mercoledì 5 agosto 2026

Dario BONETTI


Gli addetti ai lavori, tra i quali abbondano i saccenti, i competentoni, gli pseudo tecnici, i quali sanno tutto loro – scrive Vladimiro Caminiti su “Hurrà Juventus” del settembre 1989 – non hanno salutato come si deve la notizia dell’acquisto da parte della Juventus dello stopper Dario Bonetti, classe 1961, preciso: terzino, stopper. Al nostro scrivano sfuggono le ragioni di quest’accoglienza scettica, come se Boniperti avesse ingaggiato un pinco pallino, mentre si tratta di un difensore araldico. Ma tant’è, così va la vita, e per quel che si può, ripariamo in questa sede alle… dimenticanze.

martedì 4 agosto 2026

Juan VAIRO


Estate del 1955: la dirigenza juventina decide di rinnovare parzialmente il parco stranieri della formazione, partendo dall’attacco che, dalla partenza dei due Hansen, non ha più trovato la penetrazione degli anni precedenti. Dall’Argentina giunge Juan Vairo, fratello di Federico, terzino della Nazionale albiceleste guidata dal Filtrador Guillermo Stabile. Vairo proviene dal Boca Junior, la famosa Equipo Zeneise, nella quale giostra da interno su entrambe le fasce del campo. È di origini calabresi: il giocatore racconta spesso, infatti, che il padre era stato ottimo calciatore con la maglia della Sampierdarenese negli anni Venti. La Juventus di quell’anno può contare ancora sul validissimo apporto di Boniperti, sempre atletico e ragionatore, anche se al centro manca un ariete sfondatore.

lunedì 3 agosto 2026

Ivano BONETTI


Se dovessi rapidamente evidenziare le qualità umane di Ivano Bonetti - scrive  Massimo Burzio su “Hurrà Juventus” del febbraio 1986 - non potrei che citare ciò che, tempo fa, mi ha detto un suo esperto e navigato compagno di squadra: «Ivano – ha affermato il collega – è un ragazzo simpatico, allegro, disponibile. È uno che nella vita farà strada e non soltanto perché è capace a giocare a calcio». Sembrerebbe un ritratto troppo positivo, troppo di parte, ma la realtà dei fatti è proprio quella che obbiettivamente mi ha riferito quel compagno di squadra di Bonetti.

domenica 2 agosto 2026

Alberto CORAMINI


«Coramini come Sivori». Queste parole, dette da Heriberto Herrera, scatenarono un vero e proprio putiferio fra i tifosi juventini e fra gli addetti ai lavori. Il paraguagio sosteneva che per lui non esistevano differenze: tutti erano titolari, tutti erano riserve. Va da sé che il grande Omar non la prese benissimo e dichiarò guerra al Ginnasiarca. La spuntò Heriberto e il Cabezón fu costretto a fare le valigie. Per Alberto Coramini, autentica meteora bianconera (17 presenze fra il 1966 e il 1968), quella frase significò entrare di diritto nella storia juventina.

sabato 1 agosto 2026

Dino DA COSTA


A ogni estate, col tradizionale calcio-mercato – Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del dicembre 1973 – si verificano acquisti-boom e acquisti che passano in secondo piano, offuscati dai primi. Quello che fece la Juve nel giugno 1963, prelevando il già trentenne Da Costa dall’Atalanta, doveva appartenere a quest’ultimo gruppo. Anche perché nel primo già c’erano nomi del calibro di Menichelli, Gori, Dell’Omodarme e Nenè. Già, Nenè.

venerdì 31 luglio 2026

Antonio CONTE



Antonio Conte il capitano – scrive Nicola Calzaretta su “Hurrà Juventus” dell'agosto 2011 –  adesso mister, suo padre, Cosimino, lo ha sempre detto: «Diventerà un grande allenatore». Più che una profezia, una certezza. Il modo indicativo è lì a certificarlo. Non sogni di babbo, pur consentiti, ci mancherebbe. Ma previsioni fondate di chi è del mestiere. Di chi al pallone ha dedicato una vita intera, presidente-allenatore-segretario della Juventina di Lecce per oltre trent’anni.

giovedì 30 luglio 2026

Eugenio CORINI


Un centrocampista di ragionamento, si diceva ai tempi, dalle grandi possibilità. Il ragazzo, in effetti, aveva talento e, nelle due stagioni sotto la Mole, riuscì a mettere insieme tra campionato e coppe 64 presenze e 4 gol. «Fu un’esperienza non solo unica, straordinaria direi. Arrivai alla Juventus giovanissimo, a venti anni. Ricordo bene il giorno della presentazione in sede, che allora era in Piazza Crimea. C’era un grande fermento: era la stagione 1990-91, si veniva dai Mondiali, dove Baggio e Schillaci avevano lasciato il segno e inoltre la Juventus si stava rinnovando. Era arrivato Montezemolo e la squadra era stata affidata a Maifredi, per cercare di darle un gioco spumeggiante, spettacolare, sull’esempio del Milan di Sacchi. Il gioco che voleva non era semplice, richiedeva tempo e purtroppo noi commettemmo l’errore di… partire troppo bene. Poi perdemmo con la Samp, ci sentimmo fuori dalla lotta scudetto e probabilmente ci rilassammo, provocando il crollo. Tra l’altro tre giorni dopo quella partita uscimmo dalla Coppa Italia con la Roma, Maifredi disse alla dirigenza che se era desiderio della società lui era pronto ad andarsene, e tutto l’ambiente non fu più quello di prima. Peccato».

mercoledì 29 luglio 2026

Fausto LANDINI


Per i più giovani, il nome di Fausto Landini può significare poco o nulla. Al contrario, i tifosi juventini di qualche anno più vecchi, ricorderanno sicuramente quello spilungone dinoccolato, quasi sgraziato, che approdò alla maglia bianconera nell’estate del 1970, proveniente dalla Roma, in compagnia di Fabio Capello e Luciano Spinosi.

martedì 28 luglio 2026

Ermes MUCCINELLI


«Ai miei tempi – diceva – sia la Juventus che il campionato erano un’altra cosa. Si dava più spettacolo, il pubblico si divertiva veramente e il gioco era meno sacrificato sull’altare delle tattiche. La nostra prima linea composta dal sottoscritto, Boniperti, Martino, John Hansen e Praest giunse a segnare cento reti in un campionato». Di lui disse una volta Boniperti: «Quando giocavamo in casa, la sua domenica sera era già stabilita: cascasse il mondo, andava al night di Via Saluzzo dove, lui che era un tappo, ballava esclusivamente con ragazze altissime. C’era da divertirsi soltanto a guardarlo. Il conto lo faceva mandare sempre allo stesso indirizzo: “Giovanni Agnelli, Corso Matteotti”. Il segretario dell’Avvocato quando si trovava tra le mani quelle note spesa chiedeva preoccupato: “Cosa dobbiamo fare?” “Ah, è quel puttaniere di Muccinelli!” commentava l’Avvocato. E saldava».

lunedì 27 luglio 2026

Marco PACIONE


Da Pescara, classe 1963, è l’attaccante che, nella stagione 1985-86, deve sostituire il titolare Serena all’occorrenza, o affiancarlo quando si tratta di dare maggiore peso e incisività all’attacco bianconero. Il ragazzo, che nell’Atalanta in Serie B era stato ribattezzato Paciogol per la sua abitudine a segnare reti pesanti, è un talento naturale: gran fisico, buon colpitore di testa, sembra fatto apposta per sfondare le difese avversarie.

domenica 26 luglio 2026

Andrea FORTUNATO


«Speriamo che in paradiso ci sia una squadra di calcio, così che tu possa continuare a essere felice correndo dietro a un pallone. Onore a te, fratello Andrea Fortunato». Gianluca Vialli.
Sono passati tanti anni, ma fa ancora tanto male ricordare la storia di Andrea Fortunato. Nasce a Salerno il 26 luglio 1971 e intraprende presto la strada dello sport, sull’esempio del fratello maggiore Candido, cimentandosi con il nuoto e la pallanuoto. Il calcio, per adesso, è solo un divertimento dei mesi estivi. Ma galeotta sarà una di quelle estati salernitane, perché viene notato da Alberto Massa, tecnico e talent scout, che lo convince a seguirlo nella Giovane Salerno, squadra dilettantistica; Andrea accetta e, nemmeno tredicenne, insieme con altri giovanissimi talenti, va in giro per l’Italia a fare provini per squadre come Torino, Cesena, Empoli, Napoli e Como.

sabato 25 luglio 2026

John HANSEN


Quando John Hansen giunge a Torino, nel 1948, il presidente della Juventus, l’avvocato Agnelli, manda a chiamare Pozzo per confermare che il giocatore danese sia effettivamente quello che, alle Olimpiadi di Londra, aveva giocato meravigliosamente bene e aveva segnato quattro reti alla squadra azzurra. Pozzo riconosce immediatamente nel lungo giocatore l’atleta che ci aveva dato quei quattro dispiaceri e Hansen entra a far parte della squadra juventina. Gli inizi sono molto difficili: poche partite a causa di alcuni infortuni. Va fuori forma e alcuni arrivano a dire che il suo fisico non gli consente uno sforzo continuato. Per fortuna non è così, è semplicemente la conseguenza di allenamenti sbagliati, ma questo lo si capirà più avanti. Il trainer juventino in quel periodo è Chalmers, che ha ottimi numeri come allenatore, ma conosce poco gli uomini che gli sono stati affidati, non sa dosare lo sforzo di ciascuno, fa lavorare troppo chi si stanca presto e viceversa.

venerdì 24 luglio 2026

Josè ALTAFINI


«È un fanciullo mai cresciuto, ha il cuore ovunque e una valigia sempre pronta con camicie e pigiama, un giramondo che vive alla giornata, ma che costruisce il futuro con astuzia. Interpreta il calcio come un pioniere romantico, il professionismo gli dà quasi un senso di noia. Ma davanti a un pallone si diverte un mondo, in allenamento come in partita. E l’obiettivo è soltanto uno: trafiggere i portieri, in che modo non importa, basta che il pallone gonfi la rete».

giovedì 23 luglio 2026

Alessio TACCHINARDI


Un’idea dell’ex juventino Cesare Prandelli – scrive Salvatore Lo Presti, su “Hurrà Juventus” del settembre 1994 – lo trasformò pochi anni addietro da anonimo cursore di fascia in promettentissimo play-maker (un ruolo in via di estinzione malgrado ce ne sia un’impellente richiesta). Un litigio fra gli attuali dirigenti dell’Atalanta e il nuovo corso juventino (erano già d’accordo per lasciarlo un’altra stagione a Bergamo a maturare con Mondonico, quando le richieste esorbitanti per definire le posizioni di Morfeo e Locatelli interruppero bruscamente il dialogo e incrinarono i rapporti fra i due club, tradizionalmente amici) dirottò Alessio Tacchinardi a Torino con un anno di anticipo rispetto ai tempi previsti.

mercoledì 22 luglio 2026

Benito SARTI


«Giocavamo per divertire il pubblico, quel pubblico a cui dovevamo fama e, perché no, qualche soldo. Ci si allenava duramente per essere pronti la domenica, per non fare mai brutte figure, per fare in modo che i nostri tifosi fossero contenti e soddisfatti per una bella partita o una vittoria. Ai miei tempi non era concepibile battere la fiacca, altrimenti ci si rimetteva per sempre la faccia».

martedì 21 luglio 2026

Helmut HALLER


Nato ad Augsburg, in Germania, nel 1939, dopo una lunga e onorata carriera nel Bologna, oramai grassottello e appagato, si trasferisce alla Juventus nel 1968, convinto di poter terminare la sua carriera in pace e tranquillità. A Torino, trova il Ginnasiarca Heriberto Herrera, che lo torchia come un’oliva e lo restituisce alla più invidiabile delle condizioni fisiche. Comincia, così, una nuova vita da attaccante di fascia al servizio di una squadra giovanissima che trascina, con la sua classe e l’innegabile mestiere, alla conquista di grandi successi; addirittura, ritorna in Nazionale per i Mondiali del Messico del 1970, dopo essere stato protagonista assoluto ai Mondiali inglesi del 1966, portando la Germania in finale.

lunedì 20 luglio 2026

Rodrigo BENTANCUR

 

Il giovane centrocampista della Juventus uruguaiano – scrive Tommaso Giagni sul sito ultimouomo.com l’8 marzo 2019 – sembra destinato a grandi cose. Se il talento è luminoso, nella scintillante Juventus di questa stagione c’è un autentico “oggetto stellare giovane”, come l’astronomia definisce le stelle in via di formazione. A ventuno anni è il più giovane titolare del suo club e della nazionale uruguayana. Arrivato in Italia nell’operazione che ha riportato Tevez al Boca, Rodrigo Bentancur si sta dimostrando un centrocampista sempre più prezioso, un profilo di assoluta modernità per completezza tecnica e fisica. Un ragazzo maturo, che già prima di raggiungere l’Europa aveva capito quanto fosse meglio tenere la testa all’asciutto dalla critiche, non badare ai rumori di fondo («Criticano Messi, come potrebbero non criticare me?»).