sabato 4 giugno 2016

Emiliano MORETTI

Anche i migliori sbagliano, proprio così. E può capitare che pure il migliore dei migliori possa prendere una cantonata. Chissà, forse è una strategia per rendersi un pochino più umano e vulnerabile (ma solo nel tallone, come il prode Achille) o forse in certi giocatori, Luciano Moggi ci crede proprio. È il caso di Emiliano Moretti, arrivato a Torino nell’estate del 2002 e andatosene nel gennaio dopo, con appena una quindicina di presenze nel suo paniere. Il bravo difensore romano, dopo aver girato mezza Italia (con pure una capatina a Valencia), troverà la sua collocazione ideale sull’altra sponda del Po, quella granata. Arriverà anche alla Nazionale, a trentatré anni, stabilendo il record del giocatore più anziano a esordire in maglia azzurra.

FABIO ELLENA, “HURRÀ JUVEN-TUS” SETTEMBRE 2002
C’è un detto, tra i tanti che girano nel mondo del calcio italiano, che recita pressappoco così: “Per un giovane, la provincia è il posto ideale per emergere”. Una teoria che trova un’eccezione in uno dei colpi dell’ultimo mercato bianconero. Si tratta di Emiliano Moretti, nato calcisticamente a Roma (nella Lodigiani, la terza società più importante della Capitale), emerso a Firenze e pronto a sfondare definitivamente a Torino.
E sotto la Mole, il ragazzo abituato ai grandi palcoscenici è arrivato dimostrando di conoscere alla perfezione la parte da recitare. Sul campo, con una serie di ottime prestazioni nelle prime uscite stagionali, ma anche fuori: «Io parto dal presupposto che la Juventus è il massimo. Per questo sto cercando di concentrarmi a fare le cose fatte bene per non trovarmi mai impreparato di fronte a nulla. Soprattutto, e in questo mi stanno aiutando molto i miei familiari e gli amici più stretti, sto cercando di rimanere con i piedi per terra, perché ho notato fin da subito che qui non si può sbagliare».
Parole sante, di un giovane che ad appena ventuno anni dimostra di aver già la giusta mentalità per fare grandi cose. Insomma, in neanche due mesi, la Juventus è diventata la sua nuova famiglia. «L’inizio è positivo, mi sono trovato subito molto bene. Credo di essermi ambientato nel modo giusto ed ho subito instaurato un ottimo rapporto con i compagni. E questa è la cosa più importante. All’inizio ho legato di più con Brighi, che già conoscevo, e con i nuovi che come me si dovevano inserire. Dei vecchi, devo citare soprattutto Ferrara e Montero, che mi stanno aiutando tantissimo. Da fuori ho sempre sentito parlare molto bene del gruppo Juve e ora che sono qui non posso che confermare tutto quanto di buono si dice. Siamo davvero bellissimo gruppo. Poi, la vittoria della Supercoppa Italiana non può che rendere ancora migliore il bilancio di questo mio primo periodo in bianconero».
Dai compagni al mister. Come ti stai trovando con Marcello Lippi? «Anche con lui ho un ottimo rapporto. È una persona straordinaria, disponibile a ogni tipo di dialogo. Mi ha aiutato tantissimo fin dal mio primo giorno qui alla Juventus».
Hai avuto modo di conoscere la famiglia Agnelli? «L’Avvocato non ho ancora avuto la possibilità di incontrarlo. Mentre invece ho parlato con il dottor Umberto e una cosa che ho notato subito in lui è l’umiltà con la quale si presenta».
Sei nato a Roma, hai trascorso alcuni anni a Firenze, ora sei a Torino. Sembri proprio abbonato alle grandi città. Come ti stai trovando nella tua nuova sistemazione? «Torino l’ho vista poco, purtroppo non ho avuto ancora molte possibilità di visitarla. A causa dei tanti impegni che abbiamo avuto, è solo da qualche giorno che ho iniziato a scoprirla. Comunque sono già riuscito a sistemarmi. La prima impressione è che sia una città abbastanza semplice, non è caotica come Roma».
Emiliano Moretti fuori dal campo. «Abbiamo girato talmente tanto in questo periodo che quando ho un paio di ore libere ne approfitto per riposarmi il più possibile. Per il resto, ho fatto qualche giro in centro e un salto a Cervinia».
Appassionato di montagna? «Non proprio, ma sono luoghi molto utili per staccare un po’ la spina».
Hai hobby, passatempi? «Ascolto molta musica e in casa mia la radio è sempre accesa. Ogni tanto leggo un libro, poi c’è la solita Playstation che, mi sembra di aver capito, qui nel nostro spogliatoio ha molto successo».
Internet: è vero che hai un sito tutto tuo? «L’avevo fatto l’anno scorso. Ora è in fase di allestimento, sto cercando di cambiarlo un po’ e non so quando sarà pronto. A Internet mi collego spesso quando sono a casa, vado in cerca dei siti più strani. Invece non lo utilizzo molto per comunicare con gli amici. Per quello, preferisco sempre il contatto personale».

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