sabato 17 settembre 2016

Simone PERROTTA

La Juve versione 1997-98 – scrive Massimo De Marzi su “Hurrà Juventus” del luglio 1998 – oltre all’acquisto dei tre nuovi stranieri Blanchard, Mirković e Tudor, presenterà anche una novità italiana giovane e interessante. Si tratta di Simone Perrotta, centrocampista di fascia destra acquistato dalla Reggina. Il neo bianconero, ventuno anni a settembre, è stato uno dei ragazzi più promettenti espressi quest’anno dalla serie cadetta. Con la squadra diretta da Franco Colomba è stato protagonista di un campionato di avanguardia che lo ha fatto diventare un uomo mercato.
La curiosità maggiore legata a Perrotta riguarda le sue origini. È lui stesso a raccontarla: «Ho vissuto a Reggio Calabria da quando ero molto piccolo, ma io non sono nato sullo Stretto bensì ad Ashton, una piccola cittadina del Sud dell’Inghilterra».
«Pensate che non lo sapevo nemmeno – dice il direttore generale della Juventus Moggi, nel corso della conferenza stampa di presentazione – vuol dire che con Perrotta avremo un mezzo straniero in più in squadra», scherza il dirigente bianconero.
Simone si dice felicissimo di essere arrivato a Torino. «Questa società è il massimo per un calciatore. Qui si lotta sempre per vincere ed io spero di dimostrarmi all’altezza». La Juventus l’anno prossimo avrà una rosa di ventiquattro elementi e Moggi dice che Perrotta sarà un giocatore in grado di ritagliarsi uno spazio importante fin dall’inizio. «Me lo auguro – afferma il neo bianconero – alla Juve vengo con tanta voglia di imparare stando accanto a giocatori importanti. Io sono un centrocampista più bravo in fase di contenimento che in quella di spinta, ma con le cure di Lippi conto di migliorare sotto ogni punto di vista».
Perrotta ha firmato per cinque anni con la società di Piazza Crimea e conta di aiutare la Juve a proseguire nella sua serie di vittorie che ha contraddistinto le ultime stagioni. Dei nuovi compagni di squadra Perrotta conosce di persona solo il giovane De Sanctis, ma attende con ansia di fare presto amicizia anche con gli altri più titolati. «Sono curioso di conoscere l’ambiente juventino e ciò che lo circonda. Molti dei suoi grandi campioni finora li ho visti soltanto in televisione, sarà un piacere giocare al fianco di gente come Inzaghi e Del Piero». La favola bianconera di Perrotta è cominciata: benvenuto, Simone.

Nonostante le buone intenzioni, Simone è chiuso da campioni come Conte, Davids, Deschamps, Tacchinardi e Zidane e totalizza solamente quindici presenze; si toglie, però, la soddisfazione di realizzare una rete in Coppa Italia contro il Bologna, di esordire in Champions League e di vincere la Coppa Intertoto. La società bianconera e Ancelotti, subentrato a Lippi, non credono in lui e, alla fine di quella stagione, è ceduto in prestito al Bari.


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