La data segna 10 marzo 1956 – scrive Andrea Aloi sul “Guerin Sportivo” dell’11-17 aprile 2001 –. Apri il vecchio giornale e leggi che la difesa sampdoriana “nulla ha potuto fare contro la dinamite esplodente dal piede dell’esordiente mezzala destra juventina Stefano Francescon, un giovanotto torinese di 22 anni”. Uno dei “puppanti”, il decimo pischello lanciato nella mischia del campionato ‘55-56 dall’allenatore Sandro Puppo, «l’unico che ha osato buttare dentro tutti quei giovani, una persona gentile, magnifica, lo chiamavamo “dottore”, voleva così».
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