venerdì 17 giugno 2016

Marco BORRIELLO


Diventa bianconero il 3 gennaio 2012, non ancora trentenne. Approda a Torino fra lo scetticismo generale, poiché dal punto di vista tecnico-tattico non aggiunge molto al già nutrito parco attaccanti. L’accoglienza dei tifosi non è delle migliori, dopo il rifiuto del giocatore di indossare la maglia juventina nell’estate precedente. Antonio Conte, mister bianconero, garantisce per lui e le contestazioni dei tifosi si limitano a qualche striscione. Il 15 gennaio 2012, Borriello indossa per la prima volta la maglia bianconera, giocando una decina di minuti, nell’incontro casalingo contro il Cagliari. Marco è palesemente fuori condizione: i movimenti sono goffi e impacciati e il rendimento è sicuramente inferiore alle attese. È schierato titolare in Coppa Italia, contro Roma e Milan, non lasciando un segno tangibile della sua presenza.
Ancora una volta, proprio quando tutti lo danno sconfitto, Marco ha la forza di risollevarsi. 25 aprile 2012, la Juve è di scena a Cesena per una partita molto delicata, nonostante la squadra di casa sia praticamente retrocessa. La Vecchia Signora deve assolutamente vincere per mantenere i punti di vantaggio sul Milan. Pirlo, dopo una decina di minuti, calcia sul palo un calcio di rigore e la squadra bianconera (per l’occasione in maglia rosa) non riesce a trovare la via della rete. Nella ripresa, Borriello sostituisce un evanescente Matri e, a una decina di minuti dalla fine, riesce a trovare lo spiraglio giusto per infilare il pallone nella porta di Antonioli. La gioia bianconera e quella di Marco sono incontenibili: «Sono contento per la squadra, ma stavolta lo sono soprattutto per il mio centravanti – dice Conte – Marco è arrivato in condizioni fisiche precarie, accompagnato da un certo malumore e si è messo in discussione sotto tutti i punti di vista. Spero che questo goal lo aiuti a ricevere un po’ più di affetto dal popolo juventino».
Borriello dedica il goal ad Andrea Fortunato, nel diciassettesimo anniversario della sua morte, e invita i compagni a non abbassare la guardia: «Il mio goal non vale lo scudetto. La strada è ancora lunga, basta guardare quanta fatica abbiamo fatto per piegare il Cesena. Domenica a Novara ci sarà da soffrire. Ma me lo sentivo che sarebbe arrivato e ai compagni in panchina lo avevo annunciato. Ora spero di poter dimostrare il mio valore in questa squadra».
Invece, a Novara sarà una passeggiata e Marco ne approfitterà per segnare il goal del 2-0. Non schierato nella sfortunata partita casalinga contro il Lecce, Borriello contribuisce alla vittoria di Trieste, contro il Cagliari. Un suo tentativo di correzione a rete di un cross di Cáceres, causa l’autogoal del difensore sardo Canini. È il goal della sicurezza, il goal dello scudetto bianconero.
Nonostante il gran finale, la Juventus non riscatta Borriello e il giocatore napoletano ritorna a Roma, terminando in questo modo la sua avventura in bianconero.

1 commento:

Jean Lafitte ha detto...

una pippa clamorosa, giustamente scartato da tutti