giovedì 15 aprile 2021

Humberto ROSA



Il ‘61 è per la Juve anno chiave – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del gennaio 1973 – determinante nel bene come nel male. È’ l’anno dello scudetto numero dodici, strappato in un finale entusiasmante all’Inter di Herrera; ma è anche, ahinoi, l’anno che chiude un ciclo di successi quinquennali, un’era di juventinismo.

mercoledì 14 aprile 2021

Carlo MATTREL


«Calmo come un veterano – racconta Caminiti – e agile come un cherubino. La Juventus ‘57-58 del 10° scudetto gli dovette parecchio. E sì, ci furono in quella Juventus i 28 gol di Charles, un armadio pieno di tutta l’irruenza pedatoria del Galles; e i 22 di Sivori, cattivo come un indio e fantasioso come un faraone; e gli otto gol scientifici di Boniperti che era il capitano.

martedì 13 aprile 2021

Robert KOVAC


Nato a Berlino, il 6 aprile 1974, da genitori croati arrivati in Germania per cercare lavoro e fortuna, arriva a Torino nell’estate del 2005 a parametro zero. Nonostante la concorrenza di Thuram e Cannavaro, Kovač scende in campo per ventitré volte, realizzando anche una rete, nella vittoriosa partita contro il Lecce. Robert può, quindi, aggiungere al già ricco palmarès, anche il titolo di Campione d’Italia. La sua signora è pure lei croata, nata e vissuta a Berlino.

lunedì 12 aprile 2021

Renato CESARINI


Un giorno Edoardo Agnelli lo trova in un ristorante in orario di allenamento. Gli fa mandare una bottiglia di champagne dal cameriere per ricordargli chi è che comanda. Cesarini gliene fa arrivare cinque, con tanto di biglietto. «Domani vinciamo e segno». Andrà così.

domenica 11 aprile 2021

Eugenio CASTELLUCCI

 


SALVATORE LO PRESTI, DAL SUO LIBRO “TANGO BIANCONERO”
Una pallida apparizione (2 sole presenze nel campionato 1930/31, quello del primo dei cinque scudetti consecutivi) fece Eugenio Castellucci, centrocampista e all’occorrenza anche difensore, di 27 anni, con una lunga carriera in Argentina. Nato a Cordoba il 21 aprile 1903, crebbe nelle giovanili del Defensor de Belgrano giocando in prima squadra fra il 1922 e il 1925 (con una parentesi all’Urquiza nel 1924). Passato nel 1926 al General San Martin, è stato successivamente alla Platense e quindi all’Atlanta (con la cui maglia prese parte a una storica vittoria contro il Baracas Central (4-1 nel 1927) prima di passare al Chacarita Juniors dove conobbe Renato Cesarini, che probabilmente ne favorì l’approdo alla Juventus.

JUVENTUS - GENOA


2 dicembre 1923 – Campo di Corso Marsiglia
JUVENTUS–GENOA 2–1
Juventus: Combi; Gianfardoni e Bruna; Albera, Monticone e Barale; Grabbi, Munerati, Rosetta, Pastore e Audisio. Allenatore: Károly.
Genoa: De Prà; Bellini e De Vecchi; Barbieri, Burlando e Leale; Neri, Sardi, Catto, Santamaria e Bergamino. Allenatore: Garbutt.
Arbitro: Panzeri di Milano.
Marcatori: Grabbi al 15’, Rosetta al 55’, De Vecchi all’85’.

sabato 10 aprile 2021

Cristiano ZANETTI


GIULIO SALA, “HURRÀ JUVENTUS” DEL LUGLIO 2006
Cristiano Zanetti: non chiamatelo mediano. Il termine non gli si addice e sicuramente, per dirla con il suo toscano, non gli garba. Anche se correndo dietro agli avversari si è guadagnato un nome di battaglia, «Martello», e per quanto negli anni il ruolo sia stato rivalutato dalla critica, esaltato dai moduli di gioco e perfino nobilitato dalle canzoni, il ragazzo arriva alla Juventus con ambizioni che non si sposano con la figura del faticatore, di quello che passa la vita “a recuperar palloni”, come insegna Ligabue.

venerdì 9 aprile 2021

Angelo CAROLI


Nasce a L’Aquila il 7 aprile 1937; è uno dei ragazzi che Puppo, l’allenatore che a metà dei ‘50 cerca di traghettare la Juventus verso orizzonti più prestigiosi, lancia in prima squadra, per imparare dai Viola e dai Boniperti. Di buona tecnica e abbastanza grintoso, Caroli gioca in attacco nelle formazioni giovanili. «Ero un atleta, ramo salto in lungo; dicevano che potevo diventare un buon giocatore. Puppo, occhialuto filosofo dall’aria pacata e solenne, allenava la Juventus; mi fece debuttare, come centravanti, a Bologna. Me la cavai bene e segnai il gol del successo bianconero; fu un caso, ma fu così. Disputai altre quattro partite in Serie A, prima del derby; erano tempi durissimi per la squadra preseduta da Umberto Agnelli. La società stava uscendo da un ciclo nebuloso, occorrevano dei restauri; perciò, fu realizzato un lancio, in massa, di giovani. Ci chiamavano Puppanti; vissi momenti di celebrità, il mio autografo era richiesto, forse perché ero uno studente calciatore».

giovedì 8 aprile 2021

Luigi DE AGOSTINI


«Un calciatore furlan ha risorse speciali – racconta Camin – matura spesso nel silenzio, la sua dedizione al lavoro, qualsiasi lavoro, ha radici molto antiche. E se pensiamo De Agostini calciatore, lo pensiamo attaccante, piccolo e audace, al servizio dell’Udinese che veste gli stessi colori della sua futura squadra, la Juventus, nella quale si calerà come un elemento alla base di tutto, della stessa tradizione, degli ideali valori della maglia e della professione.

mercoledì 7 aprile 2021

Pietro ANASTASI


Dissero subito: «Come calciatore è un paradosso». Avevano ragione: la lacuna più evidente finiva per essere la sua arma segreta; risolveva i problemi creati dal palleggio incerto con uno scatto e una velocità impressionante. Lo stop appariva sempre o quasi, approssimativo, ma lui riusciva a raggiungere la palla prima degli avversari. È stato un centravanti importante sia per la Juventus, che per la Nazionale e, a lungo, ha rappresentato un modello per i giovani del più profondo Sud alla ricerca di quell’affermazione sportiva che, ogni tanto, diventa vero riscatto sociale.

martedì 6 aprile 2021

Luis DEL SOL


«Giocherò fino a che mi sento fresco, scattante, nel pieno della forma fisica e morale. Smetterò, tuttavia, non appena mi accorgerò di non essere più questo Del Sol, il vero. Sarò io il primo a capire quando arriva l’uomo del martello, quello che mi costringerà ad attaccare gli scarpini al chiodo».

lunedì 5 aprile 2021

Felice Placido BOREL


È stato sicuramente uno dei più grandi attaccanti del calcio nazionale, probabilmente il più forte centravanti della Juventus di tutti i tempi. Felice, figlio di Ernesto Borel, un pioniere del calcio juventino, pertanto figlio d’arte, esordì, appena sedicenne, con la maglia granata del Torino, nella formazione dei Balon-boys. I molti osservatori della società granata, sparpagliati per i campi della periferia e negli oratori dei salesiani, avevano sentito certamente parlare di questo autentico talento calcistico. Ma fu un austriaco, Karl Sturmer, responsabile tecnico del Torino nella stagione 1929-30, a completare la formazione calcistica di Felice Borel.

domenica 4 aprile 2021

EMERSON


Soprannominato il Puma per i suoi movimenti felini nel catturare la palla a centrocampo e nell’impostare rapidamente il gioco, nell’estate del 2004 segue Capello alla Juventus, dopo una lunga ed estenuante trattativa con la Roma. «Stavo male e avevo problemi di depressione. Ero in Brasile ad aspettare, mi turbava il fatto di rovinare il bel rapporto che avevo con l’ambiente giallorosso. Erano sei mesi che non ricevevo stipendio e c’erano altre cose che mi avevano promesso e non mi erano state date. E va bene, avevo accettato, conscio della situazione. Però poi arriva un’offerta importante e il presidente ti dice di no… Non fossi andato alla Juve la gente non avrebbe capito comunque: è successo lo stesso a Samuel e Cafu. E in ogni caso non avevo mica scelto la Lazio! Io non tradii. Per quattro anni ho fatto il mio lavoro e l’ho fatto bene. Il traditore è chi guadagna bene, non fa nulla per la squadra e poi se ne va». È la risposta del Puma ai tifosi romanisti che lo tacciano di tradimento.

Sami KHEDIRA

 

«Cari Juventini, vorrei ringraziarvi di tutto cuore! È stato un periodo incredibilmente bello e soprattutto di successo. Sono fiero di essere stato parte di questa era. Per me è sempre stato un onore poter portare questa maglia pluripremiata e porto con me tanti bei momenti e ricordi. Sono le persone a rendere questa squadra particolare e sono davvero contentissimo di aver conosciuto qui non solo dei compagni di squadra, bensì dei veri amici. In bocca al lupo per il futuro e incrocio le dita che quest’anno vada in porto “La Decima”, sarebbe davvero un capolavoro! Per sempre, Forza Juve».