giovedì 27 ottobre 2016

Antonio MONTICO

«Classico esempio di chi racchiude in sé tutti i reali, un re di cuori: colui che non appartiene alla leggenda della gloria, ma l’accompagna».
Così Renato Tavella, nel suo libro “Il romanzo della grande Juventus”, descrive Antonio Montico da Valvasano in provincia di Pordenone. Nato il penultimo giorno dell’anno 1932, cresce nella Pro-Gorizia e approda in riva al Po nell’estate del 1953. Ottima mezzala con buona tecnica, rimane in bianconero fino al 1962, con una sola parentesi a Bari nella stagione 1960-61.
La sua annata migliore, pur infelice per la Juve che chiude al nono posto, è la 1956-57, durante la quale totalizza trenta presenze e, con dieci reti (di cui sei su rigore), risulta il migliore marcatore dei bianconeri alla pari con Stivanello. A partire dalla stagione successiva le presenze diminuiscono progressivamente ma conquista, sia pur come riserva (e a quei tempi, non essendo previste le sostituzioni, essere riserva voleva dire non scendere in campo) due scudetti e due edizioni della Coppa Italia.

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