lunedì 5 settembre 2016

Erik Olof MELLBERG

L’avventura bianconera di Mellberg ha inizio nel gennaio del 2008, quando è ufficializzata la sua firma sul pre-contratto con la Juventus e, sfruttando la sentenza Bosman, quindi acquistato dalla società torinese a parametro zero, raggiunge i suoi nuovi compagni durante il ritiro estivo di Pinzolo. L’esordio ufficiale con la maglia bianconera è il 26 agosto nella gara di ritorno del turno preliminare di Champions League, giocata a Bratislava contro l’Artmedia. Il 31 agosto, invece, debutta in Serie A, nella gara pareggiata 1-1 contro la Fiorentina; purtroppo per lui e per la compagine bianconera, si fa uccellare da Gilardino durante i minuti finali della partita e la Juventus esordisce in campionato con un misero punticino.
Olof è un difensore roccioso, non molto veloce, ma con un grandissimo senso della posizione; è molto abile nei colpi di testa e sfrutta questa sua caratteristica per realizzare, il 18 gennaio 2009 a Roma contro la Lazio, il suo primo goal in Serie A. Lo stadio Olimpico gli porta fortuna, tanto è vero che va a segno anche nella partita vinta 4-1 contro la Roma, il 21 marzo 2009. Nonostante le sue buone prestazioni, il 23 giugno 2009 viene ceduto all’Olympiakos Pireo.


FABIO ELLENA, “HURRÀ JUVENTUS” AGOSTO 2008
Sei mesi dopo l’annuncio ufficiale del suo arrivo, Olof Mellberg è diventato a tutti gli effetti un giocatore della Juventus. Chiusa la lunga e significativa esperienza nell’Aston Villa e terminati gli Europei 2008, il difensore svedese si è messo a disposizione di Ranieri. Dal ritiro di Pinzolo, i compagni e i tifosi hanno così potuto vederlo all’opera. Trentun anni a inizio settembre, fisico imponente, grande esperienza internazionale (maturata soprattutto in Nazionale con cui ha disputato tre Europei e due Mondiali) e una gran voglia di dare una mano alla Juventus. Quanto creda in questa nuova avventura, lo si capisce dalla “full immersion” nel mondo juventino e italiano in cui si è calato fin dalla firma del contratto. «La Juventus è una squadra molto seguita in Svezia – spiega – Avevo visto molte partite in questi anni. Da gennaio non ne ho persa una. Così ora conosco le caratteristiche dei miei compagni. La concorrenza? Ci sono ottimi difensori ed io sono qui per lavorare insieme a loro per rendere ancora più forte questa squadra. Nella mia carriera ho giocato prevalentemente da centrale, anche se all’Aston Villa sono stato anche impiegato a destra. Posso ricoprire tutti i ruoli, ma al centro mi trovo più a mio agio».
Conoscenza della nuova realtà e anche della lingua. «Ho iniziato a studiare subito l’italiano e i tre anni trascorsi in Spagna mi aiutano molto. Per ora capisco molto e pian piano inizio anche a parlare».
Dopo essersi cimentato in due campionati prestigiosi come la Liga spagnola e la Premier League inglese, per Mellberg è giunta l’ora di mettersi alla prova in Serie A. Un torneo che lo ha sempre affascinato. «In questi mesi ho visto tante partite. Ho avuto la conferma che si tratta di un campionato molto difficile. La Juventus si è comportata davvero bene, soprattutto negli scontri diretti e questo ci servirà quest’anno in Europa. La Champions League? Per me sarà la prima esperienza, ma prima dobbiamo superare i preliminari che per noi sono importanti».
Nei primi mesi del 2008, lo svedese ha passato molte ore davanti alla TV e sui libri. Una preparazione completa su tutto. O quasi. Un aspetto lo ha, infatti, sorpreso e favorevolmente impressionato, fin dal suo arrivo a Pinzolo: l’affetto dei tifosi. «Non avevo mai visto niente del genere. Solo ai Mondiali del 2006 in Germania mi ero allenato con così tanta gente intorno, ma l’accoglienza degli juventini non ha paragone».
Mellberg è quindi pronto per diventare un idolo per la gente. Proprio come lo era al Villa Park. Lo dimostra un gesto davvero significativo: l’omaggio di 3.000 magliette con la scritta “Thanks 4 your support” (il quattro era il suo numero e lo sarà anche a Torino). Per i suoi nuovi tifosi, per ora basta un messaggio. «Sono compagno di Nazionale di Ibrahimović e lui mi ha parlato davvero benissimo della Juventus. Ma quando sono sul campo, non ci sono amici o trattamenti di riguardo. Penso solo a vincere per la mia squadra».

3 commenti:

Giuliano ha detto...

Francamente, mi dispiace che sia andato via e penso che alcune sue brutte figure siano dovute al modulo difensivo di Ranieri, un po' troppo "alla Zeman". Però Mellberg ha fatto molte ottime partite, pensiamo solo a quella di Madrid. Io direi (visto anche che è arrivato alla Juve a più di trent'anni) che è stato preso e ceduto per una questione di "plusvalenze", i famosi giochini sui bilanci della società: peccato, fosse arrivato prima...
(Ranieri è un ottimo allenatore, ma ha anche Criscito sulla coscienza...)

Stormy ha detto...

Anche a me dispiace venga ceduto, in fondo se i tifosi dell'Aston Villa gli hanno dimostrato tanto attaccamento ci sarà un perchè...
http://www.youtube.com/watch?v=zif2z6NswOk

martino ha detto...

Olof è un ottimo gocatore (e anche sottovalitato) ed è un vero peccato che sia andato via, francamente io l' avrei tenuto, secondo me mellberg vale molto di più di 2,5 milioni di euro; se propio volevano venderlo di milioni dovevano chiederne almeno 5.
Vendendo mellberg l' affare lo ha fatto l' olympiakos, non la juve.