Pioli come Cabrini? – si domanda Massimo Burzio su “Hurrà Juventus” dell’ottobre 1984 – Ancora una volta la Juventus si dimostrerà capace di lanciare e «consacrare» un giovane campione di appena diciannove anni? Accade (sembra passato, ormai, tanto tempo) nel 1976 con quel ragazzo dal sorriso luminoso e dalla classe cristallina che oggi, dopo aver vinto un Mundial, è una colonna bianconera e un punto fermo per la nuova nazionale di Enzo Bearzot. Allora Cabrini si presentò alla Juve e fu gradualmente inserito da Trapattoni in una squadra che vinse campionato e Coppa Uefa, oggi la stessa cosa potrebbe succedere a Stefano Pioli.
lunedì 19 ottobre 2026
Stefano PIOLI
Pioli come Cabrini? – si domanda Massimo Burzio su “Hurrà Juventus” dell’ottobre 1984 – Ancora una volta la Juventus si dimostrerà capace di lanciare e «consacrare» un giovane campione di appena diciannove anni? Accade (sembra passato, ormai, tanto tempo) nel 1976 con quel ragazzo dal sorriso luminoso e dalla classe cristallina che oggi, dopo aver vinto un Mundial, è una colonna bianconera e un punto fermo per la nuova nazionale di Enzo Bearzot. Allora Cabrini si presentò alla Juve e fu gradualmente inserito da Trapattoni in una squadra che vinse campionato e Coppa Uefa, oggi la stessa cosa potrebbe succedere a Stefano Pioli.
domenica 18 ottobre 2026
JUVENTUS - LAZIO
11 febbraio 1973 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-LAZIO 1-0Juventus: Zoff; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller (dal 72’ Cuccureddu), Causio, Anastasi, Altafini e Bettega. In panchina Piloni. Allenatore: Vycpalek.
Lazio: Pulici; Facco e Martini (dall’83’ Petrelli); Wilson, Oddi e Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi e Manservisi. In panchina Chini. Allenatore: Maestrelli.
Arbitro: Angonese di Mestre.
Marcatore: Bettega al 18’.
sabato 17 ottobre 2026
Giacomo MARI
venerdì 16 ottobre 2026
Federico MUNERATI
Nel suo calcio, le ali giocavano entrambe avanti e il loro compito principale era quello di effettuare traversoni per i piedi o per la testa del centrattacco. Se il cross arrivava da sinistra, l’ala destra si proiettava incontro al pallone per incornarlo in rete e viceversa. Munerati sapeva fare in modo ottimale entrambe le cose, perché era un giocatore velocissimo e opportunista, con eccezionali doti di palleggiatore che gli permisero di vestire la maglia bianconera 254 volte e di realizzare ben 114 gol.
giovedì 15 ottobre 2026
David TREZEGUET
mercoledì 14 ottobre 2026
Didier DESCHAMPS
Fratelli nel dolore. Didier Deschamps ha un amico, – scrive Matteo Dalla Vite sul “Guerin Sportivo” del 10-23 agosto 1994 – il suo migliore amico: si chiama Marcel Desailly, e con lui ha diviso le gioie nel Nantes e la profonda tragedia di un parente che viene a mancare. Didier è un ragazzo sensibile, come Desailly. Entrambi si sentono fratelli, forse perché quelli veri non ci sono più. «È difficile parlarne, anche se sono già passati alcuni anni. Marcel aveva un fratello, giocava bene al calcio: noi tre eravamo inseparabili, sembravamo indistruttibili, ma un giorno un incidente d’aut se lo è portato in Paradiso. Anch’io avevo un fratello, si chiamava Philip. Scomparve quando l’aereo che lo portava a Bruxelles per lavoro cadde; se ne andò quando io avevo diciotto anni e lui ventuno. Adesso ha capito perché ci sentiamo così uniti?».
martedì 13 ottobre 2026
Massimo BONINI
lunedì 12 ottobre 2026
Luciano FAVERO
«Ero a conoscenza delle trattative della Juventus per prelevarmi dall’Avellino e mandarmi alla Lazio, quale contropartita di alcuni giocatori; partii per le vacanze con la consapevolezza di vestire la maglia biancoazzurra laziale. Fu proprio in vacanza che ricevetti dalla società la notizia del mutamento di programma; la cosa mi lasciò letteralmente incredulo e la mia felicità esplose nel più vivo entusiasmo. Poi è sopraggiunta una fase all’insegna della paura di commettere errori; essere accanto a personaggi di fama mondiale, mi ha fatto scaturire un senso di inferiorità e di imbarazzo che ha creato delle difficoltà al mio rendimento iniziale. Soprattutto, ero deluso dalla consapevolezza di vedere i tifosi juventini titubanti a un mio impiego nella squadra bianconera; molto mi giudicavano non da Juventus. È stato un periodo molto duro, poi, in una partita casalinga contro il Napoli, sono riuscito ad annullare Maradona e la gente ha cominciato a scoprire anche Luciano Favero, quale protagonista delle vittorie della Juventus».
domenica 11 ottobre 2026
CAGLIARI - JUVENTUS
CAGLIARI-JUVENTUS 2-1
Cagliari: Albertosi; Martiradonna, Poletti; Cera, Niccolai, Tomasini; Domenghini, Nenè, Gori, Brugnera, Riva. In panchina: Reginato e Roffi. Allenatore: Scopigno
Juventus: Carmignani; Spinosi, Marchetti; Furino, Morini, Salvadore; Haller, Causio, Anastasi, Capello, Bettega. In panchina: Piloni e Roveta. Allenatore: Vycpalek
Arbitro: Angonese di Mestre.
Marcatori: Domenghini al 25’, Bettega all’83’, Gori al 91’.
sabato 10 ottobre 2026
Emanuele BELARDI
Spesso si sceglie di stare tra i pali perché gli altri sono più bravi a giocare la palla – scrive Umberto Zola su “Hurrà Juventus” dell'ottobre 2006 – oppure perché nessuno vuole rimanere fisso in porta e tutti vogliono essere protagonisti nell’area avversaria. Non è questo il caso: Emanuele Belardi oggi ha ventinove anni, ma già quando era un bambino come tanti e giocava a pallone nei campetti di Eboli, il neo acquisto bianconero preferiva le parate ai calci, amava tuffarsi piuttosto che correre. La voglia c’era, le qualità pure e così la sua passione si è trasformata in una professione. Undici anni di onorata carriera, coronata quest’estate dalla chiamata della Juventus, «un’opportunità colta al volo».
venerdì 9 ottobre 2026
Giancarlo BERCELLINO
giovedì 8 ottobre 2026
Antonio CABRINI
mercoledì 7 ottobre 2026
Rinaldo MARTINO
martedì 6 ottobre 2026
Jurgen KOHLER
Il suo primo mese italiano scrive Maurizio Crosetti sul “Gerin Sportivo” del 25 settembre - 1° ottobre 1991 –, Jürgen Kohler l’ha trascorso distribuendo sorrisi: un po’ perché si tratta di un simpatico naturale, un po’ perché non capiva un accidente di quello che gli dicevano. Così è vissuto in simbiosi con Stefan Reuter, il quale sapeva da un anno che sarebbe venuto da queste parti e ha provveduto studiando. Kohler era ritenuto quasi un optional.
lunedì 5 ottobre 2026
Mauro German CAMORANESI
È lui la sorpresa più bella del campionato – afferma Matteo Marani sul “Guerin Sportivo” del 19-25 novembre 2002 –. Nessuna persona, nemmeno chi oggi giura di averlo previsto, poteva immaginare che Mauro German Camoranesi spodestasse il quotato Zambrotta e diventasse una colonna della Juve. Tutto in meno di quattro mesi. Eppure ci è riuscito. Merito di un carattere orgoglioso e di una propensione quasi naturale alla sfida, che lo accompagna dai diciotto anni, l’età in cui lasciò l’Argentina la prima volta per emigrare in Messico.
domenica 4 ottobre 2026
Antonello CUCCUREDDU
Scelse il più difficile, ma anche il più diretto modo di presentarsi alla Juventus. In una partita di Coppa Italia del settembre 1969 allo stadio Comunale torinese scese in campo con la maglia del Brescia e marcò così bene Luis Del Sol da impressionare la dirigenza bianconera. Era l’inizio della sua storia juventina che doveva portarlo a vincere, in dodici anni, sei scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa, totalizzando 434 presenze con trentanove goal. Un bottino che ricorda tuttora con affetto e gioia.
sabato 3 ottobre 2026
Zlatan IBRAHIMOVIC
«Mia madre ha lavorato come donna delle pulizie; tanto e duro, come può fare solo una che ha una personalità molto forte. Mio padre fa il manutentore di uno stabile ed ha un orgoglio smisurato; non puoi aiutarlo in niente, non te lo permette. Deve essere per questo che un sacco di volte, anche da ragazzo, mi sono sentito dire “Zlatan Ibrahimović, tu non ascolti”. È vero; mi piace fare le cose da solo. Ma il tempo mi sta aiutando a capire che a volte si ha bisogno anche degli altri. Anche in campo. Il campo dove sono diventato calciatore è stato quello di un parco di Rosengard, il ghetto di Malmö. Pochi svedesi, molti stranieri: neri, arabi, musulmani, orientali. Ci si conosceva tutti, ci si aiutava tutti e soprattutto si giocava tutti i giorni, ma proprio tutti; i ragazzi arrivavano anche dagli altri parchi lì intorno e ognuno portava una cosa nuova, inventata oppure vista alla televisione. Un colpo, un tiro particolare, una finta. I miei maestri di strada sono stati due: Goran, un macedone, e Gagge, un bulgaro che toccava la palla come un brasiliano, aveva un anno più di me e giocò assieme a me nella Primavera del Malmö. Mi hanno spiegato un sacco di trucchi, mi hanno insegnato il piacere di far fare certe cose al pallone, di toccarlo in un certo modo».
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