venerdì 28 ottobre 2016

Robert JARNI

Alla Juventus, arriva nel 1994, quando parte il nuovo corso di Lippi e del trio Moggi, Giraudo, Bettega, quello di tante vittorie. Si cerca un fluidificante di sinistra che abbia spessore internazionale e si pensa a Robert Jarni che gioca nel Torino, ma che si era messo in evidenza, pur dovendo patire un infortunio grave, nel Bari, giocando con il suo connazionale Boban, che lo aveva prelevato dall’Hayduk Spalato. Non è facile passare da una sponda all’altra del Po, ma Robert è un ragazzo intelligente, lascia da parte ogni polemica e riesce a lavorare con serenità. Il croato potrebbe essere la soluzione giusta, è veloce, sa calciare magnificamente di sinistro, segna al Genoa un goal che vale una parte del ventitreesimo scudetto, ma manca di quella forza agonistica che la Juventus pretende da chi veste la maglia bianconera.
Jarni dimostra di avere delle grandi potenzialità offensive, ma denota una scarsa propensione alla fase difensiva; un giocatore da grandi squadre, ma caratterialmente incompleto. Nella prima Juventus “lippiana”, già abbastanza spregiudicata, serve un poco di concretezza; Jarni, invece, è un’ala travestita da terzino e spesso gli è preferito il modesto, ma più disciplinato Orlando. A fine stagione viene ceduto al Betis Siviglia che più tardi lo girerà al Real Madrid.
Il meglio di sé, lo darà ai Mondiali di Francia dove sarà uno dei protagonisti più brillanti del sorprendente terzo posto conquistato dalla Croazia. Il capitano dei croati, Boban, oltre ad essere un suo amico, è anche un suo estimatore ed ha sempre usato parole importanti per lui. Lo stesso Tudor ha sempre parlato di Jarni con evidente rispetto. Peccato davvero, con un altro cuore sarebbe stato bianconero per molte stagioni.

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