giovedì 6 ottobre 2016

Jürgen KOHLER

È, probabilmente, uno degli stopper più forti nella storia della Juventus con la quale ha giocato 102 partite di campionato (uno scudetto) segnando otto reti. Venti presenze, invece, in Coppa Italia (una vittoria) e ventitré nelle Coppe europee (un successo nella Coppa Uefa) con quattro goal. Eppure è diventato juventino quando era già al culmine della carriera. Proveniente dal Bayern Monaco, Kohler ha immediatamente dimostrato che su di lui si poteva fare affidamento totale, perché il suo talento difensivo è stato veramente indiscusso. Forza atletica, velocità nell’anticipo, capacità di uscire in avanscoperta offensiva, quasi imbattibile di testa, spietato nella marcatura ma anche capace di avventurarsi nelle aree avversarie, soprattutto in occasione dei calci piazzati, per fare goal. Talmente forte da essere uno dei pochi in grado di opporsi a Marco Van Basten e di limitare alla grande gli effetti dirompenti del centravanti olandese.
Nato a Lambseheim, il 6 ottobre 1965, piede d’acciaio e cuor di leone, straniero nella terra che per definizione ha dato i natali ai difensori più grandi, insegna l’arte della dedizione e dell’assalto anche ai più qualificati colleghi nostrani. Beniamino dei tifosi per il suo temperamento battagliero, è presente ventisette volte (con tre reti) nella stagione del debutto, e diventa un mito l’anno dopo, con ventinove presenze, un goal e un apporto decisivo alla conquista della Coppa Uefa.
Ma non si ferma qui, risultando tra i più forti anche nelle due stagioni successive, e chiudendo il ciclo bianconero con lo scudetto e la Coppa Italia 1994-95: «Mi ricordo l’esordio nel campionato tedesco, da quel giorno non ho più mollato il posto da titolare. I veterani della squadra mi accettarono subito con simpatia. Il Waldhof era appena stato promosso nella Bundesliga; avevo un mister molto esigente, ma anche umano, Klaus Schlappner. Mi teneva in campo più degli altri per insegnarmi a crossare in corsa. Voleva uno stopper capace di sganciarsi a sostegno delle punte. Gli devo molto per il mio perfezionamento tecnico».
In Nazionale ha debuttato a vent’anni; il grande Franz Beckenbauer, è sempre stato un suo grande estimatore: «Jürgen è uno che non perde mai di vista l’avversario, la sua concentrazione è massima. L’anticipo, perentorio, rappresenta una delle sue doti migliori. Un allenatore con lui va sempre sul sicuro».
Ritorna in Germania, ma non più nella sua Baviera. Passa al Borussia Dortmund e proprio con i gialloneri della città della birra darà una grossa delusione ai suoi vecchi tifosi, battendo appunto la Juventus a Monaco nella finale di Champions League del 1997. Aveva avuto meno fortuna, invece, l’anno prima quando con la Germania, agli Europei vinti dai tedeschi, si infortunò al 14’ della prima partita e fu costretto a fare per tutto il torneo lo spettatore infortunato. Con la sua Nazionale, però, si era preso una grossissima soddisfazione, vincendo il Mondiale 1990, proprio in Italia, una terra che gli ha sempre portato fortuna.
«I miei ricordi più belli con la Juventus? Al primo posto il rapporto con i tifosi; sono davvero eccezionali, hanno sempre dimostrato di avere grande fiducia nei miei confronti. E… quel derby!»
Derby, parola magica; è il 3 ottobre 1993. C’è aria di stracittadina sotto la Mole e le due squadre danno vita a una delle sfide più intense ed emozionanti di tutti gli anni Novanta. Primo tempo esaltante; segna Conte, pareggia l’ex Daniele Fortunato. Ancora vantaggio bianconero, con Andy Möller e repentino 2-2 del granata Sergio.
Ripresa molto più tranquilla, in attesa del colpo risolutivo, che arriva; azione sulla destra di Soldatino Di Livio, perfetto traversone e, a centro area, ecco spuntare l’attaccante che non ti aspetti. È Jürgen Kohler; colpo di testa vincente e corsa sotto la curva Scirea a festeggiare con i tifosi impazziti di gioia: «Io sono tedesco, ho giocato in squadre importanti in Germania, ma il mio cuore è solo bianconero. Sono orgoglioso di aver potuto fare parte di questa società ed anche di aver potuto vincere qualcosa di importante con questa prestigiosa maglia».
Parole splendide e sincere, che arrivano direttamente dal cuore.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie Jurgen per tutto ciò che hai fatto x noi grandi tifosi tuoi e della juve..

Ricordo che rifiutati di cambiare una tua figurina dell'album Panini, che possedevo doppia, x' volevo troppo averti solo mio

Grazie ancora Grande Jurgen..

Giulio Gori ha detto...

Il più grande marcatore di tutti i tempi. Meraviglioso.
E' guardando lui che ho davvero imparato a giocare in difesa.
Un monumento

Victor ha detto...

Grande Jurgen!
Il migliore stopper che abbia mai giocato nella Juventus, deciso eppure mai falloso, sempre così corretto dentro e fuori dal campo... Mai una polemica o una parola fuori posto, forse è per questo che oggi viene ricordato da pochi... Ma lui nella carriera ha vinto davvero tutto!
E' nella mia top 11 della Juve di sempre.

Anonimo ha detto...

Grande Jurgen! Peccato per quell' espulsione alla tua ultima partita. Comunque pure lui dovevamo dalro per forza al Borussia!?! -.-

Anonimo ha detto...

Immenso Kohler! Per gli juventini che come me hanno vissuto i gloriosi anni 90 era la vetta assoluta del calcio... Di recente ho persino sognato che lo riprendevamo ultraquarantenne per sistemare la nostra difesa bislacca!!!Non dimenticheremo mai il più grande stopper di tutti i tempi, il suo mitico "Kaputt" quando metteva la museruola a Van Basten e a Batistuta. Il migliore, grazie per sempre Jurgen!

Anonimo ha detto...

Con lui e Julio Cesar una difesa fortissima!!! Grander Jurgen!!!