sabato 22 giugno 2024

Virginio DEPAOLI


Due campionati, quarantasette presenze complessive – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del dicembre 1972 – e sedici reti (e mezza...): ecco qui, il giorno in cui i calciatori verranno incasellati nella memoria di un «computer», questa potrebbe essere la scheda riassuntiva del Depaoli, centravanti juventino edizione 1966-67 e 1967-68. Senonché, intanto bisogna spiegare quel «mezzo gol», cosa che un calcolatore elettronico, nella sua fredda meticolosità, potrebbe non saper fare; e poi, non ci pare niente bello liquidare così un personaggio come Gigi Depaoli, heribertianamente scudettato e persino azzurro in più di una occasione. Le cifre ci danno del Depaoli-calciatore-juventino un ritratto sbiadito alquanto, estremamente comune, appiattito forse anche dal fatto che i suoi trascorsi bianconeri risalgono ad appena un lustro fa.

venerdì 21 giugno 2024

Michel PLATINI


L’avventura juventina di Michel Platini comincia il 30 aprile del 1982; è l’ultimo giorno utile per tesserare il secondo straniero e la Juventus ha già scelto Zbigniew Boniek. Boniperti, nonostante la Juventus sia a tre giornate dalla fine del campionato, decide di scaricare Liam Brady, l’irlandese prelevato dall’Arsenal due anni prima, e di puntare sull’asso francese. L’avvocato Agnelli ha scoperto Michel due mesi prima ed è convinto che Platini è l’uomo giusto per avviare un ciclo europeo della Juventus, gran vuoto della storia bianconera. Agnelli parla della sua idea con Boniperti e con Trapattoni, e, nonostante qualche perplessità, sono tutti d’accordo.

giovedì 20 giugno 2024

Giovanni VIOLA


Nasce nel 1926 a San Benigno Canavese, a venti chilometri da Torino; cresciuto nel vivaio bianconero, è mandato in Serie B a Carrara, in seguito a Como, infine in Serie A nella Lucchese, per fare esperienza e maturare. A ventitré anni, ritorna alla Juventus, quella che, nel 1950, avrebbe vinto il primo scudetto dopo il favoloso e oramai remoto quinquennio d’oro. Il giovane Viola è un portiere atipico per quei tempi, che volevano gli estremi difensori come personaggi stravaganti e un poco matti. È serio e gentile, con la faccia chiara, i capelli impomatati e pettinati lisci all’indietro come certi divi del cinema anni Trenta, che non si scomponevano neppure nelle fasi più concitate del gioco. Il suo stile è sobrio, essenziale, l’uomo è mite, capace di esibirsi in parate meravigliose.

mercoledì 19 giugno 2024

Julius KOROSTELEV


Nasce a Pure St.Martin, in Cecoslovacchia, il 19 giugno 1923. Arriva alla Juventus nell’estate del 1946, in compagnia del connazionale Vycpálek, proveniente dall’A.K. Bratislava. Ala di buon talento e in possesso di un tiro tanto forte quanto potente, Korostelev riesce sempre a capire come deve comportarsi, a seconda dello spazio di manovra nell’azione da svolgere.

martedì 18 giugno 2024

Fabio CAPELLO


La storia che Fabio Capello ama raccontare da una vita è quella del famoso “non passaggio” al Milan. Vero che poi ci sarebbe arrivato sulla soglia dei trent’anni, a vestire i colori rossoneri, ma quella volta, quando venne a cercarlo Gipo Viani in persona, lui era appena un ragazzino. Giocava a Pieris, il paese natale. La sua giornata era fatta di casa, scuola e pallone. Insomma, il ragazzo doveva saperci fare se il grande Gipo si mosse personalmente fino a quel paese lontano dai riflettori del grande calcio. E nella casa dei Capello, a Pieris, si sedette a un tavolo davanti a un bicchiere di rosso forte, di fronte a papà Guerrino, maestro elementare. Che gli fece capire senza troppi giri di parole che questa volta era arrivato secondo. «Mi dispiace – allargò le braccia il maestro – ho già dato la mia parola alla Spal».

lunedì 17 giugno 2024

Marco BORRIELLO


Diventa bianconero il 3 gennaio 2012, non ancora trentenne. Approda a Torino fra lo scetticismo generale, poiché dal punto di vista tecnico-tattico non aggiunge molto al già nutrito parco attaccanti. L’accoglienza dei tifosi non è delle migliori, dopo il rifiuto del giocatore di indossare la maglia juventina nell’estate precedente.

domenica 16 giugno 2024

Giuseppe Oscar DAMIANI


Foresto sotto certi aspetti  – scrive Vladimiro Caminiti – è Damiani detto Oscar o Flipper, parlatore agguerrito nella fattispecie del rapporto col giornalista. Ala disposta a sgroppare e sudare, non a rischiare, fine, eccentrico, con le fatiche dell’emigrante nelle ossa e la protesta sociale nelle vene, riprese nella Juventus del collettivo un discorso di sopravvissuti, la corsa lungo l’out e il cross, il dribbling pur fine a se stesso, avendo dirimpettaio il lezioso ed estroso leccese Causio detto Brazil. Non gli credeva Vycpálek, lo osteggiavano Capello ed anche Bettega, gli era amico Furino e peranco Causio. In verità, Damiani correva molto, mai aveva corso tanto nel Napoli dove Chiappella gli dava dal pavido. Ragazzo che vive non soltanto di calcio, Damiani ha educazione di emigrante, sa soffrire, sa aspettare, sa mettersi da parte. E sa segnare goal decisivi, di piede e di testa, soprattutto di testa, perché non gioca solo coi piedi. All’appuntamento non tarda mai. È uno che ha imparato a vivere prima di imparare a giocare. Un ragazzo serio riuscirà sempre a domare, si fa per dire, un pallone di cuoio. Chi conosce i propri limiti va lontano.

sabato 15 giugno 2024

Michael LAUDRUP


Beato lui, che conserva benessere psicofisico, dopo due anni intossicanti di Lazio – scrive Marco Morelli sul “Guerin Sportivo” del 19 giugno 1985 –. E che si servirà dell’infallibile Juve per entrare nel nostro epos, quale mirabile esempio di tecnica calcistica, sopravvissuto con il sangue intatto ai vecchi germi della confraternita biancoazzurra. Inutilmente i diaconi di Roma hanno tentato di spaccarlo in mille frammenti. Inutilmente a «Michelino» Laudrup abbiamo ripetuto indignati ch’era fragile, di vetro soffiato, vagheggiando generosi Ajaci per la salvezza del club di Chinaglia.

venerdì 14 giugno 2024

Mauricio ISLA



Il primo pallone da calcio non si scorda mai – scrive Luca Momblano su “Hurrà Juventus” dell'agosto 2012 Detiene un fascino del tutto particolare, segna una delle tappe indelebili della crescita. Tanto più se quel bimbo di soli 5 anni sarà poi un calciatore professionista e vestirà un giorno la maglia della Juventus. Può sembrare una storia normale, anche un po’ banale, e invece si tratta di una storia per pochi eletti. Una categoria nella quale rientra di diritto il neoarrivato Mauricio Isla, cileno adottato dal calcio italiano, 24 anni appena compiuti eppure già calciatore dal comprovato bagaglio di esperienza.

giovedì 13 giugno 2024

Enzo ROBOTTI


Una stagione, quella 1956-57 dei “Puppanti”, per Enzo Robotti, forte difensore alessandrino. Solamente 15 presenze per lui e una rete su rigore, in un roboante 5-1 all’Inter del 3 marzo ‘57. Questa la formazione della Juve di quel match: Romano; Corradi, Robotti; Oppezzo, Nay, Montico; Donino, Colombo, Boniperti, Conti, Stivanello. Per i nerazzurri: Ghezzi; Fongaro, Giacomazzi; Invernizzi, Rebizzi, Bernardin; Pandolfini, Vonlanthen, Nesti, Lorenzi, Skoglund. Segnarono, oltre al nostro, Colombo, Conti, Oppezzo e Montico per la Zebra. Di Rebizzi dal dischetto l’unico punto per il Biscione. Robotti troverà gloria nella Fiorentina (dove vincerà la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia) e nella Roma, partecipando pure al nefasto Mondiale cileno del 1962.

mercoledì 12 giugno 2024

Beniamino VIGNOLA


«Ad Avellino sono maturato ed ho acquisito esperienze in quello che è il mio ruolo specifico e, cioè, di centrocampista che ordina e inizia il gioco. Sono, in pratica, un regista in vecchio stile, se mi è concesso di usare ancora questo termine. Sono arrivato alla Juventus per giocare, questo è assodato, ma mi basterebbe lottare alla pari con gli altri per un posto da titolare».

martedì 11 giugno 2024

Guglielmo OPPEZZO


Tetragono mediano, aveva la tempra e la stoffa atletica del vercellese calciatore. Fece il suo esordio nella Juventus il 13 settembre 1953, prima gara del campionato 1953-54. C’erano Viola; Bertuccelli e Manente; Parola, Ferrario e Oppezzo, Muccinelli, Montico, Boniperti, John Hansen e Præst. Il solido vercellese disputò, in quella stagione, diciotto partite.

lunedì 10 giugno 2024

Jozsef VIOLA


Jeno Karoly, l’allenatore della prima Juventus di Edoardo Agnelli, era stato allenatore del Savona. Con lui, che già insegnava calcio, c’era un giocatore magiaro, József Viola, difensore centrale, che seguì poi il tecnico nel suo viaggio a Torino. Chi lo ha visto giocare, sostiene che, dopo Monti e Parola, Viola può essere considerato il più forte centromediano nella storia bianconera, in tempi nei quali i giocatori di questo ruolo non avevano ancora l’aiuto del libero.

domenica 9 giugno 2024

Gianluigi SAVOLDI


Nato a Gorlago (Bergamo) il 9 giugno 1949 fratello di Beppe “Mister Miliardo”, centravanti del Napoli e del Bologna, cresce nell’Atalanta. Dopo un paio di stagioni trascorse in prestito a Trevigliese e Viareggio, torna in nerazzurro, dove lo preleva la Juventus: «Ho saputo di essere bianconero mentre mi trovavo a Bologna, in caserma – racconta Titti Savoldi – era passata la mezzanotte e stavo dormendo, quando alcuni miei compagni di camerata, che avevano ascoltato poco prima la radio, mi svegliarono con una grande secchiata d’acqua sul viso, comunicandomi la grande notizia. Naturalmente quella notte non si è dormito; festeggiamenti, pacche sulle spalle, il tutto condito da parecchi brindisi a base di birra».

sabato 8 giugno 2024

Jocelyn BLANCHARD


Dalle storiche spiagge di Dunkerque, dove è cresciuto calcisticamente, alla Juventus – scrive Franco Badolato, su “La Stampa” del 23 maggio 1998 –. Sbarca in piazza Crimea il primo rinforzo in vista della stagione ‘98-99. È Jocelyn Blanchard, centrocampista che giovedì prossimo compirà 26 anni. È nato in un paesino vicino a Lille, nelle ultime quattro stagioni ha giocato nel Metz, squadra che è finita al secondo posto nel campionato transalpino. È costato 18 milioni di franchi, poco più di 5 miliardi; ha firmato un contratto quadriennale per mille milioni a stagione. Entro fine mese verrà annunciato anche l’acquisto del difensore croato Igor Tudor, 20 anni, già in ritiro con la nazionale di Boksic e Boban.

venerdì 7 giugno 2024

Luca FUSI


Nato a Lecco il 7 giugno del 1963, esordisce, nemmeno diciannovenne, in Serie A, con il Como. La sua carriera si snoda vestendo anche le maglie della Sampdoria (con cui vince la Coppa Italia del 1988), del Napoli (vincendo la Coppa Uefa del 1989 e lo scudetto del 1990) e del Torino (dove conquista la Coppa Italia del 1993), prima di approdare alla Juventus. Una carriera in punta di piedi, in silenzio, ha portato Luca dall’altra parte della barricata, alla Juventus. La sua serietà, la sua correttezza di atleta e di uomo, le sue qualità tecniche, hanno consentito che, il passaggio dalla maglia granata a quella bianconera, sia avvenuto serenamente e senza clamori.

giovedì 6 giugno 2024

Jonathan BACHINI



Per lui garantisce un grandissimo come Franco Causio - scrive Massimo De Marzi, su “Hurrà Juventus” del luglio 1999 –  che nella Juve ha scritto pagine memorabili e che oggi, come team-manager dell’Udinese, ha avuto modo di apprezzare le doti di questo giovane tornante destro. E il Barone è uno che di ali se ne intende...