domenica 10 gennaio 2016

SAMPDORIA - JUVENTUS

22 maggio 1977, Allo stadio Luigi Ferraris di Genova scende in campo la Juventus che tre giorni prima, a Bilbao, ha scritto una pagina di storia vincendo la sua prima coppa europea, la Uefa. Non solo: il ritorno dalla città basca è stato avventuroso, rendendo ancora più difficile il recupero fisico e psicologico dei bianconeri. Sampdoria-Juventus è partita di vitale importanza, ultimo atto di una stagione ineguagliabile ed incredibile. La Juventus si trova in testa alla classifica a quota 49, il Torino campione in carica la segue a 48. Le altre sono lontanissime. Un campionato senza precedenti e che non avrà più eguali.
Ma non c’è solo la Juventus, La Sampdoria è il peggior avversario possibile per la squadra del Trap; in caso di vittoria i blucerchiati possono ancora raggiungere la salvezza, ai danni del Milan, sempre che i rossoneri non facciano altrettanto sul campo del Cesena. Insomma, è una di quelle domeniche vietate a chi soffre di cuore.
Ci sono 54.000 spettatori, tanti quanti ne può contenere il vecchio catino genovese; e l’incasso è record assoluto per Genova.
Trapattoni manda in campo:Zoff; Cuccureddu e Gentile; Furino, Morini e Scirea; Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti e Bettega. Accanto a Trapattoni: Alessandrelli, Bobo Gori e Cabrini.
La Sampdoria di Bersellini (che è squalificato e lascia il posto al suo secondo, Onesti) risponde con: Cacciatori: Callioni e Valente; Bedin, Ferroni e Lippi; Saltutti, Orlandi, Bresciani, Savoldi e Tuttino. In panchina: Di Vincenzo, Arecco e Chiorri,
Arbitra il romano Lattanzi.

Il piano tattico prevede, nella Samp, Lippi libero, Ferroni su Boninba, Callioni su Bettega e Valente su Causio. Nella Juventus, Scirea è il libero, Cuccureddu su Saltutti, Morini su Bresciani, Gentile su Orlando. A metà campo, i duelli sono Bedin-Benetti, Furino-Savoldi, Tuttino-Tardelli.
La Juventus comincia con grande determinazione; come a voler chiudere subito la partita. Al 1’ Bettega, su cross di Tardelli, fallisce di poco il bersaglio. La Samp replica con Valente e Tuttino, mentre Lippi imperversa in chiusura ed in fase di impostazione. Al 10’ è proprio il futuro tecnico juventino a presentarsi al tiro, con un gran rasoterra che costringe Zoff ad una impegnativa parata.
15’, Saltutti in contropiede lancia Bresciani; che controlla bene ma sbaglia da due passi, con Zoff già fuori dei pali. Replica prontissima dei bianconeri al 17’: Benetti serve Boninsegna che si libera di Ferroni e scarica un gran destro, su cui Cacciatori respinge di piede. Non c’è un attimo di sosta. Furino e Benetti sono a tratti incontenibili. Furino sembra un indemoniato, tant’è grande la sua voglia di vincere. Ma i blucerchiati hanno motivazioni altrettanto valide per far loro il risultato.
Al 32’ si infortuna Morini e la Juventus deve modificare l’assetto tattico. Gentile va a fare la stopper, mentre il giovane Cabrini,prende in consegna la fascia sinistra, occupandosi di Orlandi. È il momento più difficile per il sodalizio bianconero, che deve far fronte ai doriani scatenati. Cross di Savoldi; Saltutti e Bresciani si gettano sulla palla e si ostacolano, occasione persa. 35’, tiro di Savoldi e Gentile deve salvarsi in corner. 40’ Ferroni e Tuttino avanzano in tandem, Savoldi raccoglie e spara a lato da ottima posizione. Valente e Tuttino, ancora loro, imperversano e per due volte in un minuto Scirea deve spazzare in angolo alla disperata. Ma anche la Juventus è in partita, sia pure un po’ scossa dall’arrembare dei rivali. Prima del riposo, Boninba da a Bettega, che smarca Causio. Saetta del Barone e nuovo salvataggio di Cacciatori.
Ripresa. I bianconeri sentono che il Toro vince e spezzano ogni ulteriore indugio: la loro è una azione travolgente ed inattesa nella sua freschezza, visto che le tossine di Bilbao dovrebbero farsi sentire.
Al 2’ Causio ubriaca due avversari con il suo dribbling e si presenta liberissimo alla battuta. Il terreno gibboso gli gioca un brutto scherzo ed il tiro diventa una specie di passaggio al portiere. Scirea lascia la propria area e diventa ala destra; due sue avanzate seminano il panico nella difesa blucerchiata. I ragazzi di Bersellini si fanno pericolosi in contropiede. Al 5’, Valente fugge e crossa; Bresciani conclude al volo, ma troppo alto. Al 10’ la “Vecchia Signora” è nuovamente arrembante: gran punizione di Cuccureddu, Lippi respinge sulla linea a portiere battuto, ribatte Tardelli a colpo sicuro, ma Lippi è ancora lì a salvare in corner. Prodigioso.
Serie di corner, si gioca in un fazzoletto. Causio al 14’ cava dal cilindro un braccio ad effetto, sembra goal, ma Cacciatori ci arriva. Il goal bianconero è maturo. 15’, Tardelli dal limite stanga in diagonale, una via di mezzo tra un tiro ed un cross, per Bettega è un assist perfetto, si avventa e di tacco spiazza difensori e portiere. 1-0. Il più è fatto.
I giocatori del Trap galleggiano sull’entusiasmo di uno stadio che di colpo è tutto bianconero, palo di Tardelli, ancora palo dì Benetti al 26’. Al 38’ cala il sipario, definitivamente, su partita e campionato: Causio a Bettega che scatta sul filo del fuorigioco, supera Callioni e serve Boninsegna all’altezza del disco del rigore. Bonimba non perdona. 2-0 e proteste furibonde dei doriani. Ma il guardalinee, appostato a due passi dall’azione, non vede nessuna irregolarità: Genova, Torino, l’Italia intera, impazza per il diciassettesimo scudetto della “Signora”, ancor più goduto perché sottratto ai cugini granata.
Grande Juventus ed apoteosi finale. La Sampdoria ha dato tutto, ma contro la storia non si va. Lippi migliore dei suoi ricorderà per secoli questa partita, ne siamo certi. Ma intanto, mestamente, i doriani sono in B. Euforia per lo scudetto dei record, naturalmente. Trapattoni, con un filo di voce e un’aria distrutta: «Impresa storica, memorabile, per i due trofei vinti ma anche per il modo in cui la squadra li ha vinti. Pazzesco. E per molti dei ragazzi, tra campionato, coppe e Nazionale, questa di Genova era la sessantacinquesima partita stagionale!». E regala la cravatta ad un tifoso. «Ad un,certo punto», è sempre il Trap a parlare, «la Samp ci ha costretto a ritirarci, giocavano come ossessi. Meno male che il Milan a Cesena ad un certo punto stava vincendo. Ho baciato tutti i ragazzi, uno per uno».
In via eccezionale, dice qualcosa anche Boniperti: «Mi hanno stupito la potenza e la determinazione di questi ragazzi, così come la sagacia tecnica di Trapattoni».
Morini, polemicamente, ma con simpatia: «I giornali di Torino volevano lo spareggio, non so se per fede granata o per godersi un ultimo spettacolo fuori programma. Volevano lo spareggio e tiè, è rimasto loro di traverso».

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