venerdì 19 febbraio 2016

BOLOGNA - JUVENTUS

10 febbraio 1963 – Stadio Comunale di Bologna
BOLOGNA-JUVENTUS 1-2
Bologna: Cimpiel; Capra e Pavinato; Tumburus, Janich e Fogli; Renna, Bulgarelli, Nielsen, Haller e Pascutti. Allenatore: Bernardini.
Juventus: Mattrel; Castano e Salvadore; Noletti, Carrera e Sarti; Sacco, Del Sol, Miranda, Sivori e Stacchini. Allenatore: Amaral.
Arbitro: Jonni di Macerata.
Marcatori: Del Sol al 27’, Nielsen al 60’, Miranda al 77’.


GIANNI GIACONE, “HURRÀ JUVENTUS”
Campionato 1962-63: succedono tante cose alla Vecchia Signora e il tifoso, che è sempre affamato di novità, ha di che saziarsi. La Juventus che va a iniziare questa stagione non è più lo squadrone di capitan Boniperti e di Charles spacca reti, ma non è nemmeno, per fortuna, la sciagurata formazione che ha rischiato la retrocessione l’anno precedente; è una squadra di solidi giocatori, ancora illuminata dall’estro incostante di Omar Sivori e dalla metodica applicazione di Emoli, il capitano. L’allenatore è un tipo nuovo, persino strambo agli occhi di molti, si chiama Paulo Amaral, brasiliano naturalmente, ed è venuto a predicare cose che dalle sue parti sono cose normali: il 4-2-4, schema di gioco mai applicato prima da noi e, secondo gli addetti ai lavori, inadatto alle caratteristiche tecniche dei nostri calciatori. Questa formula sensazionale, nonostante tutti i dubbi e le incertezze, conquista subito consensi e i risultati sono molto incoraggianti; i bianconeri, al termine del girone di andata, sono al comando della classifica, nonostante l’Inter del Mago Herrera la incalzi e sia, sulla carta, in assoluto la compagine più completa.
Il 10 febbraio 1963, quarta giornata di ritorno, la squadra bianconera gioca e vince la battaglia più dura ed esaltante del suo nuovo corso. La sfida è di quelle terribili; la Juventus deve recarsi a Bologna, contro una compagine che sta ponendo gli ultimi tasselli che le permetteranno, l’anno successivo, di vincere uno storico scudetto. C’è l’immancabile pienone che caratterizza le partite della Juventus, quando si reca nel capoluogo emiliano.
Sin dalle prime battute si capisce che la partita sarà durissima; Carrera non è Leoncini, è molto emozionato per il gran debutto e a centrocampo Bulgarelli e Fogli imperversano, per non dire di Haller, pimpante ed estroso come spesso gli capita. Mattrel, dopo due minuti, deve compiere un ottimo intervento per fermare, in presa a terra, una gran botta dal limite dell’area del tedesco. Castano e Salvadore devono superarsi per imbavagliare Nielsen e Pascutti, protagonisti di altrettante azioni pericolose nel giro di quattro minuti. Per fortuna che, tra i bianconeri, c’è un Del Sol strapotente, capace di fare per sé e per gli altri.
Il Bologna attacca in massa, ma la difesa bianconera non cede, Haller e Nielsen invano bussano alla porta di un Mattrel sicurissimo; a sorpresa, con la determinazione dei momenti migliori, la Juventus passa in vantaggio. Accade al ventesimo minuto, dopo che Amaral ha spostato, sul diabolico e imperversante Haller, il giovane ma valente Sacco; è proprio quest’ultimo a imbastire il contropiede che regala il vantaggio ai bianconeri. Azione in profondità, tutta di prima, Sacco a Del Sol nel cerchio del centrocampo, dallo spagnolo ancora a Sacco, che restituisce la sfera al sivigliano con precisione. Del Sol, ricevuto il pallone, compie il primo capolavoro della sua splendida partita, arrivando in slalom sino al limite dell’area e poi sparando rasoterra, al di fuori della portata di Cimpiel. 1-0 per la Juventus; è praticamente la prima vera azione d’attacco bianconera e lascia un segno indelebile all’incontro.
Incassato il colpo, il Bologna abbandona le sue belle geometrie e si getta all’offensiva con rabbia e determinazione; i difensori juventini, pur senza arroccarsi, chiudono ogni varco, aiutati dai centrocampisti e da Del Sol, ancora lui, che è onnipresente. Nell’attacco juventino Sivori, che Tumburus marca strettissimo, fa quel che può, ma in suo aiuto c’è Miranda, detto Mirandone, centravanti-armadio arrivato pure lui dal Brasile; si muove pochino, ma dispone di un tiro di rara potenza, sicché sulle sue piste si ritrovano spesso almeno in due. Il primo tempo si chiude con l’ennesima cavalcata di Del Sol, che salta in dribbling nugoli di avversari per poi servire Sivori, la cui conclusione è ben neutralizzata dal portiere bolognese.
Alla ripresa del gioco è ancora la Juventus a rendersi minacciosa; è l’estrema sinistra Stacchini a scoccare un bel tiro da posizione molto angolata che costringe Cimpiel a una parata non troppo agevole. Ma il Bologna non ha nessuna intenzione di rassegnarsi al risultato sfavorevole; Fogli e Bulgarelli orchestrano il lavoro delle punte con sapiente distribuzione di palloni e, dopo le belle parate di Mattrel su Pascutti e su Haller, al quarto d’ora i felsinei approdano al pareggio. Pavinato, terzino di classica impostazione, avanza indisturbato oltre la metà campo, Carrera se ne accorge troppo tardi e, quando tenta di intervenire, il pallone è già stato lanciato a Pascutti. L’attaccante bolognese vince, con un po’ di fortuna, un contrasto con Castano e porge allo smarcato Nielsen, che realizza da pochi passi.
Adesso è la Juventus che deve attaccare, per riprendersi il risultato che le occorre per continuare a tener testa all’Inter. Capra deve salvare alla disperata su un’incursione propiziata da Del Sol che, dalla posizione di mediano, è giunto fino alla bandierina del calcio d’angolo con una delle sue caratteristiche sgroppate. Il passaggio per Sivori taglia fuori mezza difesa felsinea e Omar porge indisturbato a Stacchini; quando l’ala bianconera sta per scoccare il tiro da due passi, interviene Capra che rimedia in corner, salvando la propria porta. Ma al 24’ minuto la Juventus torna in vantaggio, nel modo più perentorio, anche se non c’è linearità nella manovra che schiude il successo ai bianconeri. Bulgarelli non riesce a fermare Del Sol e, allora, lo sgambetta poco fuori dell’area; l’arbitro Jonni concede la punizione ai bianconeri. Batte Miranda, lo specialista; la sua rincorsa fa paura, l’impatto con la sfera di cuoio è violentissimo e il tiro si infila nell’angolo alto alla destra di Cimpiel, che si tuffa quanto il pallone è in rete da un bel pezzo. È un goal atipico, come atipica in fondo è quella Juventus, grande ma non grandissima, ricca ma non ricchissima di estro. È, comunque, il goal che risolve la partita, anche se mancano ancora parecchi minuti alla fine. Da questo momento in poi, la Juventus difende con ordine il vantaggio e replica, con pericolosità, alle avanzate bolognesi.
Haller tenta il tutto per tutto, ma Sacco riesce quasi sempre a contrastarlo e, nei momenti di maggior difficoltà, lo aiutano Salvadore e Castano, mentre Noletti non fa vedere palla a Renna. Del Sol chiude la sua splendida esibizione, rendendosi preziosissimo in copertura e, con le sue entusiasmanti sgroppate a tutto campo, consente ai colleghi della difesa di respirare e di allentare la pressione bolognese. A un paio di minuti dalla fine, tocca a Mattrel mettere il suggello alla vittoria bianconera, con una grande uscita tra i piedi del centravanti Nielsen. La gara finisce nel freddo e con nebbiolina insistente; non c’è più il sole, ma c’è ancora, in tutta la sua strapotenza atletica, Del Sol il sivigliano, che non ha smesso un attimo di correre e di suggerire passaggi per i compagni.
La partita del Comunale di Bologna, vinta per 2-1 dai bianconeri, merita di essere ricordata, al di là di ogni altra considerazione, come la partita di Del Sol; non ha fatto niente di eccezionale, dirà qualcuno. Errore: forse, ha inventato il “moto perpetuo”.


“STAMPA SERA”
Negli spogliatoi, il tema obbligatorio delle discussioni era il goal di Del Sol, che ha influenzato in maniera determinante l’andamento della contesa. Pavinato, spalleggiato da Janich e da Pascutti, si è adoperato in ogni modo per far sentire all’arbitro Jonni le proprie ragioni, ma la sua fatica è stata inutile. Ecco i fatti nell’interpretazione dei protagonisti: Janich: «Quando ho visto Del Sol avvicinarsi minaccioso ho tentato di corrergli incontro per intercettarlo, ma Sacco mi ha letteralmente spostato con una bracciata che mi ha mandato lontano. Davanti a Del Sol si è aperto inaspettatamente un corridoio attraverso il quale la sua staffilata ha potuto agevolmente giungere a bersaglio. Cimpiel se ne è stato tranquillamente a vedere, convinto che l’arbitro non avrebbe potuto convalidare un goal così vistosamente viziato». Cimpiel: «Dicono che sono stato ingenuo a non buttarmi su quella palla maledetta; ma chi poteva mai pensare che un arbitro come Jonni avrebbe lasciato correre un fallo così grave ai danni di Janich? Ho visto che la palla entrava nell’angolino, ma quando, non sentendo il fischio di Jonni, ho pensato di buttarmi, era oramai troppo tardi. Altrettanta sfortuna ho avuto sul goal di Miranda; mi ero piazzato sul palo di sinistra, quello che la barriera non poteva coprire; appena partito il tiro ho intuito che la palla, sorvolando i difensori, sarebbe finita sul palo alla mia destra; ma nello spostarmi sono scivolato ed ho visto la sfera finire proprio là dove avevo previsto e dove sarei senz’altro arrivato».
Interpretazione diversa del goal di Del Sol negli spogliatoi juventini. Sacco: «Io ho spostato Janich? I bolognesi sognano. Ero effettivamente là in mezzo anch’io, ma mi sono ben guardato dall’intervenire fallosamente sul centromediano rossoblu. Sono convinto di non avere nemmeno sfiorato Janich. Perché dunque tanta messa in scena?». Del Sol: «Ho temuto che mi annullassero il goal. Si erano buttati tutti attorno all’arbitro ed ero convinto che fosse successo qualcosa che io stesso, impegnato com’ero ad andare in porta, non avessi potuto vedere. È stata comunque una grossa soddisfazione, perché sono convinto che la mia rete abbia avuto portata decisiva sull’esito dell’incontro». Miranda: « Sentivo che avrei finito per infilare in rete un calcio di punizione. Un mio tiro ha sfiorato la traversa, un altro ha messo in difficoltà Cimpiel, che ha respinto in due tempi; l’ultimo, quello buono, è andato proprio nell’angolo cui avevo mirato. Cimpiel è scivolato, ma non credo che avrebbe lo stesso intercettato il mio tiro».
Per i bolognesi, sconfitti, una soddisfazione di ordine economico. Gli spettatori sono risultati 45.000, di cui 38.100 paganti e l’incasso di 76 milioni: nuovo primato dello Stadio Comunale. Il precedente era stato registrato nella partita con l’Inter del girone di andata con un incasso di 62 milioni.

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