sabato 27 febbraio 2016

Valerij BOJINOV


Nato a Gorna Oryahovitsa, in Bulgaria, il 15 febbraio 1986, arriva in Italia la sera del 16 ottobre 1999 grazie a una felice intuizione di Pantaleo Corvino; l’allora direttore sportivo del Lecce lo scopre, dodicenne, in un torneo a Malta, dove Bojinov gioca nella squadra Pietà Hotspurs: «Non è stato difficile lasciare la mia terra così giovane, i miei genitori hanno lasciato che facessi la mia scelta, senza condizionarmi in nessun modo. Mia madre, Pepa, ha giocato nella Serie A bulgara di basket, però non mi ha detto di comportarmi nell’una o nell’altra maniera. Così, ho scelto di partire e, grazie a Dio, ho avuto la fortuna di farcela; e pensare che la sera che sono arrivato in Italia, è nata mia sorella Michela».
A Lecce continua gli studi, mentre gioca con le formazioni giovanili della squadra giallorossa. Si mette talmente tanto in evidenza, che debutta in Serie A il 27 gennaio 2002, non ancora sedicenne, contro il Brescia, diventando il più giovane straniero a esordire in Serie A: «È stata un’emozione molto forte, ma non me la sono sentita di festeggiare. Purtroppo, pochi giorni prima era morto Vincenzo Mero, difensore bresciano, per un incidente stradale. L’episodio mi aveva scosso profondamente, era un giovane come me, un compagno che avrebbe dovuto giocare quella domenica contro di noi e che, invece, non c’era più».
Realizza il primo goal nella massima serie il 6 gennaio 2004, in Lecce-Bologna 1-2. Grazie al gioco super offensivo di Zdenek Zeman, Valeri mette in mostra tutte le sue qualità, che sono enormi; scatto bruciante, tiro secco e preciso con entrambi i piedi. Logico che Bojinov diventi presto un uomo mercato; nel gennaio 2005, passa alla Fiorentina, che decide di scommettere su di lui e lo acquista per 15 milioni di euro. In riva all’Arno, Valeri mette in mostra le sue grandi doti, nonostante un infortunio rimediato in aprile. Nell’estate 2005, la Fiorentina acquista Luca Toni e, complice l’esplosione di quest’ultimo, gli spazi si riducono notevolmente e Bojinov fatica a vedere il campo.
Il 16 gennaio 2006 è ufficialmente messo fuori rosa dalla squadra viola, per alcune dichiarazioni rilasciate a una radio bulgara contro l’allenatore e la dirigenza fiorentina. Viene messo sul mercato, ma non si trova una collocazione adatta e così, conclusasi la sessione invernale del calciomercato, Bojinov resta a Firenze e viene reintegrato nella rosa della prima squadra.
Nel luglio del 2006, passa alla Juventus con la formula del prestito con diritto di riscatto per la metà del cartellino, come parziale contropartita tecnica della cessione di Mutu alla Fiorentina: «Ero al mare in Bulgaria e il mio procuratore mi telefona, dicendomi che la Juventus era interessata a me e voleva sapere se avrei voluto andare a Torino. Gli ho detto subito di sì, giocare nella Juventus era la più grande chance che io abbia mai avuto e non potevo lasciarmela scappare; la Juventus è il massimo per un giocatore».
La Juventus crede molto in Valeri, peccato che non sia dello stesso parere Deschamps, mister dei bianconeri, con il quale Bojinov entra presto in conflitto; per tutta risposta, l’allenatore francese lo lascia spesso in panchina, anche quando la Juventus è in difficoltà, a causa degli infortuni di Trézéguet e Del Piero. Bojinov, comunque, comincia bene la stagione in bianconero; in Coppa Italia segna una rete contro il Martinafranca e una contro il Cesena. In campionato, titolare a Crotone alla terza giornata, realizza una doppietta, trascinando la Juventus alla vittoria. Dopo pochi spezzoni di partita, Valeri ritorna protagonista proprio contro il Lecce del suo mentore Zeman; dopo pochi minuti della ripresa, la Juventus passa sorprendentemente in svantaggio. Così, Deschamps è costretto a far entrare in campo il bulgaro, il quale realizza una doppietta; il primo goal è di rapina, sfruttando un errato disimpegno della difesa leccese, il secondo è con una perfetta punizione dalla destra.
Titolare anche la partita successiva, nell’insidiosissima trasferta di Genova, Bojinov non riesce a mettersi in evidenza, nonostante la buona prova della compagine bianconera. Ritorna protagonista qualche mese dopo, nella trasferta di Modena; buttato nella mischia a pochi minuti dal termine, confeziona il perfetto cross che genera l’autogoal del difensore emiliano e, di conseguenza, la vittoria della Juventus. L’avventura di Valeri alla Juventus termina qui; i tabellini parlano di ventuno presenze, ma le partite intere saranno solamente tre. Inevitabile il ritorno alla Fiorentina, con tantissimi rimpianti di non aver potuto capire, grazie all’assurdo ostracismo di Deschamps, il reale valore del giocatore bulgaro.

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