venerdì 8 aprile 2016

Mihály KINCSES

Nato a Budapest, l’8 aprile del 1918, inizia la sua carriera giovanissimo, nelle file del Kipest, la mitica formazione di Budapest che tenne a battesimo i primi vagiti pallonari di uno dei più prestigiosi giocatori di ogni epoca: Ferenc Puskás. Proprio Kincses è la punta di diamante dell’attacco del Kipest, quando il giovane Öcsi sta muovendo i primi passi e al suo fianco, il futuro Colonnello della Honved (che non è altro che la prosecuzione del Kipest) maturerà rapidamente. Raggiunge l’Italia nel primo dopoguerra, nella file dell’Atalanta; i bergamaschi lo fanno arrivare insieme a tale Olajkar; quest’ultimo deluse e se ne andò dopo pochi mesi. Dopo solamente una stagione in neroazzurro, approda alla Juventus e in bianconero disputa la stagione 1946-47, scendendo in campo ventiquattro volte e realizzando cinque goal.
Il campionato che gioca con la maglia bianconera, lo vede ergersi a unico straniero della squadra; il boemo Arpas, secondo giocatore proveniente dall’estero, disputa poche partite, prima di sparire a metà stagione. Si adatta a giocare sia sulla fascia destra sia da interno sinistro; la sua versatilità lo rende necessario alla manovra, pur se mai indispensabile.
Dotato di buona tecnica di base, Mihály non è, comunque, lo straniero che i tifosi juventini sognano. Lascia Torino nell’estate del 1948, per accasarsi al Bari, società dalla quale si separa l’anno successivo per indossare la maglia rossonera della Lucchese e quella della Salernitana, fino all’estate del 1954, quando si conclude la sua avventura italiana.
Kincses, prima di arrivare in Italia, indossa per ben diciotto volte, la gloriosa maglia della Nazionale magiara.

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