domenica 4 settembre 2016

Andreas MÖLLER

Nasce a Francoforte, il 2 settembre 1967. Arriva alla Juventus a venticinque anni dopo essersi messo in mostra nell’Eintracht Francoforte. La Juventus lo opziona al termine del Mondiale del 1990, ma non arriva subito, perché si teme un dualismo con Baggio, indiscussa stella della squadra bianconera. Quando Trapattoni ritorna sulla panchina juventina, accetta il rischio e lo accoglie a braccia aperte.
È molto simile, sia caratterialmente sia tecnicamente, a un altro tedesco croce della dirigenza e delizia dei tifosi juventini negli anni Settanta: Helmut Haller. Andy ha una tecnica raffinata e una grande rapidità di esecuzione, nonché un tiro secco e preciso con entrambi i piedi.
«Con la maglia bianconera posso giocare nel campionato più difficile e più tecnico del mondo ed anche in una grande vetrina internazionale, come la Coppa Uefa. Certo, non è facile giocare in Italia e, confesso, qualche problema ce l’ho: a me piace giocare a briglia sciolta, poter spaziare a destra e a sinistra e, non sempre, me ne rendo conto, questo è possibile. Ma credo di essere pronto a sacrificarmi, di poter ancora maturare tatticamente».
Il Trap gli chiede di fare la seconda punta, pur sapendo che schierato da trequartista e da rifinitore diventa travolgente; Andy si adatta e sono molti i goal che realizza nel primo campionato, compreso uno dei tre che assegnano la Coppa Uefa alla Juventus, nella doppia sfida contro il Borussia Dortmund. In quella stagione colleziona quaranta presenze e diciotto reti, e con il bis dell’anno dopo (trentotto partite e dodici goal), Andy si conferma un giocatore spesso decisivo.
«Andreas – dice Berti Vogts, ex selezionatore della Nazionale tedesca – ha sempre espresso un grande talento, forse il più importante nella Germania degli ultimi anni. La sua tecnica, il suo tiro, la sua velocità d’esecuzione e, particolare da non sottovalutare, il colpo di testa, ne fanno uno dei più completi giocatori europei».
Con l’arrivo di Lippi, non c’è più posto per lui e ritorna in patria; il fantasioso giocatore tedesco è protagonista di brillanti stagioni nel Borussia Dortmund, con cui si vendica della Juventus, insieme agli altri ex Julio Cesar e Kohler, sconfiggendola nella finale di Champions League giocata nel maggio del 1997 a Monaco di Baviera.
L’estate precedente, Möller era stato uno dei trascinatori della Nazionale tedesca, portandola alla vittoria nei Campionati Europei disputati in Inghilterra. Andy non riuscì a giocare la finalissima contro la Repubblica Ceca, rivelazione del torneo, ma contribuì alla vittoria finale con grandissime giocate di classe e realizzando il rigore decisivo nella semifinale contro i padroni di casa inglesi.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi chiedo ancora come abbiamo potuto rinforzare così il Borussia Dortmund! -.- Dopo che abbiamo smesso, assieme ad altre squadre italiane mi sembra, di dargli i giocatori infatti non hanno vinto più niente dopo la stagione 01/02.
Ma c' avevamo qualche "gemellaggio" con il Borussia. Eppure lo incontravamo quasi ad ogni stagione! Mah!

Anonimo ha detto...

Io non riesco a capire come un giocatore che in due anni segna 30 gol giocando da ala possa essere ceduto. Soprattutto non ha senso il fatto di prendere al suo posto Paulo Sousa (buon centrale ma niente di eccezionale) e cederlo a sua volta dopo due anni.In questo caso la "Triade" commise un gravissimo errore.

Giuseppe Pica

Anonimo ha detto...

uno dei piu' grandi calciatori tedeschi secondo me dovunque e' andato ha fatto bene compresa la nazionale. grande tecnica ,rapidita' e intelligenza sul campo...la juve l'ha ceduto e lui nella partita piu' importante ha fatto 2 assist a ridle proprio contro i bianconeri nella finale di champions. io ricordo moller sembrava piu' sud americano per i piedi che aveva che tedesco. la germania non ha piu' trovato un trequartista cosi' dopo di lui

Anonimo ha detto...

"e cederlo a sua volta dopo due anni"

E sempre a chi? Mah!

Anonimo ha detto...

Comunque almeno il Borussia è tornato a vincere.

BkkJuve ha detto...

Paulo Sousa un buon centrale niente di eccezzioale ? E' proprio vero che il calcio e' bello perche' ognuno la vede a suo modo, io ho 50 e vedo partite della Juve dai tempi dello zio di Zeman e per me Paulo Sousa e' stato uno dei centrocampisti piu'utili alla squadra che ho mai visto, corsa lenta ma moto perpetuo, palleggio fine, tutti passagi di prima intenzione, straordinario nel fraseggio stretto, sempre al posto giusto nel momento giusto, segnava pochissimo ma per certi versi nei movimenti era molto simile a Pirlo con la differenza che giocava dieci metri piu' indietro di Andrea. Chiedete a Lippi se per lui era "niente di eccezzionale" insieme a Deschamps si integrava alla perfezione e se non fosse stato per i continui problemi fisici che lo afflissero nella seconda stagione avrebbe vestito la nostra maglia molto a lungo. Firmato Bkkjuve

Anonimo ha detto...

Qualità Calciatore indiscutibile, qualcuno invece mi sa dire quali sono le sue dichiarazioni del 1997 che hanno fatto infuriare tanti Juventini (oltre lo sputo verso Lippi in finale di Champions)?