martedì 17 luglio 2018

Umberto MALVANO


«Nato a Moncalieri il 17 luglio 1884 – ricorda Renato Tavella – figlio di Alessandro, assessore della città di Torino, spicca trai ginnasiali del D’Azeglio come uno dei promotori più accalorati all’idea Juventus. Nel gioco si distingue come abile avanti e milita da titolare fino al 1904. Partito per il servizio militare, non partecipa alla vittoria del primo campionato. Invitato in quel periodo a giocare nel Milan, con i rossoneri vince il titolo 1906. Tornato a casa, ritorna a vestire la maglia bianconera fino allo scoppio della Grande Guerra. Negli anni Venti viene nominato tra i vicepresidenti della Federazione Gioco Calcio».

lunedì 16 luglio 2018

Christian ABBIATI


Ha la miglior media di goal subiti tra tutti i portieri – scrive Mario Bruno su “Hurrà Juventus” del marzo 2006 – di Serie A (nello specifico, sette reti incassate nell’arco di sedici partite, media 0,437). Christian Abbiati, il portiere che il Milan ha prestato con gesto “caspita, complimenti” alla Juventus a causa del maxi guaio nato dallo scontro tra Kaká e Buffon, storia del Trofeo Berlusconi di fine agosto 2005. Super Gigi se ne uscì con la spalla lussata, da operare ad ogni costo, con una prognosi per il recupero di un centinaio di giorni e con tutte le pacchetto-complicazioni del caso (perché un portiere lo si ritrova non soltanto quando è OK dal punto di vista fisico ma anche e soprattutto quando sente di nuovo dentro di sé il ruggito del leone.

domenica 15 luglio 2018

Marco DI VAIO


Attaccante molto veloce, ficcante e dotato di un tiro molto potente e preciso, viene acquistato dalla Juventus, nell’ultimo giorno del calciomercato edizione 2002. Proviene dal Parma, proprio pochi giorni dopo aver giocato e segnato contro la Vecchia Signora nella finale della Supercoppa Italiana: «Eravamo a Tripoli. Nel primo tempo meglio loro e 1-0 di Del Piero, poi siamo usciti noi ed io ho fatto un gran secondo tempo, ma ancora Del Piero ha fatto 2-1. Si diceva che dovessi andare all’Inter, dopo che Ronaldo era stato ceduto al Real, ero convinto, invece mi chiamò il mio agente Alessandro Moggi e mi disse che mi aveva preso la Juve».

sabato 14 luglio 2018

Giorgio MASTROPASQUA


Il calcio totale olandese degli anni Settanta ha creato molteplici proseliti. Ma non tutti sanno che la prima squadra ad adottare questa nuovo credo calcistico è la Ternana di Corrado Viciani, che crea il cosiddetto gioco corto. La novità particolare riguarda il ruolo di libero, che non deve soltanto fungere da difensore in seconda battuta (da qui l’appellativo usato fino ad allora: battitore libero), il calcio moderno chiede a lui molto di più. Deve sapersi sganciare per poter dare il proprio apporto illuminante alla manovra, in poche parole deve saper costruire il gioco; anziché limitarsi a distruggere. E Giorgio Mastropasqua (un ventenne cresciuto nel vivaio juventino e prestato alla compagine umbra) impara alla perfezione la lezione tattica, che pure lascia scettico più di un conoscitore del mondo calcistico italiano.

venerdì 13 luglio 2018

Giorgio STIVANELLO


Giorgio Stivanello – scrive Angelo Caroli su “Hurrà Juventus” del febbraio 2001 – è una delle pedine su cui il dottor Umberto Agnelli tenta di ricostruire la Juve ingrigita nell’epoca dei “Puppanti”. I giovani sono volenterosi e pieni di speranze, ma non sono smaliziati e non possono puntare in alto. Nell’estate del 1956 il dottore preleva dal Padova un’ala sinistra veloce e puntigliosa. Ha la pelle talmente scura che se indossa un caffettano lo si scambia per un tunisino che porta a spasso un branco di dromedari. Anche i capelli sono neri e perfino gli occhi, che fissano come setter smaniosi.

giovedì 12 luglio 2018

Christian VIERI


Figlio d’arte, nasce a Bologna ma cresce in Australia. Per qualche anno si limita a correre dietro ai canguri, poi papà Vieri riporta la famiglia in Italia e, nel 1989, Bobo inizia a correre con i ragazzi del Prato. Nel 1990 è notato dagli osservatori del Torino che, per cento milioni di lire, lo portano al Filadelfia. La prima stagione gioca con la Primavera; la seconda debutta in Serie A. Entra nel grande calcio il 15 dicembre 1991 in Torino-Fiorentina (2-0), disputa sei partite (un goal) e inizia il campionato 1992-93 con una presenza. In novembre è ceduto in prestito al Pisa e nel 1993 passa al Ravenna, sempre con la formula del prestito.

mercoledì 11 luglio 2018

Piero GILLI


Negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, Piero Gilli, appena diciassettenne, essendo nato a Torino nel 1897, giocava nella prima squadra del Piemonte, tecnica compagine che ospitava allora nomi illustri, come quelli di Valobra, Boggio (passati poi al Torino) e Faroppa. Due anni dopo, Gilli diventò il centromediano della U.S. Torinese, un’altra formazione di grande prestigio della quale facevano parte il portiere Giacone, i fratelli Boglietti e l’indimenticabile Pio Ferraris.

martedì 10 luglio 2018

Paolo DI CANIO


Estate del 1990, la Lazio deve monetizzare e vende Di Canio alla Juventus. Per Paolo (pur se a malincuore) è un’importante opportunità di fare carriera passando da una squadra che staziona a centro classifica a una che in teoria dovrebbe concorrere per il titolo ogni anno. È la squadra di Maifredi, quella del cosiddetto gioco champagne.

lunedì 9 luglio 2018

Gianluca VIALLI


Nasce a Cremona il 9 luglio 1964 e proprio nella squadra della sua città natale inizia la carriera, arrivando a disputare quattro campionati in prima squadra, contrassegnati da due promozioni: dalla C1 alla B nel 1980-81 e dalla B alla A nel 1983-84. La villa dei Vialli, a Cremona, tutti chiamano ancora Castello. Perché sono ricchi, i Vialli. Vecchia storia: «Quello è il figlio di un miliardario», dicevano. Allora, Gianluca si infastidiva e la madre Maria Teresa smentiva: «Borghesi, ecco che cosa siamo. Diciamo che stiamo bene, non ci lamentiamo di certo. Mio marito lavora ed ha cinque figli grandi: come potrebbe essere ricco? Gianluca ha un modo di fare elegante che non dipende dai soldi, ma dalla tradizione di una famiglia della quale fanno parte ingegneri, professionisti ed anche un rettore universitario».

domenica 8 luglio 2018

Giancarlo MAROCCHI


Da Imola, classe 1965 è un centrocampista di talento sbocciato, giovanissimo, nel Bologna di Maifredi: «Maifredi è un tipo particolare, con il quale ho ottenuto successi strepitosi a Bologna. A Torino, non è stato così abile da ripetere le stesse imprese. Difficile stabilirne i motivi, lui non ha saputo reagire, noi non abbiamo saputo aiutarlo». Venne acquistato dal Bologna all’età di quindici anni, per due milioni di lire; fece la normale trafila, fino al fugace esordio in Serie B, seguito dalla retrocessione in Serie C. Ha vissuto il crollo dei rossoblu, ma anche la rinascita, partecipando a quest’ultima da protagonista.

sabato 7 luglio 2018

Giuseppe CORRADI


Nato a Modena, il 7 luglio 1932, sarebbe, oggi un terzino destro fluidificante di primo ordine; più elegante che grintoso, dotato di ottima tecnica individuale, era più valido in fase di disimpegno e nella costruzione delle azioni di rilancio che nel rompere le insidie avversarie, che prevedevano, a quei tempi, di mandare il pallone in tribuna. Arrivò alla Juventus giovanissimo, avendo subito l’onore di fregiarsi di uno scudetto, vinto al termine del campionato 1950-51, quando giocò alcune gare al posto del titolare Bertuccelli.

venerdì 6 luglio 2018

Karl Aage HANSEN


Gli aeroporti – scrive Alberto Fasano su “Hurrà Juventus” del marzo 1975 – sono quasi sempre luoghi di incontri piacevoli e imprevisti. In quello di Copenaghen, all’improvviso, mi sono trovato faccia a faccia con quel simpaticone di Karl Hansen, il danese che nella stagione 1950-1951 era stato acquistato dalla Juventus per conferire maggior nerbo a una linea attaccante già tanto ricca di stile e di classe. Martino, l’argentino, era rimasto soltanto un anno: era arrivato, aveva dato formidabili saggi delle sue virtù calcistiche, poi era tornato in Sud America con la sua biondissima ed esigentissima moglie.

giovedì 5 luglio 2018

Giuseppe FURINO


Palermo e Torino, Torino e Palermo. Questa, salvo una breve parentesi a Savona, è la storia calcistica di Beppe Furino. Nasce, nel capoluogo siciliano, il 5 luglio del 1946: «Mio padre, maresciallo di finanza, era stato trasferito da Palermo ad Avellino quando avevo appena sei mesi, nella città irpina ho vissuto fino a tre anni. Poi la minacciosa diffusione di un’epidemia indusse mia madre, che era nata a Ustica e apparteneva a una famiglia fortemente radicata sull’isola, a mandarmi per qualche tempo dai suoi genitori. Nonno Peppino era stato sindaco di Ustica negli anni cinquanta e, con nonna Silvia, gestiva uno di quei negozi in cui si vende di tutto e che rappresentano il punto di riferimento dell’intera comunità. Zio Domenico invece, genio e sregolatezza della famiglia, faceva il medico fra Palermo e Ustica. La famiglia di mio nonno era molto amata dalla gente anche perché, durante la guerra, non aveva lesinato aiuti a chi si trovava in difficoltà. L’ambiente per me, oltre che sano, era affettivamente ideale anche fuori dall’ambito familiare. E così, prima che l’italiano o il napoletano, ho imparato il dialetto siciliano, che ancora oggi esercita su di me un fascino straordinario. Dopo appena un anno sono tornato ad Avellino. A otto anni mi sono trasferito a Napoli e a quindici definitivamente a Torino».

mercoledì 4 luglio 2018

Giampiero BONIPERTI


«Ho avuto tante offerte. Inter, Milan, Roma, il Grande Torino. Era stato Valentino Mazzola a fare il mio nome a Ferruccio Novo. Il presidente mi ricevette nel suo ufficio: “Commendatore” – gli dissi – sono della Juve, non posso”».
Nasce a Barengo (Novara) il 4 luglio 1928. La Juventus lo preleva dal Momo, squadra dilettantistica del novarese, nell’immediato secondo dopoguerra e con i mai traditi colori bianconeri, nell’arco di quindici stagioni, disputa 460 partite (444 di campionato, tredici di Coppa Italia e tre nell’ambito della Coppa dei Campioni) realizzando 179 goal (178 in campionato e uno in Coppa Italia).

martedì 3 luglio 2018

Patrick VIEIRA


Classe 1976, nato a Dakar, a ventinove anni è uno dei più grandi centrocampisti al mondo e veste il bianconero dopo avere esaltato per nove anni i tifosi dell’Arsenal ed essere diventato, a furor di popolo, il capitano dei gloriosi Gunners, trascinandoli alla conquista di tre scudetti, quattro F.A. Cup e quattro Charity Shield. Una carriera che già aveva sfiorato il nostro calcio: a diciassette anni era stato per pochi mesi al Milan, sotto la guida di Capello, proveniente dal Cannes, la squadra che lo aveva lanciato. Il Vieira che conquista con la Nazionale francese il Campionato Mondiale 1998 e il Campionato Europeo del 2000, vinto a spese dell’Italia, è qualcosa di più e meglio di qualunque pur lusinghiero pronostico.

lunedì 2 luglio 2018

Riccardo CARAPELLESE


Gli bastavano, quando era in vena, il suggerimento di un mediano, il lancio di un terzino, una qualsiasi situazione tattica favorevole, per farlo diventare un cavallo grigio della squadra, cioè un destriero di pelo insolito che gli scommettitori avveduti degli ippodromi non trascurano mai, pena le conseguenze amare della sorpresa. Sorprendente e inatteso era il modo con il quale Carappa era solito impostare la sua azione, prettamente individuale. Uncinava il cuoio con uno stop sicuro ed efficace; in un baleno valutava la situazione, misurava la distanza e contava gli avversari. La sua manovra non obbediva mai a regole fisse, a schemi didattici; nasceva, viveva e si concludeva al puro stato di invenzione e proprio per questo risultava irripetibile e imprevedibile.