domenica 11 marzo 2018

JUVENTUS - UDINESE


8 aprile 1962 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-UDINESE 2-3
Juventus: Gaspari; Sarti e Bozzao; Emoli, Bercellino e Castano; Stacchini, Rosa, Nicolè, Charles e Stivanello. Allenatore: Parola.
Udinese: Zoff; Burelli e Valenti; Sassi, Tagliavini e Del Pin; Pentrelli, Salvori, Rozzoni, Segato e Selmosson. Allenatore: Foni.
Arbitro: Varazzani di Parma.
Marcatori: Selmosson al 10’, Del Pin al 20’, Stacchini al 34’, Charles al 35’, Rozzoni al 76’.

27 agosto 1961. Prima giornata di campionato: Juventus–Mantova 1–1. Leggendo la formazione bianconera, non si trova il nome di Boniperti. Il capitano di lungo corso, dopo il 5° scudetto personale, ha deciso di chiudere in bellezza, con un coraggio pari alla classe che ha sempre messo in mostra.
Ben presto il campo fa capire quanto l’uomo dalla bacchetta magica fosse decisivo per le buone sorti della squadra, malgrado Sivori voglia dimostrare il contrario. Proprio Omar, che l’anno precedente è stato il primo calciatore del campionato italiano a vincere il Pallone d’Oro, alterna buone prestazioni a momenti sconcertanti e la Juventus ne risente tantissimo.
Parola prova a dare un assetto accettabile alla squadra, dove l’oriundo Rosa non è Boniperti, dove Anzolin è il nuovo portiere e in difesa ruotano in tanti, pure Charles viene impiegato come stopper.
Anche in Coppa dei Campioni le cose non vanno meglio. La compagine bianconera, infatti, è eliminata al 3° turno dal Real Madrid. Ma la Juventus si fa onore, tanto è vero che costringe le Merengues allo spareggio di Parigi, dopo aver conquistato il mitico stadio Chamartín, con un goal di Sivori.
Due punti nelle prime 4 giornate danno subito l’idea della difficoltà della squadra e la sconfitta nel derby praticamente comporta l’addio definitivo alle speranze di scudetto. La Juventus a metà campionato è al centro della classifica, 17 punti contro i 27 dell’Inter di Helenio Herrera.
L’espulsione di Sivori, nella partita contro la Sampdoria nel finale di campionato, dopo una violenta scenata all’arbitro, è l’indice della tensione in una squadra che, mancando della guida di Boniperti, è ora fragile anche nel morale.
Un pareggio e 9 sconfitte nelle ultime 10 partite fanno sì che la Juventus concluda il campionato al 12° posto, a ben 24 punti dal Milan e a soli 6 punti dal Padova, retrocesso in Serie B.

Una delle ultime sconfitte avviene alla penultima giornata di campionato, quando al Comunale scende l’Udinese. La compagine friulana è ben stabile all’ultima posizione in classifica e, quindi, sta per salutare la massima serie.
La Juventus si presenta priva di parecchi titolari, a cominciare da Mora e Sivori, squalificati. Manca anche Anzolin, sostituito da Gaspari.
Nella compagine friulana, spicca il nome di Dino Zoff, allora poco più di ventenne. Nell’attacco udinese figura anche lo svedese Selmosson, detto Raggio di luna, per via dei suoi capelli biondi.
C’è un particolare curioso legato a questa sfida e riguarda proprio Dino Zoff. Era d’uso, in quegli anni, che fosse la squadra di casa a cambiare casacca e, così, la Juventus si presenta con un elegante completo nero. Pure la maglia di Zoff è completamente nera e l’arbitro prega il giovane portiere di indossare una maglia di colore diverso.
Siccome l’Udinese non ha la maglia del portiere di riserva (non essendo prevista la sua presenza in panchina, come da regolamento di quell’epoca), la partita rischia di essere rinviata. Intervengono, allora, i magazzinieri della Juventus che prestano a Dino la maglia della Juventus (che è completamente bianca con due righe nere attorno al collo) alla quale viene scucito lo scudetto e la stella in fretta e furia.
Dino Zoff non può saperlo ma, in quell’aprile del 1962, indossa la prima delle sue quasi 500 maglie juventine.


“STAMPA SERA”
Di bello in questo incontro vi è un solo particolare, che grazie al cielo è l’ultimo disputato dalla Juventus allo Stadio in questo strano campionato. Già in altre stagioni i bianconeri si sono trovati in difficoltà, ma mai si era vista una squadra dissolversi come neve al sole come quest’anno. Dopo gli sforzi delle famose partite con l’Inter a San Siro e con il Real Madrid in Spagna e a Parigi, l’undici campione d’Italia non è più esistito. Nelle ultime sei partite ha continuato a perdere in casa come fuori.
Non si può dire che non si sia impegnato, né che abbia sempre giocato male. Tre consecutivi zero a uno registrati in questa «serie nera» stanno ad indicare che almeno sul piano agonistico i bianconeri si sono battuti; tirate le somme tuttavia il bilancio dei punti attivi è zero, uno zero davvero mortificante.
Il pubblico che con notevole se pur comprensibile assenteismo segue il finale juventino di campionato (ieri allo Stadio i paganti erano appena 3800 con un incasso di poco superiore ai tre milioni, cifre da serie C) il pubblico, si diceva, non ha neppure più avuto la forza di indignarsi. Ha subito la delusione del goal decisivo, realizzato ad un quarto d’ora dal termine dal solito Rozzoni che contro le squadre torinesi si trova in carrozza, c non ha atteso che il momento del fischio finale per sfogarsi in blande proteste.
Annata stregata.
Sivori e Mora, i due «esiliati» per squalifica, erano rientrati a Torino in mattinata da Bardonecchia ma logicamente erano costretti a rimanere in tribuna accanto ad Anzolin a Garzeria e ad altri elementi della prima squadra. Queste assenze non spiegano però, o almeno la spiegano soltanto in parte, la sconfitta juventina.
I torinesi si erano presentati in campo con la casacca nera che aveva portato fortuna a Madrid, quando, battendo i campioni di Spagna per uno a zero la Juventus aveva ottenuto il risultato più bello di tutta questa stagione. Ieri tuttavia il nero non è servito a propiziare le sorti della contesa. Al 10’ Selmosson, ben servito dal giovane e promettente Del Pin, sorprendeva Gaspari con un tiro improvviso. Sessanta secondi dopo una deviazione di Stacchini veniva respinta di testa da Burelli a portiere battuto. L’Udinese conservava il vantaggio e lo poteva raddoppiare al 20’, quando il giovane Del Pin, un mediano sicuro e preciso forte nel lavoro difensivo e capace di spingersi anche all’attacco, avanzava fin ai limiti dell’area juventina e di sinistro indovinava un colpo tagliato e fortissimo. Sfiorando il montante alla destra di Gaspari, la palla si adagiava in rete.
La Juventus aveva una reazione decisa. Si vedeva che ogni juventino era almeno toccato nell’orgoglio. Nullo, nella giornata, Nicolè, erano Charles ed Emoli, i due migliori in campo, tra i torinesi, ben coadiuvati da Stacchini e Stivanello, a trascinare i compagni all’offensiva. Il solito Burelli salvava ancora su girata di Stacchini, poi la stessa ala destra riprendeva un pallone partito da un corner e respinto dai friulani e da pochi passi metteva a segno. Trentaquattresimo. Un minuto dopo, nella più bella azione della giornata, Emoli dava a Charles che in piena corsa e da una ventina di metri spedirà alle spalle di Zof un imprendibile raso terra.
Squadre in pareggio e senza aspirazioni nella ripresa. Il sole primaverile consiglia la calma e l’invito è cordialmente accolto dai ventidue atleti, mentre il giovane arbitro Varazzini volenterosamente esordiente in serie A, alla presenza del suo «maestro» Bellé, interviene con puntigliosa energia per stroncare ogni accenno di fallo. Soltanto John Charles, sballottato da un paio di avversari (Segato e Tagliavini si danno il turno nel controllarlo) accennava a qualche protesta, ma questo non bastava a rendere appassionata la contesa di fine stagione. Al 31’ Varazzini scorgeva una irregolarità in un’entrata decisa di Sarti su Selmosson, a parere nostro un’entrata non fallosa, in quanto il terzino ha colpito perfettamente la palla e non il piede dell’avversario.
Ad ogni modo nessuno protestava troppo. Mentre i juventini andavano avanti e indietro nel fare la barriera alla ricerca della regolamentare distanza di nove metri, quella vecchia volpe di Valente coglieva l’occasione per far spiovere un pallonetto ben dosato verso Rozzoni. Un colpo di testa preciso e la sconfitta juventina diventava melanconica realtà.
Charles si batteva ancora con tutta la sua potenza per cercare il pari, ma non aveva fortuna. Un suo colpo di testa rabbioso, mandava la palla ben lontano oltre la porta sfiorando la traversa. A mezzo minuto dalla fine Charles coglieva Stacchini libero e gli passava un pallone che urtava sul piede di un friulano. Stacchini era in fuori gioco, ma questo intervento di un udinese lo ha rimesso in regola. L’arbitro, però, sanzionava l’offside proprio mentre il juventino metteva in rete e non convalidava il goal. Beffa finale, in una partita disgraziata.
L’Udinese ha totalizzato 14 punti in tutto il campionato a ne ha raggranellati • sei a spese delle squadre torinesi (di cui quattro proprio a Torino). Ieri la squadra friulana ha collaudato ancora dei giovani. Il portiere Zof, alla sua terza partita di campionato di A, il mediano Del Pin alla seconda e l’esordiente Salvori (18 anni molto fiato e naturalmente non troppa esperienza) non hanno sfigurato nei confronti dei più quotati antagonisti. Del Pin anzi è piaciuto facendosi notare per la sicurezza di certi interventi ed anche Zof ha effettuato ottime parate. Segato, giocando ora da difensore volante ora da «controllore» di Charles è stato ancora una volta tra i migliori, come pure Rozzoni (che si dice stia per passare alla Roma).
Della Juventus che dire che non sia già stato affermato e ripetuto infinite volte? È una squadra psicologicamente in disarmo: o meglio, è ben poco squadra, perché in essa ognuno dà l’impressione di lottare per suo conto. Speriamo si risvegli e si ritrovi almeno per le Coppe Italia e Mitropa che ancora la attendono.

Sivori e Mora hanno conciano il periodo di riposo trascorso a Bardonecchia in modo piuttosto movimentato. Ieri, scendendo verso Torino, l’auto dei due giocatori, una Fiat 1300 guidata da Sivori, ha avuto un incidente, conclusosi fortunatamente con molto spavento ma pochi danni.
Sivori, preferirebbe non parlarne: «È successo poco sopra Susa. Vi era parecchio trajco e camminavamo in una lunga colonna. Uscendo da una curva, un’altra milletré che veniva in senso opposto si è allargata troppo, oltre la linea bianca, e ci è praticamente finita addosso. Probabilmente il guidatore credeva di riuscire a sorpassare chi gli stava davanti, e invece non ce l’ha fatta. Noi comunque non ci siamo fatti niente, anche se l’auto si è ammaccata lungo tutta la fiancata».
John Charles parte invece stamane alla volta di Cardiff. Nella città natale gli verrà consegnata la targa del premio per l’«atleta dell’anno», organizzato dai giornali scozzesi. Charles sarà di ritorno, giovedì.
Nella cronaca degli spogliatoi, da segnalare semplicemente la gioia del giovane Del Pin, al suo debutto in serie A, e qualche interessante voce sui prossimi trasferimenti. I dirigenti dell’Udinese hanno confermato che la Roma, il Bologna ed il Genoa hanno fatto pervenire le proprie offerte per il centravanti Bozzoni.
L’immediato programma della Juventus si presenta abbastanza denso di impegni. Mercoledì, la squadra dei cadetti disputerà il piccolo «derby» con il Torino, e giovedì i titolari giocheranno in amichevole contro il Casale. Domenica prossima, per la chiusura del campionato, la Juventus si trasferirà a Venezia. Quindi, il 25 aprile ed il 1° maggio l’attenderanno gli incontri della Coppa Italia, mentre il 13 maggio è in calendario il primo turno della Mitropa Cup.

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