sabato 30 maggio 2020

Mattia VITALE


Il Settore Giovanile della Juventus – scrive Enrico Zambruno su “HJ Magazine” dell’ottobre 2014 – è una solida e grande realtà. Forma i calciatori in erba, ognuno con i suoi sogni e i suoi obiettivi. Ma, soprattutto, forma uomini. La cosa più importante, per la crescita di ogni singolo talento. Uno di questi è Mattia Vitale, 17 anni compiuti il 1° ottobre, colonna della Primavera bianconera.

Thomas HASSLER


L’onda teutonica dei primi anni Novanta alla Juventus comincia con un piccoletto dal destro tagliente e dal gioco di gambe veloce come la luce: Thomas Hässler, classe 1966, berlinese esploso a Colonia e subito prenotato dalla Juventus, che incontrato nella semifinale della precedente edizione della Coppa Uefa, vinta appunto dalla società bianconera.

venerdì 29 maggio 2020

HERNANES


Hernanes saluta la maglia della Juve numero undici – si legge sulla pagina Facebook de “Lamagliadellajuve” del 10 febbraio 2017 – il brasiliano si è accasato all’Hebei China Fortune, che per assicurarselo ha versato nelle casse bianconere otto milioni di euro più due di eventuali bonus. In questo, caso, la Cina ci è stata vicina: bene così. La tifoseria non lo rimpiangerà, poco ma sicuro.

giovedì 28 maggio 2020

Roberto SOLDÀ


Acquistato come successore del grande Scirea, Soldà si rivelerà un giocatore modesto, sicuramente non all’altezza di vestire la maglia numero sei bianconera. Esordisce in Serie A con il Como, a Napoli, l’11 ottobre 1981; la squadra lariana non riesce a evitare la retrocessione in Serie B e Soldà disputa un ottimo campionato cadetto, giocando ben trentasei partite.

mercoledì 27 maggio 2020

Joao CANCELO


«Nella vita cresciamo, viviamo e impariamo,  piangiamo e gioiamo. Questo è quello che ho vissuto con voi. Sono stato in grado di giocare con i migliori Sono diventato un giocatore migliore, ho esultato dentro ogni  taglio, ogni tiro, ogni assist e ogni obiettivo. Porterò sempre con me il rispetto che ho per tutti voi. È stato un piacere, Vecchia Signora. Grazie di tutto. Joao». 

martedì 26 maggio 2020

Luca TONI


È durata solamente un anno l’avventura di Luca Toni alla corte bianconera, ma ha lasciato il segno fra i tifosi. L’ex Campione del Mondo arriva a Torino nel gennaio del 2011, in una Juve in piena crisi di identità e di risultati, dopo aver girovagato per mezza Italia e aver fatto una veloce capatina in Germania, nientepopodimeno che nel Bayern Monaco.

lunedì 25 maggio 2020

Gaetano SCIREA


Nasce a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio 1953. Comincia la sua strada di calciatore nel ruolo di punta, anzi, di centrattacco. Dopo aver giocato sempre nel ruolo di attaccante nei ragazzi della squadra del San Pio X, firma il primo cartellino per i colori dell’Atalanta. È un suo amico, Crinella, a portarlo a Bergamo per un provino. Il dottor Brolis, addetto al settore delle giovanili neroazzurre, gli fa firmare il cartellino: Gaetano ha quattordici anni.

domenica 24 maggio 2020

Roberto BRUNO


Ex della settimana – si legge su “Hurrà Juventus” del gennaio 1989 nella presentazione della partita contro il Pescara – è Roberto Bruno: un giocatore forse non troppo conosciuto alla grande massa, usa a riservare attenzioni solamente agli assi più reclamizzati, ai giocatori da copertina.

Massimo MAURO


Catanzaro, Udinese, Juventus, Napoli: la nascita (in tutti i sensi, dai primi vagiti il 24 maggio 1962 ai primi calci, alla Serie A con Catanzaro-Milan 0-3 del 27 aprile 1980), la prima affermazione fuori casa, la consacrazione, il tramonto. Massimo Mauro alla prima stagione nella Juventus vince subito uno scudetto e una Coppa Intercontinentale. È uno dei protagonisti del rinnovamento, della squadra che doveva essere sperimentale e che con il suo lungo sprint e qualche affanno mette in cassaforte il ventiduesimo titolo italiano.

sabato 23 maggio 2020

Enzo AMAPANE


Grandissima umanità, notevoli capacità intuitive – scrive Fabio Vergnano su “La storia della Juventus” di Perucca, Romeo e Colombero – totale partecipazione alla vita della squadra: così gli amici ricordano Enzo Amapane, consigliere della Juventus e per lungo tempo accompagnatore della prima squadra, spentosi nel dicembre del 1984 dopo una lunga malattia, all’età di 59 anni.

Gianluigi ROVETA


«Per gli amici Giangi – racconta Renato Tavella – si può dire che allo stadio sia di casa. Come il presidente Catella, anch’egli arrivava al campo dodicenne a bordo di una gialla e fiammante bicicletta. Gialli erano pure i suoi capelli, solare il tocco di palla, la visione del gioco. Fin dall’infanzia è nominato capitano. La sua bella figura era quanto di meglio potesse rappresentare la società anche sui campi delle minori. Mario Pedrale per lui stravedeva. Ma, a dire il vero, l’ineguagliabile istruttore del parco piccoli juventino aveva un debole un po’ per tutti e in cuor suo sognava la prima squadra per ognuno.

venerdì 22 maggio 2020

Arturo VIDAL


Difficile raccontare i quattro campionati juventini di Vidal. Difficile, perché sono stati talmente tanto intensi e perché El Guerrero è entrato talmente tanto nel cuore dei supporter juventini che il rischio di cadere nella nostalgia è altissimo. Proviamo a farlo, mediante testimonianze e momenti di questa fantastica e trionfale cavalcata che comincia nell’estate del 2011, quando il campione cileno approda alla corte di Antonio Conte.

giovedì 21 maggio 2020

Mario MANDZUKIC


«È impossibile riassumere quattro anni e mezzo in un semplice arrivederci, ma spero abbiate visto la mia passione per questo club e per questa squadra in ogni singola partita che ho giocato per la Juventus. Un grande ringraziamento a Mr Allegri e a Mr Marotta per avermi voluto a Torino. È stato un privilegio giocare per la Juventus e gli ultimi mesi non cambieranno il rispetto e l’amore che provo per il club.

mercoledì 20 maggio 2020

Umberto COLOMBO


Poiché giocava in una Juventus il cui genio era garantito da un fuoriclasse come Sivori, a Colombo non si chiedeva di avere il piede vellutato, ma di garantire la solidità del centrocampo e il controllo, con dedizione assoluta, delle mezzali avversarie.

martedì 19 maggio 2020

Andrea PIRLO


«Lui è fantastico. Ha una superiore visione di gioco e con un colpo mette la palla dove vuole. Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano». Queste parole pronunciate nientepopodimeno che da Johan Cruijff, spiegano nel migliore dei modi, quale sia stata la grandezza di Andrea Pirlo. E il miglior giocatore del mondo della sua epoca e nel suo ruolo, poteva non vestire la casacca bianconera? Certo che no e, detto fatto, il matrimonio si celebra nell’estate del 2011. È un regalo che la coppia Marotta-Paratici fa ad Antonio Conte, neo allenatore juventino, approfittando del fatto che Andrea è lasciato libero dal Milan.

lunedì 18 maggio 2020

Patrice EVRA


Patrice Evra è un nuovo calciatore del Marsiglia – si legge sulla pagina Facebook de “La maglia della Juve” del 27 gennaio 2017 – la società e gli ex compagni di squadra lo hanno salutato in queste ore anche attraverso i social (fra qualche anno, un tweet sostituirà definitivamente una stretta di mano: o no?). Arruolato da Madama per poco più di un milione di sterline nel luglio del 2014, Patrice parte piano per poi crescere di rendimento gara dopo gara.

domenica 17 maggio 2020

Giulio DRAGO



6 aprile 1994, la Nazionale di Arrigo Sacchi sta preparandosi per affrontare il Mondiale americano. A Coverciano quel giorno, affronta in amichevole il Pontedera allenata da tal Francesco D’Arrigo, convinto sacchiano. Il risultato è clamoroso: gli azzurri vengono sconfitti per 2-1, con i toscani addirittura in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Matteo Rossi e Aglietti. Massaro mitiga (si fa per dire) la figuraccia della Nazionale.

Luisito MONTI


È stato grande fra i grandi; non c’era juventino che non lo ricordasse, che non avesse negli occhi le imprese di quel gigante, che non avesse apprezzato gli enormi sacrifici ai quali si sottopose per poter dimostrare anche alle platee italiane il valore mostrato prima in Argentina, in Uruguay e ad Amsterdam, nel torneo olimpico del 1928. Ma è bene dire subito che Luis giocò senz’altro meglio in Italia di quanto non avesse fatto negli anni giovanili in Sud America. Forse anche perché nella Juventus era circondato da grandissimi campioni.