mercoledì 29 giugno 2022

Giampaolo MENICHELLI


«Ero un’ala veloce, dotato di una buona tecnica e piuttosto propenso al goal e lo dimostrano le tante reti realizzate con la maglia della Juventus. Qualcuno, all’epoca, ci accusò di avere vinto poco; in ogni caso, in sei stagioni conquistammo uno scudetto e una Coppa Italia, senza dimenticare che abbiamo raggiunto la finalissima della Coppa delle Fiere, incredibilmente persa, a Torino, contro il Ferencváros. Inoltre, l’Inter dell’epoca era uno squadrone di livello mondiale, che lasciava poca gloria agli avversari».

martedì 28 giugno 2022

CINESINHO


Diventa bianconero durante un’estate (quella del 1965) dominata da un mercato movimentatissimo e ricco di colpi di scena. Le frontiere chiuse hanno portato a un aumento di prezzo dei pochi grossi calibri in vendita e la lotta per accaparrarseli coinvolge tutte le società, grandi o piccole che siano; così, mentre la Juventus soffia il Cina alla nutrita concorrenza, Altafini e Sivori prendono la strada di Napoli, dove, per loro, hanno costruito ponti d’oro.

lunedì 27 giugno 2022

Simone ZAZA


13 febbraio 2016, Juventus Stadium: si affrontano, nel big-match della giornata (e della stagione) la Juve e il Napoli. La classifica vede i bianconeri secondi, a solo due punti dagli azzurri, dopo una fantastica rimonta. Lo Stadium è gremito, l’attesa è spasmodica, si può tagliare la tensione con un coltello. Polemiche a non finire nei giorni precedenti alla partita, con la società napoletana che si permette di “consigliare” l’arbitro adatto per dirigere il match (il vicentino Orsato).

domenica 26 giugno 2022

Pietro Paolo VIRDIS


È entrato nella storia juventina, più che per le sue gesta, per quel clamoroso (per quei tempi) rifiuto di vestire la maglia bianconera. Nell’estate 1977, infatti, Boniperti lo vuole a Torino. La valutazione è di oltre due miliardi: la Juventus che non era riuscita a raggiungere Riva non vuole lasciarsi scappare quello che è considerato, da tutti, il suo erede. Ma poche ore dopo la firma del contratto, il giocatore rifiuta il trasferimento, con motivazioni in gran parte personali.

sabato 25 giugno 2022

Aldo SERENA


«È un campione, ma soltanto dalla vita in su». Gianni Agnelli aveva le idee chiare e, soprattutto, il gusto di esporle senza tante perifrasi. Naturalmente, le parole di Agnelli non volevano essere un complimento, ma neppure una critica severa. Lui, Aldo Serena, non se la prese; in fondo non aveva mai goduto di fiducia illimitata nelle squadre dove aveva militato.

venerdì 24 giugno 2022

Giovanni Alberto AGNELLI

 

Dio non ascolta tutte le preghiere – scrive Italo Cucci sul “Guerin Sportivo” del 17-23 dicembre 1997 – e in questo i credenti non individuano crudeltà ma giustizia. In morte di Giovanni Alberto Agnelli, affettuosamente chiamato Giovannino, fra i tanti commenti ho sentito quello di una donna che diceva: «Mi dispiace, ma non dimentichiamo che ogni giorno, ogni ora, c’è una morte che giudichiamo ingiusta e magari non la sottolineiamo perché tocca a qualcuno che non conosciamo».

Pietro FANNA


Arriva alla Juventus nel 1977 dopo essersi messo in evidenza, nell’Atalanta, come uno dei talenti della nuova generazione. È molto dotato: tecnica individuale, velocità, fantasia, un calcio magnifico e, considerato che ha solamente 19 anni, si pensa che certe alcune agonistiche e di combattività verranno presto colmate: «Essere alla Juventus è una cosa magnifica, esaltante, il sogno di ogni calciatore e il fatto mi ha lusingato parecchio, anche se forse, da buon friulano, non l’ho dato da vedere».

giovedì 23 giugno 2022

Zinedine ZIDANE


«Sono tanti i ricordi bellissimi in maglia bianconera, come il 6-1 in casa del Milan o le due semifinali di Champions League con l’Ajax; la gara di Amsterdam credo che sia stata quella giocata meglio in assoluto dalla Juventus di cui ho fatto parte io. Il rimpianto più grande è di non aver potuto alzare la Coppa dei Campioni; ci siamo andati vicino molte volte, ma non siamo stati abbastanza fortunati. Alla Juventus, comunque, ho vissuto cinque anni splendidi, vincendo molto; soprattutto, a Torino ho imparato molto a livello calcistico, facendo il cosiddetto salto di qualità. La Juventus mi è rimasta nel cuore».

mercoledì 22 giugno 2022

Merih DEMIRAL

 

«Dopo due anni in bianconero, ora è arrivato il momento di salutare Torino. Due anni fa mi avete accolto come un vostro fratello. Dal primo momento mi sono sentito a casa. La qualità dello staff e dei giocatori con cui ho avuto modo di giocare e lavorare è stata sorprendente. Sono orgoglioso di tutte le cose che abbiamo raggiunto insieme. Grazie a tutte le persone che lavorano o hanno lavorato nel club. Alla fine sono così felice di aver condiviso questi momenti eccezionali con la mia famiglia della Juve. Sarete sempre nei miei ricordi. Grazie e in bocca al lupo Juventus».

Virginio DEPAOLI


Due campionati, quarantasette presenze complessive – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del dicembre 1972 – e sedici reti (e mezza...): ecco qui, il giorno in cui i calciatori verranno incasellati nella memoria di un «computer», questa potrebbe essere la scheda riassuntiva del Depaoli, centravanti juventino edizione ‘66-67 e ‘67-68. Senonché, intanto bisogna spiegare quel «mezzo gol», cosa che un calcolatore elettronico, nella sua fredda meticolosità, potrebbe non saper fare; e poi, non ci pare niente bello liquidare così un personaggio come Gigi Depaoli, heribertianamente scudettato e persino azzurro in più di una occasione. Le cifre ci danno del Depaoli-calciatore-juventino un ritratto sbiadito alquanto, estremamente comune, appiattito forse anche dal fatto che i suoi trascorsi bianconeri risalgono ad appena un lustro fa.

martedì 21 giugno 2022

Michel PLATINI


L’avventura juventina di Michel Platini comincia il 30 aprile del 1982; è l’ultimo giorno utile per tesserare il secondo straniero e la Juventus ha già scelto Zbigniew Boniek. Boniperti, nonostante la Juventus sia a tre giornate dalla fine del campionato, decide di scaricare Liam Brady, l’irlandese prelevato dall’Arsenal due anni prima, e di puntare sull’asso francese.

lunedì 20 giugno 2022

Giovanni VIOLA


Nasce nel 1926 a San Benigno Canavese, a venti chilometri da Torino; cresciuto nel vivaio bianconero, è mandato in Serie B a Carrara, in seguito a Como, infine in Serie A nella Lucchese, per fare esperienza e maturare. A ventitré anni, ritorna alla Juventus, quella che, nel 1950, avrebbe vinto il primo scudetto dopo il favoloso e oramai remoto quinquennio d’oro. Il giovane Viola è un portiere atipico per quei tempi, che volevano gli estremi difensori come personaggi stravaganti e un poco matti.

domenica 19 giugno 2022

Julius KOROSTELEV


Nasce a Pure St.Martin, in Cecoslovacchia, il 19 giugno 1923. Arriva alla Juventus nell’estate del 1946, in compagnia del connazionale Vycpálek, proveniente dall’A.K. Bratislava. Ala di buon talento e in possesso di un tiro tanto forte quanto potente, Korostelev riesce sempre a capire come deve comportarsi, a seconda dello spazio di manovra nell’azione da svolgere.

sabato 18 giugno 2022

Fabio CAPELLO


La storia che Fabio Capello ama raccontare da una vita è quella del famoso “non passaggio” al Milan. Vero che poi ci sarebbe arrivato sulla soglia dei trent’anni, a vestire i colori rossoneri, ma quella volta, quando venne a cercarlo Gipo Viani in persona, lui era appena un ragazzino. Giocava a Pieris, il paese natale. La sua giornata era fatta di casa, scuola e pallone. Insomma, il ragazzo doveva saperci fare se il grande Gipo si mosse personalmente fino a quel paese lontano dai riflettori del grande calcio. E nella casa dei Capello, a Pieris, si sedette a un tavolo davanti a un bicchiere di rosso forte, di fronte a papà Guerrino, maestro elementare. Che gli fece capire senza troppi giri di parole che questa volta era arrivato secondo. «Mi dispiace – allargò le braccia il maestro – ho già dato la mia parola alla Spal».

venerdì 17 giugno 2022

Carlo CERESOLI


Solamente due presenze nella stagione 1941-42 per Carlo Ceresoli, ottimo portiere diventato famoso per essere stato uno degli undici “Leoni di Highbury”.

giovedì 16 giugno 2022

Mauricio ISLA


LUCA MOMBLANO, DA “HURRÀ JUVENTUS” DELL’AGOSTO 2012
Il primo pallone da calcio non si scorda mai. Detiene un fascino del tutto particolare, segna una delle tappe indelebili della crescita. Tanto più se quel bimbo di soli 5 anni sarà poi un calciatore professionista e vestirà un giorno la maglia della Juventus.