venerdì 20 settembre 2019

Carlo PAROLA


La prima passione di Carlo Parola fu la bicicletta; suo padre (scomparso prematuramente per una crisi cardiaca) ne costruì una per il figliolo, un autentico gioiello di tecnica e leggerezza. Parola abitava vicino al Motovelodromo ed imparò a solo otto anni a tenersi in equilibrio sulle curve in cemento ed a provare qualche sprint. Nell’intervallo tra una prova di velocità ed una di mezzofondo, Carletto inforcava la sua bicicletta ed inanellava tre o quattro giri in piena velocità, tra gli applausi della folla divertita e stupita.

giovedì 19 settembre 2019

Nicola AMORUSO


Nato in provincia di Foggia, a Cerignola, il 29 agosto 1974, cresce nelle giovanili della Sampdoria e, con la maglia blucerchiata, esordisce in Serie A, nella stagione 1993–94; le presenze di Nicola, in quella stagione, saranno otto, condite da tre realizzazioni. L’estate successiva torna in Puglia, nella Fidelis Andria; è una grandissima stagione per Nick: trentaquattro partite e quindici goal. Altro campionato, altra squadra; questa volta tocca al Padova: trentatré partite e quattordici goal, che gli valgono il trasferimento alla Juventus.

mercoledì 18 settembre 2019

Marino MAGRIN


È stato sfortunato, Marino Magrin; capitato in una delle peggiori Juventus di sempre (quella di Marchesi, tanto per intendersi) e costretto a sostituire, nel gioco e nel cuore dei tifosi, Michel Platini. Chiunque avrebbe capito che Marino non sarebbe mai stato in grado di rimpiazzare il divino Michel.

martedì 17 settembre 2019

Paolo DE CEGLIE


Nato ad Aosta il 17 settembre 1986 («Anche se io del valdostano ho ben poco – afferma Paolo – dalle mie parti la gente è un po' chiusa, ma non tanto come carattere, quanto geograficamente. Sono molto legati alla loro terra. Io, invece, amo viaggiare, vedere posti nuovi. Basti dire che mi piace più il mare della montagna. Sciavo, questo sì e mi piaceva anche. Però se devo scegliere il posto dove vivere, o anche solo trascorrere una vacanza, vado al mare, senza dubbio»), cresce nella “cantera” bianconera insieme a Marchisio e Giovinco con i quali esordisce in prima squadra in Serie B, nella stagione 2006-07. Mancino, ottima corsa e buona tecnica, è schierato da mister Deschamps come esterno alto: otto presenze e una rete (contro il Lecce di Zeman) il suo bottino di quel campionato.

lunedì 16 settembre 2019

Fabio CANNAVARO


Nasce a Napoli il 13 settembre 1973. Secondo di tre figli inizia subito a giocare a calcio e ad otto anni, dopo avere consumato scarpe e palloni sui campetti in terra di Fuorigrotta, entra nell’Italsider di Bagnoli. A undici anni approda al Napoli e, nel 1987, vince il primo trofeo importante, il campionato Allievi. È il periodo d’oro della società partenopea; il Napoli è Campione d’Italia per la prima volta nella sua storia, un’intera città che sogna con Diego Armando Maradona e Fabio, raccattapalle al San Paolo, può ammirare il suo idolo da vicino. Oltre al “Pibe de Oro” in quel Napoli delle meraviglie gioca pure il suo modello di difensore, Ciro Ferrara, dal quale Fabio apprende tutto, intervento in scivolata compreso.

domenica 15 settembre 2019

Sunday OLISEH


Agli inizi degli anni Sessanta, in tempi di frontiere ancora aperte, anche la Juventus guarda al continente africano alla ricerca di talenti. Ma non si concretizza l’acquisto più intrigante, quello di un ragazzo del Mozambico, tale Eusebio, che finisce al Benfica e contribuirà alle grandi fortune del club portoghese. Passano quindi decenni prima che l’Africa incroci, stavolta con esito positivo, la storia bianconera. Accade nel 1999, quando arriva, proveniente dall’Ajax, Sunday Mimmo Oliseh.

sabato 14 settembre 2019

FIORENTINA - JUVENTUS


24 gennaio 1971, Stadio Comunale di Firenze
FIORENTINA – JUVENTUS 1-2
FIORENTINA: Bandoni; Galdiolo e Longoni; Brizi (dal 45’ D’Alessi), Ferrante e Berni; Ghiandi, Esposito, Mariani, De Sisti e Chiarugi. In panchina: Superchi. Allenatore: Pesaola
JUVENTUS: Tancredi; Spinosi e Furino; Cuccureddu, Morini e Salvadore; Haller, Causio, Anastasi, Capello e Bettega. In panchina: Ferioli e Novellini. Allenatore: Picchi
ARBITRO: Toselli di Cormons
MARCATORI: Ferrante al 22’, Bettega al 36’, Causio su rigore al 49’

venerdì 13 settembre 2019

Luigi BERTOLINI


«Sono nato a Busalla, nel 1904, per caso. La mamma, prossima all’evento, abitava ad Alessandria, dov’era nata. Mio padre, Aristide, era di Caprino Veronese; un tipo strambo, per come posso rammentarlo. S’imbarcò per l’America che ero ancora bambino. Faceva il pittore e si aggiustava a suonare la chitarra. Un fratello di mamma aveva un negozio di frutta e verdura. Come ebbi l’età e la forza di lavorare mi volle con sé. Vita dura, mica scherzi. Mi alzavo di mattino presto, verso le quattro, per andare al mercato generale, con il carretto. Ne tornavo tre ore dopo e facevo il garzone di bottega.

giovedì 12 settembre 2019

Daniel FONSECA


Una carriera da bambino prodigio, nel Cagliari, nel Napoli e nella Roma. Daniel Fonseca, da Montevideo, classe 1969, alla Juventus dal 1997, assolve al meglio al compito di prima riserva degli attaccanti titolari, mettendo al servizio del collettivo il suo scatto proditorio ed il suo tiro tagliente, micidiale addirittura sui calci piazzati. Davanti, la coppia Inzaghi-Del Piero è quanto di meglio il nostro calcio sappia esprimere, ma la Juventus ha spesso bisogno del suo estro e della sua rapidità sotto porta.

mercoledì 11 settembre 2019

Leonardo COLELLA


Per risolvere il problema del centravanti apertosi con l’involuzione tattica di Boniperti, che andava trasformandosi da centrattacco in mezzala di regia, la Juventus optò per il mercato sudamericano, puntando su Gino Orlando, punta del São Paulo ed in odore di Nazionale brasiliana. Per alcune settimane i dirigenti juventini tentarono in tutte le maniere di portare a Torino il baffuto sfondatore paulista, ma questi tentennò parecchio prima di dire un no definitivo, spaventato dai gravami fiscali che gli venivano prospettati in caso di un suo soggiorno italiano.

martedì 10 settembre 2019

Mario LEMINA


Era giunto dal Marsiglia come un buon prospetto – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve, l’8 agosto 2017 – nulla più. Su di lui non c’era una particolare pressione, non era obbligato a fare subito la differenza: avrebbe potuto, dovuto crescere, in seno a un gruppo dove oltre al grande calcio si mastica anche la dottrina del sacrificio, del lavoro, del miglioramento costante.

lunedì 9 settembre 2019

Luigi PASETTI


Arriva alla Juventus ventiduenne dalla Spal, che è da sempre fucina di campioni – racconta Gianni Giacone – e dimostra subito di saperci fare, tanto da essere convocato da Bearzot, tecnico dell’Under 23. Il suo è un arrivo quasi in punta di piedi; i tifosi parlano degli acquisti boom, di Haller e di Anastasi ed è naturale che il nome di Pasetti compaia solo in secondo piano. I tifosi, però, si rendono conto che si sta forgiando una Juventus tutta nuova.

domenica 8 settembre 2019

Marco Antonio DE MARCHI


Nasce a Milano, l’8 settembre del 1966. La sua prima squadra professionistica è il Como, ma è un’esperienza non tanto felice. «Sono nato a Milano, ma sono passato al Como che avevo ancora i calzoncini corti. Però ero troppo giovane per firmare un cartellino vero e proprio, così mi dirottarono alla Garibaldina, una squadra satellite. Rimasi lì per sette stagioni e, nel frattempo continuavo a studiare. Sono arrivato al diploma magistrale e considero questo traguardo una mia piccola conquista. Non ho avuto tanto spazio, in riva al lago; da un lato la concorrenza, dall’altro l’età troppo verde. In compenso ho avuto ottimi maestri, da Pereni a Bianchi. Sono entrato anche nel giro della prima squadra senza andare però oltre la panchina. Era Bianchi, l’allenatore».

sabato 7 settembre 2019

Andreas MÖLLER


Nasce a Francoforte, il 2 settembre 1967. Arriva alla Juventus a venticinque anni dopo essersi messo in mostra nell’Eintracht Francoforte. La Juventus lo opziona al termine del Mondiale del 1990, ma non arriva subito, perché si teme un dualismo con Baggio, indiscussa stella della squadra bianconera. Quando Trapattoni ritorna sulla panchina juventina, accetta il rischio e lo accoglie a braccia aperte.

venerdì 6 settembre 2019

PAULO SOUSA


La Juventus trapattoniana arriva ai quarti di finale di una fondamentale Coppa Uefa, obiettivo primario di stagione, poiché in campionato le cose non vanno benissimo. Avversario il Benefica, gara di andata a Lisbona. Una battaglia, contro un avversario che lotta su ogni pallone, trascinato da un giovinotto che sembra avere la calamita ai piedi, tanto riesce in ogni contrasto a mantenere il pallone strettamente incollato al suo destro. Il suo nome è Paulo Sousa ed ha ventitré anni scarsi; non è solo un lottatore, ma è capace di lanci millimetrici e sa dettare pure egregiamente i tempi della manovra.

giovedì 5 settembre 2019

Vladimir JUGOVIĆ


Lo slavo con gli occhi di ghiaccio e un mezzo sorriso che guarda truce negli occhi Van der Sar, portierone dell’Ajax prima di trafiggerlo su rigore, la tiepida notte dello stadio Olimpico sullo sfondo di una finale di Champions League: è questa l’immagine che i tifosi bianconeri conserveranno per sempre nella loro memoria.

mercoledì 4 settembre 2019

Erik Olof MELLBERG


L’avventura bianconera di Mellberg ha inizio nel gennaio del 2008, quando è ufficializzata la sua firma sul pre-contratto con la Juventus e, sfruttando la sentenza Bosman, quindi acquistato dalla società torinese a parametro zero, raggiunge i suoi nuovi compagni durante il ritiro estivo di Pinzolo. L’esordio ufficiale con la maglia bianconera è il 26 agosto nella gara di ritorno del turno preliminare di Champions League, giocata a Bratislava contro l’Artmedia.

martedì 3 settembre 2019

Paolo MONTERO


Debutta a diciannove anni in serie A con il Peñarol, dopo aver praticato romantiche pedate con la classica Pelota de trapo, la palla di stracci, primo amore di ogni campione sudamericano: «Mio padre, Julio, è stato un asso del Nacional di Montevideo e della “Celeste”, la nazionale uruguagia. Nel mio destino c’era scritto che avrei ripercorso il cammino di papà; questione di cromosomi, di fatalità e di sangue. Al Peñarol sono arrivato che non avevo ancora diciotto anni; Menotti mi disse che sarei diventato come Passerella e toccai il cielo con un dito».