lunedì 7 settembre 2026

Leonardo COLELLA


Per risolvere il problema del centravanti apertosi con l’involuzione tattica di Boniperti, che andava trasformandosi da centrattacco in mezzala di regia, la Juventus optò per il mercato sudamericano, puntando su Gino Orlando, punta del São Paulo ed in odore di Nazionale brasiliana. Per alcune settimane i dirigenti juventini tentarono in tutte le maniere di portare a Torino il baffuto sfondatore paulista, ma questi tentennò parecchio prima di dire un no definitivo, spaventato dai gravami fiscali che gli venivano prospettati in caso di un suo soggiorno italiano.

domenica 6 settembre 2026

JUVENTUS - MILAN


18 novembre 1962 - Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-MILAN 1-0
Juventus: Anzolin; Castano e Salvadore; Emoli, Leoncini e Sarti; Crippa, Del Sol, Miranda, Sivori e Stacchini. Allenatore: Amaral.
Milan: Ghezzi; David e Radice; Pivatelli, Maldini e Trapattoni; Del Vecchio, Sani, Altafini. Rivera e Barison. Allenatore: Rocco.
Arbitro: Jonni di Macerata.
Marcatore: Sivori al 36’.

sabato 5 settembre 2026

Andreas MOLLER


Andreas «Andy» Möller – scrive Marco Zunino su “Hurrà Juventus” del luglio-agosto 1992 – il più amato, odiato, dotato calciatore tedesco del momento. Andreas Möller, uno dei nuovi assi nella manica della Vecchia Signora. E nato a Francoforte il 2 settembre 1967 e nella sua città, a maggio, si è spostato con Michaela Winter, la ragazza conosciuta a sedici anni sui banchi di scuola, nel quartiere di Sossenheim. Sono almeno quattro stagioni che in Germania si parla di lui come del più grande talento in circolazione.

venerdì 4 settembre 2026

Olof MELLBERG


Il giorno in cui ha messo il suo nome sul contratto scritto in carta intestata Juventus – scrive Federica Furino su “Hurrà Juventus” del settembre 2008 –  Olof Mellberg ha pensato: ecco, il mio momento è arrivato. E dopo ha aggiunto: era ora. Poi però, perché quel momento arrivasse sul serio – dopo le tre stagioni di esordio a casa sua in Svezia, le tre di gavetta internazionale nella Liga con il Racing Santander e le quasi-sette di onorevole militanza in Premiership con l’Aston Villa – ha dovuto attendere altri sei mesi per “svincolarsi” ufficialmente. Da gennaio a luglio, con i piedi in Inghilterra, la testa in Italia e il cuore a fare la spola tra passato e futuro, tra i ricordi e l’ambizione.

giovedì 3 settembre 2026

Paolo MONTERO


Debutta a diciannove anni in serie A con il Peñarol, dopo aver praticato romantiche pedate con la classica Pelota de trapo, la palla di stracci, primo amore di ogni campione sudamericano: «Mio padre, Julio, è stato un asso del Nacional di Montevideo e della “Celeste”, la nazionale uruguagia. Nel mio destino c’era scritto che avrei ripercorso il cammino di papà; questione di cromosomi, di fatalità e di sangue. Al Peñarol sono arrivato che non avevo ancora diciotto anni; Menotti mi disse che sarei diventato come Passerella e toccai il cielo con un dito».

mercoledì 2 settembre 2026

Adriano NOVELLINI


Nasce anche con Adriano Novellini – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del settembre 1981 – mantovano di Mariana, attaccante di nerbo e caparbietà, la Juve del dolce stil novo, la squadra vale a dire protagonista e regina del calcio italiota anni Settanta. Nasce da campioni e comprimari, una squadra grande e vincente. E Novellini, che di quella Juve è personaggio non grande ma nemmeno trascurabile, è l’ideale per riaccostarsi a quegli anni ruggenti, a quella stagione in particolare della nascita di tutti i sogni e di tutte le speranze.

martedì 1 settembre 2026

Carlo BIGATTO


Niente meglio delle cifre riassume la grandezza di Carlo Bigatto: – si legge su “La storia della “Juventus” di Perucca, Romeo e Colombero – vestì la maglia bianconera dal 1913 ai 1931; giunse nella Juventus dei Dalmazzo e dei Montano, dei Boglietti e degli Omodei, diventò capitano della squadra nel primo dopoguerra e la condusse per mano fino alla soglia degli anni ‘30; fino al mito.

lunedì 31 agosto 2026

Vladimir JUGOVIC


Lo slavo con gli occhi di ghiaccio e un mezzo sorriso che guarda truce negli occhi Van der Sar, portierone dell’Ajax prima di trafiggerlo su rigore, la tiepida notte dello stadio Olimpico sullo sfondo di una finale di Champions League: è questa l’immagine che i tifosi bianconeri conserveranno per sempre nella loro memoria. «Del tiro dal dischetto di Roma, se ci penso, sento ancora le stesse sensazioni di allora. Era l’ultimo, quello che valeva la coppa. Quel goal mi ha permesso di entrare nella storia di un club glorioso come la Juventus e di vincere la seconda Coppa Campioni. Cambierei qualcosa di quella notte? Mi gusterei maggiormente il successo. Subito dopo la finale di Roma andai a giocare con la mia Nazionale invece di festeggiare con i compagni».

domenica 30 agosto 2026

Pavel NEDVED


«Ci faceva sempre goal – ricorda Luciano Moggi – lo prendiamo noi, così risolviamo il problema, dissi nel 2001 a Bettega e Giraudo. Oltre che a rompere le scatole a noi della Juventus, Pavel Nedved era davvero un gran giocatore: centrocampista offensivo, qualità tecniche eccellenti, nessuna differenza tra destro e sinistro, super anche nel calciare le punizioni. Tutto questo associato a un fisico infaticabile. Correva sempre, ricordo che negli allenamenti bisognava fermarlo, altrimenti non smetteva più. Correva anche negli spogliatoi, mai visto nulla di simile.

sabato 29 agosto 2026

JUVENTUS - PARMA


5 gennaio 1992 – Stadio Delle Alpi di Torino
JUVENTUS-PARMA 1–0
Juventus: Tacconi; Carrera e De Agostini, Galia, Kohler e Julio Cesar; Alessio, Marocchi (dal 63’ Di Canio), Schillaci (dal 73’ Conte), Baggio e Casiraghi. In panchina: Peruzzi, Luppi e Corini. Allenatore: Trapattoni.
Parma: Taffarel; Benarrivo e Di Chiara; Minotti, Apolloni e Grun; Melli, Zoratto, Osio (dall’86’ Catanese), Cuoghi e Brolin (dall’82’ Agostini). In panchina: Ballotta, Nava e Pulga. Allenatore: Scala.
ARBITRO: Luci di Firenze.
MARCATORE: Baggio al 71’.

venerdì 28 agosto 2026

PAULO SOUSA


Il primo vero e importante colpo dell’era-Bettega per la stagione 1994-95 – si legge su “Hurrà Juventus” del maggio 1994 a firma di Manuel Martin de Sà – è già stato centrata. Il suo nome è Paulo Manuel Carvalho Sousa, proviene dalla Sporting Lisbona ed è stato reclutato per mettere in ordine e sistemare definitivamente il centrocampo juventino. È lui l’uomo della provvidenza, quello che avrà il compito (insieme a Robby Baggio e a tutti gli altri, s’intende, di dare avvio a un riscatto che tarda da ben otto lunghi e frustranti anni.

giovedì 27 agosto 2026

Nicola AMORUSO


Otto, sedici, diciassette, venti, ventuno, quaranta e ottantadue. Giocate questi numeri – scrive Matteo Dalla Vite sul “Guerin Sportivo” del 13/19 dicembre 1995 – sono vincenti. Ve lo consiglia la Polisportiva Amoruso, angolo di mondo in cui tutto è dinamicità, gioia, successo. La Polisportiva Amoruso parte da Flavio e arriva a non no Giacomo. E nel mezzo... «Già, nel mezzo c’è una bellissima storia da raccontare. Vuoi sapere la più bella? Mio zio Luciano, quarantenne, giocava a calcio ed era soprannominato il Bettega di San Ciro. Grande giocatore, faceva paura a tutti... Occhio, però, non finisce mica qui...».

mercoledì 26 agosto 2026

Vittorio SENTIMENTI


Nato a Bomporto (Modena) il 18 agosto 1918, è il terzo della dinastia di cinque fratelli, tutti dedicatisi al calcio. Cresce nelle file del Modena che, negli anni precedenti la seconda Guerra Mondiale, militava in Serie A e, per tradizione, era solito schierare giocatori di notevole grinta e di eccellenti qualità atletiche. I fratelli Sentimenti si misero subito in evidenza, essendo giocatori di indubbio talento, specialmente il terzo e il quarto della stirpe, atleti che recitarono poi la parte più importante della loro carriera indossando la maglia della Juventus.

martedì 25 agosto 2026

Gianluca LUPPI


Un bolognese atipico, come tutti (o quasi) – scrive Adalberto Scemma su “Hurrà Juventus” del maggio 1991 – quelli che l’anagrafe ha fatto nascere a Crevalcore. Gianluca Luppi è riservato, riflessivo, attento a non giocare troppo con le parole. Un freddo? Lui dice di no. Piuttosto un concreto, dietro l’apparente velo della timidezza. Ricorda in questo Gigi Simoni, pure lui di Crevalcore, persona di stile, educato, tranquillo e tuttavia maledettamente determinato, capace di centrare per cinque volte l’obiettivo-promozione con Brescia, Genoa e Pisa.

lunedì 24 agosto 2026

Ercole RABITTI


All’alba degli anni settanta – racconta Vladimiro Caminiti – è riuscito ad arrivare alla prima squadra un maestro di calcio come monsù Rabitti. Fu un momento di fortuna, magari, oltre che specialissimo nella storia della Juventus, alla caduta del presidente oratore Catella all’inizio del regno del geometra Boniperti come dirigente unico responsabile, ecco l’allenatore delle squadre minori, il piccolo sanguigno, dalle orecchiette caprine, dagli occhi azzurri smerigliati, Ercole Rabitti riceve la squadra all’uscita dalla scena dell’hidalgo appassionato Luis Carniglia e la guida per mesi con mano tecnica audace e sicura, con idee modernissime e preparazione atletica di squillante novità, meritandosi la considerazione pur di professional navigati come Helmut Haller.

lunedì 17 agosto 2026

Thierry HENRY


Thierry Henry è entrato nella Juve contromano – scrive Maurizio Crosetti sul “Guerin Sportivo” del 10-16 febbraio 1999 – in uno sfavillante pomeriggio di gennaio. La sua Porsche nera ha varcato il cancello del vecchio stadio Comunale e invece di svoltare a sinistra, versante Juventus, ha tirato diritto, direzione Centro di medicina dello sport. Breve imbarazzo, retromarcia, sgommata e forse la strada non la sbaglia più. Non è stato poi molto diverso il suo ingresso nel mondo bianconero, squadra e società, in questo inverno bollente e gelido. Difficile per chiunque non infilarsi al contrario, o non avere la sensazione di averlo fatto. Mancano i cartelli, le indicazioni, i vigili che smistano il traffico, mancano i semafori e sembra tutto un colossale stop. Ma Thierry Henry non ha nessuna intenzione di rispettarlo.

domenica 16 agosto 2026

Salvador CALVANESE

 

Salvador Calvanese  – scrive Salvatore Lo Presti sul suo libro “Tango bianconero” è stato solo una meteora nella galassia juventina. Arrivato in prestito dal Catania, dove aveva disputato due ottime stagioni (segnando 13 gol in 57 partite), in modo da poterne valutare le qualità in vista di un possibile ingaggio. L’obbiettivo era quello di sostituire l’indisponibile Charles. Calvanese venne utilizzato in quattro delle sei partite giocate nell’ambito della fase eliminatoria della Mitropa Cup, cui la Juventus si era iscritta per far fare un po’ di esperienza internazionale ai suoi giovani giocatori. Con la Juve c’erano anche Atalanta, Fiorentina e Bologna.