giovedì 8 settembre 2016

Morgan DE SANCTIS

Classe 1977, da Guardiagrele (Chieti), è il giovanissimo terzo portiere della Juve nella stagione 1997-98. Ragazzo dalle doti acrobatiche fuori dal comune, ricco di coraggio e tecnica, è indicato dagli addetti ai lavori come una grande promessa del ruolo. Alla Juve è chiuso da Peruzzi e da Rampulla, ma quando riesce a trovare spazio, il suo valore emerge senza ombre.
La prima stagione è vissuta da Morgan come spettatore delle imprese altrui. Il 6 dicembre 1998, causa il contemporaneo infortunio di Peruzzi e Rampulla, è schierato titolare nella partita casalinga contro la Lazio. La compagine bianconera sta attraversando un brutto periodo. L’infortunio di Del Piero pesa come un macigno e la squadra non riesce a esprimersi secondo le proprie possibilità. L’esordio di Morgan è sfortunato: una rete di Salas, a pochi minuti dalla fine, determina la sconfitta bianconera e un colpo di Gottardi lo manda all’ospedale.
«Un debutto sfortunato per il portiere intellettuale – scrive "La Stampa" – che divora libri e aspetta il proprio momento. Sfortunato non per il goal, di cui non ha alcuna responsabilità, ma per la ginocchiata di Gottardi che gli ha fatto trascorrere attimi di vera paura, dopo aver provato lunghi minuti di autentica emozione. Si è conclusa al Pronto Soccorso delle Molinette la domenica di Morgan De Sanctis, ventuno anni, titolare dell’Under 21 e numero tre della Juve. Una forte botta alla tempia destra in una delle rare parate che ha dovuto compiere gli ha provocato una temporanea perdita della memoria e ha fatto trascorrere attimi di tensione allo staff medico della Juve. Le radiografie e la TAC hanno poi scongiurato ogni conseguenza. Soltanto un piccolo trauma cranico, che dopo ventiquattro ore di riposo sarà già diventato soltanto un brutto ricordo. Prima di lasciare lo stadio scortato dai medici appariva ancora confuso ma tranquillo: “Adesso sto meglio, ma non ricordo con chi mi sono scontrato. Ero incerto se restare in campo, ma sono rimasto al mio posto”. Poco dopo l’infortunio De Sanctis ha accusato ancora giramenti di testa, Lippi prima di sostituire Fonseca gli ha fatto un cenno per sapere se andava tutto bene, lui ha risposto con un gesto che significava “Tutto OK”. Dopo il goal di Salas è stato soccorso di nuovo dal dottore e a quel punto non ricordava più se Lippi avesse già fatto le tre sostituzioni: quando gli hanno confermato che non c’erano altri cambi, ha stretto i denti fino al novantesimo. Sposato da pochi mesi nonostante la giovanissima età, De Sanctis non ha la vocazione dell’eroe, anzi passa per uno che si impressiona facilmente e ha sempre bisogno di essere rassicurato dai medici. Ma in campo si trasforma, come conferma Ivano Bordon, l’allenatore che ogni giorno si prende cura dei portieri: “Mentalmente è un ragazzo forte”, assicura il braccio destro di Lippi che ogni giorno lo fa volare da un palo all’altro. Un ragazzo che sa ancora emozionarsi se l’Avvocato gli stringe la mano e gli dice: “Ah, lei è De Sanctis? Mi hanno parlato bene di lei”. Un giovanottone che in due anni di Juve ha avuto soltanto le briciole, ma non ha mai mollato la presa, aspettando un momento che non arrivava mai, perché quando hai davanti Peruzzi e Rampulla hai poco da rallegrarti. Un ragazzo di grande sensibilità e di buona cultura, che fra un allenamento e l’altro riesce perfino a frequentare la facoltà di filosofia. Le sue letture preferite sono Platone e Pascal, un piccolo record in un mondo in cui il top è sempre Wilbur Smith che ha soppiantato Tex Willer e Topolino. Domani sarà di nuovo abile e arruolato, pronto a riprendere la lunga attesa. Anche se l’infortunio di Rampulla potrebbe permettergli di andare in panchina contro il Rosenborg. L’emergenza Juve non ha confini, De Sanctis non si tira indietro e spera in tempi migliori. Ieri il debutto non è andato proprio come l’aveva sognato per mesi: un goal e un trauma cranico. L’importante è prenderla con filosofia».
Ritorna in campo il 13 marzo 1999, sostituendo l’infortunato Rampulla a metà ripresa. Questa volta, De Sanctis può sorridere. La Juventus, infatti, batte l’Udinese per 2-1 al Delle Alpi. Veste la maglia da titolare anche la domenica successiva, sempre in casa. La squadra bianconera affronta la Roma del boemo Zeman e la partita termina in parità, con goal di Delvecchio e Iuliano.
Morgan totalizza anche una presenza in Coppa Italia. È il 26 gennaio 1999 e la Juventus gioca al Dall’Ara di Bologna contro i padroni di casa rossoblu. Edgar Davids realizza la rete della vittoria bianconera che non basta, però, per passare il turno. Infatti, a causa della sconfitta casalinga per 1-2, la Juventus è costretta ad abbandonare la competizione ai quarti di finale.
All’Udinese, dove è ceduto nel 1999, De Sanctis inizia la sua vera carriera da protagonista, confermando appieno le lusinghiere previsioni dei tecnici e diventando uno dei migliori portieri del suo periodo.

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