domenica 27 gennaio 2013

Malcom ALLISON

DA “LA STORIA DELLA JUVENTUS” DI PERUCCA, ROMEO E COLOMBERO
Pochi ricordano che nella storia della Juventus c’è stato anche un allenatore “fantasma”. Malcom Allison, inglese, grosso personaggio in Gran Bretagna, era parso sul punto di dover sostituire Heriberto Herrera al termine della deludente stagione 1968/69 (scudetto alla Fiorentina). Ecco come andarono le trattative, poi interrotte con l’arrivo alla Juve di Luis Carniglia. Leggiamo su “La Stampa” del 20 maggio 1969 la seguente corrispondenza da Manchester: Malcom Allison giungerà a Torino tra pochi giorni, probabilmente prima della fine settimana. L’allenatore del Manchester City, che la Juventus intende ingaggiare per sostituire Heriberto Herrera alla guida dei bianconeri, si incontrerà con i dirigenti juventini per definire i termini del proprio contratto e per trovare il modo di liberarsi dal vincolo che ancora lo lega al club inglese.
Infatti Allison ha sottoscritto un impegno con il Manchester City sino al 1973, ma gli stessi dirigenti della società britannica si sono dichiarati disposti a lasciarlo libero. Con una correttezza tutta inglese il presidente del Manchester ed i suoi collaboratori hanno fatto sapere che non gradirebbero avere alla guida della loro squadra un “un-happy man”, un uomo infelice, quale indubbiamente sarebbe Allison qualora gli si impedisse il trasferimento in Italia.
La convenienza di questo trasferimento non è sfuggita nemmeno a Mercer, General Manager del club il quale collabora da quattro anni con Allison: «Noi saremmo contentissimi di tenerci Malcom», ha affermato, «ma egli sarebbe uno sciocco a non prendere in considerazione l’offerta della Juventus».
Le trattative dovrebbero quindi concludersi con esito positivo ed il trasferimento di Allison ai bianconeri sembra destinato a realizzarsi entro pochi giorni. Tuttavia qualcuno fra i dirigenti del Manchester City ha sottolineato che la Juventus non si è comportata con molto fair play in questa situazione, peccando di scortesia per avere tentato di avviare le trattative direttamente con il tecnico, senza prima mettersi in contatto con la società. «Abbiamo ricevuto lettere della Lega inglese ma non dalla Juventus», hanno detto i dirigenti. «Il club bianconero è partito su di una strada sbagliata e non ha pensato di sentire prima il nostro parere».
In realtà si è trattato di un malinteso in quanto la Juve pensava di doversi rivolgere agli enti ufficiali. A sua volta Allison, che ha quarantuno anni e lavora da quattro stagioni con il Manchester City, ha dichiarato di voler parlare con il proprio presidente Alexander prima di intraprendere il viaggio in Italia. Sinora egli non avrebbe ricevuto precise offerte di ingaggio dal club torinese, ma si parla di uno stipendio annuale di circa 30 milioni che attenderebbe il trainer a Torino. Nel suo soggiorno in Italia, previsto in circa due settimane, Allison avrà comunque modo di definire tutti i particolari del nuovo contratto.
La partenza ormai sicura di Allison ha provocato un diffuso malumore tra i tifosi del Manchester City. In collaborazione con Mercer, Allison è infatti riuscito a riportare la squadra dalla seconda alla prima divisione, vincendo poi il campionato nella scorsa stagione e la Coppa d’Inghilterra quest’anno. Le sue doti non vengono discusse, anche se a volte suscita qualche perplessità il suo temperamento irrequieto. Diverse volte ha litigato con arbitri.
L’ultimo di questi incidenti avvenne due mesi fa non sul campo ma negli spogliatoi, dopo la fine di una partita del campionato riserve. L’arbitro aveva rinviato l’incontro per impraticabilità del campo ed Allison riteneva la decisione ingiustificata. La Lega ha punito AIlison con una “suspended sentence” in base alla quale gli è proibito stare ai bordi del campo durante le gare. In caso di recidiva potrebbe essere squalificato a vita dalla Lega inglese.
Di fronte alla prospettiva di allenare una squadra come la Juventus, Allison sembra disposto anche a dimenticare le sue intemperanze nei confronti degli arbitri ed a starsene tranquillo in panchina.

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