sabato 15 ottobre 2016

JUVENTUS - UDINESE

8 aprile 1962 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-UDINESE 2-3
Juventus: Gaspari; Sarti e Bozzao; Emoli, Bercellino e Castano; Stacchini, Rosa, Nicolè, Charles e Stivanello. Allenatore: Parola.
Udinese: Zoff; Burelli e Valenti; Sassi, Tagliavini e Del Pin; Pentrelli, Salvori, Rozzoni, Segato e Selmosson. Allenatore: Foni.
Arbitro: Varazzani di Parma.
Marcatori: Selmosson al 10’, Del Pin al 20’, Stacchini al 34’, Charles al 35’, Rozzoni al 76’.

27 agosto 1961. Prima giornata di un campionato che inizia in anticipo per far spazio, nell’estate successiva, ai Campionati del Mondo cileni: Juventus-Mantova 1-1. Sembra una partita come tante altre ma, se si legge la formazione bianconera, non si trova il nome di Boniperti. Il capitano di lungo corso, dopo il quinto scudetto personale, ha deciso di chiudere in bellezza, con un coraggio pari alla classe che ha sempre messo in mostra. C’è un certo sconcerto nel sodalizio bianconero, in quanto il ritiro di Boniperti è stato come un fulmine a ciel sereno. Ben presto, come prevedibile, il campo lascia capire quanto l’uomo dalla bacchetta magica fosse decisivo per le buone sorti della squadra, malgrado Sivori voglia dimostrare il contrario. Proprio Omar, che l’anno precedente è stato il primo calciatore del campionato italiano a vincere il Pallone d’Oro, alterna buone prestazioni a momenti sconcertanti e la Juventus risente tantissimo di questo rendimento altalenante del proprio fuoriclasse.
Il mister Parola le prova tutte per dare un assetto accettabile alla squadra, dove l’oriundo Rosa non è Boniperti, dove Anzolin è il nuovo portiere e in difesa ruotano in tanti, tanto è vero che anche Charles viene impiegato come stopper. Poi, a un certo punto della stagione, il gallese si eclissa, dovendosi operare al ginocchio. Anche in Coppa dei Campioni le cose non vanno meglio. La compagine bianconera, infatti, è eliminata al terzo turno dal Real Madrid. Ma la Juventus si fa onore, tanto è vero che costringe le Merengues allo spareggio di Parigi, dopo aver conquistato il mitico stadio Chamartín, con un goal di Omar Sivori.
Due punti nelle prime quattro giornate danno subito l’idea della difficoltà della squadra e la sconfitta nel derby, che non arrivava da tre anni, praticamente comporta l’addio definitivo alle speranze di scudetto. La Juventus a metà campionato è al centro della classifica, diciassette punti contro i ventisette dell’Inter di Helenio Herrera. L’espulsione di Sivori, nella partita contro la Sampdoria nel finale di campionato, dopo una violenta scenata all’arbitro, è l’indice della tensione in una squadra che, mancando della guida di Boniperti, è ora fragile anche nel morale. Un pareggio e nove sconfitte nelle ultime dieci partite fanno sì che la Juventus concluda il campionato al dodicesimo posto, a ben ventiquattro punti dal Milan e a soli sei punti dal Padova, retrocesso in Serie B.

Una delle ultime sconfitte avviene alla penultima giornata di campionato. Si gioca domenica 8 aprile 1962 e al Comunale scende l’Udinese. La compagine friulana è ben stabile all’ultima posizione in classifica e, quindi, sta per salutare la massima serie. La Juventus si presenta priva di parecchi titolari, a cominciare da Mora e Sivori, squalificati. Manca anche Roberto Anzolin, sostituito da Gaspari. Nella compagine friulana, spicca il nome di Dino Zoff, allora poco più di ventenne. Nell’attacco udinese figura anche lo svedese Selmosson, detto Raggio di luna, per via dei suoi capelli biondi. Selmosson è rimasto nella storia del derby romano, essendo uno dei pochi ad aver segnato, nella stracittadina, sia con la maglia della Lazio che con quella della Roma. Si è anche laureato vice Campione del Mondo, con la sua Nazionale, al Mondiale casalingo del 1958.
La partita termina 3-2 per l’Udinese. Selmosson segna dopo dieci minuti dall’inizio del match. Raddoppia Del Pin al ventesimo, prima della rimonta juventina con reti di Stacchini e di John Charles. Nella ripresa, la rete decisiva è di Rozzoni a un quarto d’ora dalla fine.
C’è un particolare curioso legato a questa sfida e riguarda proprio Dino Zoff. Era d’uso, in quegli anni, che fosse la squadra di casa a cambiare casacca e, così, la Juventus si presenta con un elegante completo nero. Pure la maglia di Zoff è completamente nera e l’arbitro prega il giovane portiere di indossare una maglia di colore diverso. Siccome l’Udinese non ha la maglia del portiere di riserva (non essendo prevista la sua presenza in panchina, come da regolamento di quell’epoca), la partita rischia di essere rinviata. Intervengono, allora, i magazzinieri della Juventus che prestano a Dino la maglia della Juventus (che è completamente bianca con due righe nere attorno al collo) alla quale viene scucito lo scudetto e la stella in fretta e furia. Dino Zoff non può saperlo ma, in quell’aprile del 1962, indossa la prima delle sue quasi 500 maglie juventine.


“STAMPA SERA”
La sfortuna di Sivori e quella della Juventus avranno finalmente un termine! Ieri l’oriundo più popolare d’Italia scendendo da Bardonecchia in macchina si è scontrato con un’altra auto. Nulla di grave, per fortuna ma danni alla carrozzeria della sua 1900-1500. Moralmente ne è uscita assai più ammaccata (nell’orgoglio) la squadra che da ieri non è più praticamente Campione d’Italia. Perdere anche contro la rassegnata Udinese rappresenta un’amarezza che i tifosi bianconeri non meritano. Eppure è capitato, nonostante la generosa prestazione di John Charles e nonostante le sgroppate di capitan Emoli, la volontà di Stivanello. La Juventus di questa stagione è un rebus che nessuno riesce più a decifrare. I bianconeri pagano le delusioni subite nel torneo nazionale e nella Coppa dei Campioni, pagano lo sbandamento delle prime giornate di campionato, subiscono l’atmosfera di delusione che regna nella squadra. Nessuno può credere che una formazione, sia pure priva di Sivori, Mora, Anzolin e Garzena, debba cedere cosi facilmente di fronte alla Cenerentola del campionato, battuta da una formazione che già da tempo ha la mentalità da Serie B e che ieri provava elementi per il futuro torneo cadetti, il giovane portiere Zoff (bravo) il diciannovenne mediano Del Pin (ottimo) e la promessa dell’attacco Salvori, che si è pure mosso con soddisfacente disinvoltura. No. Non si può credere, che la somma dei valori messa ieri in campo dalla Juventus valga così poco come il due a tre subito ad opera dell’Udinese potrebbe far credere. Che i bianconeri abbiano bisogno di ritoccare il loro schieramento è un fatto pacifico ma non si può pensare che tutta la squadra abbia di colpo perso il senso del gioco. Evidentemente la questione psicologica vale quanto quella tecnica: la Juventus ha perso i traguardi cui tendeva e si trascina stancamente nelle ultime gare di campionato. A Venezia per fortuna la triste stagione avrà la chiusura. I tifosi brontolano al pensiero del risultato negativo che si è aggiunto a un lungo elenco, brontolano e pensano alla stagione prossima. La Juventus deve affrettarsi a ritrovare se stessa, a ricostruire la squadra per lottare nelle posizioni degne del suo nome.

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