sabato 30 settembre 2017

ATALANTA - JUVENTUS


27 aprile 1958 – Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo
ATALANTA–JUVENTUS 0-0
Atalanta: Galbiati; Angeleri e Roncoli; Janich, Gustavsson e Marchesi; Perani, Ronzon, Zavaglio, Conti e Longoni. Allenatore: Adamek.
Juventus: Mattrel; Corradi e Garzena; Emoli, Montico e Colombo; Stacchini, Boniperti, Charles, Sivori e Stivanello. Allenatore: Broćić.
Arbitro: Rigato di Mestre.

A Bergamo s'è giocata la partita del primato e della salvezza – scrive Felice Borel su “Il Campione” dell’aprile del 1958 – con la vittoria la Juventus si sarebbe consacrata matematicamente Campione d'Italia per la stagione 1957-58. Nessuno può mettere in dubbio la sua vittoria finale, ma mentre per la Juventus l'incontro di Bergamo appresentava solo un incontro polemico e d'orgoglio, dopo la sconfitta di Napoli, per i neroazzurri bergamaschi esso era di incommensurabile valore per la classifica e per il morale. Gli orobici possono essere soddisfatti del pareggio conseguito contro la capolista. Con l'entusiasmo e con la generosità hanno saputo contrapporsi a una maggiore classe. Questo pareggio può significare per le partite prossime una maggiore fiducia nei mezzi e nelle possibilità della squadra.

I difetti della Juventus, oggi, si notano di più: Le fatiche di questo lungo e aspro campionato hanno consumato le energie di quei giocatori bianconeri che, per portarsi al livello dei fuoriclasse della prima linea, sono stati costretti a produrre uno sforzo muscolare assai intenso: Montico, Colombo, Emoli, Garzena, Stacchini hanno perduto quella gagliardia fisica che consentiva loro di non sfigurare al confronto di Charles, di Boniperti, di Sivori. Oggi, tra la prima linea e i reparti arretrati, c'è un abisso. Questo fatto può spiegare in parte la sconfitta subita dalla Juventus sul prato del Napoli e il pareggio a cui l'hanno inchiodata a bergamaschi.
Il nostro notes, ci dice che i bergamaschi hanno avuto numerose occasioni da goal, mentre i bianconeri hanno infastidito ben di rado il tranquillo Galbiati. L'Atalanta ha avuto in suo favore una costante superiorità territoriale. I difensori bianconeri hanno dovuto ricorrere di frequente al metodo duro per fermare gli attaccanti atalantini che stavano per penetrare in area di rigore. La linea mediana dell'Atalanta è stata la grande, applaudita protagonista. Ma il giocatore che ci ha impressionato di più è stato il ventunenne Marchesi. Ne siamo certi: questo è il mediano laterale che la Nazionale italiana ricercava da anni; Marchesi è di statura superiore alla media, è un longilineo che ha la falcata sicura e armoniosa come aveva Liedholm quando era ancora giovane. È calmo, attento, abilissimo nei confronti diretti e sa trattare con disinvoltura il cuoio. L'Atalanta lo ha tenuto in quarantena per parecchio tempo, per far posto ai suoi veterani; oggi i tecnici della società hanno riconosciuto di aver commesso un grave errore, trascurandolo. Questo biondo giovanotto dal viso aperto, con il profilo tagliente, diverrà qualcuno. Dicevamo; se al posto del trio Emoli, Montico, Colombo, la Juventus avesse avuto i tre calciatori della seconda linea bergamasca, l'Atalanta sarebbe stata travolta.
Charles, Sivori e Boniperti hanno atteso invano di essere, se non serviti, almeno aiutati dalla loro retroguardia. I tre fuoriclasse hanno dovuto andarsi a cercare le palle, hanno dovuto sudare per poter fare qualcosa. Quando, nella ripresa, l'Atalanta ha accelerato le proprie manovre, tra la mediana juventina e l'attacco vi erano quaranta metri scoperti e Charles è retrocesso. Il gigante gallese si era immediatamente accorto che la frattura tra le due linee giovava immensamente ai bergamaschi, che erano gli assoluti padroni della metà campo, da dove partivano le azioni più pericolose in direzione della porta di Mattrel. Crediamo che, se il gallese non si fosse spostato, la porta della Juventus avrebbe finita per essere violata. Anche Boniperti si è affiancato a Charles e i due campioni, collaborando, hanno evitato il peggio ai loro colori. Le due ali Stivanello e Stacchini sono state rese inoffensive da Janich e da Roncoli. Stivanello ha effettuato un paio di cross insidiosi; Stacchini era in giornata nera e si è lasciato anticipare da Roncoli. Quanto abbiamo scritto ci porta a una conclusione e cioè che l’attacco dell'Atalanta non ha funzionato. I cinque uomini della prima linea hanno avuto la non comune possibilità di poter battere la Juventus. Si sono trovati di fronte a degli atleti fuori forma, lenti, disorganizzati e a un certo punto anche innervositi e intimoriti da quanto stava accadendo. Un pizzico di decisione e di precisione sarebbe stato sufficiente a dare il successo all’Atalanta.
Per una curiosa coincidenza il peggiore attaccante, Longoni, è stato il calciatore a cui sono capitate tra i piedi le palle migliori, le occasioni più sfruttabili e le ha sciupate tutte. Perani, un ragazzetto con la fronte alta un dito, è stato bloccato da Garzena e ha disperso il proprio lavoro in inutili giri. Mediocri dunque le ali e bravi i terzini juventini, specialmente Corradi, il quale, però, alle volte si distrae e non marca il diretto avversario. Ronzon e Conti nel primo tempo, hanno fatto la spola, nella ripresa erano sfiatati. Conti trattiene troppo la palla, Ronzon ha svirgolato alcuni tiri, mandando la sfera alta sopra la traversa. Il giovanissimo Zavaglio aveva di fronte l'uomo meno preparato della Juventus, Montico, che oggi non ha azzeccato un'entrata. Se Zavaglio avesse avuto il buon senso di ritardare la sua corsa, di attendere l’avversario, di essere meno precipitoso, avrebbe potuto far bellamente ballare il suo avversario. Zavaglio, invece, andava sempre a cacciarsi tra le gambe di Montico, pareva quasi lo rincorresse. Inoltre il ragazzo è indeciso e molte volte non ha tentato il tiro, sebbene fosse ottimamente piazzato. Zavaglio è giovanissimo, inesperto; può migliorare, però dovrà smetterla di complicare le azioni in area, di eseguire passaggetti quando ha di fronte un nugolo di avversari.
La cronaca di questo incontro si riduce a ben poco: ai molti tiri sbagliati dalla prima linea atalantina ad alcune belle parate di Mattrel, al goal annullato per fuorigioco alla Juventus (ha segnato Charles al 32’ della ripresa dopo una bella azione con Sivori, ma il guardalinee aveva già sbandierato. Secondo i sostenitori della Juventus, Charles non era in fuorigioco. Dal nostro angolo la prospettiva era falsata e perciò non possiamo che accettare la decisione del segnalinee). Infine Stacchini ha colpito un palo: Galbiati era certo che il traversone lasciato partire dall'ala destra della Juventus da trentacinque metri andasse fuori e non si è mosso. La palla ha battuto contro lo spigolo del palo ed è rimbalzata tra le braccia del portiere, che per caso era in buona posizione. È stata un'imprudenza che avrebbe potuto costar cara all'Atalanta. Poi, null'altro.

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