venerdì 22 gennaio 2021

Renato GOLA

 

Coppa Italia 1976-77 e 1977-78: in quegli anni, le fasi finali si disputavano a fine stagione e la Juve, spesso e volentieri, era costretta a rinunciare a quasi tutti i titolari, impegnati con la Nazionale. Così il Trap regala la soddisfazione di giocare in Prima Squadra a tanti giovinotti della Primavera. Tra questi anche Gola e Francisca. Il primo disputerà solamente il vittorioso match casalingo contro il Vicenza giocato il 29 giugno ‘77. Il secondo scenderà in campo ben 8 volte nelle due stagioni, realizzando anche una rete, sempre contro i biancorossi veneti, il 22 giugno ‘77.

ALBERTO REFRIGERI, “HURRÀ JUVENTUS” DEL DICEMBRE 1976
Eccomi nuovamente qui con le rituali quattro chiacchiere, una breve conversazione con tre ragazzi bianconeri. Questa volta sono sotto il… torchio Sergio Pavanello, terzino o libero, nato a Torino il 26 luglio 1957, Fabio Francisca, anche lui difensore, nato pure a Torino il 20 giugno del 1959, e Renato Gola, «libero», nativo di Moncalieri in provincia di Torino, dove è nato il 22 gennaio del 1958.
Tutti giocano indifferentemente sia nella «Berretti» che nella «Primavera», a seconda delle esigenze di squadra.
Cominciamo col chiedere loro a quali sacrifici si sottopongono per sperare un giorno di sfondare nel mondo del calcio.
GOLA: Nessun sacrificio particolare; ho scelto questa strada, per cui anche quelle piccole privazioni necessarie per rimanere sempre il più vicino alla forma non mi pesano; d’altra parte contemporaneamente studio, sono iscritto al 5° perito aziendale, per cui mi rimane ben poco tempo da dedicare ai vizi.
FRANCISCA: Anch’io studio, frequento la quarta scientifico, e cerco di conciliare il calcio con i libri di scuola: non ritengo di fare particolari sacrifici, in quanto il mestiere di calciatore mi piace; e poi d’altronde, come ha detto Gola, abbiamo tempo libero limitato.
PAVANELLO: Sono all’ultimo anno di Perito meccanico, e dopo la scuola debbo precipitarmi a Villar Perosa per l’allenamento, quindi, al momento di tornare a casa, sono talmente stanco che vado subito a dormire.
– I vostri genitori sono contenti della professione da voi scelta?
FRANCISCA: Sono molto contenti perché appassionati di questo sport, poi c’è anche il fatto che a scuola vado discretamente bene, per cui non ho difficoltà familiari.
PAVANELLO: Sono da ben 9 anni alla Juve, dove arrivai giovanissimo al Nagc, che praticamente i miei genitori manco lo sapevano; adesso comunque sono contenti, anche perché il giocare è diventato quasi una professione; l’importante per loro, è riuscire bene nella scuola, e qui, fortunatamente, non vado male.
GOLA: Essendo di Torino non ho trovato le difficoltà di lontananza da casa che hanno molti ragazzi miei compagni; sono da otto anni bianconero e i miei genitori sono contentissimi.
– Secondo voi, preferite un allenatore che vi tratti con la frusta oppure col convincimento, col ragionamento?
GOLA: Con il convincimento, col discorso; abbiamo una certa età e quindi siamo responsabili, anche se una rinfrescatina, quando magari involontariamente si sgarra, ogni tanto ci vuole.
PAVANELLO: Alla nostra età non occorre la frusta, basta capirsi, spiegarsi.
FRANCISCA: A me piace l’allenatore che discuta con noi ragazzi, capisca la persona senza bisogno di gridare o fare delle scene; dialogare, insomma: così sento di poter dare tutto me stesso, ottenere il massimo.
– Passiamo a un argomento più... frivolo: vorrei sapere i vostri gusti cinematografici, musicali e televisivi.
FRANCISCA: Fra i cantanti ve ne sono tre fra i miei preferiti: Claudio Baglioni, veramente una cannonata, e poi Mia Martini e Mina, formidabili. Fra gli attori cinematografici le mie preferenze vanno a Clint Eastwood (adoro i western), e in second’ordine a Dustin Hoffman e Robert Redford: alla Tv vedo cosa capita, non ho particolari predilezioni, diciamo comunque che mi attirano abbastanza gli sceneggiati gialli. Di leggere ho poco tempo, considerati gli allenamenti e gli studi, comunque mi soffermo volentieri su quei libri che si avvicinano alla realtà.
PAVANELLO: La musica mi piace, con una particolare punta di preferenza per quella pop e quella rock. Fra i miei cantanti preferiti diciamo i Genesis e Claudio Baglioni; non vado molto spesso al cine, e anche qui comunque ho alcune preferenze, quelli di carattere giallo come trama, e Giannini e Dustin Hoffman fra gli attori. Alla televisione, che non vedo molto, mi piacciono abbastanza i romanzi sceneggiati.
GOLA: Tutta la musica mi piace, specialmente quella moderna; amo molto tutti i nuovi cantautori che hanno veramente portato una nuova moda nel mondo musicale. Se debbo fare dei nomi mi soffermerei su De Gregori, Guccini. Come attori cinematografici diciamo Dustin Hoffman e Dalila Di Lazzaro. In quanto ai libri, così come i miei due compagni, non ho molto tempo, a causa dello studio e del calcio; leggo molto i quotidiani politici e sportivi e i romanzi d’avventura.
– Quando vi recate in qualche città nuova per giocare una partita o effettuare un torneo, cosa fate di solito: state chiusi in albergo, oppure girate alla ricerca di cose nuove, monumenti, musei e così via?
PAVANELLO: Dipende dalla città e da cosa offre, e se presenta cose belle; a volte sono gli stessi organizzatori che ci accompagnano in pullman a mostrarci le bellezze; l’importante comunque è svagarsi, non pensare alla partita.
GOLA: In ogni città o paese dove vado mi piace vedere la gente, facce nuove, negozi, conoscere abitudini e modo di vivere. Ai musei non ho mai pensato, anche perché non ho una preparazione su questo argomento troppo difficile.
FRANCISCA: Dipende anche dalla pioggia a parte gli scherzi, anche a me piace vedere gente nuova, negozi, strade; prima della partita solitamente c’è una certa tensione, e il passeggiare per strade sconosciute serve molto a distendere i nervi; anche a me i musei non vanno: bisogna capirli, ci va una competenza che io certamente non mi ritrovo.
– Se un giorno vi accorgeste che non siete riusciti a sfondare, quale atteggiamento prendereste; continuereste a giocare oppure smettereste e cambiereste mestiere?
FRANCISCA: Data la passione che è in me non potrei troncare di colpo, rimarrebbe solo una certa rassegnazione; io comunque continuo a studiare, per avere un giorno eventualmente un’alternativa, e continuerei in una squadretta come hobby.
PAVANELLO: La passione rimane, non si può cancellare, quindi anch’io continuerei, magari in una piccola squadra, ma non abbandonerei mai le scarpette da calcio.
GOLA: Smettere è impossibile, con la passione che mi ritrovo; anch’io continuerei a studiare e giocherei alla domenica in qualche compagine minore.
– Vorrei sapere quale concetto avete delle persone più anziane di voi?
PAVANELLO: Molta, molta stima: a volte non ci capiscono, ma secondo me è proprio per la diversità dei momenti in cui viviamo noi e sono vissuti loro; ma ripeto, a essi, che hanno senza dubbio un bagaglio di esperienza enorme, va tutta la mia stima e rispetto.
GOLA: Io vivo con la nonna, che, pure con la sua età e pur non comprendendo niente di calcio, mi aiuta a perseverare, spingendomi a far bene, si interessa dei miei problemi e da lei ho sempre dei buoni consigli che metto in pratica ogni volta; e mi sono sempre trovato benissimo; a volte le idee fra noi e questi anziani non collimano, e allora bisogna trovare una via di mezzo, conciliare le idee in modo di andare d’accordo.
FRANCISCA: Io vivo addirittura con tre nonni e li stimo molto; non sono affatto superati come si vuol far credere; hanno dalla loro un bagaglio di esperienza che riversata su di noi, con il nostro temperamento, ci fanno superare molte traversie e difficoltà.
– Fareste l’arbitro?
FRANCISCA: Per fare il mestiere di direttore di gara ci vuole molta passione; secondo me il salto da giocatore ad arbitro è troppo forte, poi io che sono abituato a giocare non mi abituerei mai a vedere gli altri intorno a me che corrono dietro al pallone ed io fermo a guardarli.
PAVANELLO: No, assolutamente, c’è troppa responsabilità.
GOLA: Se un giorno mi accorgessi di avere le qualità necessarie, perché no?
Secondo voi ragazzi, per riuscire, per poter sfondare nel calcio, quale percentuale occorre di fortuna?
GOLA: Quaranta per cento
PAVANELLO: Sono anch’io dell’idea di Gola.
FRANCISCA: Io la terrei su un tono più basso, diciamo soltanto il trenta, il resto è tutta abilità.
– Al momento attuale, date più importanza allo studio o al calcio?
FRANCISCA: Attualmente al calcio, tanto in un anno o due la cosa dovrebbe decidersi; o abbandonare o continuare.
PAVANELLO: Metà e meta, un occhio al calcio e uno allo studio.
GOLA: Per il momento cerco di conciliare le due cose.
– Potreste elencarmi sommariamente i vostri maggiori pregi e relativi difetti?
FRANCISCA: Debbo ancora migliorare in tantissime cose, vado bene ad esempio nel fluidificare, ma difetto ancora nel fisico come peso, poi il sinistro non è certamente allo stesso livello del destro.
GOLA: I miei compagni dicono che ho la grinta, poi mi ritengo abbastanza buono tecnicamente, cosa comprensibile arrivando dal Nagc; mi manca ancora personalità, e lo scatto nel colpo di testa, tutte cose che spero arriveranno con gli anni e l’esperienza.
PAVANELLO: Mi piace molto marcare l’uomo; difetto ancora abbastanza nell’uso del sinistro e manco di spregiudicatezza.
Auguri, ragazzi, per il calcio oppure per lo studio, comunque per la vita!

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