martedì 25 ottobre 2016

Nicola LEGROTTAGLIE

Nasce a Gioia del Colle, in provincia di Bari, il 20 ottobre 1976; muove i primi passi nel calcio nelle giovanili del Bari, senza riuscire a esordire in prima squadra. A vent’anni inizia un lungo peregrinare per l’Italia; dalla Pistoiese, dove con Catuzzi diventa centrale difensivo dopo anni a centrocampo, al Prato; dalla Reggiana al Modena. La squadra del destino è il Chievo; a Verona, trascorre tre periodi diversi, l’ultimo dei quali è decisivo. Infatti, nel campionato 2000-01, i clivensi approdano, per la prima volta, in Serie A ed anche Nicola fa il grande salto: «Primo anno di Serie A. Arrivavo dal Modena, dove avevo disputato trentadue presenze in Serie C1, ed ero convinto di fare bene anche nella massima serie. Ero giovane e, dunque, un pochino ribelle; le prime dieci partite, Del Neri me le fa vedere dalla tribuna. Ero arrabbiato, ma così arrabbiato che faccio di tutto per essere venduto al Perugia. Due giorni prima della chiusura del mercato, Del Neri mi invita a cena e, tra un piatto e l’altro, mi dice che conta su di me. Gli credo, rinuncio a trasferirmi e la domenica dopo sono di nuovo in tribuna. Pensavo mi stesse prendendo in giro, ma la domenica successiva andiamo a Roma, per giocare contro la Lazio. La sera prima della partita, senza nessun preavviso, viene da me e mi sfida: “Domani mi devi far vedere che cosa sai fare”. Quella domenica ho segnato e non sono più uscito di squadra».
Tredici presenze e due goal nella prima stagione, quattro reti in trenta partite nella seconda, entusiasmante annata, che gli regala la convocazione nella Nazionale di Trapattoni; Nicola, infatti, esordisce contro la Turchia e segna la sua prima e unica rete in azzurro contro la Svizzera: «Il goal in Nazionale mi diede una gioia incredibile, ma fu terribile la delusione di non essere convocato da Trapattoni per gli Europei in Portogallo; il Trap mi spiegò che non poteva chiamare uno che soffriva di pubalgia».
Nell’estate del 2003 approda alla Juventus di Lippi; la squadra bianconera è campione d’Italia, ma è reduce dalla sfortunata finale di Champions League, persa contro il Milan. I primi mesi sono da incorniciare; Legrottaglie contribuisce alla vittoria della Supercoppa Italiana, giocata a New York contro il Milan. In questa sorta di rivincita, la squadra rossonera passa in vantaggio a pochi minuti dal termine, grazie ad un rigore inventato da Collina e realizzato da Pirlo. Proprio quando tutto sembra compromesso un colpo di testa di Nicola, respinto la palo, permette a Trézéguet di insaccare e portare la Juventus ai tempi supplementari. La contesa si risolverà ai rigori, premiando la squadra bianconera.
La stagione 2003-04 prosegue nel migliore dei modi, sia per la Juventus sia per Nicola, che segna la sua prima rete in bianconero proprio contro il suo Chievo. La sfortuna è in agguato; riaffiorano i sintomi della pubalgia e il rendimento di Nicola comincia a calare vistosamente.
Il campionato si conclude in modo deludente e Legrottaglie è messo sul banco degli imputati: «Arrivavo dal Chievo, una macchina in cui tutto era sincronizzato. Qui a Torino, invece, si giocava in modo più individuale, per cui, spesso, ero convinto di trovare un compagno dove, invece, non c’era; questo mi spiazzava e non mi adeguavo. Per presunzione, ero convinto che fossero gli altri a doversi adeguare al mio modo di giocare; mi credevo un campione, ma non lo ero. Arrivai in uno spogliatoio che aveva appena perso la Champions e il morale era quello che si può immaginare. Poi, c’erano grandissimi campioni arrivati a fine carriera, come Montero e Ferrara. Insomma, fu una stagione sbagliata».
L’estate successiva vede Fabio Capello al timone bianconero; Nicola non convince il tecnico di Pieris e viene prestato al Bologna, con il quale retrocede in Serie B, dopo lo spareggio con il Parma. Ritorna alla Juventus all’inizio del campionato 2005-06, per essere dirottato a Siena; con la maglia bianconera della città del Palio, disputa un’ottima stagione, tanto è vero che ritorna in pianta stabile alla Juventus, per disputare il campionato di Serie B.
Guarito definitivamente dalla pubalgia, («Mi è durata cinque anni e oggi mi sento rinascere»), Nicola ritrova il posto in squadra, grazie anche ai numerosi infortuni dei suoi colleghi di reparto; ma, la sfortuna non lo risparmia nemmeno questa volta. A Napoli, infatti, rimedia un infortunio alla spalla che lo tiene lontano dai campi fino alla fine del campionato.
Estate 2007: la Juventus ritorna in Serie A. L’allenatore Ranieri, decide di puntare sulla coppia Andrade-Criscito, per Legrottaglie tira aria di cessione definitiva. A Roma, contro i giallorossi, il portoghese si frattura una gamba e Criscito è sostituito alla fine del primo tempo. Da quel momento, la coppia centrale difensiva diventa Chiellini-Legrottaglie e il loro rendimento è ottimo, tanto che Nicola si merita il rinnovo del contratto fino al 2010 e riesce a riconquistare la Nazionale, con la quale disputa la Confederation Cup del 2009: «Non credo al caso. Sono un ragazzo molto credente e riconosco la volontà di Dio; è stata una mano che dal cielo mi ha aiutato e mi ha scritto un bel programma. Ho ritrovato le motivazioni giuste nel mio passato, nel rivivere i tanti momenti brutti. Nonostante fossi un privilegiato, ho passato un periodo di grande tristezza; poi, l’incontro con Gesù mi ha cambiato ogni prospettiva. Il Legrottaglie dalle meches bionde, dall’aria da fighettino,  con la fama di tiratardi e di donnaiolo non c’è più. Ne ho fatte di notti al Toqueville, all’Hollywood. Se stavo dieci giorni senza una donna battevo la testa contro il muro, mentre adesso sono serenissimo anche senza, perché so che la persona giusta arriverà e quando la incontrerò sarà ancora più bello».
Comincia la stagione 2008-09 e, nell’andata del terzo turno preliminare della Champions League contro l’Artmedia Bratislava del 13 agosto, realizza il suo primo goal in Europa. Va a segno anche contro l’Atalanta nel dicembre 2008 con un colpo di testa. Termina la stagione con trentasei presenze, che lo fanno indiscusso leader della difesa bianconera. L’estate 2009 è caratterizzata dal ritorno di Fabio Cannavaro, dopo l’esperienza al Real Madrid. Logico che per il Duca gli spazi si riducano, anche se riesce a totalizzare ben ventotto presenze.
La stagione 2010-11 non inizia nel migliore dei modi, collezionando numerose panchine a causa dell’arrivo alla Juventus di Leonardo Bonucci, il quale è impiegato con continuità al fianco di Chiellini. Il 4 novembre 2010 nella partita casalinga di Europa League contro il Salisburgo si procura una lesione di primo-secondo grado del bicipite femorale destro, la prognosi è di circa quaranta giorni. Ritorna in campo il 16 dicembre 2010 nella partita casalinga di Europa League contro il Manchester City (1-1). Torna titolare nella gara di campionato del 6 gennaio 2011 contro il Parma, segnando una rete di testa su calcio d’angolo battuto da Aquilani; la partita terminerà 1-4 per il Parma.
Il 31 gennaio 2011 è acquistato a titolo definitivo per poco meno di un milione di euro dal Milan, con cui firma un contratto fino al 30 giugno 2011, terminando in questo modo la sua carriera in bianconero. Il suo palmares recita: 154 presenze e nove reti.

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