giovedì 14 novembre 2013

Luigi DURANTE

È il primo portiere della storia bianconera. Pittore di professione, è ingaggiato dai fondatori per difendere la rete della Juventus, nel 1901. Personaggio eccentrico, è ricordato per i celebri baffi e per il rapporto non proprio roseo con gli arbitri; a ogni decisione contestata, infatti, è solito girarsi verso i tifosi e, sventolando il berretto, urlare: «Mi appello al pubblico!» Secondo le cronache del tempo, dà il meglio di se stesso nella ripresa, dopo aver brindato a champagne nell’intervallo. Veste la maglia bianconera per undici stagioni, vincendo lo scudetto del 1905.

RENATO TAVELLA, “IL ROMANZO DELLA GRANDE JUVENTUS”
Sghignazzava sotto i baffi, il portiere Durante alzando il calice: «... e se il “referée” dà torto, fare il morto il morto il morto...», ripeteva soddisfatto in controcanto, disegnando in volto un’impercettibile smorfia. Giusto il contrario dell’espressione determinata che di abitudine sfoderava in campo, quando aggrottava rughe sopra ciglia cespugliose e, levato il cappello, lo sventolava in direzione del pubblico gridando a gran voce: «Mi appello al popolo!» Un modo pittoresco, tutto personale, per dirsi non d’accordo con una decisione contraria ai suoi colori presa dal “referée” (com’era chiamato l’arbitro stando alla classica dizione inglese). Urlava e si agitava di continuo, mostrava certi occhiacci neri da far paura, il tracagnotto Durante quando era alla difesa tra i pali. Poi rivestiva i panni borghesi e si ricalava nella vita artistica di tutti i giorni, fatta di tele e colori, di quadri solari.


VLADIMIRO CAMINITI
Tracagnotto, di baffi (assai) fornito, con occhi rapaci, è una figura di pittore più che meditativo attento alle forme appiccicose della vita. Le sue polemiche con i giudici di linea cominciano e non terminano che al tramonto, quando i giudici con rispettiva sedia e rispettiva bombetta, salmodiando se ne vanno dietro il vociferante pittore. «Ma sono scherzi da fare? Avevo respinto il ball». No, era passato, era infilato, era folgorato. Durante si strizza i baffetti e impreca, poi ci fa una risata. Ogni sua parata impressione il rado passante, il quale si ferma e dice: «Ma cosa fa ca fa cul matt?»

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