domenica 8 gennaio 2017

JUVENTUS - BOLOGNA

18 ottobre 1964 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-BOLOGNA 1-0
JUVENTUS: Anzolin; Gori e Sarti; Bercelllino, Castano e Leoncini; Stacchini Da Costa, Combin, Del Sol e Menichelli. Allenatore: Heriberto Herrera.
BOLOGNA: Negri; Furlanis e Pavinato; Muccini, Janich e Fogli; Perani, Bulgarelli, Bui, Haller e Pascutti. Allenatore: Bernardini.
Arbitro: Francescon di Padova.
Marcatore: Bercellino al 22’.


Il risultato finale del campionato 1964-65, per la Juventus, è identico a quello della stagione precedente, ovvero quarto posto alla pari con la Fiorentina. Qualcosa è, invece, profondamente cambiato all’interno del sodalizio bianconero. Dopo anni di anarchia, di polemiche più o meno sopite, la squadra cementa serietà e compattezza attorno al nuovo allenatore, Heriberto Herrera, detto il Ginnasiarca per i suoi durissimi metodi di allenamento. Si gettano proprio le basi di quella che sarà una caratteristica determinante della Juventus e non l’abbandonerà più: serietà, disciplina e impegno. I risultati si vedono immediatamente: con il solo ritocco di Combin, franco-argentino che arriva da Lione, quindi con una squadra buona ma non eccelsa, battere la Juventus, che applica per prima in Italia concetti nuovi, movimento totale e concezione diversa dei ruoli, per qualunque avversario è sempre un’impresa ardua.
Heriberto Herrera, detto HH2 per distinguerlo dall’Helenio Herrera dell’Inter, purtroppo deve ingaggiare, oltre a quella con gli avversari, anche una battaglia interna: Sivori, dopo anni di dominio sull’ambiente, mal sopporta di essere trattato alla pari di tutti gli altri. «Sivori come Coramini», aveva detto. Ma Heriberto non ha paura: Catella e Giordanetti sono andati a scovarlo fino a Elche, in Spagna, dove il paraguagio faceva l’allenatore dopo aver giocato da difensore nell’Atletico Madrid. I dirigenti bianconeri hanno avuto garanzie assolute sulle doti di polso e di serietà di quell’uomo magro e alto, tutto di un pezzo. E, dunque, va avanti per la sua strada, anche se le difficoltà non sono poche, senza farsi condizionare. A fine stagione il Ginnasiarca vincerà la propria partita. Sivori, che non vuole adattarsi al “movimiento”, verrà ceduto al Napoli. Il geniale oriundo argentino ha dato molto alla Juventus ed è l’idolo dei tifosi, ma una società che vuole guardare avanti deve prendere anche questo tipo di decisioni così dolorose.
Dopo uno scivolone a Catania, la Juventus procede a piccoli passi, segnando poco ma incassando meno; conclude l’andata a quota ventitré punti, quarta dietro un lanciatissimo Milan che ha cinque punti di vantaggio sull’Inter. Sivori gioca e non gioca, Heriberto (come abbiamo visto) non esita a lasciarlo fuori. Nel girone di ritorno la Juventus ha una leggera flessione, ma conclude comunque con quarantuno punti, tre in più dell’anno precedente. In testa, intanto, succede l’incredibile: l’Inter che alla diciannovesima giornata aveva sette punti di ritardo sul Milan, compie una rimonta eccezionale e va a coronare la sua grande stagione conquistando campionato, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale. Vince tutto o quasi, perché questa Juventus senza paura gli sottrae, nella finale di Roma, la Coppa Italia, con una rete del prezioso Menichelli, goleador bianconero della stagione.
Ed anche in campo internazionale, dopo anni di vacche magre, i bianconeri cominciano ad alzare la testa. Infatti, raggiungono la finale di Coppa delle Fiere (che diverrà, anni più tardi, la Coppa Uefa) e di strettissima misura perdono a Torino lo scontro decisivo contro gli ungheresi del Ferencváros, senza affatto sfigurare. Purtroppo Combin detto la Foudre (la folgore), non è il cecchino tanto atteso. I goal stentano a venire e, con quelli, le soddisfazioni grosse.

Ma qualche sfizio i bianconeri se lo tolgono, come quello di battere il Bologna Campione d’Italia. La squadra felsinea è allenata dal Dottor Fuffo Bernardini che, dopo una splendida partita della propria squadra, non riesce a trattenersi e ammette che «così si gioca solamente in Paradiso». Il Bologna ha conquistato uno storico scudetto (il settimo della sua storia), battendo l’Inter del Mago Herrera nello spareggio di Roma, dopo un campionato molto intenso e dopo aver perso il proprio presidente, il mitico Renato Dall’Ara, a pochi giorni dalla conquista del tricolore.


“HURRÀ JUVENTUS”
Bercellino, uno dei migliori in campo, ha segnato il goal della vittoria bianconera in una contesa accanita, nella quale i giocatori delle due parti hanno profuso tesori di energie. Il Bologna, reduce da Barcellona, ha tentato di tutto per cancellare l’ingiusta sconfitta subita dall’Anderlecht e determinata dalla monetina, ma non ha potuto rimontare lo svantaggio. È stata una partita che ha segnato, come si rileverà dai commenti di tutti i giornali, la ripresa della Juventus. I giocatori bianconeri vanno elogiati in blocco, ma su tutti hanno brillato Gori, Castano, Bercellino, Leoncini, Da Costa e Del Sol. Se per quanto riguarda l’assetto difensivo la squadra ha dimostrato di essere a punto, all’attacco deve ancora migliorare. Herrera pensa che si potrà correre di meno quando gli uomini sapranno manovrare meglio, dove sapranno sfruttare maggiormente le azioni che si creeranno sul fronte offensivo. Nella squadra, è bene rilevarlo, c’è ora un ordine tattico che se non ancora perfetto tuttavia si è manifestato in più di un’occasione. I Campioni d’Italia hanno lamentato l’infortunio di Fogli nel secondo tempo per una distorsione della caviglia, ma occorre anche notare che i bianconeri, fin dal primo tempo, hanno accusato la menomazione di Menichelli per una contrazione muscolare. I rossoblu lamentano inoltre la mancata concessione di un rigore per un fallo di Castano in area nei confronti di Bulgarelli, lo stesso accampano i bianconeri per un fallo di due difensori su Da Costa atterrato in area e per un mani di Fogli, pure in area, ritenuto dall’arbitro involontario. Noi non siamo d’accordo sul criterio delle compensazioni, ma riteniamo che il comportamento di Francescon non abbia influito sul risultato dell’incontro.


“CORRIERE DELLA SERA”
La Juventus è viva, aggressiva, fresca come se giocasse al gran completo e non dovesse fare a meno di Salvadore, oltre che di Sivori: i due giocatori più prestigiosi della sua rosa di titolari. Passa quasi un quarto d’ora senza che i bolognesi, praticamente, tocchino palla. Del Sol e Da Costa, in questa fase di avvio, presidiano la metà campo con lanci lunghi verso il centro e le ali, un’autorevole presenza su ogni pallone, una spinta propulsiva di alto tono tecnico. Alle loro spalle, entra spesso Leoncini a rafforzare il trampolino di lancio: dinanzi a loro, le due estreme e specialmente Combin irrompono con forza su ogni passaggio.


“TUTTOSPORT”
Nuovo passo avanti della Juventus sulla strada della chiarificazione; è un successo prezioso per la classifica e il morale. Questa Juventus di don Heriberto impressiona favorevolmente, prima che per le capacità tecniche, per la volontà con cui si batte e per la condizione fisica che ogni suo atleta sfoggia. È una squadra rigenerata nel corpo e nello spirito, che non si è accasciata quando tutto era buio e che ora sa entusiasmarsi per i suoi progressi. Noi l’avevamo lasciata dopo la partita con il Cagliari e dopo quattro giornate l’abbiamo ritrovata nettamente migliorata sotto ogni punto di vista; chi l’ha vista la precedente domenica a Bergamo confermava ieri che effettivamente la progressione è costante.


“CORRIERE D’INFORMAZIONE”
Herrera esce dallo spogliatoio juventino e passa nella saletta stampa, dove in molti l’attendevano. Comincia a parlare e subito si capisce che i suoi progressi nell’apprendere l’italiano non sono né rapidi né confortevoli: «La squadra – così si può tradurre – oggi ha funzionato un po’ meglio che non in passato. Si progredisce ed è l’importante; la difesa ora è meglio organizzata, ma all’attacco tutti cercano di concludere, di segnare, quasi per togliersi l’incubo del goal. Così è per Combin, così è per Da Costa. Il male non è loro, il male è della Juve. Devono tutti togliersi questa complesso: quando ci arriveranno, il gioco sarà più fluido e la Juve tornerà a piacere».


“GAZZETTA DEL POPOLO”
La Juventus insomma è in crescendo. E se qualche volta si scatenano delle polemiche è solo perche l’amore dei suoi tifosi la vorrebbe ancora più grande. Lasciamo che acquisti, poco per volta, sempre più confidenza. Sivori farà il resto.


“STADIO”
La Juventus era senza Salvadore e Sivori. Due assenze molto importanti; forse più importanti di quelle accusate dal Bologna. Eppure, almeno nel primo tempo, è apparsa bene equilibrata, intraprendente, incisiva. Il suo avvio, per esempio, è stato ammirevole. Salda la difesa, folto (sin troppo) il centro campo, efficaci alcune proiezioni in area avversaria. Poi il goal di Bercellino ha indotto la squadra alla prudenza e la spinta del Bologna ha fatto il resto.


“LA STAMPA”
Comunque i progressi notati domenica a Bergamo sono stati confermati anche contro il Bologna, che dimostra come il lavoro di Heriberto Herrera cominci a dare buoni frutti. La squadra gioca di slancio, in velocità, con suggerimenti improvvisati forse, ma senza dubbio efficaci; l’esecuzione così rapida del gioco è difficile, e occorre molto esercizio. Diamo tempo a Herrera di compiere il suo lavoro, diamo tempo ai giocatori di abituarsi a questa nuovo metodo. Del resto i risultati non mancano, anche se appaiono un po’ poveri.

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