venerdì 13 settembre 2013

22.5.1977: SCUDETTO

DA “LA STORIA DELLA JUVENTUS” DI PERUCCA, ROMEO E COLOMBERO:
Bruciata nelle sue ambizioni di eterna vincitrice dalla fiammata del Torino, bruciata in Coppa dei Campioni da un’eliminazione poco gloriosa al secondo turno, la Juventus si avventa sulla stagione successiva con una sete di rivincita quale soltanto i grandi leader possono avere. E la sete di rivincita di un Boniperti che in cinque anni di timone ha avuto 3 scudetti e 2 secondi posti e proprio da quel non accontentarsi mai trae la forza per andare sempre più in alto. Così la Juventus da vita insieme al Torino al più straordinario campionato mai disputato in Italia, una volata continua fin sul traguardo, quando riesce a battere di una lunghezza i pur fortissimi rivali.

Si è reso necessario qualche ritocco, dopo l’incerto finale del torneo precedente, e con un mercato che non offre granché Boniperti preferisce andare sul sicuro riprendendo quel Benetti che tanti anni prima era stato un bianconero di passaggio e scambiando quell’Anastasi ormai spento, in quell’ambiente, con un giocatore reduce da mille battaglie, ma dalla “castagna” ancora bruciante: l’interista Boninsegna.
Ma arriva, per ora alla chetichella, il giovanissimo Cabrini ed arriva soprattutto un geniale stratega, Trapattoni, destinato a diventare il più fedele allenatore bianconero di tutta la lunga storia della Juve. Ha fatto soltanto una breve esperienza al timone del Milan, in quel momento sembra un azzardo, ma Boniperti sa quello che fa.
Così, se il Torino di Radice spara 5 vittorie su 5 alla partenza del campionato, la Juve di Trapattoni non si scompone e risponde per le rime: 5 su 5 anche i bianconeri! C’è una sostanziale differenza fra il comportamento del Torino, aggressivo e spumeggiante, e quello della Juventus, più compassata ma più solida e sicura. E quando alla sesta giornata il Torino pareggia, mentre il rullo compressore bianconero mette insieme un altro successo, e poi un altro ancora, c’è davvero la sensazione che si stia verificando un evento storico.
Ma all’ottava il derby  rimette in sella i granata che effettuano il sorpasso, alla nona dilagano a Catanzaro mentre l’astuta Fiorentina blocca i bianconeri a Torino sul pareggio: Torino punti 17, Juve 15, la situazione si è capovolta.
Nemmeno il tempo di temere una fuga decisiva degli scatenati granata che la Juve riprende il passo. Quei 2 punti saranno il vantaggio massimo del Torino, che alla dodicesima viene raggiunto e la domenica successiva staccato di un punto.
Sembra arido questo racconto, ma chi ricorda quel palpitante campionato, quello splendido equilibrio, sa che proprio lo scandire dei distacchi fotografa il duello meglio di ogni altra descrizione. A fine andata parità fra bianconeri e granata a quota 25, con l’Inter terza ormai a 6 punti.
Poi l’altalena continua appassionante, avanti di un punto il Torino alla diciassettesima ed avanti di uno la Juve sette giorni dopo, quando i granata scivolano a Roma.
Pari di nuovo alla ventunesima (35 punti, Inter e Fiorentina terze a 10 lunghezze!), avanti di nuovo la Juve sette giorni dopo, un punticino che resiste anche nel derby e viene, però, colmato alla quintultima, quando i bianconeri non vanno oltre il pari sul sempre ostico campo di Perugia.
Ma la domenica successiva tocca al Torino fermarsi sul pari, mentre i bianconeri un giorno prima (partita anticipata al sabato) avevano battuto il Napoli a pochi minuti dalla fine con un goal di Furino che, con la sua incredibile combattività, è un po’ l’emblema di questa squadra grintosa come nessun’altra. 
Sarà il punto decisivo: la Juve non lo molla più, malgrado proprio nella settimana che precede l’ultima giornata l’attenda la prova del fuoco in Coppa Uefa.
Questa squadra tutta italiana (l’ultimo straniero, Altafini, ha chiuso l’anno precedente) esce dal terribile campo di Bilbao con la Coppa Uefa, primo trofeo internazionale della sua storia, ed esce quattro giorni dopo dal campo della Sampdoria, con lo scudetto numero 17.
Le fatiche e la lotta l’hanno esaltata, anziché  fiaccarla! Ha totalizzato 51 punti (ed il Torino 50), un record destinato a durare nel tempo.





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