domenica 28 agosto 2016

Matteo BRIGHI

Nasce a Rimini, il 14 febbraio 1981, secondo di quattro fratelli, tutti calciatori. Come tanti calciatori in erba, muove i primi passi in oratorio: «Mega ammucchiate sul pallone – ricorda – chi lo prendeva, provava a tirare dritto fino in porta. Però, così, si impara tanto!». E, infatti, Matteo, a quattordici anni, approda al Rimini, in Serie C2. Nessuna presenza nella prima stagione, la 1997-98, ma le soddisfazioni cominciano ad arrivare l’anno dopo, nel quale Matteo colleziona dieci presenze e due reti in campionato.
Nell’estate del 1999, è acquistato dalla Juventus, che crede tantissimo in lui; l’idea della società bianconera è quella di farlo giocare con la squadra Primavera, prima di farlo approdare alla prima squadra. Inaspettatamente, Matteo rifiuta il trasferimento. «Sono troppo giovane per una grande squadra. E poi voglio prima prendere il diploma».

La terza stagione a Rimini è quella della definitiva consacrazione. Matteo scende in campo per trentaquattro gare e totalizza sei reti; un bottino non indifferente, considerato il suo ruolo da centrocampista.
Nell’estate del 2000, la Juventus riesce a portarsi a casa il campioncino riminese. Matteo scende in campo solamente dodici volte, è difficile trovare spazio in mezzo a tanti campioni. Il futuro di Matteo non è la panchina; per crescere bisogna giocare e la Juventus lo sa molto bene. Per questo, nell’estate 2001, lo cede in prestito al Bologna, dove conquista subito una maglia da titolare, pienamente meritata. Nella squadra di Guidolin, infatti, Matteo disputando una stagione eccellente, dimostrando grinta e personalità, oltre a doti tecniche da campione; con trentadue presenze, risulta uno dei migliori giovani centrocampisti del panorama italiano.
Nel 2002-03 ritorna alla Juventus: «Il fatto che Luciano Moggi mi abbia personalmente detto che, per garantirmi la maglia della Juventus, la società ha deciso di rinunciare a importanti operazioni di mercato, mi ha inorgoglito molto e mi ha dato la misura di cosa dovrò fare nel prossimo campionato: dovrò cioè produrre fatti e meritare tanta stima, rispondendo in concreto alle speranze che i miei dirigenti e il tecnico hanno posto sulla mia persona. Mi rendo perfettamente conto che questa sarà una stagione particolarmente importante. Un vero e proprio anno della verità. Il mio impegno profondo sarà quello di non tradire le attese. Parto con un compito da scrivere bene, ma quando ci sono le motivazioni, è bello, no? Un anno di Bologna ha mi ha permesso di conoscere maggiormente la Serie A. Penso di aver imparato a stare meglio in campo e credo pure di aver assimilato quel concetto della responsabilità che alla Juve sarà più impegnato che mai: perché questa è proprio un’altra storia».
Ma dopo aver conquistato la Supercoppa Italiana contro il Parma, è ceduto in prestito proprio alla squadra ducale. Non è un campionato fortunato per Brighi, anche a causa di continui infortuni, che ne minano il rendimento. Al termine di quella stagione, cambia nuovamente casacca, accasandosi con il Brescia in Serie A; con le “Rondinelle”, Matteo disputa un ottimo campionato, scendendo in campo ventinove volte e segnando un goal. Nel 2004 la Juventus, proprietaria del cartellino, lo cede definitivamente alla Roma.

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