martedì 27 settembre 2016

Claudio GENTILE

Nel giugno 1958, cominciava a brillare ed a far parlare di sé la stella di Pelè, ma nessuno di quei ragazzini che sfidavano il sole nelle polverose strade del quartiere Sant’Antonio a Tripoli, disputandosi accanitamente una palla, aveva la benché minima idea che in quei giorni in Svezia si disputassero i campionati mondiali di calcio. Neanche se qualcuno glielo avesse detto, il loro interesse sarebbe mutato: erano ben più importanti le sfide quotidiane tra figli di emigranti e piccoli arabi che, in fondo simili a quelle che tutti i giorni si disputano nei nostri oratori, avevano però protagonisti ben lontani dall’identificarsi o voler emulare i celebrati campioni del tempo. In quelle sfide, giocate il più delle volte a piedi scalzi, occorreva tanta determinazione, grandi o piccoli che si fosse. E fu lì che Claudio Gentile imparò a forgiare il suo carattere, non potendo immaginare che ventidue anni dopo il suo nome sarebbe stato consegnato alla storia del calcio da un titolo mondiale e dall’essere stato capace di fermare gli ideali successori di Pelè, Zico e Maradona.

lunedì 26 settembre 2016

Ronnie O’BRIEN

«Quella alla Juve è stata un’esperienza straordinaria, ero entusiasta già da quando mi alzavo al mattino: non vedevo l’ora di allenarmi».
È un centrocampista nato a Bray – si legge su Uomonelpallone.com del 9 settembre 2015 – in Irlanda, e che si è messo in mostra più con la propria Nazionale giovanile che con il suo club: così mentre nel 1998 è stato (insieme a future stelle del calcio mondiale come Damien Duff e Robbie Keane) uno degli elementi cardine dell’Irlanda Under 16 Campione d’Europa di categoria, al Middlesbrough dove è cresciuto è stato completamente ignorato dal manager Bryan Robson, che non solo non lo ha mai fatto esordire in prima squadra, ma ha lasciato anche che il suo contratto finisse senza rinnovarlo.

Gianfranco LEONCINI

Nasce a Roma il 25 settembre 1939, a due passi da Piazza di Spagna, in una casa modesta che guarda l’angolo suggestivo e romantico, dove i turisti di tutto il mondo trascorrono la maggior parte della loro visita alla Capitale. Da ragazzino ci andava anche lui per vedere la gente e gli piaceva correre su e giù per le lunghe scale che dominano l’antica piazza e la monumentale fontana, a due passi da palazzetti che ospitarono personaggi celebri come Byron e Shelley. Aveva, una folta capigliatura bionda, con i riccioli che gli cadevano sulla fronte e lo sguardo vivacissimo. Con i compagni non litigava quasi mai; i loro giochi innocenti consistevano nel gareggiare a chi arrivava prima sulla scalinata di piazza di Spagna.

domenica 25 settembre 2016

Giuseppe GIRIODI

La prima volta che il nome di Giriodi appare nella formazione juventina è nel 1912, mentre indossa l’ultima sua maglia bianconera a Bologna l’8 marzo 1925 dopo quattordici anni di attività e di affettuosa solidarietà ai colori sociali. Nella gara di esordio, quando aveva appena compiuto diciotto anni, ebbe come avversari i famosi campioni del Casale: Barbesino, Mattea, Gallina, Varese, Parodi e compagni. Era il 10 novembre del 1912. Guardando la formazione del Bologna, nell’ultima partita giocata da Giriodi, possiamo trovare nomi altrettanto importanti, come quelli di Schiavio, Della Valle, Perin, Genovesi, Gianni e Giordani. Una degnissima cornice, dunque, per il commiato di Giriodi dal mondo del calcio. Era nato nel 1894. Aveva due fratelli, uno laureato in Economia e Commercio, l’altro deceduto in giovane età, appena sedici anni quando frequentava il secondo anno all’Istituto Tecnico Sommeiller.

Giovanni SACCO


Nasce a San Damiano (Asti) il 25 settembre 1943. Cresciuto nelle squadre minori della Juventus. Nell'organico della prima squadra bianconera, se si esclude la stagione 1965-66 disputata in prestito alla Lazio, trova spazio dall'estate 1962 fino a tutto il campionato 1968-69 e mette insieme 107 presenze e 2 goal. Nel periodo trascorso a Torino contribuisce alla vittoria della Coppa Italia 1965 ed allo scudetto 1967.
«Avevo dodici anni e studiavo dai Giuseppini a Rivoli. Un giorno vennero a fare un’amichevole i ragazzini della Juventus, li aveva voluti, a tutti i costi, il direttore. Giocai bene e segnai tre goal. Poco dopo, mi vollero al Combi; sei anni dopo l’esordio in prima squadra. Avevo diciotto anni, ero all’ultimo anno del liceo classico. Fu una cosa indimenticabile, giocare con Sivori, Charles e Del Sol. Allenatore era il brasiliano Amaral, uno a cui piacevano i piedi buoni».

sabato 24 settembre 2016

PALERMO - JUVENTUS

9 dicembre 1962 – Stadio La Favorita di Palermo
PALERMO–JUVENTUS 1-1
Palermo: Rosin; Ramusani e Calvani; Malavasi, Benedetti e Sereni; Deasti, Spagni, Fernando, Börjesson e Volpi. Allenatore: Baldi.
Juventus: Anzolin; Castano e Salvadore; Emoli, Sacco e Noletti; Nicolè, Del Sol, Miranda, Sivori e Crippa. Allenatore: Amaral.
Arbitro: Gambarotta di Genova.
Marcatori: Börjesson al 3’, Sivori al 50’.

Marco TARDELLI

Estate del 1974, spiaggia di Nocette: Gianni Invernizzi, osservatore dell’Inter dopo la contraddittoria esperienza alla guida della squadra nerazzurra, riferisce agli amici Valcareggi, Caciagli ed ai giornalisti una frase storica, pronunciata qualche giorno prima a Giancarlo Beltrami, allora direttore sportivo del Como: «Ho venduto Callioni al Torino, ma ho preso Tardelli dal Pisa che è molto più forte di Callioni».
La realtà confermerà questa prima impressione: Vito Callioni nel Torino non manterrà le promesse e giocherà poi, dignitosamente, a Vicenza e nella Sampdoria. Tardelli è nato sul versante orientale delle Apuane a Capanne di Careggine, in provincia di Lucca, nei pressi di Isola Santa, paesino che sta sotto un lago artificiale.

venerdì 23 settembre 2016

Guido MARCHI

Detto Marchino per distinguerlo dal più anziano fratello Pio, era nato a Carmagnola il 21 settembre 1896. Nel 1913, all’età di diciassette anni, aveva già indossato la maglia bianconera. Era stato alunno del San Giuseppe e poi del Sommeiller. Aveva una vitalità incredibile: dicevano che disputò tre partite in un giorno, una al mattino e due al pomeriggio, senza usufruire del massaggiatore e senza essere stato in ritiro collegiale. Come arrivò alla Juventus, Guido Marchi partecipò subito ai campionati di Terza Categoria. L’anno successivo, il 1914, prese parte al campionato riserve che sfuggì alla Juventus, dopo una palpitante partita con il Casale sul campo neutro dell’Asti; l’incontro fu perduto per 1-0, ma i bianconeri terminarono con soli nove uomini, avendone perduti due a causa di incidenti.

Paolo ROSSI

«Un pratese di guancia sfuggente – afferma Vladimiro Caminiti – con quegli occhi ramificati nella malizia. Un sorriso che è sempre un sorrisino prendingiro. Qualcuno l’ha definito il più moderno centravanti che ci sia mai stato e forse è definizione calzante; finché va in campo fresco, è un “odiable”, inafferrabile come il più lesto dei ladruncoli. E insomma, rapina le difese sull’ultima parabola, sul minimo errore, sul più banale equivoco: è lì che zompa, incredibile ma vero l’ha già infilata. Avevamo creduto che Anastasi, come rapidità fosse, il massimo consentito a un terrestre. Non avevamo fatto i conti con Paolo Rossi, in grado di far goal non già su un soldino o su un millimetro, ma sul respiro appena accennato di un difensore, nella mischia più pazzesca, tramutando ogni parabola nel goal più perfetto. Di una perfezione tale da potersi definire mitica».

giovedì 22 settembre 2016

Marcelo ESTIGARRIBIA

Nasce e cresce insieme ai tre fratelli a Fernando de la Mora, a un chilometro di distanza dalla capitale paraguaiana Asunción. Inizia la sua carriera nelle giovanili dell’Unión Pacífico, squadra della città di Nueva Italia, prima di passare allo Sport Colombia, con cui debutta tra i professionisti all’età di diciassette anni. Nel 2006 passa al Cerro Porteño, che lo cede in prestito, per la prima parte della stagione, al Club Guaraní; rientrato dal prestito esordisce nella massima divisione il 12 novembre 2006 in Cerro Porteño-Guaraní, partita terminata con il risultato di 5-1. Complessivamente con i rossoblu ottiene un primo posto nel Clausura 2006, due secondi posti nel 2007 e un terzo posto nell’Apertura 2008.

Zoran MIRKOVIĆ

Nasce a Belgrado il 21 settembre 1971. Difensore dotato di buone qualità tecniche, Zoran starriva in Italia nell'estate del 1996 acquistato dall' Atalanta di Mondonico, per rinforzare il reparto difensivo, indebolito dalla cessione di Montero alla Juventus. Il giocatore serbo disputa due ottime stagioni con la squadra orobica, schierato sia al centro della difesa sia come terzino di fascia.
Nell’estate del 1998, Zoran segue le orme dello stesso Montero e lo raggiunge alla Juventus dopo aver disputo delle ottime partite con la Jugoslavia, ai Mondiali di Francia 1998. La sua prima stagione in bianconero è contraddistinta da buone prove, come quella allo stadio Old Trafford contro il Manchester United, in Champions League, terminata 1-1. In totale, le partite disputate saranno ventinove; segna anche una rete, in collaborazione con il piacentino Manighetti, nella vittoriosa trasferta nel capoluogo emiliano che saluta anche l’esordio sulla panchina juventina di Carletto Ancelotti, subentrato al dimissionario Marcello Lippi.

mercoledì 21 settembre 2016

JUVENTUS - CAGLIARI

15 marzo 1970 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-CAGLIARI 2-2
Juventus: Anzolin; Salvadore e Furino; Roveta, Leoncini e Cuccureddu; Haller, Vieri, Anastasi, Del Sol e Zigoni (dal 55’ Leonardi). Portiere di riserva: Piloni. Allenatore: Rabitti.
Cagliari: Albertosi; Martiradonna e Mancin (dal 74’ Poli); Cera, Niccolai e Nenè; Domenghini, Brugnera, Gori, Greatti e Riva. Portiere di riserva: Reginato. Allenatore: Scopigno.
ARBITRO: Lo Bello di Siracusa.
MARCATORI: Niccolai autorete al 29’, Riva al 45’, Anastasi (rigore) al 66’, Riva su rigore all’82’.

martedì 20 settembre 2016

Nicolas ANELKA

Arriva a Torino il 30 gennaio 2013 a parametro zero, lasciando parecchi dubbi e mille perplessità tra i tifosi che sognavano un vero top player. Il suo ingaggio non convince nemmeno gli addetti ai lavori, che lo considerano un giocatore troppo discontinuo e sul viale del tramonto. Sceglie la maglia numero diciotto ed è inserito nella lista per la fase finale di Champions League.
Il 12 febbraio 2013 fa il suo esordio con la maglia bianconera nella gara di andata degli ottavi di finale di Champions League giocata a Glasgow contro il Celtic, subentrando all’86° minuto a Mirko Vučinić e diventando il calciatore ad aver giocato con più maglie diverse nella massima competizione europea (sei squadre diverse) insieme a Zlatan Ibrahimović.

Carlo PAROLA

La prima passione di Carlo Parola fu la bicicletta; suo padre (scomparso prematuramente per una crisi cardiaca) ne costruì una per il figliolo, un autentico gioiello di tecnica e leggerezza. Parola abitava vicino al Motovelodromo ed imparò a solo otto anni a tenersi in equilibrio sulle curve in cemento ed a provare qualche sprint. Nell’intervallo tra una prova di velocità ed una di mezzofondo, Carletto inforcava la sua bicicletta ed inanellava tre o quattro giri in piena velocità, tra gli applausi della folla divertita e stupita. Dalla pista alla strada il passo fu breve ed in una corsa Torino-Bardonecchia e ritorno, in due tappe, fece cose strepitose, classificandosi primo nella tappa con arrivo a Bardonecchia, terzo in quella con arrivo a Torino, e secondo in classifica generale.

lunedì 19 settembre 2016

FREY

Centromediano della squadra riserve, Frey approda alla prima squadra l’anno successivo alla conquista del primo tricolore bianconero, formando con Nay e Collino una mediana di alto valore assoluto.  Alto e solido come tutti i centrocampisti del calcio pioneristico devono essere, lo svizzero si rende utile anche nelle stagioni successive, in cui, un po’ per scelta e un po’ per necessità, passa all’attacco. Il 17 gennaio 1909, da centravanti, è uno dei grandi protagonisti della clamorosa vittoria nel derby per 3-1, al termine di una rimonta che lo vede segnare il primo dei tre goal bianconeri. Sempre ai granata, segna una doppietta nella stagione successiva, il 21 novembre 1909. È questa la sua stagione del commiato; segna ancora due reti all’Ausonia, a Milano il 5 dicembre 1909, ed è tra i migliori al termine di un campionato che vede la Juventus terminare al terzo posto, alle spalle di Inter e Pro Vercelli.

Giuliano GIANNICHEDDA

Ciociaro doc, cresce nel Sora, paese vicino a casa, riuscendo a disputare due campionati in Serie C2 e uno in Serie C1. Nell’estate del 1995 approda all’Udinese e comincia ad assaporare il profumo di Serie A; la prima stagione totalizza solamente otto presenze ma, ben presto, diventa una colonna del centrocampo friulano. Il cognome particolare è spesso causa di confusione; sono tante, infatti, le occasioni in cui è battezzato Gianni Chedda. Dopo sei stagioni nell’Udinese, è ceduto alla Lazio. Giocatore molto grintoso, dotato di una buona tecnica, si rivela spesso molto irruente e non sono pochi i cartellini gialli che rimedia nella sua carriera. Nella Capitale resta per quattro stagioni, tutte giocate da titolare; nell’estate del 2005 è ceduto alla Juventus.

domenica 18 settembre 2016

INTER - JUVENTUS

29 aprile 1984 – Stadio San Siro di Milano
INTER-JUVENTUS 1-2
Inter: Zenga; Ferri (Marini dal 57’) e Collovati; Bini, Bagni e Baresi; Müller, Pasinato, Altobelli, Sabato e Serena. In panchina: Recchi, Muraro, Beccalossi e Meazza. Allenatore: Radice.
JUVENTUS: Tacconi; Gentile e Cabrini; Bonini, Brio e Scirea; Vignola, Prandelli, Rossi (Caricola dal 69’), Platini e Boniek. In panchina: Bodini, Tavola, Furino e Penzo. Allenatore: Trapattoni.
Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa.
Marcatori: Cabrini al 24’, Platini al 37’, Altobelli su rigore al 45’.

sabato 17 settembre 2016

Paolo DE CEGLIE

Nato ad Aosta il 17 settembre 1986 («Anche se io del valdostano ho ben poco – afferma Paolo – dalle mie parti la gente è un po' chiusa, ma non tanto come carattere, quanto geograficamente. Sono molto legati alla loro terra. Io, invece, amo viaggiare, vedere posti nuovi. Basti dire che mi piace più il mare della montagna. Sciavo, questo sì e mi piaceva anche. Però se devo scegliere il posto dove vivere, o anche solo trascorrere una vacanza, vado al mare, senza dubbio»), cresce nella “cantera” bianconera insieme a Marchisio e Giovinco con i quali esordisce in prima squadra in Serie B, nella stagione 2006-07. Mancino, ottima corsa e buona tecnica, è schierato da mister Deschamps come esterno alto: otto presenze e una rete (contro il Lecce di Zeman) il suo bottino di quel campionato.