fine del campionato, decide di scaricare Liam Brady, l’irlandese prelevato dall’Arsenal due anni prima, e di puntare sull’asso francese. L’avvocato Agnelli ha scoperto Michel due mesi primi, ed è convinto che Platini è l’uomo giusto per avviare un ciclo europeo della Juventus, gran vuoto della storia bianconera. Agnelli parla della sua idea con Boniperti e con Trapattoni, e, nonostante qualche perplessità, sono tutti d’accordo. Michel non vede l’ora di arrivare a Torino, nonostante le sirene del Real Madrid, dell’Arsenal e del Bayern Monaco. I suoi nonni lasciarono l’Italia nel 1919, erano di Agrate Conturbia, un piccolo centro del Novarese, a pochi chilometri da Barengo, la patria di Boniperti.

mercoledì 20 giugno 2018

Giovanni VIOLA


Nasce nel 1926 a San Benigno Canavese, a venti chilometri da Torino; cresciuto nel vivaio bianconero, è mandato in Serie B a Carrara, in seguito a Como, infine in Serie A nella Lucchese, per fare esperienza e maturare. A ventitré anni, ritorna alla Juventus, quella che, nel 1950, avrebbe vinto il primo scudetto dopo il favoloso e oramai remoto quinquennio d’oro. Il giovane Viola è un portiere atipico per quei tempi, che volevano gli estremi difensori come personaggi stravaganti e un poco matti. È serio e gentile, con la faccia chiara, i capelli impomatati e pettinati lisci all’indietro come certi divi del cinema anni Trenta, che non si scomponevano neppure nelle fasi più concitate del gioco. Il suo stile è sobrio, essenziale, l’uomo è mite, capace di esibirsi in parate meravigliose.

martedì 19 giugno 2018

Július KOROSTELEV


Nasce a Pure St.Martin, in Cecoslovacchia, il 19 giugno 1923. Arriva alla Juventus nell’estate del 1946, in compagnia del connazionale Vycpálek, proveniente dall’A.K. Bratislava. Ala di buon talento e in possesso di un tiro tanto forte quanto potente, Korostelev riesce sempre a capire come deve comportarsi, a seconda dello spazio di manovra nell’azione da svolgere. Quando non trova avversari davanti a sé, la sua direzione di corsa è diritta e veloce, quando è circondato da avversari, si esibisce in arresti, guizzi e serpentine. Al momento del tiro, poi, mostra un’efficacia piuttosto rara per quel ruolo. Alto, magro, veloce, furbo e tenace, sa non solo concludere, ma anche sfruttare i lanci dei compagni, con tiri al volo o micidiali colpi di testa.

lunedì 18 giugno 2018

Fabio CAPELLO


Oscar Massei, un interno argentino di buona classe arrivato alla Spal, dopo l’esordio italiano con la maglia dell’Inter, era l’idolo di Fabio Capello. Il grande Giuseppe Meazza, osservatore della società neroazzurra lo aveva bocciato: «Bravo ma lento, ottima tecnica ma poca verve». E così Massei era approdato a Ferrara, dove aveva trovato l’ambiente adatto. Nella Spal dei giovani si stava mettendo in evidenza un goriziano forte e intelligente, che giocava a centrocampo.

domenica 17 giugno 2018

Marco BORRIELLO


Diventa bianconero il 3 gennaio 2012, non ancora trentenne. Approda a Torino fra lo scetticismo generale, poiché dal punto di vista tecnico-tattico non aggiunge molto al già nutrito parco attaccanti. L’accoglienza dei tifosi non è delle migliori, dopo il rifiuto del giocatore di indossare la maglia juventina nell’estate precedente. Antonio Conte, mister bianconero, garantisce per lui e le contestazioni dei tifosi si limitano a qualche striscione. Il 15 gennaio 2012, Borriello indossa per la prima volta la maglia bianconera, giocando una decina di minuti, nell’incontro casalingo contro il Cagliari. Marco è palesemente fuori condizione: i movimenti sono goffi e impacciati e il rendimento è sicuramente inferiore alle attese. È schierato titolare in Coppa Italia, contro Roma e Milan, non lasciando un segno tangibile della sua presenza.

sabato 16 giugno 2018

Giuseppe Oscar DAMIANI


È stato un ottimo giocatore e, forse, avrebbe avuto maggiore fortuna, se soltanto avesse adoperato quella diplomazia che oggi, dopo una lunga carriera come manager di calcio, gli è caratteristica e che anni fa sembrava invece fargli difetto. È stato probabilmente l’ultima ala destra dei tempi moderni, con il suo frenetico svariare sulla fascia destra del terreno di gioco. Damiani è stato, nel calcio italiano, l’ultimo interprete di un tipo di gioco offensivo che oggi tecnica e tattica non permettono e non concepiscono più. Ala destra pronta a scattare e poi a crossare oppure a saltare al limite dell’area il difensore per poi andare al tiro, era soprannominato Flipper proprio per il suo modo di giocare che ricordava per rapidità, scatto, vivacità e imprevedibilità, la pallina di uno di quei giochi che oggi sono finiti nei depositi di rottami per far posto ai più moderni video game.

venerdì 15 giugno 2018

Michael LAUDRUP


Nasce a Copenaghen nel giugno del 1964. Suo padre è un bravo centrocampista del Vanlose, del KB København, del Brøndby e della Nazionale. Michael segue il papà anche in Austria, dove milita nel Wiener Sportklub. Il cucciolo osserva e impara. Un giorno papà Finn lo vede in cortile mentre tira calci al pallone e capisce che il biondino ha talento. Michael imita la carriera del padre militando nel Vanlose, nel Brøndby e nel KB København dove esplode. Rientra nel Brøndby giusto il tempo per entrare nell’obiettivo della Nazionale e della Juve. A Boniperti lo consigliano John Hansen e Mario Astorri.

giovedì 14 giugno 2018

Enzo ROBOTTI


Una sola stagione, quella 1956-57 dei “Puppanti”, per Enzo Robotti, forte difensore alessandrino. Troverà gloria nella Fiorentina (dove vince la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia) e nella Roma, partecipando pure al nefasto Mondiale cileno del 1962.

mercoledì 13 giugno 2018

Kingsley COMAN


«Voglio solo dire grazie. Grazie a tutti per tutto. Ho fatto solo un anno ma è stato un anno fantastico che non dimenticherò mai. E non so se ci rivedremo. In bocca al lupo. Forza Juve». Laconiche parole per un saluto che ha il sapore dell’addio. Kingsley Coman nasce a Parigi, il 13 giugno 1996 e cresce come calciatore nella compagine parigina, con grande felicità del padre, da sempre tifoso del PSG. Coman è un’ala molto veloce, con una tecnica sopraffina e la capacità di calciare in modo preciso sia con il piede destro che con quello sinistro. Brucia tutte le tappe, è il più giovane debuttante nella Ligue 1 nella partita persa dal PSG contro il Sochaux per 2-3, il 17 febbraio 2013. Kingsley ha anche un caratterino non male, tanto è vero che l’anno dopo decide di non rinnovare il proprio contratto con la compagine francese.

martedì 12 giugno 2018

Beniamino VIGNOLA


Nato a Verona il 12 giugno 1959, cresce nella squadra scaligera e dall’organico gialloblu, dopo aver debuttato in Serie A, si separa nell’estate del 1980 per accasarsi all’Avellino. La Juventus, battuta una nutrita concorrenza, si assicura le prestazioni del biondo rifinitore per il campionato 1983–84. Dotato di una classe limpidissima e di un tiro preciso e potente che usa con una discreta disinvoltura, Vignola difetta di continuità essendo fisicamente molto fragile; abbastanza veloce e reattivo, con un discreto dinamismo ma poco solido nei contrasti, necessita spesso di pause quasi fisiologiche, tanto è vero che Brera lo definisce il nuovo abatino (ogni riferimento a Rivera è puramente voluto).

lunedì 11 giugno 2018

Guglielmo OPPEZZO


Tetragono mediano, aveva la tempra e la stoffa atletica del vercellese calciatore. Fece il suo esordio nella Juventus il 13 settembre 1953, prima gara del campionato 1953-54. C’erano Viola; Bertuccelli e Manente; Parola, Ferrario e Oppezzo, Muccinelli, Montico, Boniperti, John Hansen e Præst. Il solido vercellese disputò, in quella stagione, diciotto partite. Memo aveva, nell’istinto, la scelta necessaria per entrare nel midollo dell’attacco in marcia e sapeva realizzare il suggerimento dell’istinto con la prontezza, la sicurezza e soprattutto la chiarezza d’accento che distinguono i centrocampisti di razza; era un coraggioso lavoratore.

domenica 10 giugno 2018

József VIOLA


Jeno Karoly, l’allenatore della prima Juventus di Edoardo Agnelli, era stato allenatore del Savona. Con lui, che già insegnava calcio, c’era un giocatore magiaro, József Viola, difensore centrale, che seguì poi il tecnico nel suo viaggio a Torino. Chi lo ha visto giocare, sostiene che, dopo Monti e Parola, Viola può essere considerato il più forte centromediano nella storia bianconera, in tempi nei quali i giocatori di questo ruolo non avevano ancora l’aiuto del libero. Le scarne cronache di allora lo descrivono come un giocatore eclettico, tecnicamente molto dotato, ma amante del gioco rude, maschio.

sabato 9 giugno 2018

Gianluigi SAVOLDI


Nato a Gorlago (Bergamo) il 9 giugno 1949 – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” – fratello di Beppe Mister Miliardo, centravanti del Napoli e del Bologna, cresce nell’Atalanta. Dopo un paio di stagioni trascorse in prestito a Trevigliese e Viareggio, torna in neroazzurro, dove lo preleva la Juventus nell’estate 1970; arriva in compagnia di Novellini, centravanti ma non troppo, e nessuno sa di preciso dove e come possa giocare nella Juventus un tipo come lui.

venerdì 8 giugno 2018

David PLATT


Raggiunge la Juventus nell’estate del 1992, come tredicesimo juventino di madrelingua inglese: del resto era scritto che Platt sarebbe arrivato a Torino, lo era da oltre un anno. Da quando, cioè, il Bari specificò sul contratto del giocatore che, in caso di cessione, sarebbe stata interpellata subito la Juventus. Trattativa complessa ma abbastanza scontata: alla fine Trapattoni ottiene il giocatore dinamico ed eclettico che cercava. Platt diventa il Tardelli di Chadderton: simile forza agonistica, simile rapidità di esecuzione.

giovedì 7 giugno 2018

Luca FUSI


Nato a Lecco il 7 giugno del 1963, esordisce, nemmeno diciannovenne, in Serie A, con il Como. La sua carriera si snoda vestendo anche le maglie della Sampdoria (con cui vince la Coppa Italia del 1988), del Napoli (vincendo la Coppa Uefa del 1989 e lo scudetto del 1990) e del Torino (dove conquista la Coppa Italia del 1993), prima di approdare alla Juventus. Una carriera in punta di piedi, in silenzio, ha portato Luca dall’altra parte della barricata, alla Juventus. La sua serietà, la sua correttezza di atleta e di uomo, le sue qualità tecniche, hanno consentito che, il passaggio dalla maglia granata a quella bianconera, sia avvenuto serenamente e senza clamori.

mercoledì 6 giugno 2018

Jonathan BACHINI


Nasce a Livorno, il 5 giugno 1975. Esordisce nel 1994 in C1 con l’Alessandria, per arrivare in serie A con Udinese e Lecce, dove esordisce nel 1997; con la maglia bianconera friulana, Jonathan esplode definitivamente, segnalandosi come uno dei migliori esterni del campionato. Con le sue progressioni sulla fascia e i cross pennellati, consente a Bierhoff prima e ad Amoroso poi di segnare parecchi goal. Ma Bachini riesce, soprattutto, a conquistare la stima di Dino Zoff, che lo fa esordire in Nazionale il 10 ottobre del 1998, contro la Svizzera. Diventa inevitabile la promozione in una grande squadra e nell’estate del 1999 si trasferisce alla Juventus.