mercoledì 13 aprile 2016

Alfredo TRAVIA

È il primo isolano a vestire di bianconero. Terzino, da Siracusa, classe 1924, ha fatto carriera nel Como e nella Pro Patria a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta, e quando arriva alla Juve trova una squadra solida ancorché in declino rispetto ai trionfi del 1950 e del 1952. Non male per grinta e continuità, fa la riserva di lusso, giocando un po’ a destra e un po’ a sinistra, così mettendo insieme, tra il 1953 e il 1955, ventidue presenze. Viene ceduto all’Alessandria, dove si farà onore. Una curiosità: Travia non poté giocare la partita Juve-Milan disputatasi a Milano il 15 maggio 1955, in quanto fu arrestato il giorno precedente nel suo bar di Torino, per oltraggio a pubblico ufficiale, e tradotto nelle Carceri Nuove.


“LA STAMPA”, 15 MAGGIO 1955
Alfredo Travia è uno dei terzini titolari della Juventus. Alto, bruno, ha trentuno anni, è nato a Siracusa. Oggi avrebbe dovuto giocare a Milano contro il Milan: invece i dirigenti della sua squadra l’hanno sostituito, perché ieri a mezzogiorno è stato tratto in arresto per “Oltraggio a pubblico ufficiale durante l’espletamento delle sue funzioni”. Il pubblico ufficiale è il commissario di San Secondo dottor Beccuzzi. Ecco il fatto. La moglie di Alfredo Travia, la signora Bruna Sardo (che attualmente è fuori Torino con il figlio di pochi anni) è proprietaria del Bar Sportivo Travia di Corso Sebastopoli numero 156. Bar moderno, con due locali, uno per la mescita e l’altro con i tavolini e la televisione, e sul marciapiede un piccolo dehors, Si trova quasi sull’angolo di Via Ettore Fieramosca. Funziona come bar da otto mesi e da due mesi lo gestisce Mario Remogna di venticinque anni al cui nome sono state rilasciate le licenze. Per quanto abbiano insistito il Travia e il gerente non sono ancora riusciti ad avere la licenza governativa per la vendita degli alcolici, il cosiddetto bollettone. Pertanto non possono tenere neppure gli aperitivi, ad eccezione di quei pochi che non contengono alcol. Pare che alcuni esercenti vicini abbiano presentato, giorni addietro, un esposto al commissariato di zona protestando, perché al Bar Sportivo non si rispettavano le disposizioni di legge. E ieri il dottor Boccuzzi con un agente si recava sul luogo per un controllo. Era mezzogiorno e un quarto. Il gerente Mario Remogna era al banco, alla cassa la madre Agnese. Due clienti erano seduti ai tavolini nell’interno. Fuori nel dehors si trovava il Travia con alcuni amici. Il commissario ordinò due bevande alcoliche. Il Remogna, un giovanotto biondo, la giacca color cachi, camicia bianca, li servì. Posò i bicchieri e li riempì. Il dottor Boccuzzi e l’agente bevvero, poi il commissario chiese: «Dov’è il listino dei prezzi?». Domanda insolita. Il gerente rimase sorpreso, e indicò un angolo al fondo del locale. «Già, non è sufficientemente visibile – osservò il commissario – le disposizioni dicono che deve essere esposto in modo che tutti lo possano vedere bene». «Ma scusi, lei chi è?». «Sono il commissario di P.S. Lo sapete che non potete vendere gli alcolici? Dov’è la licenza?». «La licenza – rispose il gerente – la licenza… – e diede un’occhiata alla madre – ha ragione signor commissario, non c’è. Ma capirà non siamo soltanto noi a violare la legge. Anche altri lo fanno. Se non si vendono gli aperitivi, perdiamo i clienti». Il dottor Boccuzzi domandò il prezzo della bevanda, si ovviò a pagare alla cassa. Tornò al banco e chiese dov’era il proprietario. «C’è il marito della proprietaria. È lì fuori, se vuole vado a chiamarlo». Cosi entrò in scena Alfredo Travia. Giacca sportiva chiara, a quadretti, calzoni chiari, scarpe marroncino, leggere. Volle intervenire a favore del gerente e disse: «Signor commissario, via, non faccia il pignolo». La frase incriminata è questa: lo affermano i testimoni, è scritta nel rapporto che ieri pomeriggio è stato inviato alla Procura della Repubblica Il dottor Boccuzzi ritenne che le parole e il tono rappresentassero un oltraggio alla sua persona e intimò: «La dichiaro in arresto». Poco dopo Alfredo Travia fu condotto in commissariato, quindi tradotto alle Nuove. Sotto il banco vennero sequestrati tutti gli aperitivi alcolici. Stamane per interrogare il detenuto si reca in carcere il sostituto procuratore della Repubblica dottor Ribet. Rientra nelle sue facoltà, concedergli la libertà provvisoria o rinviarlo a giudizio del pretore in stato di detenzione con procedura direttissima. Se il Travia risulta incensurato è probabile che venga scarcerato. Poiché il giocatore è nato a Siracusa occorrerebbero almeno due o tre giorni per avere il suo certificato penale: pertanto il sostituto dottor Ribet gli domanderà se non ha riportato condanne in questi ultimi cinque anni, ammonendolo che sarà processato anche per falso se le sue dichiarazioni risulteranno inesatte. Il reato di oltraggio comporta una pena che va da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni. Anche se stamane dovesse uscire dalle Nuove, Alfredo Travia non giocherà, perché difficilmente potrebbe raggiungere in tempo Milano. Del resto dopo una notte in carcere non si troverebbe nelle condizioni fisiche e di spirito più idonee per un buon rendimento in gara.

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