giovedì 1 gennaio 2026

Lilian THURAM


Lascia a soli nove anni l’isola di Guadalupa per trasferirsi, con la famiglia, a Parigi. La sua prima squadra è il Fontainebleau, dove viene notato dai dirigenti del Monaco. Debutta nella massima divisione francese il 24 maggio 1991; l’anno successivo inizia la scalata che lo porterà a diventare uno dei migliori difensori del mondo. Un problema alla vista lo costringe a giocare con le lenti a contatto; un piccolo handicap che comunque non condiziona assolutamente le sue prestazioni. Anzi, per sei anni, offre un rendimento sorprendente e il Monaco diventa una squadra rocciosa, difficile da battere. Nel 1996 arriva in Italia, destinazione Parma; La società della famiglia Tanzi è il fiore all’occhiello di un’Emilia che da troppo tempo vive sui ricordi del passato glorioso del Bologna. Con i gialloblu vince la Coppa Uefa, la Coppa Italia nel 1999 e la Supercoppa Italiana nel 2000, sfiorando più volte lo scudetto.

mercoledì 31 dicembre 2025

DANILO

 

Danilo Luiz da Silva nasce a Bicas (Brasile) il 15 luglio 1991. Cresciuto nelle giovanili dell’America Futebol Clube, Danilo esordisce con la squadra di Belo Horizonte nel 2009, per poi passare al Santos nella stagione successiva. A San Paolo gioca due anni, e poi si apre per lui l’esperienza europea. Fino al 2015 gioca in Portogallo, al Porto, dopodiché la sua carriera si sviluppa al Real Madrid e al Manchester City.

John CHARLES


Alla fine di un derby, il gigante buono John Charles mostrò, nello spogliatoio, la spalla nuda sulla quale erano rimasti in modo molto chiaro dei segni di denti, perché lo stopper avversario lo aveva morsicato, per fermarlo in qualche modo. A chi gli chiedeva come mai rideva della cosa, John fece rispondere da Sivori, il quale precisò che se mai il gallese si fosse arrabbiato e avesse messo in atto qualsiasi reazione, il dentuto sarebbe morto. Una volta finì contro un palo e rimbalzò inanimato, mentre il palo vibrava. Molti spettatori pensarono all’infortunio del calciatore, ma fu, invece, la tragedia del palo che prese a muoversi a ogni sollecitazione, perché l’urto gli aveva tolto la guaina stretta del terreno. Charles si rialzò quasi subito, scrollando la testa come a rimproverarsi.

martedì 30 dicembre 2025

Nicolò SAVONA

 

Un’emozione è per sempre – si legge su tuttosport.com del 20 agosto 2024 – e chissà com’è stata quella di Nicolò Savona, all’esordio assoluto con la prima squadra della Juve all’Allianz Stadium. Uno stadio che lui ha sognato sin da bambino con quella maglia tatuata addosso come una seconda pelle. Una favola di quelle che di solito senti soltanto nei racconti, ma con in tutte le belle storie c’è stato anche lieto fine, anzi un lieto inizio. Tra il primo e il secondo tempo Thiago Motta ha deciso di mandarlo in campo senza troppe remore dopo il problema occorso a Weah. La prima con i grandi, ma non nel suo stadio del cuore ci torneremo. Ma senza dubbio ha un sapore speciale, quasi unico. Via il fratino. Via l’emozione. E si gioca. Alla fine ne è uscita una prestazione più che positiva: «Si prende cura della fascia destra con dedizione e diligenza».

Antonio MONTICO


Il suo nome – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve del 13 dicembre 2019 – è noto ai tifosi juventini meno giovani e a quelli che amano scandagliare con grande solerzia la storia della società sabauda: quasi fosse una meteora. Eppure ha militato all’ombra della Mole per otto stagioni, inanellando 115 presenze e 27 reti e un palmarès di tutto rispetto (due scudetti e due Coppe Italia). Quando era al massimo del proprio fulgore agonistico, la Juventus navigava in acque procellose, quando perse smalto e finì sistematicamente fra i rincalzi la Signora riprese a dominare il nostro calcio.

lunedì 29 dicembre 2025

Samuel MBANGULA

 

«Cambiare aria mi ha fatto bene. Alla Juve, dopo un inizio travolgente, si era insinuata una certa paura di fallire. Ero passato da una situazione in cui non ci si aspettava nulla da me a un’altra in cui ci si aspettava tutto da me. È una fase che bisogna attraversare nella propria carriera. Oggi mi metto meno pressione perché ho capito che non serve a nulla».

Nestor COMBIN


La sua faccia da “indio” tristissima – scrive Lino Cascioli, su “Il calcio e il ciclismo illustrato” del 25 aprile 1965 – la sua pelle, i suoi capelli lisci, neri come la lava che da secoli s’è rappresa alle falde della catena andina. Quel suo fisico poderoso, che tradotto in termini concreti, col sostegno dello stile, gli avevano fruttato una non facile fama di goleador. Un giorno, in Francia, un giornale scrisse di lui: «È capace dei più brillanti exploits individuali. Fa pensare ad un puledro selvaggio lanciato in un rodeo, tanto è veemente la sua foga, la sua sete di spazio e di gol».

domenica 28 dicembre 2025

Randal KOLO MUANI

 

In Francia ha fondato una società immobiliare con i suoi fratelli Terence e Kevin – scrive Stefano Chioffi sul “Guerino Sportivo” del marzo 2025 – si chiama “RKM 98”: la sigla unisce le iniziali del suo nome e l’anno in cui è nato. Una holding di famiglia che compra, affitta, gestisce, ristruttura e vende appartamenti. Centravanti e imprenditore: la doppia vita di Randal Kolo Muani. Nel 2024 ha trasferito gli uffici da Rue Claude Nicolas Ledoux, la strada principale di Villepinte, periferia di Parigi, al numero 76 di via Théodore Blanc, a Bruges, comune bomboniera della Gironda, in provincia di Bordeaux. Pallone e case, ballon et maisons. Dagli ottantanove gol in carriera agli affari nell’edilizia: la sua piramide. Cinque trofei con il Paris Saint Germain e uno con il Nantes, che ha scoperto Randal nel Torcy e l’ha fatto crescere nel college di José-Arribas à La Chapelle-sur-Erdre, sulla route de la Jonelière. Due provini in Italia per la Cremonese (nel centro sportivo Arvedi, con il direttore sportivo Stefano Giammarioli) e il Vicenza Primavera di Daniele Fortunato. “Réaliser des rèves”, trasformare un’idea fa parte della sua storia. Non ha mai cercato una comfort zone.

Roberto BETTEGA


Un regalo di Natale, per Raimondo e Orsola. Il piccolo Roberto, secondogenito di casa Bettega, si presenta al mondo il 27 dicembre 1950. Nasce in una casa della periferia torinese, non troppo lontano dal cuore di una città austera e orgogliosa, complessa e taciturna. Appena fuori dal centro, dove nasce Robertino, si respira un’altra vita. C’è l’anima proletaria, c’è il mestiere che sporca le mani e purifica i sentimenti. Papà Raimondo fa il carrozziere, mamma Orsola la maestra. Né stenti né stravizi, la vita scorre tranquilla. Fino all’illuminazione. Che arriva secca, precisa, nel cuore e nella mente di un ragazzino di appena 7 anni. E nel cuore del tifo, in mezzo alla curva Filadelfia del Comunale di Torino, in un pomeriggio da derby. Di qua la Juve, di là il Toro. La scelta non ammette compromessi, ed essendo la scelta di un bambino è dannatamente seria.

sabato 27 dicembre 2025

PISA – JUVENTUS

 

4 dicembre 1988 – Stadio Arena Garibaldi di Pisa
PISA-JUVENTUS 1-4
Pisa: Nista; Cavallo, Lucarelli; Faccenda, Tonini, Fiorentini (dal 6’ Brandani); Bernazzani, Gazzaneo (dal 46’ Dolcetti), Incocciati, Been, Severeyns. In panchina: Grudina, Dianda, Piovanelli. Allenatore: Bolchi.
Juventus: Tacconi; Favero, Cabrini; Galia, Brio, Tricella; Marocchi, Rui Barros, Altobelli (dal 79’ Buso), Mauro, Laudrup (dal 79’ Magrin). A disposizione: Bodini, Bruno, Napoli. Allenatore: Zoff.
Arbitro: Pezzella di Frattamaggiore.
Marcatori: Rui Barros al 4’, Altobelli al 33’, Laudrup al 46’, Cabrini su rigore all’81’, Been su rigore all’85’.

venerdì 26 dicembre 2025

Mario VARGLIEN


La maglia della mia vita ha avuto due soli colori – raccontava – il bianco e il nero ed era a strisce. Adesso tutti quelli che non mi conoscono penseranno che io sono nato alla Juventus e alla Juventus sono morto, come calciatore, si intende. Allora mi accorgo che devo precisare. Non sono cresciuto alla Juventus, io sono di Fiume. I primi calci, lo sapete, si tirano senza importanza, sin da bambini. Se uno, però, è destinato a fare il calciatore di professione, ecco che prima o poi arrivano i suoi primi, calci ufficiali. Per me questi sono arrivati che avevo sedici o diciassette anni, non lo ricordo con assoluta esattezza, in ogni caso ero un pivello e giocavo per l’Olimpia e Gloria di Fiume e la mia maglia era appunto bianconera, come quella della Juventus. Così ora mi sono in parte già spiegato.

giovedì 25 dicembre 2025

Salvatore JACOLINO


Il testimone non è reticente e ha visto tutto – afferma Andrea Aloi sul “Guerin Sportivo” del 2-8 maggio 2001 – rivolgimenti nel calcio pensato con la Ternana-monstre di Corrado Viciani e tempeste perfette nel calcio giocato senza avere le spalle protette da un procuratore, saliscendi nel costume e nella società, campioni mai sommersi dalla polvere e faticatori da campo che solo la memoria può strappare dalle sabbie mobili del tempo. Salvatore Jacolino era un germoglio di bimbo quando suo padre Pasquale, nell’anno di fuga dalla miseria 1951, salì da Agrigento a Torino. Una moglie, otto figli equamente divisi fra maschi e femmine, un mestiere da fabbro. Era la primissima emigrazione del secondo dopoguerra, gli operai-massa da incasellare nella filiera della città- Fiat sarebbero saliti sui treni della speranza all’inizio degli armi Sessanta, col boom. «Papà è mancato tre mesi fa. Lavorava pesante, manteneva tutti ed è stata dura soprattutto per lui. Per il resto funzionò bene fin da subito, dipende da come uno la vive ‘sta cosa dell’emigrazione».

mercoledì 24 dicembre 2025

Marcelo SALAS


Nato a Temuco in Cile, debutta nella prima divisione cilena nel 1994, appena ventenne, con la maglia dell’Universidad de Chile. Il suo primo campionato è strepitoso: venticinque partite e ventisette goal. Nelle stagioni successive, però, deve fare i conti con una maturità calcistica che tarda ad arrivare e anche con la sfortuna: nel 1995 disputa ventisette partite e realizza diciassette reti, mentre nel 1996 gioca appena dieci gare andando a segno solamente cinque volte. «Come tutti i ragazzi sudamericani, vivevo di pane e calcio. Mia madre doveva venirmi a cercare per riportarmi a casa, altrimenti potevo rimanere attaccato al pallone per tutto il giorno. La mia prima squadra è stata quella del quartiere, il Santos. Dopo un po’ di tempo, ebbi la possibilità di entrare nella rosa del Deportivo Temuco. Così, mi trovavo a giocare il mercoledì e la domenica con due squadre diverse. Poi, sono passato all’Univesidad de Chile; ricordo ancora l’esordio: 13 aprile 1993. Ma la partita più bella è stato il derby contro il Colo Colo, vinta per 4-1 con tre mie reti».

martedì 23 dicembre 2025

Federico BALZARETTI


Dal Torino. Da Torino. Proprio alla vigilia dell’Olimpiade – scrive Fabio Ellena su “Hurrà Juventus” del marzo 2006 – l’evento più importante della storia recente della città sabauda. In una Juventus che sta marciando spedita, frantumando record a ripetizione, un’altra lacuna è stata cancellata. Dopo anni di assenza, la maglia bianconera è, infatti, nuovamente indossata da un torinese. O meglio, da un “Turineis”. Merito di Federico Balzaretti, approdato alla corte di “Madama” in estate, al termine del periodo forse più burrascoso della vita del Toro, proprio mentre la città (non solo la componente granata!) già si pregustava un derby a cinque stelle. E a cinque cerchi.

lunedì 22 dicembre 2025

Stephen APPIAH


Nasce ad Accra, in Ghana, il 24 dicembre 1980; sbarca, a soli diciassette anni, in Italia e nell’Udinese, Parma e Brescia da prova di grandi qualità atletica e di ottima visione di gioco. Un centrocampista tosto, con piedi buoni e capacità di contrastare come di inventare. Approda alla Juventus “lippiana” nel 2003, mettendosi in mostra, sin dalle prime amichevoli estive. Purtroppo per lui, la squadra fatica a riproporsi sui livelli delle due stagioni precedenti e anche Stephen, pur giocando parecchio, alterna momenti buoni ad altri incerti. Il bilancio stagionale è comunque di trenta partite e un goal, alla Sampdoria, nel congedo casalingo.

domenica 21 dicembre 2025

Gianpiero COMBI


Nato a Torino, il 20 dicembre 1902, milita esclusivamente nelle file della Juventus. Portiere di grande classe, Combi è una delle colonne della squadra che domina per tanti anni in Italia. Con i bianconeri vince cinque volte il Campionato d’Italia: nel 1926, nel 1931, nel 1932, nel 1933 e nel 1934, totalizzando 367 presenze. Forma con Rosetta e Caligaris il più famoso terzetto di difesa che sia mai esistito. Di media statura per quell’epoca (171 centimetri), muscolato in modo meraviglioso, ha una struttura fisica robustissima. È detto Fusetta, che in dialetto piemontese significa lampo, petardo.

sabato 20 dicembre 2025

JUVENTUS - ROMA


7 novembre 1971 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS–ROMA 2-1
JUVENTUS: Carmignani; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller, Causio, Anastasi, Capello e Bettega (Savoldi dall’86’). Secondo portiere: Piloni. Allenatore: Vycpalek.
ROMA: Ginulfi; Scaratti e Petrelli (Liguori dal 77’); Salvori, Bet e Santarini; La Rosa, Amarildo, Zigoni, Cordova e Pellegrini. Secondo portiere: De Min. Allenatore: Helenio Herrera.
ARBITRO: Lo Bello di Siracusa.
MARCATORI: Amarildo al 27’, Capello al 71’ e al 75’.