lunedì 20 luglio 2026

Rodrigo BENTANCUR

 

Il giovane centrocampista della Juventus uruguaiano – scrive Tommaso Giagni sul sito ultimouomo.com l’8 marzo 2019 – sembra destinato a grandi cose. Se il talento è luminoso, nella scintillante Juventus di questa stagione c’è un autentico “oggetto stellare giovane”, come l’astronomia definisce le stelle in via di formazione. A ventuno anni è il più giovane titolare del suo club e della nazionale uruguayana. Arrivato in Italia nell’operazione che ha riportato Tevez al Boca, Rodrigo Bentancur si sta dimostrando un centrocampista sempre più prezioso, un profilo di assoluta modernità per completezza tecnica e fisica. Un ragazzo maturo, che già prima di raggiungere l’Europa aveva capito quanto fosse meglio tenere la testa all’asciutto dalla critiche, non badare ai rumori di fondo («Criticano Messi, come potrebbero non criticare me?»).

domenica 19 luglio 2026

Jonathan ZEBINA


La pattuglia di “golfisti”, capitanata da Del Piero e Tacchinardi – scrive Enrica Tarchi su “Hurrà Juventus” del luglio 2004 – avrà presto un nuovo adepto. E se è vero che questo sport è un buon esercizio di concentrazione, Jonathan Zebina, ci confida che anche la nuova città gli pare perfetta per i suoi gusti: «Mi ha fatto una bellissima impressione; Torino è soleggiata, verde, tranquilla, a misura, d’uomo, insomma. Ideale per le persone come me, che amano la serenità, a cui piace uscire di casa senza avere gli occhi puntati addosso».

sabato 18 luglio 2026

Norberto Murara NETO


Norberto Neto e la Juventus si salutano – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve, il 7 luglio 2017 – il portiere brasiliano è stato ingaggiato dal Valencia per sei milioni di euro più bonus. Il club spagnolo ha blindato l’oramai ex juventino con una clausola da 80 milioni di euro, mostrando grande convinzione nell’operazione. Il biennio trascorso sotto la Mole dall’estremo difensore mineiro può considerarsi positivo.

venerdì 17 luglio 2026

Umberto MALVANO


Nato a Moncalieri il 17 luglio 1884 – ricorda Renato Tavella – figlio di Alessandro, assessore della città di Torino, spicca trai ginnasiali del D’Azeglio come uno dei promotori più accalorati all’idea Juventus. Nel gioco si distingue come abile avanti e milita da titolare fino al 1904. Partito per il servizio militare, non partecipa alla vittoria del primo campionato. Invitato in quel periodo a giocare nel Milan, con i rossoneri vince il titolo 1906. Tornato a casa, ritorna a vestire la maglia bianconera fino allo scoppio della Grande Guerra. Negli anni Venti viene nominato tra i vicepresidenti della Federazione Gioco Calcio.

giovedì 16 luglio 2026

Alberto AQUILANI


«Sarà un anno decisivo». Alberto Aquilani ha il dono della sintesi – scrive Giulio Sala su “Hurrà Juventus” del settembre 2010 – e con quattro semplici parole spiega nel modo migliore quanto sia importante la nuova stagione. Per la Juventus, certo, chiamata a tornare tale, ma anche per se stesso. Perché Alberto, in bianconero, ha l’occasione di ricordare a tutti quanto sia preziosa la sua classe e quanto sia folle per il calcio italiano lasciare che giocatori del suo calibro emigrino. La scorsa estate, in effetti, il suo passaggio dalla Roma al Liverpool era suonato quasi come una resa del nostro movimento di fronte allo strapotere delle sterline inglesi. Ora, il suo ritorno nel Bel Paese ha il sapore del riscatto.

mercoledì 15 luglio 2026

Marco DI VAIO


Attaccante molto veloce, ficcante e dotato di un tiro molto potente e preciso, viene acquistato dalla Juventus, nell’ultimo giorno del calciomercato edizione 2002. Proviene dal Parma, proprio pochi giorni dopo aver giocato e segnato alla Vecchia Signora nella finale della Supercoppa Italiana: «Eravamo a Tripoli. Nel primo tempo meglio loro e 1-0 di Del Piero, poi siamo usciti noi ed io ho fatto un gran secondo tempo, ma ancora Del Piero ha fatto 2-1. Si diceva che dovessi andare all’Inter, dopo che Ronaldo era stato ceduto al Real, ero convinto, invece mi chiamò il mio agente Alessandro Moggi e mi disse che mi aveva preso la Juve».

martedì 14 luglio 2026

Giorgio MASTROPASQUA


Ventidue anni e tre stagioni di onorato servizio in terra umbra – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del novembre 1973 – questo il curriculum che Giorgio Mastropasqua può vantare, al suo ritorno in casa bianconera. Un ritorno per nulla sommesso, se vero è che il suo nome più volte ricorse nelle cronache del precampionato juventino, e segnatamente dei giorni duri dei primi allenamenti a Villar Perosa.

lunedì 13 luglio 2026

Giorgio STIVANELLO


Giorgio Stivanello – scrive Angelo Caroli su “Hurrà Juventus” del febbraio 2001 – è una delle pedine su cui il dottor Umberto Agnelli tenta di ricostruire la Juve ingrigita nell’epoca dei “Puppanti”. I giovani sono volenterosi e pieni di speranze, ma non sono smaliziati e non possono puntare in alto. Nell’estate del 1956 il dottore preleva dal Padova un’ala sinistra veloce e puntigliosa. Ha la pelle talmente scura che se indossa un caffettano lo si scambia per un tunisino che porta a spasso un branco di dromedari. Anche i capelli sono neri e perfino gli occhi, che fissano come setter smaniosi.

domenica 12 luglio 2026

Christian VIERI


«Un giorno Moggi mi chiama a rapporto: entro nel suo ufficio e trovo il mio procuratore e Bettega. Il Direttore, con i suoi modi tranquilli e gli occhi semichiusi, dice che è pronto ad aumentarmi l’ingaggio, ma che non può andare oltre i due miliardi di lire a stagione. L’Atletico Madrid offre tre miliardi e mezzo. “Si va in Spagna”, dico. E la riunione finisce all’istante. Lo ammetto, decisi guardando solo il portafogli. Potendo tornare indietro, sarei rimasto».

sabato 11 luglio 2026

Luigi FORLANO



«Bomber ante litteram – ricorda Renato Tavella – si esibisce nella primissima squadra che si cimenta al Valentino. Forte e irruente come un toro, è insostituibile avanti della squadra vincitrice il primo scudetto 1905. Irresistibile quando è in giornata. Generoso sempre. Nel corso della Grande Guerra parte all’assalto alla testa dei suoi bersaglieri e di lui non si sa più nulla».

venerdì 10 luglio 2026

Paolo DI CANIO


Tutto cominciò con un polsino – scrive Francesca Sanipoli sul “Guerin Sportivo” del 18 luglio 1990 –. Fu dopo una partita col Cesena che Paolo Di Canio se lo strappò e lo lanciò in aria con rabbia: «Era soltanto un gesto di disappunto, non c’era polemica, non era indirizzato verso nessuno» ricorda «ma fu sufficiente per nascere un caso. Nel giro di poche ore si parlò di rimandarmi a giocare nella Primavera della Lazio, di farmi una multa di dieci milioni... È stato allora che ho capito che era venuto il momento di cambiare aria».

giovedì 9 luglio 2026

Gianluca VIALLI


La villa dei Vialli, a Cremona, tutti chiamano ancora Castello. Perché sono ricchi, i Vialli. Vecchia storia: «Quello è il figlio di un miliardario», dicevano. Allora, Gianluca si infastidiva e la madre Maria Teresa smentiva: «Borghesi, ecco che cosa siamo. Diciamo che stiamo bene, non ci lamentiamo di certo. Mio marito lavora ed ha 5 figli grandi: come potrebbe essere ricco? Gianluca ha un modo di fare elegante che non dipende dai soldi, ma dalla tradizione di una famiglia della quale fanno parte ingegneri, professionisti ed anche un rettore universitario».

mercoledì 8 luglio 2026

Christian ABBIATI


Ha la miglior media di goal subiti tra tutti i portieri – scrive Mario Bruno su “Hurrà Juventus” del marzo 2006 – di Serie A (nello specifico, sette reti incassate nell’arco di sedici partite, media 0,437). Christian Abbiati, il portiere che il Milan ha prestato con gesto “caspita, complimenti” alla Juventus a causa del maxi guaio nato dallo scontro tra Kaká e Buffon, storia del Trofeo Berlusconi di fine agosto 2005. Super Gigi se ne uscì con la spalla lussata, da operare ad ogni costo, con una prognosi per il recupero di un centinaio di giorni e con tutte le pacchetto-complicazioni del caso (perché un portiere lo si ritrova non soltanto quando è OK dal punto di vista fisico ma anche e soprattutto quando sente di nuovo dentro di sé il ruggito del leone.

martedì 7 luglio 2026

Giuseppe CORRADI


Nato a Modena, il 7 luglio 1932, sarebbe, oggi un terzino destro fluidificante di primo ordine; più elegante che grintoso, dotato di ottima tecnica individuale, era più valido in fase di disimpegno e nella costruzione delle azioni di rilancio che nel rompere le insidie avversarie, che prevedevano, a quei tempi, di mandare il pallone in tribuna. Arrivò alla Juventus giovanissimo, avendo subito l’onore di fregiarsi di uno scudetto, vinto al termine del campionato 1950-51, quando giocò alcune gare al posto del titolare Bertuccelli.

lunedì 6 luglio 2026

Giancarlo MAROCCHI


Da Imola, classe 1965 è un centrocampista di talento sbocciato, giovanissimo, nel Bologna di Maifredi: «Maifredi è un tipo particolare, con il quale ho ottenuto successi strepitosi a Bologna. A Torino, non è stato così abile da ripetere le stesse imprese. Difficile stabilirne i motivi, lui non ha saputo reagire, noi non abbiamo saputo aiutarlo». Venne acquistato dal Bologna all’età di quindici anni, per due milioni di lire; fece la normale trafila, fino al fugace esordio in Serie B, seguito dalla retrocessione in Serie C. Ha vissuto il crollo dei rossoblu, ma anche la rinascita, partecipando a quest’ultima da protagonista.

domenica 5 luglio 2026

Giuseppe FURINO


Palermo e Torino, Torino e Palermo. Questa, salvo una breve parentesi a Savona, è la storia calcistica di Beppe Furino. Nasce, nel capoluogo siciliano, il 5 luglio del 1946: «Mio padre, maresciallo di finanza, era stato trasferito da Palermo ad Avellino quando avevo appena sei mesi, nella città irpina ho vissuto fino a tre anni. Poi la minacciosa diffusione di un’epidemia indusse mia madre, che era nata a Ustica e apparteneva a una famiglia fortemente radicata sull’isola, a mandarmi per qualche tempo dai suoi genitori. Nonno Peppino era stato sindaco di Ustica negli anni cinquanta e, con nonna Silvia, gestiva uno di quei negozi in cui si vende di tutto e che rappresentano il punto di riferimento dell’intera comunità. Zio Domenico invece, genio e sregolatezza della famiglia, faceva il medico fra Palermo e Ustica. La famiglia di mio nonno era molto amata dalla gente anche perché, durante la guerra, non aveva lesinato aiuti a chi si trovava in difficoltà. L’ambiente per me, oltre che sano, era affettivamente ideale anche fuori dall’ambito familiare. E così, prima che l’italiano o il napoletano, ho imparato il dialetto siciliano, che ancora oggi esercita su di me un fascino straordinario. Dopo appena un anno sono tornato ad Avellino. A otto anni mi sono trasferito a Napoli e a quindici definitivamente a Torino».

sabato 4 luglio 2026

Giampiero BONIPERTI


«Ho avuto tante offerte. Inter, Milan, Roma, il Grande Torino. Era stato Valentino Mazzola a fare il mio nome a Ferruccio Novo. Il presidente mi ricevette nel suo ufficio: “Commendatore” – gli dissi – sono della Juve, non posso”».