lunedì 6 giugno 2016

Jonathan BACHINI

Nasce a Livorno, il 5 giugno 1975. Esordisce nel 1994 in C1 con l’Alessandria, per arrivare in serie A con Udinese e Lecce, dove esordisce nel 1997; con la maglia bianconera friulana, Jonathan esplode definitivamente, segnalandosi come uno dei migliori esterni del campionato. Con le sue progressioni sulla fascia e i cross pennellati, consente a Bierhoff prima e ad Amoroso poi di segnare parecchi goal. Ma Bachini riesce, soprattutto, a conquistare la stima di Dino Zoff, che lo fa esordire in Nazionale il 10 ottobre del 1998, contro la Svizzera. Diventa inevitabile la promozione in una grande squadra e nell’estate del 1999 si trasferisce alla Juventus:  «Il primo giorno da juventino è bellissimo. Essere qui per me significa realizzare un sogno, quello di giocare in un grande club che punta a vincere tutto».
Lo avrebbe voluto anche Lippi all’Inter, ma lui sceglie la Juventus, che punta sulla linea verde per andare alla caccia di nuovi successi. E cosa sia la maglia bianconera glielo spiega proprio Franco Causio, che lo ha tenuto a battesimo a Udine: «Il Barone mi ha parlato in termini entusiastici della Juventus, mi ha spiegato che indossare questa maglia è una cosa assolutamente speciale. Per questo, non voglio deludere la sua fiducia e quella dei dirigenti che mi hanno voluto a Torino. Qui hanno sempre giocato grandi ali destre, io voglio proseguire la tradizione».
Bachini arriva a Torino per sostituire Angelo Di Livio, il Soldatino per anni instancabile lavoratore del centrocampo juventino, passato alla Fiorentina. Un compito non facile quello che attende Jonathan: «Io sono pronto a battagliare per conquistarmi il posto, so che qui sarà molto più dura che a Udine, so che dovrò sudare per conquistarmi un certo spazio, ma sono pronto a dar battaglia per meritarmi la fiducia di mister Ancelotti. Il mio obiettivo è diventare il Di Livio del Duemila, metterei la firma per vincere nella Juventus quanto ha fatto lui».
Bachini, invece, non convincerà mai appieno Ancelotti e, dopo solo due stagioni e solamente trentadue presenze, sarà ceduto al Brescia. Probabilmente, non aveva la forza mentale per giocare nella Juventus e naufragò, sbiadendo senza dare alcun segnale. Non si può neanche dire che la concorrenza a Torino fosse spietata; a sua discolpa bisogna notare che Ancelotti non ha mai amato il modulo 3-5-2, molto congeniale a Bachini e quindi, appena possibile, lo evitava. Purtroppo, Jonathan non aveva né le capacità difensive di un terzino né lo spunto dell’ala; era un giocatore curiosamente a metà e, non sapendosi riciclare come specialista, alla Juventus era completamente fuori luogo.
Dopo un’infelice esperienza al Parma, nel 2001 torna al Brescia, Il 22 settembre 2004, è trovato positivo ai metaboliti della cocaina e squalificato per nove mesi; la squalifica viene poi aumentata a un anno dalla CAF. Nell’estate 2005 è ingaggiato dal Siena ma, il 4 dicembre 2005, è trovato nuovamente positivo alla cocaina e il Siena rescinde il contratto. Il 30 marzo 2006 è squalificato a vita.

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