giovedì 9 aprile 2026

Jorge ANDRADE


Nasce a Lisbona, il 9 aprile 1978 e inizia la carriera nelle file dell’Estrela Amadora. Nella stagione 1999-2000 è notato dal Porto, che lo acquisisce nell’estate seguente. Giocando come centrale di difesa nei Dragoni matura le sue doti di forza, equilibrio, passo e distribuzione di palla, tanto da esordire con la nazionale nel novembre 2001. Dopo la sfortunata avventura al Mondiale del 2002, è acquistato dal Deportivo la Coruña e, durante la permanenza in Spagna, subisce il primo grave infortunio al ginocchio sinistro: il 5 marzo 2006 si procura la rottura del tendine rotuleo nella gara contro il Barcellona che lo tiene lontano dai campi per nove mesi. Nonostante questo, è corteggiato in varie occasioni da numerosi club, tra cui Chelsea, Liverpool, Manchester United, Barcellona e Valencia. Alla fine a spuntarla è la Juventus, che lo acquista a titolo definitivo nel luglio del 2007, pagandolo dieci milioni di euro.

mercoledì 8 aprile 2026

Humberto ROSA



GIANNI GIACONE, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL GENNAIO 1973
Il 1961 è per la Juve anno chiave, determinante nel bene come nel male. È’ l’anno dello scudetto numero dodici, strappato in un finale entusiasmante all’Inter di Herrera; ma è anche, ahinoi, l’anno che chiude un ciclo di successi quinquennali, un’era di juventinismo. E di «Bonipertismo», soprattutto. Capitan «Boni» lascia la squadra nel momento del trionfo, alla maniera dei grandi del passato (basta ricordare Combi), e una certa Juve finisce con lui. È la Juve grandissima e invidiatissima degli anni Cinquanta, sempre protagonista e spesso scudettata, ora grazie alle prodezze degli Hansen e di Praest, ora con i «tunnel» di Sivori e le capocciate di Charles il gallese. Di queste due realtà bianconere Boniperti è ideale tratto di unione, oltreché denominatore comune. Qualcuno si illude che la mancanza di Boniperti significhi qualcosa soltanto sul piano psicologico; ma i fatti, incontestabilmente, dicono il contrario.

martedì 7 aprile 2026

Pietro ANASTASI


Dissero subito: «Come calciatore è un paradosso». Avevano ragione: la lacuna più evidente finiva per essere la sua arma segreta; risolveva i problemi creati dal palleggio incerto con uno scatto e una velocità impressionante. Lo stop appariva sempre o quasi, approssimativo, ma lui riusciva a raggiungere la palla prima degli avversari. È stato un centravanti importante sia per la Juventus, che per la Nazionale e, a lungo, ha rappresentato un modello per i giovani del più profondo Sud alla ricerca di quell’affermazione sportiva che, ogni tanto, diventa vero riscatto sociale.

lunedì 6 aprile 2026

JUVENTUS - GENOA


2 dicembre 1923 – Campo di Corso Marsiglia
JUVENTUS-GENOA 2-1
Juventus: Combi; Gianfardoni, Bruna; Albera, Monticone, Barale; Grabbi, Munerati, Rosetta, Pastore, Audisio. Allenatore: Karoly.
Genoa: De Prà; Bellini, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino. Allenatore: Garbutt.
Arbitro: Panzeri di Milano.
Marcatori: Grabbi al 15’, Rosetta al 55’, De Vecchi all’85’.

domenica 5 aprile 2026

Felice Placido BOREL


È stato sicuramente uno dei più grandi attaccanti del calcio nazionale, probabilmente il più forte centravanti della Juventus di tutti i tempi. Felice, figlio di Ernesto Borel, un pioniere del calcio juventino, pertanto figlio d’arte, esordì, appena sedicenne, con la maglia granata del Torino, nella formazione dei Balon-boys. I molti osservatori della società granata, sparpagliati per i campi della periferia e negli oratori dei salesiani, avevano sentito certamente parlare di questo autentico talento calcistico. Ma fu un austriaco, Karl Sturmer, responsabile tecnico del Torino nella stagione 1929-30, a completare la formazione calcistica di Felice Borel.

sabato 4 aprile 2026

EMERSON


Soprannominato il Puma per i suoi movimenti felini nel catturare la palla a centrocampo e nell’impostare rapidamente il gioco, nell’estate del 2004 segue Capello alla Juventus, dopo una lunga ed estenuante trattativa con la Roma. «Stavo male e avevo problemi di depressione. Ero in Brasile ad aspettare, mi turbava il fatto di rovinare il bel rapporto che avevo con l’ambiente giallorosso. Erano sei mesi che non ricevevo stipendio e c’erano altre cose che mi avevano promesso e non mi erano state date. E va bene, avevo accettato, conscio della situazione. Però poi arriva un’offerta importante e il presidente ti dice di no… Non fossi andato alla Juve la gente non avrebbe capito comunque: è successo lo stesso a Samuel e Cafu. E in ogni caso non avevo mica scelto la Lazio! Io non tradii. Per quattro anni ho fatto il mio lavoro e l’ho fatto bene. Il traditore è chi guadagna bene, non fa nulla per la squadra e poi se ne va». È la risposta del Puma ai tifosi romanisti che lo tacciano di tradimento.

venerdì 3 aprile 2026

Piero PASTORE


DANTE PEPI, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL LUGLIO 1973
Tra i molti giocatori che attraverso i tempi hanno indossato la gloriosa maglia bianconera della Juventus, è doveroso ricordare in particolar modo anche Pietro Pastore, centravanti di fama nazionale, pura razza patavina, e al tempo stesso Play-boy del mondo cinematografico italiano dei tempi passati. Appunto per chi non lo sapesse Pastore, oltre al calcio, coltivava l’hobby di fare del cinema essendo in possesso di tutte quelle doti caratteristiche necessarie per arrivare molto in alto. Per cui se egli si fosse dedicato effettivamente per intero alla macchina da presa e ai teatri di posa della vecchia Cines, o di altre case cinematografiche, sarebbe riuscito sicuramente.

giovedì 2 aprile 2026

Miralem PJANIC

 


«Respira Mire, questo è il ritornello che mi ripeto nella mente, nei momenti decisivi di una partita. Ed è quello che continuo a ripetermi ora, mentre provo a scrivere quello che sto provando in questo momento. Sono arrivato quattro anni fa per provare a vincere tutto. Perché anche quando non ci riesci, questo è ciò che deve provare a fare sempre un calciatore della Juventus. Sono stati quattro anni intensi, vissuti al fianco di grandi professionisti ma soprattutto di amici veri, con i quali ho condiviso vittorie e record, ma anche amare sconfitte ad un passo dal traguardo. Sono stati anni in cui sono maturato come uomo e come padre. Questa è la città dove Edin è cresciuto, diventando il primo tifoso di questa squadra, e dove con la mia famiglia abbiamo costruito i più bei ricordi della nostra vita. Penso che non si dica mai a sufficienza grazie, e quindi: Grazie alla Famiglia Agnelli. Grazie a tutti i compagni che hanno condiviso con me questo percorso. Grazie a tutti i dipendenti e i membri dello staff, che mi hanno aiutato a crescere. Grazie ai tifosi che ogni giorno mi hanno fatto sentire speciale. Perché se c’è una cosa che ho imparato, è che non esiste un tempo minimo per innamorarsi. Alla fine è molto semplice: indossa questa maglia come una seconda pelle, dai sempre tutto e, non sbaglierai mai. Ora però abbiamo poco tempo da perdere e molto da andare a vincere fino al termine della stagione. E quindi respira Mire, perché quello che oggi ti sembra così triste, da domani sarà uno splendido ricordo che porterai nel cuore per tutta la vita».

mercoledì 1 aprile 2026

Luigi CAPUZZO


Estate 1977: la Vecchia Signora ha appena vinto scudetto e Coppa Uefa e si appresta a disputare la fase finale della Coppa Italia. Il Trap dà spazio alle riserve e a qualche giovane virgulto della Primavera. Fra questi, c’è anche Luigi Capuzzo che ha, in questo modo, l’occasione per vestire la maglia bianconera. Tre saranno le presenze, contro l’Inter (andata e ritorno) e Lecce. Terminata la competizione, sarà ceduto al Cagliari.

martedì 31 marzo 2026

Luigi CEVENINI


«La Juventus ingaggia Zizì – scrive Caminiti – il terzo di questi fratellastri sempre affamati e sempre affumati (il fumatore più incallito è lui, va anche in campo con la sigaretta infilata dappertutto) per sentirsi più forte, le ambizioni con l’avvento della famiglia Agnelli sono naturalmente cresciute. Zizì arriva con Barisone, Galluzzi e Mario Varglien; si va a tentoni, il falso conte (Mazzonis non ha le velleità di mostrarsi di sangue blu) cerca di affidare a Carlo Carcano alessandrino giocatori validi.

lunedì 30 marzo 2026

Luca MARRONE


Strana storia quella di Luca Marrone, talentuoso centrocampista cresciuto nel vivaio juventino: sballottato dai vari allenatori dal ruolo di centrocampista a quello di difensore centrale e bersagliato dagli infortuni, il ragazzo torinese (è nato, infatti, nella capitale sabauda il 28 marzo 1990) non è mai riuscito a sfondare come le doti avute in regalo da Madre Natura gli avrebbero permesso. Comincia giocare a calcio dall’età di cinque anni nel Lascaris per poi passare al settore giovanile della Juventus. Fa tutta la trafila, iniziando dai Pulcini fino alla Primavera.

domenica 29 marzo 2026

Bruno MORA


Arrivò nella Juve che aveva Sivori – racconta Vladimiro Caminiti – e non voleva avere altro. Sivori rese difficile la vita anche a questo talento della scorribanda e del gol estroso, volendo servizi a puntino sul piede matricolato. Bruno lo mando spesso a quel paese e perciò la Juve lo tenne due campionati e poi lo scambiò utilmente con il Milan. Ala di un tempo quasi antico, magro spiritato e con gambette nerborute, aveva ogni qualità, scatto da fermo, furbizia a tonnellate, una qual certa potenza di tiro.

sabato 28 marzo 2026

Helge BRONEE


Nato a Nöebölle, in Danimarca, il 28 marzo 1922, arrivò alla Juventus nel 1954, proveniente dalla Roma, oramai trentaduenne; centravanti di tipo particolare, quasi di scuola danubiana, non privilegiò mai la forza rispetto alla tecnica. I suoi piedi erano quelli di un fine dicitore di gioco, i suoi goal furono raramente espressioni di potenza. Quello che Bronée cercava era innanzitutto la bellezza del gesto atletico, la coordinazione nei movimenti, mai disgiunta dalla raffinatezza nel tocco. Un giocatore di classe suprema, un precursore del collettivo, tatticamente indisciplinato, ma è un grandissimo talento naturale.

venerdì 27 marzo 2026

Michele PARAMATTI


FEDERICO FERRUA, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL GIUGNO 2000
Un jolly difensivo col vizio del gol, soprattutto quando incontra l’Inter. Questo è Michele Paramatti, il primo acquisto della Juve edizione 2000-01. A volte i sogni si avverano nel calcio. Sì, perché Paramatti, gran tifoso bianconero fin da piccolo, a 32 anni ha coronato il desiderio di venire a giocare nella squadra del cuore. Eppure radio mercato lo dava a un passo dalla Lazio… «È vero, la trattativa per portarmi a Roma era in fase molto avanzata – ci ha confessato lo stesso Paramatti – ma il mio procuratore (Bonetto, ndr) a un certo punto mi ha prospettato anche la possibilità di venire a Torino, visto che c’era stata un`intesa di massima tra Bologna e Juve. E il cuore, la fede mi hanno fatto dire subito di sì».

giovedì 26 marzo 2026

Giuseppe ZANIBONI


Nasce a Stagno Lombardo, in provincia di Cremona, il 13 marzo 1949; libero o stopper a seconda delle esigenze tattiche, Zaniboni si distingue per la tendenza a marcare l’avversario, privilegiando l’anticipo sulla palla al controllo arcigno e prettamente fisico. È uno stopper di quelli gentili, che non tira calcioni: «Sono nato come libero, ma alla fine ho sempre fatto il marcatore. Ero uno che prendeva gomitate più che dare calci».

mercoledì 25 marzo 2026

Bruno MAZZIA


Vero e proprio “jolly” di centrocampo, Bruno Mazzia da Vigliano Biellese, affronta le sue due avventure bianconere con il ruolo di prima riserva, vale a dire (in tempi durante i quali non erano consentite le sostituzioni) il calciatore valido per tutte le occasioni e per ricoprire tutti i ruoli. Così, piano piano, il buon Bruno mette insieme settantasei partite e sei gol. La sua annata migliore è senza ombra di dubbio, la 1961-62: ventisette presenze, due goal e, soprattutto, titolare nella triplice sfida contro il grandissimo Real Madrid di Puskas, Di Stefano, Gento, Santamaria e Del Sol, terminata in modo nefasto nella “bella” di Parigi.

martedì 24 marzo 2026

Ezio SCLAVI


DANTE PEPI, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL MAGGIO 1972
Un portiere che gioca stopper. Amici lettori, non spaventatevi di questo titolo piuttosto anacronistico poiché sono pochi coloro che ancora ricordano il povero Ezio Sclavi, ex portiere laziale degli anni trenta e per una stagione, quella del 1925-26 alla Juventus quale riserva di Gian Piero Combi. Sclavi era dotato di una classe eccezionale per cui era considerato un portiere formidabile, specialmente nelle palle alte, e spesso, anche in quelle a terra, era da considerarsi imbattibile. Però nonostante che fornisse in continuazione prove su prove degne dei migliori guardiani dell’epoca, alla nazionale ci arrivò solamente tre volte e sempre in sostituzione di Combi che allora nel suo ruolo non aveva rivali.