lunedì 23 luglio 2018

Alessio TACCHINARDI


Un grande fra i grandi protagonisti bianconeri, con 404 presenze, quindici reti e ben quindici trofei conquistati. Nato a Crema il 23 luglio 1975, non ci mette tanto a fare le sue scelte: la Juventus e Platini. D’altra parte in quei tempi (fine anni Settanta, primi Ottanta) la scelta era obbligata: c’era una squadra che vinceva e dettava legge e c’era un campione che parlava con la “R” moscia, dava spettacolo e incantava, oltre a risultare spietatamente decisivo. «Quando avevo dodici o tredici anni, mio padre mi portò a Torino per vedere per la prima volta dal vivo la mia squadra preferita. Era un Juventus-Sampdoria, ricordo ancora l’emozione per la cornice di folla del Comunale e per il fatto di poter vedere giocare dal vivo i miei idoli. Fu una bellissima partita, decisa da uno straordinario goal di Platini. Cosa potevo pretendere di più?».

domenica 22 luglio 2018

Benito SARTI


Anima semplice e grande terzino – scrive Angelo Caroli, su “Hurrà Juventus” dell'agosto 2000 – lo chiamavamo Boccolo D’oro per via dell’uso maniacale che faceva del fon per increspare la testa bionda di riccioli. Andiamo indietro negli anni, a cavallo dei Cinquanta e Sessanta. Benito è un difensore naturale, cresciuto a Padova dove, adolescente, scopre l’arte italiana di piegare la schiena sotto il peso di una cinghia di canapa per trainare un carretto pieno zeppo di frutta e ortaggi. Suo padre fa l’ortolano. Ogni giorno il bocia spinge quel trabiccolo per quaranta chilometri e alla fine della giornata si riposa all’ombra del monumento del Gattamelata, nella Piazza del Santo. E intanto gioca al pallone.

sabato 21 luglio 2018

Helmut HALLER


Nato ad Augsburg, in Germania, nel 1939, dopo una lunga e onorata carriera nel Bologna, oramai grassottello e appagato, si trasferisce alla Juventus nel 1968, convinto di poter terminare la sua carriera in pace e tranquillità. A Torino, trova il Ginnasiarca Heriberto Herrera, che lo torchia come un’oliva e lo restituisce alla più invidiabile delle condizioni fisiche. Comincia, così, una nuova vita da attaccante di fascia al servizio di una squadra giovanissima che trascina, con la sua classe e l’innegabile mestiere, alla conquista di grandi successi; addirittura, ritorna in Nazionale per i Mondiali del Messico del 1970, dopo essere stato protagonista assoluto ai Mondiali inglesi del 1966, portando la Germania in finale.

venerdì 20 luglio 2018

Norberto Murara NETO


Norberto Neto e la Juventus si salutano – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve, il 7 luglio 2017 – il portiere brasiliano è stato ingaggiato dal Valencia per sei milioni di euro più bonus. Il club spagnolo ha blindato l’oramai ex juventino con una clausola da 80 milioni di euro, mostrando grande convinzione nell’operazione. Il biennio trascorso sotto la Mole dall’estremo difensore mineiro può considerarsi positivo.

giovedì 19 luglio 2018

Jonathan ZEBINA


«Sono nato a Parigi da padre caraibico e madre francese. I miei fratelli ed io siamo nati nel XIV Arrondissment poi, anche per motivi economici, ci siamo trasferiti nella Banlieue. Il pallone è stato la mia prima passione, fin da quando ero piccolissimo. Ho anche giocato a tennis, imparato judo e, nel frattempo, studiavo solfeggio per suonare il sax, ma ho dovuto lasciare, perché l’allenatore mi ha detto che toglievo troppo tempo al calcio. Non aver continuato con la musica è un mio grande rimpianto. Comincio nella Banlieue con una squadra giovanile nazionale, poi sono andato per quattro anni a Cannes, alla scuola calcio che ha formato gente come Zidane, Vieira, Micoud».

mercoledì 18 luglio 2018

Domenico DURANTE


È il primo portiere della storia bianconera. Pittore di professione, è ingaggiato dai fondatori per difendere la rete della Juventus, nel 1901. Personaggio eccentrico, è ricordato per i celebri baffi e per il rapporto non proprio roseo con gli arbitri; a ogni decisione contestata, infatti, è solito girarsi verso i tifosi e, sventolando il berretto, urlare: «Mi appello al pubblico!» Secondo le cronache del tempo, dà il meglio di se stesso nella ripresa, dopo aver brindato a champagne nell’intervallo. Veste la maglia bianconera per undici stagioni, vincendo lo scudetto del 1905.

martedì 17 luglio 2018

Umberto MALVANO


«Nato a Moncalieri il 17 luglio 1884 – ricorda Renato Tavella – figlio di Alessandro, assessore della città di Torino, spicca trai ginnasiali del D’Azeglio come uno dei promotori più accalorati all’idea Juventus. Nel gioco si distingue come abile avanti e milita da titolare fino al 1904. Partito per il servizio militare, non partecipa alla vittoria del primo campionato. Invitato in quel periodo a giocare nel Milan, con i rossoneri vince il titolo 1906. Tornato a casa, ritorna a vestire la maglia bianconera fino allo scoppio della Grande Guerra. Negli anni Venti viene nominato tra i vicepresidenti della Federazione Gioco Calcio».

lunedì 16 luglio 2018

Christian ABBIATI


Ha la miglior media di goal subiti tra tutti i portieri – scrive Mario Bruno su “Hurrà Juventus” del marzo 2006 – di Serie A (nello specifico, sette reti incassate nell’arco di sedici partite, media 0,437). Christian Abbiati, il portiere che il Milan ha prestato con gesto “caspita, complimenti” alla Juventus a causa del maxi guaio nato dallo scontro tra Kaká e Buffon, storia del Trofeo Berlusconi di fine agosto 2005. Super Gigi se ne uscì con la spalla lussata, da operare ad ogni costo, con una prognosi per il recupero di un centinaio di giorni e con tutte le pacchetto-complicazioni del caso (perché un portiere lo si ritrova non soltanto quando è OK dal punto di vista fisico ma anche e soprattutto quando sente di nuovo dentro di sé il ruggito del leone.

domenica 15 luglio 2018

Marco DI VAIO


Attaccante molto veloce, ficcante e dotato di un tiro molto potente e preciso, viene acquistato dalla Juventus, nell’ultimo giorno del calciomercato edizione 2002. Proviene dal Parma, proprio pochi giorni dopo aver giocato e segnato contro la Vecchia Signora nella finale della Supercoppa Italiana: «Eravamo a Tripoli. Nel primo tempo meglio loro e 1-0 di Del Piero, poi siamo usciti noi ed io ho fatto un gran secondo tempo, ma ancora Del Piero ha fatto 2-1. Si diceva che dovessi andare all’Inter, dopo che Ronaldo era stato ceduto al Real, ero convinto, invece mi chiamò il mio agente Alessandro Moggi e mi disse che mi aveva preso la Juve».

sabato 14 luglio 2018

Giorgio MASTROPASQUA


Il calcio totale olandese degli anni Settanta ha creato molteplici proseliti. Ma non tutti sanno che la prima squadra ad adottare questa nuovo credo calcistico è la Ternana di Corrado Viciani, che crea il cosiddetto gioco corto. La novità particolare riguarda il ruolo di libero, che non deve soltanto fungere da difensore in seconda battuta (da qui l’appellativo usato fino ad allora: battitore libero), il calcio moderno chiede a lui molto di più. Deve sapersi sganciare per poter dare il proprio apporto illuminante alla manovra, in poche parole deve saper costruire il gioco; anziché limitarsi a distruggere. E Giorgio Mastropasqua (un ventenne cresciuto nel vivaio juventino e prestato alla compagine umbra) impara alla perfezione la lezione tattica, che pure lascia scettico più di un conoscitore del mondo calcistico italiano.

venerdì 13 luglio 2018

Giorgio STIVANELLO


Giorgio Stivanello – scrive Angelo Caroli su “Hurrà Juventus” del febbraio 2001 – è una delle pedine su cui il dottor Umberto Agnelli tenta di ricostruire la Juve ingrigita nell’epoca dei “Puppanti”. I giovani sono volenterosi e pieni di speranze, ma non sono smaliziati e non possono puntare in alto. Nell’estate del 1956 il dottore preleva dal Padova un’ala sinistra veloce e puntigliosa. Ha la pelle talmente scura che se indossa un caffettano lo si scambia per un tunisino che porta a spasso un branco di dromedari. Anche i capelli sono neri e perfino gli occhi, che fissano come setter smaniosi.

giovedì 12 luglio 2018

Christian VIERI


Figlio d’arte, nasce a Bologna ma cresce in Australia. Per qualche anno si limita a correre dietro ai canguri, poi papà Vieri riporta la famiglia in Italia e, nel 1989, Bobo inizia a correre con i ragazzi del Prato. Nel 1990 è notato dagli osservatori del Torino che, per cento milioni di lire, lo portano al Filadelfia. La prima stagione gioca con la Primavera; la seconda debutta in Serie A. Entra nel grande calcio il 15 dicembre 1991 in Torino-Fiorentina (2-0), disputa sei partite (un goal) e inizia il campionato 1992-93 con una presenza. In novembre è ceduto in prestito al Pisa e nel 1993 passa al Ravenna, sempre con la formula del prestito.

mercoledì 11 luglio 2018

Piero GILLI


Negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, Piero Gilli, appena diciassettenne, essendo nato a Torino nel 1897, giocava nella prima squadra del Piemonte, tecnica compagine che ospitava allora nomi illustri, come quelli di Valobra, Boggio (passati poi al Torino) e Faroppa. Due anni dopo, Gilli diventò il centromediano della U.S. Torinese, un’altra formazione di grande prestigio della quale facevano parte il portiere Giacone, i fratelli Boglietti e l’indimenticabile Pio Ferraris.

martedì 10 luglio 2018

Paolo DI CANIO


Estate del 1990, la Lazio deve monetizzare e vende Di Canio alla Juventus. Per Paolo (pur se a malincuore) è un’importante opportunità di fare carriera passando da una squadra che staziona a centro classifica a una che in teoria dovrebbe concorrere per il titolo ogni anno. È la squadra di Maifredi, quella del cosiddetto gioco champagne.

lunedì 9 luglio 2018

Gianluca VIALLI


Nasce a Cremona il 9 luglio 1964 e proprio nella squadra della sua città natale inizia la carriera, arrivando a disputare quattro campionati in prima squadra, contrassegnati da due promozioni: dalla C1 alla B nel 1980-81 e dalla B alla A nel 1983-84. La villa dei Vialli, a Cremona, tutti chiamano ancora Castello. Perché sono ricchi, i Vialli. Vecchia storia: «Quello è il figlio di un miliardario», dicevano. Allora, Gianluca si infastidiva e la madre Maria Teresa smentiva: «Borghesi, ecco che cosa siamo. Diciamo che stiamo bene, non ci lamentiamo di certo. Mio marito lavora ed ha cinque figli grandi: come potrebbe essere ricco? Gianluca ha un modo di fare elegante che non dipende dai soldi, ma dalla tradizione di una famiglia della quale fanno parte ingegneri, professionisti ed anche un rettore universitario».

domenica 8 luglio 2018

Giancarlo MAROCCHI


Da Imola, classe 1965 è un centrocampista di talento sbocciato, giovanissimo, nel Bologna di Maifredi: «Maifredi è un tipo particolare, con il quale ho ottenuto successi strepitosi a Bologna. A Torino, non è stato così abile da ripetere le stesse imprese. Difficile stabilirne i motivi, lui non ha saputo reagire, noi non abbiamo saputo aiutarlo». Venne acquistato dal Bologna all’età di quindici anni, per due milioni di lire; fece la normale trafila, fino al fugace esordio in Serie B, seguito dalla retrocessione in Serie C. Ha vissuto il crollo dei rossoblu, ma anche la rinascita, partecipando a quest’ultima da protagonista.