venerdì 2 settembre 2016

Adriano NOVELLINI

Stagione 1970-71; Novellini, nato a Mariana Mantovana il 2 settembre 1948, è uno dei nuovi arrivati alla Juventus, che è stata per un attimo del vecchio nostalgico don Luis Carniglia e poi per alcuni mesi di Ercole Rabitti. Con Novellini si lanciano i giovani, come Spinosi, Landini, Zaniboni, Savoldi e tanti altri ancora, dal nomi appena un po’ più famosi, ma nemmeno troppo. Nasce una squadra nuova e si sperimenta; accanto alle colonne Salvadore ed Haller, trovano spazio di volta in volta i ragazzi, dalle grandi o meno grandi promesse.
Anche Novellini, che pure trova una concorrenza agguerritissima e fin spietata; punta di movimento, ma anche di possesso, deve fare i conti con il massimo idolo bianconero del tempo, Pietruzzo Anastasi, coetaneo ma già mito, nonché con Roberto Bettega, fresco capocannoniere in serie B, a dispetto dei venti anni non ancora compiuti.
E poi c’è Landini, ritenuto una grande promessa. Insomma, non è facile trovare un posticino al sole, ma Novellini non demorde e capisce che solo così alla fine raccoglierà qualcosa di buono.
Ed il suo battesimo, magari in punta di piedi, avviene prestissimo ed, addirittura, su un palcoscenico europeo. Comincia la Coppa delle Fiere, presto Coppa Uefa. È il 30 settembre ed il turno inaugurale, per la Juventus, non è tale da spaventare i tifosi; sono i lussemburghesi del Rumelange, travolti a Torino per 7-0. Nel Granducato, Novellini è titolare, indossando la maglia di Anastasi; un debutto con i fiocchi. Adriano segna tre delle quattro reti del netto successo bianconero; certo, non sarà un test molto probante, ma l’importante, per Adriano, è non fallire le occasioni che si presentano.
«Il giorno che ho saputo che avrei giocato per la Juventus è stato il più bello della mia vita; mi trovavo a Rimini, in villeggiatura e, dopo aver fatto colazione, sono andato, come mio solito, alla vicina edicola per comperare i giornali sportivi. Mancava solo un giorno alla chiusura del mercato estivo e volevo proprio vedere come sarebbe andata a finire; si erano scritte parecchie cose sulla mia futura destinazione, ma non avevo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Perciò, ho aperto il giornale con certa ansietà e vedo scritto: “Novellini alla Juventus”. Al primo momento ho fatto un balzo, tanto più che, vicino a me, avevo un amico del luogo, come tutti i romagnoli, sfegatato tifoso bianconero, che mi ha baciato ed abbracciato, gridando a tutti che ero Novellini e che ero stato acquistato dalla Juventus. La sera stessa ho dovuto offrire da bere a metà albergo!»
Si procede in Coppa, assai più speditamente che in campionato, dove l’inesperienza gioca brutti scherzi alla pattuglia bianconera. Ed al secondo turno europeo l’avversario è di tutt’altra caratura: il Barcellona. Andata in Spagna il 20 ottobre; Novellini, inizialmente in panchina, viene gettato nella mischia, all’inizio della ripresa, al posto dell’infortunato Anastasi e contribuisce non poco alla clamorosa vittoria juventina, che ipoteca il passaggio dei turno. Tanto che per il match di ritorno a Torino, Novellini è in campo sin dal primo minuto e con merito.
In campionato, l’opportunità per l’ex atalantino arriva leggermente dopo, a metà novembre. Si gioca al Comunale la partita chiave del rilancio, contro i campioni in carica del Cagliari; la prima linea bianconera si schiera così. Novellini, Marchetti, Anastasi, Capello, Bettega. La Juventus trova d’incanto la giornata buona e vince di slancio.
Ma sembra proprio che i momenti migliori, per Adriano, siano quelli di Coppa. Il 27 gennaio 1971, a Torino, si gioca l’andata dei quarti di finale contro gli olandesi del Twente. Non c’è Anastasi, infortunato, ed al centro dell’attacco viene schierato Novellini. È una gara ricca di slanci e di capovolgimenti di fronte, giocata con spirito addirittura spavaldo dalla squadra bianconera, che trova quasi subito il goal con Haller. Ma l’1-0 non garantisce a sufficienza il superamento dell’ostacolo e, nella ripresa, è proprio Novellini, al termine di uno spunto personale, a raddoppiare. Un goal provvidenziale, visto che al ritorno, in una autentica bolgia sarà 2-0 per il Twente e saranno gli esaltanti supplementari a qualificare la Juventus per le semifinali.
Complessivamente, la stagione 1970-71 si chiude per Novellini con un bilancio più che incoraggiante: una decina di gettoni di presenza in campionato e con una rete, segnata a Roma, contro la Lazio. Le parecchie partite in Coppa delle Fiere, condite da reti importanti, gli valgono la conferma per la successiva stagione è scontata.
Stagione 1971-72; inizia il ciclo trionfale, la Juventus ha trovato l’assetto vincente e si impone subito come splendida realtà. Ma la sfortuna è in agguato e Bettega si ammala gravemente, proprio nel momento della sua massima esplosione. Tocca a Novellini ed il ragazzo si getta nella mischia con la grinta e la determinazione del veterano. Contro il Verona al Comunale, nella sua gara di debutto di fronte al pubblico amico, segna e fa segnare, rivelandosi elemento oltremodo prezioso. Ed il 12 marzo, nella gara con il Bologna, che si trasforma in una autentica battaglia, si batte con una determinazione fuori del comune, propiziando l’importantissimo successo.
Ma i programmi bianconeri, che prevedono un ulteriore rafforzamento in vista della Coppa dei Campioni, mettono un nuovo, durissimo ostacolo di fronte a questo ragazzo; arriva Altafini e, per i ruoli di punta, la squadra si ritrova più che coperta. Chiaro che Novellini dovrà cercare spazio e gloria altrove. Il commiato, in Coppa Italia, è festoso: due goal all’Inter ed uno al Milan, a coronamento di prestazioni più che positive. La parentesi di Novellini in bianconero, non lunga ma nemmeno troppo breve, si chiude qui. Un personaggio che si ricorda con simpatia e nitidamente, anche a parecchi anni di distanza.

2 commenti:

marino99 ha detto...

io adriano novellini ho avuto la fortuna di vederlo giocare dal vero e gli visto fare caterve di reti quando giocava in serie d con l'iglesias per noi ragazzini di quei tempi era un vero e propio idolo tuttoro lo ricodano tutti gli iglesienti con enorme soddisfazione

marino 99

bidescu ha detto...

grazie, Marino, del contributo ... a me è sempre piaciuto e sono contento che abbia scritto qualche pagina importante della storia juventina ...