venerdì 14 ottobre 2016

Fabian O’NEILL

Di pari passo con Carini, un altro uruguagio appare all’orizzonte bianconero allo scoccare del terzo millennio. Il suo nome è Fabian O’Neill; nasce il 14 ottobre 1973 a Paso de Los Toros: «Ho cominciato inseguendo un pallone di stoffa nella campagna uruguagia, dove sono cresciuto. Poi, sono entrato a far parte del Defensor, la squadra dilettantistica del mio paese, Paso de Los Toros, oltre trecento chilometri da Montevideo. A quindici anni ho lasciato il Defensor, per entrare nelle giovanili del Nacional. Allora, giocavo centravanti e avevo una voglia matta di arrivare. Quattro anni dopo, vinco lo scudetto con il Nacional e a ventuno anni ho debuttato in Nazionale, contro Israele».
Centrocampista di grinta e fisico Fabian arriva a Cagliari nel novembre del 1995 ed esordisce in Serie A il 26 novembre dello stesso anno, contro il Napoli. Con la maglia rossoblu, gioca cinque campionati, segnando dodici goal.
La Juventus “ancelottiana” lo prende pensando a un’alternativa a Zidane in caso di necessità, visto che Zizou, nelle annate precedenti, ha dovuto fare i conti con parecchi infortuni. Ma il francese è di una continuità inaudita e lascia a Fabian giusto le briciole.
Né le cose migliorano sensibilmente l’anno successivo, nonostante non abbia più Zidane davanti a lui. Lippi lo schiera come vice Davids, in attesa che l’olandese sconti la squalifica per il Nandrolone. Fabian non convince e, dopo solo due anni, lascia la Juventus con un bilancio di quattordici presenze in campionato e una mezza dozzina nelle coppe.
O’Neill è davvero un grande talento; piedi finissimi, fisico da stopper, grinta da mediano, lancio alla Suarez. Peccato gli manchi una cosa fondamentale per un calciatore: la testa. Probabili problemi personali, dicono abbia preso la strada dell’alcol e, a certi livelli, se non fai vita da professionista, se finisci le nottate ubriaco sul bancone di un bar, hai vita brevissima. Infortuni a catena e scarso rendimento, obbligano la società bianconera a non confermarlo.
Peccato, perché avrebbe potuto essere un potenziale grandissimo regista alla Pirlo, tanto per intenderci; davanti alla difesa avrebbe potuto esprimere al meglio le sue caratteristiche e il suo innato talento.

1 commento:

Anonimo ha detto...

peccato davvero, a me personalmente è sempre piaciuto come calciatore. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più su i due anni passati a torino, sulle sue famose nottate torinesi. perchè ha deciso di buttare via una carriera così promettente??