sabato 10 settembre 2016

JUVENTUS - SASSUOLO

15 dicembre 2013 - Juventus Stadium di Torino
JUVENTUS-SASSUOLO 4-0
Juventus: Buffon; Barzagli, Bonucci e Chiellini; Isla, Vidal (dal 75' Padoin), Pogba, Asamoah e Peluso (dal 56’ De Ceglie); Llorente e Tévez (dal 60’ Quagliarella). In panchina: Storari, Rubinho, Cáceres, Ogbonna, Giovinco, Motta, Lichtsteiner. Allenatore: Conte.
Sassuolo: Pegolo; Antei, Bianco e Marzorati; Gazzola, Marrone, Magnanelli (dal 61’ Chibsah), Kurtic (dal 51’ Zaza), Longhi e Missiroli; Floro Flores (dal 75' Masucci). In panchina: Pomini, Pucino, Alexe, Valeri, Laribi, Rossini, Schelotto, Farias, Zeigler. Allenatore: Di Francesco.
Arbitro: Bergonzi di Genova.
Marcatori Tévez al 15' al 45’ e al 68’, Peluso al 28'.


REPUBBLICA.IT
La Juve cancella nel migliore dei modi la due giorni da incubo di Istanbul travolgendo per 4-0 il Sassuolo. Una vittoria importante perché mette ulteriore pressione alla Roma, scivolata per ora a -6 in attesa della sfida di lunedì sera a San Siro con il Milan, e perché contribuisce a far tornare il morale in seno ad una squadra uscita, inevitabilmente, con il morale sotto i tacchi dalla Champions. Oltre ai tre punti, Conte si gode la solidità di una difesa giunta a 730’ di imbattibilità, la buona prova sugli esterni di Isla e Peluso e, soprattutto, l’interessante esperimento di Asamoah intermedio. Il ghanese con la sua corsa ha sempre fornito buone varianti di gioco a Pogba e Vidal con i suoi inserimenti. In quel ruolo potrà decisamente essere riproposto. Il Sassuolo, invece, torna a casa con le ossa rotte. Troppa la differenza tra le due squadre per reggere il confronto. L’impresa riuscita contro Napoli e Roma non è stata ripetuta. E non tanto perché è mancata la voglia di riproporsi, quando perché in effetti, la Juve ha dimostrato di essere di ben altro spessore. E questo fa capire anche che differenza c’è tra i bianconeri e le loro prime inseguitrici.
Conte ha dato quasi una prova di appello alla squadra battuta a Istanbul cambiando solo due pedine: Peluso al posto dello squalificato Marchisio, con Asamoah promosso interno di centrocampo, e Isla preferito a Lichtsteiner sull’out di destra. Di Francesco ha riposto cambiando modulo, nella speranza di contenere gli avversari. Niente 3-4-3 ma un ben più accorto 3-5-1-1, pronto all’occorrenza a trasformarsi in un 5-4-1 per mantenere una costante superiorità numerica nella zona nevralgica. Tutto vano, perché la Juve, sorpresa solo da un affondo di Longhi in avvio (sinistro di poco a lato su cross di Gazzola), ha dominato in lungo e largo la scena. E dopo essere stata fermata per tre volte in extremis dalla retroguardia neroverde, ha rotto gli argini: tutto merito di Llorente e Vidal che hanno confezionato un bel duetto in area con conseguente tiro del cileno respinto da Pegolo sui piedi di Tévez che da due passi ha insaccato.
Il Sassuolo non ha cambiato né modulo né atteggiamento tattico e la Juve, allora, ha insistito, raddoppiando al 28’: su una punizione-cross dalla destra di Vidal, Peluso ha anticipato di testa Antei e ha infilato il pallone sotto l’incrocio. La squadra di Di Francesco ha sbandato e, prima della fine del tempo, ha finito anche per regalare il 3-0: Marzorati ha sbagliato la misura del retropassaggio a Pegolo consentendo a Tévez di segnare a porta vuota.
Nella ripresa il Sassuolo ha provato per qualche minuto ad approfittare di un atteggiamento più lascivo dei bianconeri prendendo il possesso del centrocampo. Ma l’illusione è durata poco. Appena la Juve ha rialzato i ritmi ha raddoppiato (73’) con un’azione corale perfetta nata dai piedi di un ottimo Vidal che ha allargato a destra per Isla che ha servito a Tévez la palla per mettere a tacere anche le voci maligne di chi lo giudica un perdente in Europa visto che non segna nelle coppe da quattro anni. La gara in pratica è finita qui. Il Sassuolo ha tentato di segnare almeno il goal della bandiera con i subentrati Masucci e Zaza ma non ha trovato il modo di impensierire Buffon che, così, può godersi un’altra settimana da record prima di pensare a come fermare anche l’Atalanta di Denis.

«Abbiamo voltato pagina». Antonio Conte accoglie il successo sul Sassuolo come un tonificante colpo di spugna dopo la cocente eliminazione dalla Champions. «Un messaggio alle nostre dirette concorrenti? No, c’è poco da mandare messaggi. Resta il rammarico, la delusione da parte mia e da parte di tutti per l’eliminazione in Champions ma l’essere rimasti fuori ci deve dare più forza, più cattiveria, più rabbia agonistica per far bene nella altre competizioni. E poi non dimentichiamo che questi ragazzi stanno facendo cose straordinarie: quest’anno abbiamo vinto quattordici partite, ne abbiamo pareggiata una e perso una». Conte si è già messo al lavoro per il futuro: «Ci eravamo messi noi in quella situazione in Champions e di questo e faremo tesoro negli anni a venire perché non accada più. Guardate il Napoli. Ha fatto dodici punti con Arsenal, Borussia Dortmund e Marsiglia. Questo significa che c’è grande gap fra noi e il Napoli in Champions? Piuttosto dobbiamo essere noi ad avere un atteggiamento diverso». Il tecnico bianconero non pensa che i tre punti con il Sassuolo possano dare il via a una fuga: «È un campionato lungo e stancante, ci daranno in molte filo da torcere fino in fondo. Bisogna metterci grande intensità, grande voglia, grande organizzazione, e giocare ogni partita come se fosse l’ultima per vincerlo. Napoli, Roma, Inter, il Milan che si sta riprendendo, la Fiorentina, sono squadre attrezzate che possono fare molto bene, ma noi speriamo di fare meglio». Conte chiude spendendo due parole in particolare per Asamoah: «I movimenti da interno li conosceva a memoria e si è calato perfettamente nella parte, poteva fare goal ma, dove lo metti fa sempre bene» e Peluso: «Sta rispondendo molto bene ma deve smetterla di farsi ammonire, altrimenti sarà sempre costretto a sostituirlo».
Carlos Tévez, dal canto suo, si gode la bella serata: «Volevamo voltare pagina il prima possibile dopo Istanbul e ci siamo riusciti. Era una partita difficile, perché arrivava dopo l’eliminazione in Champions, ma abbiamo dimostrato di essere una squadra mentalmente forte e questa è la cosa più importante. Con la squadra abbiamo parlato dopo l’eliminazione e ci siamo detti che dobbiamo andare avanti. Non abbiamo disputato una buona Champions e l’abbiamo pagato. Ora dobbiamo continuare a crescere: la Juve è un grande club e daremo tutto in Coppa Italia, Europa League e campionato. Perché segno in campionato e non in Europa? Non lo so, io cerco sempre di giocare bene».

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