giovedì 9 aprile 2026
Jorge ANDRADE
mercoledì 8 aprile 2026
Humberto ROSA
GIANNI GIACONE, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL GENNAIO 1973
Il 1961 è per la Juve anno chiave, determinante nel bene come nel male. È’ l’anno dello scudetto numero dodici, strappato in un finale entusiasmante all’Inter di Herrera; ma è anche, ahinoi, l’anno che chiude un ciclo di successi quinquennali, un’era di juventinismo. E di «Bonipertismo», soprattutto. Capitan «Boni» lascia la squadra nel momento del trionfo, alla maniera dei grandi del passato (basta ricordare Combi), e una certa Juve finisce con lui. È la Juve grandissima e invidiatissima degli anni Cinquanta, sempre protagonista e spesso scudettata, ora grazie alle prodezze degli Hansen e di Praest, ora con i «tunnel» di Sivori e le capocciate di Charles il gallese. Di queste due realtà bianconere Boniperti è ideale tratto di unione, oltreché denominatore comune. Qualcuno si illude che la mancanza di Boniperti significhi qualcosa soltanto sul piano psicologico; ma i fatti, incontestabilmente, dicono il contrario.
martedì 7 aprile 2026
Pietro ANASTASI
lunedì 6 aprile 2026
JUVENTUS - GENOA
2 dicembre 1923 – Campo di Corso Marsiglia
JUVENTUS-GENOA 2-1
Juventus: Combi; Gianfardoni, Bruna; Albera, Monticone, Barale; Grabbi, Munerati, Rosetta, Pastore, Audisio. Allenatore: Karoly.
Genoa: De Prà; Bellini, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Sardi, Catto, Santamaria, Bergamino. Allenatore: Garbutt.
Arbitro: Panzeri di Milano.
Marcatori: Grabbi al 15’, Rosetta al 55’, De Vecchi all’85’.
domenica 5 aprile 2026
Felice Placido BOREL
sabato 4 aprile 2026
EMERSON
Soprannominato il Puma per i suoi movimenti felini nel catturare la palla a centrocampo e nell’impostare rapidamente il gioco, nell’estate del 2004 segue Capello alla Juventus, dopo una lunga ed estenuante trattativa con la Roma. «Stavo male e avevo problemi di depressione. Ero in Brasile ad aspettare, mi turbava il fatto di rovinare il bel rapporto che avevo con l’ambiente giallorosso. Erano sei mesi che non ricevevo stipendio e c’erano altre cose che mi avevano promesso e non mi erano state date. E va bene, avevo accettato, conscio della situazione. Però poi arriva un’offerta importante e il presidente ti dice di no… Non fossi andato alla Juve la gente non avrebbe capito comunque: è successo lo stesso a Samuel e Cafu. E in ogni caso non avevo mica scelto la Lazio! Io non tradii. Per quattro anni ho fatto il mio lavoro e l’ho fatto bene. Il traditore è chi guadagna bene, non fa nulla per la squadra e poi se ne va». È la risposta del Puma ai tifosi romanisti che lo tacciano di tradimento.
venerdì 3 aprile 2026
Piero PASTORE
Tra i molti giocatori che attraverso i tempi hanno indossato la gloriosa maglia bianconera della Juventus, è doveroso ricordare in particolar modo anche Pietro Pastore, centravanti di fama nazionale, pura razza patavina, e al tempo stesso Play-boy del mondo cinematografico italiano dei tempi passati. Appunto per chi non lo sapesse Pastore, oltre al calcio, coltivava l’hobby di fare del cinema essendo in possesso di tutte quelle doti caratteristiche necessarie per arrivare molto in alto. Per cui se egli si fosse dedicato effettivamente per intero alla macchina da presa e ai teatri di posa della vecchia Cines, o di altre case cinematografiche, sarebbe riuscito sicuramente.
giovedì 2 aprile 2026
Miralem PJANIC
«Respira Mire, questo è il ritornello che mi ripeto nella mente, nei momenti decisivi di una partita. Ed è quello che continuo a ripetermi ora, mentre provo a scrivere quello che sto provando in questo momento. Sono arrivato quattro anni fa per provare a vincere tutto. Perché anche quando non ci riesci, questo è ciò che deve provare a fare sempre un calciatore della Juventus. Sono stati quattro anni intensi, vissuti al fianco di grandi professionisti ma soprattutto di amici veri, con i quali ho condiviso vittorie e record, ma anche amare sconfitte ad un passo dal traguardo. Sono stati anni in cui sono maturato come uomo e come padre. Questa è la città dove Edin è cresciuto, diventando il primo tifoso di questa squadra, e dove con la mia famiglia abbiamo costruito i più bei ricordi della nostra vita. Penso che non si dica mai a sufficienza grazie, e quindi: Grazie alla Famiglia Agnelli. Grazie a tutti i compagni che hanno condiviso con me questo percorso. Grazie a tutti i dipendenti e i membri dello staff, che mi hanno aiutato a crescere. Grazie ai tifosi che ogni giorno mi hanno fatto sentire speciale. Perché se c’è una cosa che ho imparato, è che non esiste un tempo minimo per innamorarsi. Alla fine è molto semplice: indossa questa maglia come una seconda pelle, dai sempre tutto e, non sbaglierai mai. Ora però abbiamo poco tempo da perdere e molto da andare a vincere fino al termine della stagione. E quindi respira Mire, perché quello che oggi ti sembra così triste, da domani sarà uno splendido ricordo che porterai nel cuore per tutta la vita».
mercoledì 1 aprile 2026
Luigi CAPUZZO
Estate 1977: la Vecchia Signora ha appena vinto scudetto e Coppa Uefa e si appresta a disputare la fase finale della Coppa Italia. Il Trap dà spazio alle riserve e a qualche giovane virgulto della Primavera. Fra questi, c’è anche Luigi Capuzzo che ha, in questo modo, l’occasione per vestire la maglia bianconera. Tre saranno le presenze, contro l’Inter (andata e ritorno) e Lecce. Terminata la competizione, sarà ceduto al Cagliari.
martedì 31 marzo 2026
Luigi CEVENINI
lunedì 30 marzo 2026
Luca MARRONE
Strana storia quella di Luca Marrone, talentuoso centrocampista cresciuto nel vivaio juventino: sballottato dai vari allenatori dal ruolo di centrocampista a quello di difensore centrale e bersagliato dagli infortuni, il ragazzo torinese (è nato, infatti, nella capitale sabauda il 28 marzo 1990) non è mai riuscito a sfondare come le doti avute in regalo da Madre Natura gli avrebbero permesso. Comincia giocare a calcio dall’età di cinque anni nel Lascaris per poi passare al settore giovanile della Juventus. Fa tutta la trafila, iniziando dai Pulcini fino alla Primavera.
domenica 29 marzo 2026
Bruno MORA
Arrivò nella Juve che aveva Sivori – racconta Vladimiro Caminiti – e non voleva avere altro. Sivori rese difficile la vita anche a questo talento della scorribanda e del gol estroso, volendo servizi a puntino sul piede matricolato. Bruno lo mando spesso a quel paese e perciò la Juve lo tenne due campionati e poi lo scambiò utilmente con il Milan. Ala di un tempo quasi antico, magro spiritato e con gambette nerborute, aveva ogni qualità, scatto da fermo, furbizia a tonnellate, una qual certa potenza di tiro.
sabato 28 marzo 2026
Helge BRONEE
venerdì 27 marzo 2026
Michele PARAMATTI
FEDERICO FERRUA, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL GIUGNO 2000
Un jolly difensivo col vizio del gol, soprattutto quando incontra l’Inter. Questo è Michele Paramatti, il primo acquisto della Juve edizione 2000-01. A volte i sogni si avverano nel calcio. Sì, perché Paramatti, gran tifoso bianconero fin da piccolo, a 32 anni ha coronato il desiderio di venire a giocare nella squadra del cuore. Eppure radio mercato lo dava a un passo dalla Lazio… «È vero, la trattativa per portarmi a Roma era in fase molto avanzata – ci ha confessato lo stesso Paramatti – ma il mio procuratore (Bonetto, ndr) a un certo punto mi ha prospettato anche la possibilità di venire a Torino, visto che c’era stata un`intesa di massima tra Bologna e Juve. E il cuore, la fede mi hanno fatto dire subito di sì».
giovedì 26 marzo 2026
Giuseppe ZANIBONI
mercoledì 25 marzo 2026
Bruno MAZZIA
martedì 24 marzo 2026
Ezio SCLAVI
DANTE PEPI, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL MAGGIO 1972
Un portiere che gioca stopper. Amici lettori, non spaventatevi di questo titolo piuttosto anacronistico poiché sono pochi coloro che ancora ricordano il povero Ezio Sclavi, ex portiere laziale degli anni trenta e per una stagione, quella del 1925-26 alla Juventus quale riserva di Gian Piero Combi. Sclavi era dotato di una classe eccezionale per cui era considerato un portiere formidabile, specialmente nelle palle alte, e spesso, anche in quelle a terra, era da considerarsi imbattibile. Però nonostante che fornisse in continuazione prove su prove degne dei migliori guardiani dell’epoca, alla nazionale ci arrivò solamente tre volte e sempre in sostituzione di Combi che allora nel suo ruolo non aveva rivali.
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