venerdì 30 dicembre 2016

Domenico CRISCITO

Nasce a Cercola, nel napoletano, il 30 dicembre 1986. Si fa subito notare nelle giovanili del Genoa, squadra con la quale esordisce in Serie B a soli sedici anni, nel giugno del 2003: «A tredici anni e mezzo, dopo un raduno organizzato a Napoli, sono stato acquistato dalla società rossoblu, che mi ha inserito nella formazione degli Allievi regionali. L’impatto è stato duro; non è facile, a quell’età, trovarsi lontano dagli amici e dalla famiglia. Però, il calcio mi ha sempre dato tante soddisfazioni; dopo l’esordio in Serie B, una volta arrivato alla Primavera, ho fatto anche qualche panchina in Coppa Italia». Nell’estate del 2004 passa alla Juventus, in comproprietà, mettendosi in evidenza per due stagioni nella squadra Primavera; nel 2006 vince il relativo campionato, grazie anche ad alcune sue reti decisive, una su tutte quella nella finalissima contro la Fiorentina. Allenandosi spesso con la prima squadra, si guadagna alcune convocazioni, una delle quali in Champions League, senza però mai scendere in campo.
Nella stagione 2006-07 Mimmo ritorna al Genoa, in Serie B; il convincente pre-campionato disputato impressiona positivamente l’allenatore dei liguri, Giampiero Gasperini, che lo schiera nella formazione titolare. Criscito è un difensore rapido e dotato tecnicamente, capace sia di marcare a uomo, sia di impostare l’azione; Gasperini lo schiera a sinistra nella sua difesa a tre e Mimmo lo ripaga con grandi prestazioni, condite con goal decisivi, che permettono al “Grifone” di risalire in Serie A. Le sue ottime performance gli valgono l’esordio nella Nazionale Under 21, il 14 novembre 2006, in un’amichevole contro la Repubblica Ceca e la partecipazione al Campionato Europeo di categoria.
Riscattato dalla società bianconera, il 25 agosto 2007, nella prima giornata di campionato, Criscito fa il suo esordio ufficiale in Serie A, giocando da titolare nella partita Juventus-Livorno, terminata 5-1 per i padroni di casa. Molto stimato da mister Claudio Ranieri, Mimmo è titolare fisso della difesa juventina; alcuni errori dovuti all’inesperienza e l’infortunio di Andrade coincidono con la svolta negativa della sua stagione. Al posto del difensore portoghese è rispolverato Legrottaglie, che si mette subito in evidenza per la grande sicurezza e per le grandi prestazioni; lo spostamento di Chiellini in posizione centrale e l’inserimento di Molinaro, gli chiudono definitivamente la porta del campo.
Scende in campo ancora contro l’Empoli, a Parma, nel ruolo di terzino sinistro, e contro il Palermo; Mimmo non convince e la società bianconera decide di metterlo sul mercato, per dargli la possibilità di giocare. Il 4 gennaio 2008, Criscito torna al Genoa in prestito fino a giugno, con opzione del riscatto a favore della società rossoblu.
«Sono felice. Ringrazio sia il Genoa che la Juventus per aver realizzato il mio desiderio. Qui sono di casa», sono le parole di Criscito, appena ritornato nella città della Lanterna.


DAL SUO SITO UFFICIALE
Nel 2004, dopo che sono passato alla Juventus (sebbene fossi in comproprietà con il Genoa), ho giocato per due stagioni nella squadra (giovanile) Primavera, con la quale (due anni dopo) ho anche vinto il campionato. Ricordo con una certa nostalgia quel periodo, intenso e di grandi prospettive per un giovane come me, non ancora ventenne e membro di una delle squadre giovanili più prestigiose del nostro paese.
Torino è una grande città, con un valore simbolico importante per le persone che vengono dal Sud e anche a me, giovane partenopeo, ha consentito di mettermi alla prova, sotto vari punti di vista. A Torino ho assaporato tante gioie, ma anche qualche cocente delusione. Il 25 agosto 2007, a vent’anni, ho esordito ufficialmente nella Juventus e in Serie A.
Il tecnico Claudio Ranieri ha avuto fiducia in me e mi ha impiegato con continuità come difensore centrale. Dopo alcune partite ha deciso, però, di ridisegnare l'assetto della difesa: a causa anche di un errore da me commesso, tra l'altro contro uno degli attaccanti più forti del mondo (un certo Francesco Totti, lo conoscete?), sono stato messo fuori dalla rosa dei titolari. Da settembre a gennaio ho totalizzato nove presenze, ma dal momento in cui la stampa ha iniziato letteralmente a “massacrarmi” con le sue critiche, nessuno ha preso veramente le mie difese. Che solitudine e che delusione, in quei momenti! Ma, ahimè, anche questo fa parte del calcio (e forse pure della vita).


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