mercoledì 14 dicembre 2016

Jean-Alain BOUMSONG

Nasce in Camerun, a Douala, il 14 dicembre 1979; emigra in Francia, esordendo nelle file del Palaiseau, nel 1995. Nell’estate del 1997 si trasferisce a Le Havre, nella cui compagine milita fino al 2000, riuscendo anche a laurearsi in Matematica alla locale università; compie poi il grande salto, vestendo la casacca dell’Auxerre, con la quale vince la Coppa di Francia 2002-03.La stagione 2004-05 lo vede impegnarsi con la maglia blu del Rangers di Glasgow; in Scozia disputa un’ottima annata, conclusa con la vittoria del campionato. Nell’estate del 2005, passa alla compagine inglese del Newcastle United; con la casacca bianconera, disputa una quarantina di partite, dimostrando ottime qualità fisiche, tecniche, tattiche.
Boum Boum, questo è il suo soprannome, è un giocatore molto forte fisicamente, ottimo colpitore di testa e dotato di una buona tecnica; soffre, però, di inspiegabili amnesie difensive che lo portano a commettere errori inspiegabili. Nonostante ciò, è convocato spesso nella Nazionale transalpina, con la quale disputa una ventina di incontri, riuscendo anche a realizzare una rete.
Nell’estate del 2006, si trasferisce alla Juventus, voluto dall’allenatore bianconero, il suo connazionale Deschamps; la squadra bianconera si affida a lui, per sostituire Thuram, idolo di Boumsong, emigrato a Barcellona. Il campionato di Serie B comincia nel peggiore dei modi per Jean-Alain e per la Juventus; infatti, un suo pasticcio in collaborazione con il croato Kovač, permette al riminese Ricchiuti di pareggiare, in modo clamoroso, la rete di Paro.
Si riscatta qualche partita dopo, realizzando a Crotone il suo primo goal in maglia bianconera; Boumsong alterna prestazioni discrete a errori clamorosi, che fanno storcere il naso ai tifosi bianconeri, i quali cominciano a perdere la fiducia nel difensore transalpino. Ancora una rete decisiva a Verona, nella parte finale del campionato, ma ancora tantissime sbavature; alla fine della stagione, Boum Boum totalizza trentatré presenze.
Per il campionato di Serie A, la Juventus corre ai ripari, acquistando il portoghese Andrade; Jean-Alain, nonostante le tante richieste, decide di rimanere a Torino, deciso a riconquistarsi la maglia da titolare. Ma la sfortuna è in agguato, infatti, si infortuna nella partita amichevole contro il Real Saragozza e le porte del campo si chiudono inesorabilmente per lui; l’esplosione di Legrottaglie e le grandi prestazioni di Chiellini fanno il resto.
Durante il mercato di gennaio, si riparla insistentemente di una sua cessione; riesce, comunque, a scendere in campo in Coppa Italia, sostituendo l’infortunato Chiellini nella partita contro l’Empoli. La sua prestazione è disastrosa e la Juventus subisce ben tre reti, grazie ai suoi clamorosi errori e a quelli del suo compagno Grygera; la squadra bianconera riesce, in ogni modo, a superare il turno e nei quarti di finale incontra l’Inter. Boum Boum entra nella fase finale della partita ed è subito protagonista; in negativo, permettendo a Cruz di segnare il goal del raddoppio neroazzurro e in positivo andando a realizzare la rete del pareggio juventino, con un perfetto colpo di testa, la sua specialità.
È il regalo di addio ai tifosi bianconeri; terminata la partita, infatti, Boumsong vola a Lione, per firmare il contratto con la società francese. Alla Juventus vanno tre milioni di euro, ai supporter bianconeri la consapevolezza di non avere rimpianti per la cessione del difensore transalpino.


ENRICA TARCHI, “HURRÀ JUVENTUS” OTTOBRE 2006
Jean-Alain Boumsong è arrivato alla Juventus pochi giorni prima della chiusura del mercato. Difensore francese di ventisei anni, ha già una larga esperienza internazionale maturata nei campionati francesi, scozzese, inglese e nella Nazionale transalpina. Originario del Camerun, Boumsong vive in Francia dall’età di quattordici anni. I primi calci al pallone sono un divertimento, per le strade della sua città natale, Douala. «Eravamo ragazzini, andavamo a scuola e poi ci trovavamo per giocare a calcio», racconta. Poi la sua famiglia si trasferisce in Francia per avere migliori possibilità nella vita professionale e così lui e i suoi cinque fratelli fanno di un luogo fino ad allora meta esclusivamente vacanziera, la loro nuova casa.
Nel centro di formazione del Le Havre inizia la carriera calcistica di Jean-Alain. Nella stagione 1997-98 l’esordio nella massima divisione francese, l’anno successivo le sue presenze si intensificano e viene notato anche dagli osservatori della Nazionale Espoirs, la nostra Under 21. Arriva la prima convocazione e a quel punto Boumsong si trova davanti a una scelta: Francia o Camerun? «Diciamo che la Nazionale del mio paese di origine non mi aveva ancora convocato. A parte questo, però, è stata una scelta difficile. Ho riflettuto molto e alla fine ho preso questa decisione, d’accordo con i miei genitori».
Giocare per la Nazionale francese non vuol dire affatto che Boumsong rinneghi le sue radici, anzi, ne va fiero e quando ne parla lo fa con grande intensità: «Ci torno molto spesso, non dimentico la mia terra di origine. Ogni anno vado a trovare la parte della mia famiglia che è rimasta lì, ovvero i miei zii e mia nonna. È importante essere in contatto con le proprie radici, anche se sono fiero di essere francese. Per dirla in breve, sono francese e camerunese».
Nel 2000 Boumsong passa all’Auxerre, dove nella stagione 2002-03 vince la Coppa di Francia. La coppia centrale, baluardo della difesa, è Boumsong-Mexes: «È stata in assoluto la stagione più bella. Mexes? Per quattro anni abbiamo giocato e vinto assieme. Lui è arrivato da voi prima di me, mi ha parlato dell’Italia, è molto contento di essere qui, nonostante abbia avuto qualche difficoltà il primo anno».
A proposito di difficoltà, la prima di Jean-Alain a Rimini poteva essere migliore: «È vero, non è stato un esordio facile, anche perché avevo fatto pochi allenamenti con la squadra e per me era tutto nuovo. In più mettiamoci il fatto che mi mancavano i novanta minuti nelle gambe, visto che sia nel finale di campionato con il Newcastle sia al Mondiale avevo fatto solo spezzoni di gara. Comunque non voglio cercare scuse. Nella vita ci sono alti e bassi, ma io ho grande fiducia in me stesso e sono sicuro che, continuando a lavorare duro come ho sempre fatto, i risultati arrivano. Ho grande fiducia nel futuro. Per me giocare nella Juventus è un onore, anche perché è la squadra per cui tifavo da bambino».
E, infatti, il difensore francese ci mette ben poco a far vedere cosa vale: a Crotone, alla terza di campionato, si muove con sicurezza, si propone in avanti sui calci d’angolo, dove può sfruttare la sua statura, e mette a segno il prezioso goal del 2-0, proprio di testa, su corner di Camoranesi, che mette in cassaforte la prima vittoria esterna della squadra di Deschamps: «Sono felice di aver fatto quel goal, ma quello che mi ha dato più soddisfazione nella partita di Crotone è stata la vittoria, importante per la squadra. Altra nota positiva della serata è stata il fatto di non aver preso goal e di aver difeso tutti bene. Lo sottolineo, perché difendere è il mio mestiere, se poi arriva qualche goal meglio ancora».
Con la sua statura Boumsong può, infatti, sfruttare i calci piazzati, come dimostrano le reti segnate finora nella sua carriera, quasi tutte di testa. Ancora un’osservazione sulla partita di Crotone: «Abbiamo giocato bene, con la mentalità giusta, con lo spirito combattivo che dobbiamo mettere sempre in campo per far valere la nostra superiorità tecnica. Ho capito che gli avversari considerano la partita contro la Juventus come la gara della vita, la sfida del secolo, e noi dovremo considerarle tutte come partite di Champions League».
Facciamo un passo indietro e parliamo della tua esperienza nei campionati scozzese (Glasgow Rangers) e inglese (Newcastle) nelle ultime due stagioni: «Credo che nella vita ogni esperienza lasci qualcosa di positivo e sia di grande aiuto per maturare e affrontare il futuro. È stato un passaggio importante per la mia carriera e anche sul piano umano e personale. Oltre ad aver vissuto la passione del calcio inglese, ho anche imparato lingua e cultura locale e questo è molto utile».
Quali sono le principali differenze tra i campionati italiano, inglese e francese? «Quello italiano lo sto scoprendo, fra qualche mese potrò parlarne. Comunque ognuno ha le sue caratteristiche. In Inghilterra c’è molta passione attorno al calcio, è molto bello e il gioco è duro fisicamente. In Francia c’è più equilibrio tattico».
Ora una nuova pagina della storia di Boumsong, tutta da scrivere con addosso la maglia numero diciotto della Juventus. Lui e Kovač, che rilevano l’eredità della coppia Thuram-Cannavaro: «Non mi piace fare paragoni o parlare di chi rimpiazza chi. Loro sono grandi campioni, ma noi siamo qui per dare il massimo, lottare e vincere».
Proprio con Thuram, Boumsong ha vissuto da protagonista le gare di qualificazione al Mondiale salvo poi, nella fase finale della competizione, aver dovuto lasciare spazio a Gallas: «Per me è stato un momento molto difficile, perché sono una persona ambiziosa. L’allenatore però ha scelto così, di spostare Gallas al centro, mentre prima giocava sulla fascia. Alla fine evidentemente ha avuto ragione lui, visto che siamo arrivati in finale. Comunque, quando si gioca per il proprio paese, bisogna lasciare da parte gli interessi personali e badare al bene del gruppo. Ed è quello che tutti noi, meno utilizzati, abbiamo fatto per sostenere i compagni che erano in campo. Come si suol dire, sarà per la prossima volta».
L’avventura nella Nazionale francese, infatti, continua per Boumsong, che proprio durante un ritiro dei “Bleu” ha avuto modo di parlare con Trézéguet del suo imminente passaggio alla Juventus: «Diciamo che nel corso del Mondiale, avendo vissuto tante gare dalla panchina, abbiamo fatto squadra!»
Sorride: «Scherzi a parte, il passato è passato, David mi ha parlato molto bene della Juventus, ma devo ammettere che uno dei motivi che mi ha spinto a fare questa scelta è stata la presenza di Deschamps, un allenatore che ha dimostrato di credere in me, di volermi in squadra. Lui è un’ottima persona e come allenatore ha un grande futuro».
Un futuro da vivere assieme, una sfida da vincere: «Certo, per riportare subito la Juventus in Serie A a lottare per lo scudetto e in Champions League».

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