venerdì 24 aprile 2015

Cristian ZENONI

Nasce a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, il 23 aprile 1977, si impone, insieme al fratello-gemello Damiano, come uno dei migliori giovani schierati dal club orobico: «Io e Damiano abbiamo sempre giocato insieme, a partire dalla squadra del Cenate, nel 1986. L’anno successivo, siamo passati all’Atalanta, dove siamo rimasti fino al 1996, quando Damiano è andato a giocare all’Alzano ed io alla Pistoiese. Ho esordito in Serie A prima io, nell’ottobre del 1997; lui, invece, tre anni dopo, contro la Lazio. In Nazionale, invece, è stato lui il più rapido, visto che ha esordito contro l’Inghilterra nel novembre del 2000; io contro l’Argentina nel febbraio dell’anno dopo. Siamo sempre andati d’accordo su tutto».
Arriva a Torino nell’estate del 2001, al costo di quindici miliardi di lire, una cifra non indifferente per un giocatore di una squadra medio-piccola: «Ho scelto la Juventus perché in questi anni si è dimostrata più forte del Milan». Così Cristian Zenoni, presentato a Torino, sintetizza la propria strana estate di mercato; dall’Atalanta al Milan e poi, pochi giorni dopo, ceduto alla Juventus nell’ambito dell’affare Inzaghi. Non si è sentito un pacco, il giovane ex atalantino, ma un pochino deluso che il Milan non abbia creduto in lui. «Vuol dire che la Juventus ci ha creduto di più», dice senza timore di apparire adulatore. Un motivo più concreto per scegliere la Juventus, è stato quello dello spazio che nel suo ruolo, tornante di destra, Zenoni ritiene di avere in misura maggiore alla Juventus rispetto al Milan: «Se il Milan mi avesse proposto un’altra squadra, avrei detto di no», si affretta a precisare.
Nonostante la concorrenza, Cristian fa la sua parte nel rocambolesco scudetto juventino: le sue presenze sono trentanove, condite da una rete segnata nella vittoriosa partita di Perugia per 4-0. «L’ambientamento a Torino è stato facile e immediato, sia nella città che nella squadra; di questo devo, naturalmente, ringraziare i miei compagni che, fin dal primo giorno, mi hanno accolto come uno di loro. Io mi trovo perfettamente a mio agio sulla fascia destra, nasco e agisco da terzino, ma anche nella fase immediatamente più avanzata penso di sapermela cavare».
L’anno successivo, Zenoni riesce a disputare solamente una ventina di partite, realizzando ancora una rete, nell’ultima partita di campionato contro il Chievo; comunque sia, entra nella sua personale bacheca un altro scudetto, il secondo consecutivo. Nell’estate del 2003, la neopromossa Sampdoria lo acquista per un milione di euro. «Alla Juventus in due anni ho imparato molto, ma adesso sinceramente voglio avere qualche possibilità in più di giocare. Spero di meritarmele qui alla Samp e dimostrare che la Juve non aveva sbagliato a credere in me».

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