mercoledì 23 settembre 2015

JUVENTUS - FROSINONE

28 ottobre 2006, stadio Olimpico di Torino: JUVENTUS-FROSINONE 1-0 
JUVENTUS: Buffon; Birindelli, Kovač, Boumsong e Balzaretti; Camoranesi (dal 57’ Marchionni), Paro, Zanetti e Nedved; Bojinov (dal 57’ Del Piero) e Trézéguet. In panchina: Mirante, Marchisio, Palladino, Zalayeta, Legrottaglie. Allenatore: Deschamps 
FROSINONE: Zappino; Perra, Cannarsa (dal 78’ Castillo), Antonioli e Ischia; Lodi, Anaclerio, D’Antoni (dal 74’ Fialdini) e Di Venanzio; Margiotta e Di Nardo (dal 65’ Pagani). In panchina: Chiodini, Lacrimini, Galasso, Rimoldi. Allenatore: Jaconi 
ARBITRO: Squillace di Catanzaro 
RETE: Del Piero al 74’

REPUBBLICA.IT
Adesso si fa sul serio nel campionato di Serie B. La Juventus ritrova, in meno di ventiquattro ore, undici punti grazie all’arbitrato di ieri e alla vittoria casalinga contro un buon Frosinone, con la duecentesima rete di Alex Del Piero che entra nella storia. L’arbitrato, ieri, ha anche chiuso il capitolo dolente di Calciopoli e ha ridisegnato la classifica di Serie B con i bianconeri che salgono a quota tredici in classifica e possono guardare con serenità i battistrada Genoa e Brescia e proprio con i lombardi mercoledì le due squadre recupereranno la gara di campionato che manca all’appello. 
I bianconeri si erano presentati in campo con il morale a mille e la voglia di schiacciare il “piccolo” Frosinone di Jaconi e mettere paura alle squadre che, approfittando della pesante penalizzazione bianconera, avevano provato a tracciare un solco irrecuperabile per i torinesi. Deschamps nel tentativo di centrare la settima vittoria in campionato ha concesso una pausa a Del Piero mandando in campo il più fresco Bojinov, non assillato dalla caccia alla duecentesima rete in bianconero, affiancandolo al titolare fisso Trézéguet. A centrocampo Paro ha preso il posto di Giannichedda per formare la coppia centrale con il goleador delle ultime due gare, Zanetti. 
Il Frosinone di Jaconi, giunto a Torino con oltre mille tifosi al seguito, aveva come obiettivo non sfigurare sotto i colpi dell’armata bianconera e, possibilmente, portare via un punto grazie alle puntate di Margiotta e allo sgusciante Di Nardo violando magari l’imbattibilità di Buffon che dura da oltre 500 minuti. In difesa, unica novità, il rientro dell’esperto Cannarsa.
La gara si apre con la Juventus che non trova vie di accesso alla difesa ciociara e soffre parecchio nella prima gara fra le due squadre in un campionato ufficiale. I laziali tengono bene il campo con una difesa ben registrata e il centrocampo dinamico che pressa sui portatori di palla avversari e prova a colpire con gli sguscianti Di Nardo a sinistra e Lodi a destra. La Juventus capisce il pericolo ed è Boijnov il giocatore che prova a colpire i laziali, ma è ottimo l’avvio del portiere ospite Zappino che si oppone da campione al 4’ e al 14’. Il Frosinone riparte con ordine e sempre Di Nardo prova a sorprendere Buffon più volte. La Juventus è sorniona e passa pure in vantaggio al 22’ con Bojinov ma Squillace annulla per un inesistente fuorigioco di Trézéguet. Il francese si segnala, subito dopo, per una bella rovesciata da centro area ma la palla finisce di poco a lato. Il Frosinone prova a piazzare il break con gli esterni e Lodi prima dello scadere prova a sorprendere Buffon che, però, dimostra ancora una volta di essere il miglior portiere del mondo. 
Nel secondo tempo sono sempre i laziali ad andare subito vicino al goal con Di Venanzio bravo a concludere bene ma Buffon è strepitoso. La Juve capisce che è il momento di cambiare passo e inizia a spingere con Trézéguet che non trova la porta al 19’ clamorosamente. Deschamps inserisce, quindi Del Piero, che al 28’ realizza il goal vittoria e il numero duecento in maglia bianconera. Zappino, sbaglia malamente con un’uscita avventata e Nedved, ne approfitta e centra il palo dal limite. L’azione è da flipper ma Del Piero è bravo a mettere in rete. Un goal che, però, pare viziato da un netto fuorigioco attivo sul cross di Marchionni. Al 41’ Buffon salva ancora una volta il risultato deviando un pericolosissimo cross del neo entrato Castillo e la Juve può festeggiare alla grande la settima vittoria consecutiva. 

Non è un goal come un altro, il numero duecento in carriera. Lo sa bene Alessandro Del Piero che da ieri pomeriggio è entrato a far parte dell’Olimpo di pochi, pochissimi eletti. Pinturicchio ieri si è tolto una soddisfazione attesa trentacinque giorni; dalla rete numero 199 realizzata contro il Modena: da allora un mese di pressioni, di chiacchiere, di polemiche per la tribuna decretata da Donadoni, e di trasferte infruttuose. Poi il ritorno a casa, in quel Comunale-Olimpico che è già suo, ed ecco il goal. Nedved coglie il palo, Trézéguet sbaglia goffamente da due passi ma Del Piero è lì, e il suo destro non perdona. «Così è ancora più bello, entrare a partita in corso e segnare il goal decisivo. E poi non mi era mai capitato di realizzare un goal da undici punti – dice Alex ricordando la fresca sentenza dell’Arbitrato – negli spogliatoi non abbiamo festeggiato, non è il momento. Per adesso dobbiamo soltanto pensare al Brescia, più in là ci sarà tempo e luogo per celebrare con feste e cene». La dedica però non può mancare: «Beh, quella sì. A me stesso e a chi ha goduto e sofferto con me in tutti questi anni». Prossimo obiettivo? «Uno solo: tornare in Serie A con la Juve, è importante, in assoluto. Per me dico che non ho intenzione di smettere alla fine di quest’anno. Ho ancora trentuno anni, sto bene fisicamente e davanti a me c’è tanto tempo per giocare e divertirmi».
Essenziali sono anche i commenti di Trézéguet e Deschamps. «Alex ha fatto qualcosa di molto importante, un traguardo che possono centrare soltanto i giocatori di grandissimo livello», dice il bomber francese; «Intorno ad Alex si fa sempre un gran parlare. Sono felice per lui: si è tolto un grosso peso e finalmente può festeggiare una tappa importante della sua carriera», sono le parole dell’allenatore. Sorride soddisfatto, all’uscita dallo stadio, anche John Elkann: «È una giornata importante, sono contento di esserci stato per festeggiare insieme a Del Piero un traguardo storico». Il vicepresidente della Fiat poi parla anche di Juve e di sentenze: «L’esito dell’arbitrato ci permette di recuperare serenità e di tornare a pensare soltanto al campo, che bello poter tornare a parlare di calcio senza la preoccupazione delle sentenze. I punti? Speravamo in una riduzione, ma non ci aspettavamo nulla». John Elkann poi guarda avanti: «Oltre ad un pronto ritorno in Serie A, il nostro obiettivo consiste nel tenere tutti i nostri campioni. L’IFIL è pronta a sostenere il piano di sviluppo. Dobbiamo accompagnare gli sforzi della squadra e prepararci alla Serie A». È soddisfatto anche Giovanni Cobolli Gigli: «Il traguardo è la Serie A diretta, come e quando lo vedremo. Per evitare i playoff dobbiamo tenere un buon ritmo, anche se possiamo permetterci di rallentare un po’ il passo rispetto a quest’avvio di campionato. Certo che ritrovarci a Natale in testa sarebbe un sogno».
Intanto oggi la Juve “festeggia” il compleanno senza sconfitte in campionato: è un anno esatto che la Juve non perde fra Serie A e B, da quell’anticipo di San Siro quando venne surclassata dal Milan. Per quanto riguarda il mercato di gennaio, praticamente certo il prestito di De Ceglie; probabile la partenza (sempre in compartecipazione) di altri due o tre giovani di belle speranze, come Palladino e Guzman.
E il Frosinone? La vittoria di giornata la commenta Deschamps: «Abbiamo sofferto anche stavolta, siamo stati poco brillanti, lenti nella manovra, troppi errori, anche se il goal di Bojinov era valido. Meriti anche del Frosinone, una delle poche squadre che gioca a calcio». Nelle ultime tre partite però si è registrato un calo: «È vero, anche se in trasferta è più difficile giocare. In settimana abbiamo caricato anche un po’ nel lavoro, forse qualcuno ha pagato. Ma sono certo di una cosa: nell’arco di un anno, sono quelli della panchina che fanno vincere. Come Marchionni, che ha un atteggiamento perfetto. I punti di penalizzazione? Per noi cambia poco, cambia soprattutto per altri. Siamo più temibili, più pericolosi, adesso gli scontri diretti sono importanti ma non decisivi, perché non abbiamo più terreno da recuperare».

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