domenica 22 febbraio 2026

Valerij BOJINOV


UMBERTO ZOLA, “HURRÀ JUVENTUS” DELL’AGOSTO/SETTEMBRE 2006
Avere vent’anni ed essere già considerati giocatori esperti può sembrare un paradosso. Non per il neo-bianconero Valeri Bojinov, uno dei talenti più precoci del calcio europeo, che calca i campi della massima serie da quando, di anni, non ne aveva nemmeno sedici. La sua carriera è cominciata prestissimo: il calcio l’ha portato a lasciare la Bulgaria e trasferirsi in Italia, sponda Lecce, appena tredicenne, per poi bruciare le tappe e risalire lo Stivale, dalla Puglia alla Fiorentina fino ad approdare, quest’estate, alla Juventus. Una chiamata che Valeri ha accettato al volo, sicuro di trovarsi di fronte alla grande occasione della propria carriera, indipendentemente dal campionato in cui si sarebbe giocato. «Stiamo parlando della Juventus» – è stato il suo primo pensiero – «certo che voglio giocare con voi».

sabato 21 febbraio 2026

JUVENTUS – COMO

 

13 settembre 1987 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-COMO 1-0
Juventus: Tacconi; Favero, Cabrini; Bonini (dal 68’ Vignola), Brio, Tricella; Mauro, Magrin, Buso (dal 63’ Alessio), De Agostini, Laudrup. In panchina: Bodini, Napoli, Scirea. Allenatore: Marchesi.
Como: Paradisi; Annoni, Lorenzini; Centi, Maccoppi, Albiero (dal 46’ Cimmino); Mattei, Invernizzi, Borgonovo, Notaristefano, Viviani (dal 75’ Cicconi). In panchina: Bosaglia, De Solda, Pedone. Allenatore: Agroppi.
Arbitro: Fabricatore di Roma.
Marcatore: Magrin su rigore al 72’.

venerdì 20 febbraio 2026

Gino FERIOLI


Classe 1951, è cresciuto nelle giovanili della compagine bianconera. Promosso in prima squadra nell’estate del 1969 come terzo portiere, non ha mai avuto la fortuna e l’opportunità di difendere i pali della Juventus. «Si tratta di un elemento interessantissimo, con eccezionali doti atletiche, colpo d’occhio, riflessi eccezionali – scrive “Hurrà Juventus” nell’aprile del 1971 – forte fisicamente e ben coordinato nei movimenti, mette in ogni intervento la massima decisione e un coraggio da leone; ottima presa e scatto da fermo, sa comandare bene la difesa, alla quale ha il dono di infondere fiducia e tranquillità. Deve ancora migliorare come concentrazione, apparendo a volte un po’ distratto, specie quando l’azione ristagna per lungo tempo nella metà campo avversaria; ma questo è un difetto facilmente eliminabile con l’esperienza, e, data la giovanissima età del ragazzo, siamo certi che in breve tempo supererà anche questo handicap. Attualmente Ferioli gioca titolare della maglia numero uno nella squadra De Martino, ed è stato numero dodici, come vice Tancredi, in diverse partite della prima squadra. Fra pochi mesi sarà chiamato alle armi, e verrà dato in prestito a una squadra di serie inferiore».

giovedì 19 febbraio 2026

Gianluca ZAMBROTTA


Ha la faccia da Zorro ma non è il tipo da mascherarsi – afferma Matteo Dalla Vite sul “Guerin Sportivo” del 14-20 luglio 1999 – ha l’etichetta di wonder-boy ma naviga nella modestia di chi parla piano per essere più forte dentro e fuori. Gianluca Zambrotta, classe 1977, comasco, nazionale già svezzato da un buon debutto (Italia-Norvegia 0-0 del 10 febbraio scorso), è la nuova ala della Signora. Volere e volare è sempre stato il suo binomio di battaglia, dalle giovanili di casa al Bari, dal Bari all’Under, dall’Under a Zoff. Questa è la storia di un ragazzo che ha corsa, talento, piedi buoni e, si affretta a dire, «poca propensione al gol: meglio che i tifosi lo sappiano subìto, perché se si aspettano un bomber, beh, io non lo sono...».

mercoledì 18 febbraio 2026

Gino STACCHINI


«Frequentavo le Magistrali a Forlimpopoli. Il Bologna venne a vedermi giocare tre o quattro volte, mediante l’osservatore Pasti. I rossoblu sembravano molto interessati alla mia figura, ma non mi presero mai, in seguito scoprii che al mio posto il club petroniano aveva reclutato nelle mie veci un altro grande attaccante, Ezio Pascutti. Pascutti era totalmente diverso da me; io ero veloce e amante del dribbling, avevo una buona tecnica; lui era solido, concreto, con un colpo di testa eccezionale. Sul finire della stagione 1954-55, si fece viva la Juventus, grazie all’interessamento del mio allenatore al San Mauro Pascoli, Tosolini: il provino con i bianconeri non fu totalmente convincente. Venni arruolato grazie alle mie abilità di scattista. Al termine del test, ci accordammo per una sfida: dovevo battere Boniperti sui cento metri. Ci riuscii, per tre volte. Così, divenni juventino».

martedì 17 febbraio 2026

Antonio BRUNA


Nato a Vercelli, comincia a giocare nelle file dell’Omegna. Qualcuno lo vede all’opera e, presto, è invitato a indossare la maglia bianconera; tutto questo, avviene nel 1918, all’indomani della fine della Grande Guerra e alla ripresa dell’attività calcistica su scala nazionale. «Frutto di quella fertilissima terra di calciatore che è il novarese - scrive il “Paese Sportivo” alla fine del 1919 - costituisce con Novo un saldissimo duo difensivo. Instancabile, mobilissimo, sa meravigliosamente piazzarsi e con un encomiabile spirito di sacrificio riesce spesso a sventare pericolose discese avversarie. Al suo attivo di ottimo giocatore, può vantare un magistrale gioco di testa».

lunedì 16 febbraio 2026

Angelo PERUZZI


La leggenda racconta che a Blera, il paese in provincia di Viterbo dov’è nato, Angelo allenasse la presa ferrea delle mani cercando di afferrare i pesci nei ruscelli. La passione originaria, quasi genetica, è per la pesca. Ma la prodigiosa abilità delle mani trova sfogo anche altrove, per esempio nel ruolo solitamente meno amato dai ragazzini che giocano a pallone. Nasce così, quasi per scherzo, il portiere Peruzzi. La prima squadra è quella di Blera. Il passatempo diventa, in breve tempo, una cosa più seria. Angelo è notato dagli osservatori della Roma, che convincono papà Francesco e mamma Francesca ad affidarglielo. Non è facile, perché l’idea che il figlio tredicenne trascorra lunghi periodi fuori di casa è accettata con molte riserve, ma alla fine il ragazzo si trasferisce nella foresteria giallorossa della Montagnola.

domenica 15 febbraio 2026

Romolo BIZZOTTO


Gentiluomo di vecchio stampo, non ama parlare di sé e che lega il suo nome a una delle Juventus più forti della storia, quella dei grandi assi danesi John Hansen e Præst e del giovane Boniperti, tra il 1949 e il 1952. Due scudetti vinti, con il contributo complessivo di quarantasei presenze e due reti.

sabato 14 febbraio 2026

INTER - JUVENTUS


29 aprile 1984 – Stadio San Siro di Milano
INTER-JUVENTUS 1-2
Inter: Zenga; Ferri (dal 57’ Marini) e Collovati; Bini, Bagni e Baresi; Müller, Pasinato, Altobelli, Sabato e Serena. In panchina: Recchi, Muraro, Beccalossi e Meazza. Allenatore: Radice.
JUVENTUS: Tacconi; Gentile e Cabrini; Bonini, Brio e Scirea; Vignola, Prandelli, Rossi (dal 69’ Caricola), Platini e Boniek. In panchina: Bodini, Tavola, Furino e Penzo. Allenatore: Trapattoni.
Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa.
Marcatori: Cabrini al 24’, Platini al 37’, Altobelli su rigore al 45’.

venerdì 13 febbraio 2026

Adolfo GORI


«Il giorno del mio arrivo a Torino – racconta – toccavo il cielo con un dito; era la Juventus, cioè il massimo e sarebbe stato facile di lì in poi. Non era vero, naturalmente, ma avevo poco più di vent’anni e ci credevo. Arrivavo dalla Spal, cioè dalla provincia piccola piccola e mi ritrovavo in una squadra carica di gloria e di tradizioni. Sono stati anni indimenticabili, anche se non vincemmo molto. Le soddisfazioni incominciarono subito, a cominciare dalla Coppa delle Alpi, nel 1963; pensavo che non avrei giocato neppure un minuto e, invece, disputai tutti gli incontri, fino alla finalissima con l’Atalanta, che battemmo 3-2, grazie ad un grandissimo Sivori. A fine giugno di quell’anno, giocammo una partita amichevole contro il Santos; Omar, stimolato dalla presenza di Pelé, fece delle cose incredibili. Sognavo ad occhi aperti, pensando che con compagni così forti nessuno avrebbe fermato la mia Juventus. E, invece, c’era l’Inter che, però, battemmo nella Coppa Italia del 1965 e nel campionato 1966-67. L’Inter era fortissima, ma anche noi non scherzavamo; in difesa eravamo quasi imbattibili, Anzolin diceva che, con noi davanti, poteva anche giocare con le mani legate. A metà campo, Del Sol era unico; solo in attacco avevamo qualche problema, non perché i miei compagni non fossero forti, ma perché quelli dell’Inter erano formidabili».

giovedì 12 febbraio 2026

Luciano BODINI


«Boniperti ci voleva bene come se fossimo suoi figli. Ma aveva anche imposto delle regole e non si doveva sgarrare, il famoso stile Juventus. Ci vestivamo sempre eleganti, con giacca e cravatta, dovevamo salutare tutti e firmare gli autografi. Guai se ci fossimo rifiutati di firmare qualche autografo ai tifosi. Venivano le scolaresche al campo Combi a vedere i nostri allenamenti, un ambiente da sogno nel quale ho vissuto benissimo e senza mai creare polemiche. Era come stare in famiglia».

mercoledì 11 febbraio 2026

Carlo DELL'OMODARME


Aveva fatto simpatia al complicato Giordanetti – ricorda Vladimiro Caminiti – che lo aveva visto bene tra i ragazzini del NAGC. A testa bassa Dellomo dribblava tutto e soprattutto se stesso. Il momento del cross arrivava nel caos di questa tecnica solistica e senza sole, i supporter di Madama se la prendevano con i dirigenti per la presenza di questo mediocre cursore. La Juventus lo cedette alla Spal nel 1961 ma quel furbo di campagna di Mazza lo ritornò a prezzo triplicato al commendator Giordanetti due anni dopo. Manco a dirlo rifiniva alla Spal dribblando accanitamente.

martedì 10 febbraio 2026

Vincenzo MARESCA


L’avventura bianconera di Enzo Maresca comincia nel gennaio del 2000. «Compirà vent’anni tra una settimana – scrive Franco Esposito su Repubblica.it – e di sicuro questo sarà il compleanno più bello della sua vita. Vincenzo Maresca, salernitano, centrocampista dai piedi buoni, ha convinto la Juventus a puntare su di lui. Il club bianconero lo ha, infatti, ingaggiato per cinque stagioni acquistandolo dagli inglesi del West Bromwich Albion per una cifra superiore ai dieci miliardi. Maresca gioca a pallone da quando aveva quattro anni e frequentava il campo dell’oratorio dei Cappuccini nel quartiere salernitano del Carmine. La famiglia, di umili origini, non ha mai ostacolato la sua passione e ora è finalmente arrivata la grande occasione. “Il primo impatto con la Juve è stato emozionante. Devo imparare, ma Ancelotti è stato sincero con me: se meriterò di giocare, l’età non avrà alcuna importanza”.

lunedì 9 febbraio 2026

JOAO MARIO

 

«Joao Mario Neto Lopes, questo il nome completo, nasce a São João da Madeira – comune del distretto di Aveiro – il 3 gennaio del 2000. Ed è proprio nella squadra della città natale, l’AD Sanjoanense, che muove i primi passi nel mondo del calcio prima di entrare a far parte, all’età di otto anni, dell’accademia del Porto. La sua carriera si è sviluppata, finora, tutta con la maglia dei Dragões con la quale ha percorso tutta la trafila del settore giovanile fino ad arrivare in pianta stabile in prima squadra; 181 le presenze totali collezionate – partendo dall’esordio datato 15 luglio 2020 – con cinque reti e venticinque assist all’attivo fra competizioni nazionali ed europee. Sono nove invece i titoli conquistati in Portogallo, a cui si aggiunge il successo in UEFA Youth League dell’aprile del 2019 con la formazione giovanile del club di Oporto. Nel novembre del 2023, invece, il debutto con la nazionale maggiore portoghese nella vittoria lusitana contro il Liechtenstein.

Carlo VOLPI


Volpi arriva dal Mantova – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del gennaio 1973 – all’indomani del tredicesimo scudetto conquistato proprio con l’indiretto concorso del Mantova, che ha piegato i nerazzurri di Herrera all’ultimissima giornata, non c’è juventino autentico che non ricordi quel primo giugno 1967. Sono scampoli di gloria che la pattuglia heribertiana ha ampiamente meritato con lo strenuo impegno e una eccezionale volontà di emergere e lottare; ma sapranno i bianconeri confermare quei sorprendenti risultati nell’anno che li vede contemporaneamente impegnati in Coppa dei Campioni?

domenica 8 febbraio 2026

JUVENTUS - LAZIO


11 febbraio 1973 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-LAZIO 1-0
Juventus: Zoff; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller (dal 72’ Cuccureddu), Causio, Anastasi, Altafini e Bettega. In panchina Piloni. Allenatore: Vycpálek.
Lazio: Pulici; Facco e Martini (dall’83’ Petrelli); Wilson, Oddi e Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi e Manservisi. In panchina Chini. Allenatore: Maestrelli.
Arbitro: Angonese di Mestre.
Marcatore: Bettega al 18’.

sabato 7 febbraio 2026

Nicolò FAGIOLI

 

Il futuro è già qui – la firma è di Lorenzo Bettoni sul “Corriere Della Sera” del 24 febbraio 2021 –  il 22 febbraio sarà una data che Nicolò Fagioli segnerà in rosso sul calendario. La data del suo esordio in A con la maglia della Juventus, «la maglia più bella che c’è», scrive il talentino bianconero sui social dopo il triplice fischio della sfida col Crotone, aggiungendo: «l’esordio in Serie A è un’emozione unica».