mercoledì 12 agosto 2020

Francesco MORINI


Veste la maglia bianconera nell’estate del 1969, arrivato, dalla Sampdoria, in compagnia di Bob Vieri. Due personaggi completamente differenti: lui pisano (nato a Metato, frazione di San Giuliano Terme) concreto, attento, preciso, attaccato alla professione; il pratese geniale, quanto incostante, promessa mai mantenuta nel nostro calcio. L’allenatore della Juventus è Luis Carniglia, un esigente sognatore, il quale avrebbe voluto che tutti i propri giocatori, anche uno stopper, saltassero gli avversari con un tunnel. Morini non aveva per niente queste caratteristiche e si trovò a disagio.

martedì 11 agosto 2020

Gianluca PESSOTTO


Pessottino per chi gli vuole bene. E sono in tanti che lo stimano e che gli vogliono bene. Vent’anni di calcio, comincia a quattordici nelle giovanili del Milan; vive in collegio e la solitudine, il freddo, la nostalgia di tanti bambini che crescono così, con il loro sogno sotto il cuscino sono i suoi compagni di camera. È stato un trauma lasciare il suo Friuli, poco più che ragazzo. 

lunedì 10 agosto 2020

Michelangelo RAMPULLA


Nasce, juventino, a Patti, in provincia di Messina, il 10 agosto 1962. Cresce nella Pattese e, diciottenne, muove i primi passi, nel calcio che conta, con la maglia del Varese, in Serie B, dove ben presto conquista la maglia di titolare ai danni dell’esperto Rigamonti.

domenica 9 agosto 2020

Filippo INZAGHI


Il più forte giocatore scarso di tutti i tempi. Potrebbe essere questo l’identikit di Filippo Inzaghi, detto Pippo. Scarso tecnicamente, goffo nei dribbling, costantemente a testa bassa, egoista come pochi. Eppure, riesce a sopperire alle mancanze grazie a un istinto e a un fiuto del goal da autentico killer. Nessuno come lui sa giocare sul filo del fuorigioco, nessun avversario può dormire sonni tranquilli, perché Pippo è letale come un cobra, basta un istante di distrazione e la palla è in rete. «Non è Inzaghi a essere innamorato del goal, è il goal a essere innamorato di Inzaghi», sentenzia Emiliano Mondonico.

sabato 8 agosto 2020

Lamberto LEONARDI



«È veramente una grandissima soddisfazione poter giocare in una squadra come la Juventus, amata in tutta Italia e con delle magnifiche tradizioni – racconta al suo arrivo a Torino – sono certo che mi affiaterò presto con i miei compagni e i dirigenti non dovranno rimpiangere la fiducia concessami. La Juventus, oltre che un grosso traguardo, rappresenta anche una piccola rivincita personale verso la Roma che, cedendomi al Varese, mi aveva certamente declassato».

venerdì 7 agosto 2020

Roberto TAVOLA


Nato a Pescate, in provincia di Como, il 7 agosto 1957, cresce nell’Atalanta, con la quale fa il suo esordio in Serie A, l’11 settembre 1977 nella partita contro il Perugia. Rimane nella società orobica fino all’estate del 1979, quando è acquistato dalla Juventus. In quegli anni, sono molti gli affari che si concretizzano fra le due società; Scirea, Cabrini, Marocchino, Prandelli, Bodini, tanto per fare alcuni esempi. La Juventus deve sostituire un pezzo da novanta, come Romeo Benetti e consegna la maglia numero dieci a Tavola.

giovedì 6 agosto 2020

Marco PACIONE


Da Pescara, classe 1963, è l’attaccante che, nella stagione 1985-86, deve sostituire il titolare Serena all’occorrenza, o affiancarlo quando si tratta di dare maggiore peso e incisività all’attacco bianconero. Il ragazzo, che nell’Atalanta in Serie B era stato ribattezzato Paciogol per la sua abitudine a segnare reti pesanti, è un talento naturale: gran fisico, buon colpitore di testa, sembra fatto apposta per sfondare le difese avversarie.

mercoledì 5 agosto 2020

Dario BONETTI


Nato a San Zeno Naviglio, in provincia di Brescia, il 5 agosto 1961, arriva a Torino nell’estate del 1989, via Milan, durante la seconda stagione di Dino Zoff: «Boniperti mi ha chiamato perché voleva conoscermi. Gli ho detto che se mi avesse preso non se ne sarebbe pentito. Ho voglia di riscatto. A Milano e Verona le cose non mi sono andate bene. Non dico che siano stati quattro anni persi, ma certamente ho smarrito la strada maestra del successo e le ragioni sono tante. Principalmente ragioni fisiche, ho sofferto di infortuni che mi hanno impedito di giocare regolarmente. Poi ho avuto quella disavventura di Milano. Difesi il mio maestro Liedholm, Liedholm uomo, da attacchi alla persona che non mi sembrarono giusti. La mia sembrò una ribellione. Non me ne sono mai pentito. A Liedholm debbo tutto come calciatore e, così, gli espressi la mia riconoscenza».

martedì 4 agosto 2020

Ivano BONETTI


Nato a Brescia il primo agosto del 1964, Ivano dà i suoi primi calci al pallone nelle formazioni giovanili della squadra della sua città. Dopo la tradizionale trafila nelle minori, esordisce in prima squadra a soli diciassette anni, l’11 ottobre del 1981. Nell’estate del 1984 si fa avanti il Genoa del vulcanico presidente Renzo Fossati e per Bonetti si aprono le porte della Serie B.

lunedì 3 agosto 2020

Fausto LANDINI


Per i più giovani, il nome di Fausto Landini può significare poco o nulla. Al contrario, i tifosi juventini di qualche anno più vecchi, ricorderanno sicuramente quello spilungone dinoccolato, quasi sgraziato, che approdò alla maglia bianconera nell’estate del 1970 in compagnia di Fabio Capello e Luciano Spinosi.

domenica 2 agosto 2020

Dino DA COSTA


A ogni estate, col tradizionale calcio-mercato – Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del dicembre 1973 – si verificano acquisti-boom e acquisti che passano in secondo piano, offuscati dai primi. Quello che fece la Juve nel giugno ‘63, prelevando il già trentenne Da Costa dall’Atalanta, doveva appartenere a quest’ultimo gruppo. Anche perché nel primo già c’erano nomi del calibro di Menichelli, Gori, Dell’Omodarme e Nenè. Già, Nenè.

sabato 1 agosto 2020

JUVENTUS - ROMA


7 novembre 1971 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS–ROMA 2-1
JUVENTUS: Carmignani; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller, Causio, Anastasi, Capello e Bettega (Savoldi dall’86’). Secondo portiere: Piloni. Allenatore: Vycpálek.
ROMA: Ginulfi; Scaratti e Petrelli (Liguori dal 77’); Salvori, Bet e Santarini; La Rosa, Amarildo, Zigoni, Cordova e Pellegrini. Secondo portiere: De Min. Allenatore: Helenio Herrera.
ARBITRO: Lo Bello di Siracusa.
MARCATORI: Amarildo al 27’, Capello al 71’ e al 75’.

venerdì 31 luglio 2020

Antonio CONTE


Antonio Conte il capitano, adesso mister – scrive Nicola Calzaretta, su “Hurrà Juventus” dell’agosto 2011 – suo padre, Cosimino, lo ha sempre detto: «Diventerà un grande allenatore».

giovedì 30 luglio 2020

Angelo DI LIVIO


Se giochi per anni insieme a tanti campioni – scrive Valerio Nicastro su Delinquentidelpallone.it – senza mai essere messo in discussione, senza che mai nessuno metta in dubbio il tuo posto, magari pensando di sostituirti proprio con uno di quei campioni, se la gente si emoziona, esulta, festeggia insieme ai campioni, ma poi è te che decide di ergere a idolo, vuol dire che hai dentro qualcosa di straordinario. Qualcosa di speciale che spinge i tuoi allenatori a fare di te un pezzo irrinunciabile delle loro squadre. Qualcosa di speciale che spinge i tuoi compagni a fidarsi ciecamente di te. Qualcosa di speciale che lega il tuo cuore a doppio filo con quello dei tuoi tifosi, della tua gente.

mercoledì 29 luglio 2020

CAGLIARI - JUVENTUS


9 gennaio 1972 – Stadio Sant’Elia di Cagliari
CAGLIARI-JUVENTUS 2-1
Cagliari: Albertosi; Martiradonna e Poletti; Cera, Niccolai e Tomasini; Domenghini, Nenè, Gori, Brugnera e Riva. In panchina: Reginato e Roffi. Allenatore: Scopigno
Juventus: Carmignani; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller, Causio, Anastasi, Capello e Bettega. In panchina: Piloni e Roveta. Allenatore: Vycpálek
Arbitro: Angonese di Mestre.
Marcatori: Domenghini al 25’, Bettega all’83’, Gori al 91’.

martedì 28 luglio 2020

Ermes MUCCINELLI


«Ai miei tempi – diceva – sia la Juventus che il campionato erano un’altra cosa. Si dava più spettacolo, il pubblico si divertiva veramente e il gioco era meno sacrificato sull’altare delle tattiche. La nostra prima linea composta dal sottoscritto, Boniperti, Martino, John Hansen e Præst giunse a segnare cento reti in un campionato».

lunedì 27 luglio 2020

Umberto CALIGARIS


«Caligaris rifiuta gli schemi – ha scritto Gianni Giacone – non perché sia un anarchico, ma semplicemente perché non li concepisce: il calcio, per lui, è un gioco tanto entusiasmante quanto semplice, che si gioca con la palla. Chi ha la palla, alla lunga, vince. Compito fondamentale suo è di sradicare più palloni possibili dai piedi degli avversari. Insomma, lottare, correre e poi ancora lottare».

domenica 26 luglio 2020

JUVENTUS - SAMPDORIA


11 febbraio 1951 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-SAMPDORIA 7-2
JUVENTUS: Viola; Bertuccelli e Manente; Mari, Parola e Bizzotto; Muccinelli, Karl Aage Hansen, Boniperti, John Hansen e Præst. Allenatore: Carver
SAMPDORIA: Reverchon; Gratton e Arrighini; Gaerd, Ballico e Bertani; Lucentini, Bassetto, Gei, Coscia e Sabbatella. Allenatore: Foni
ARBITRO: Corallo di Lecce
MARCATORI: John Hansen 7’, Coscia 15’, Karl Aage Hansen 25’ e 31’, Sabbatella 35’, John Hansen 61’, Muccinelli 69’, Karl Aage Hansen 71’, Præst 85’