domenica 29 gennaio 2017

SASSUOLO - JUVENTUS

28 aprile 2014 - Mapei Stadium di Reggio Emilia
SASSUOLO-JUVENTUS 1-3
Sassuolo: Pegolo; Gazzola, Antei, Cannavaro e Longhi; Chibsah (Brighi dal 78’), Magnanelli e Ziegler (Floccari dal 65’); Floro Flores, Zaza e Sansone (Masucci dall’83’). Allenatore Di Francesco
Juventus: Buffon; Barzagli, Ogbonna (Bonucci dal 74’) e Chiellini; Isla (Lichtsteiner dal 63’), Pogba, Pirlo (Vidal dall’80’), Marchisio e Asamoah; Tevez e Llorente. Allenatore: Conte
Arbitro: Damato di Barletta 6
Marcatori: Zaza al 9’, Tevez al 35’, Marchisio al 58’, Llorente al 76’

“LA GAZZETTA DELLO SPORT”:
Manca poco. Anzi, pochissimo. Praticamente niente. Juve campione d’Italia: ma sì, diciamolo, anche se la certificazione dell’aritmetica ancora non c’è. Sconfitto il Sassuolo, conservati gli otto punti di vantaggio sulla Roma. A tre giornate alla fine i conti sono presto fatti, sebbene ci sia di mezzo lo scontro diretto alla penultima: se lunedì prossimo la Juve batterà l’Atalanta, lo scudetto sarà ufficiale, ma c’è la possibilità che il titolo venga timbrato a freddo il giorno prima, domenica, se la Roma non supererà il Catania al Cibali. Dettagli, sfumature, ormai la terza stella è una pura formalità ed è meritata, al di là di ogni polemica da bar o da oratorio. A 270 minuti dalla conclusione la Juve svetta dall’alto di novantatré punti. Centrata la trentesima vittoria in trentacinque giornate, eguagliato così il record dell’Inter 2006-07: ovvie ed elevate probabilità di andare oltre e di far proprio in esclusiva questo primato, visto che alla squadra di Conte restano da disputare tre incontri.
A Reggio Emilia la partita non è filata via liscia. Brividi per la Juve nella prima mezzora. Partenza sprintosa del Sassuolo, tutto corse, rincorse e verticalizzazioni. C’è qualcosa di zemaniano nell’idea di calcio di Di Francesco e non lo scopriamo ora: la palla viaggia spedita e in profondità. Attacco allo spazio, senza ghirigori. Com’è possibile che questo bel Sassuolo sia appeso a un filo e rischi di ritornare in B, da dove è venuto? Zaza e Sansone scatenati, Campioni d’Italia in difficoltà e inatteso ma logico vantaggio sassolese. Assist di Sansone per Zaza, diagonale con deviazione di Ogbonna, disorientato Buffon. È la solita storia: riuscirà il Sassuolo a tenere alto il ritmo come in questi primi trenta minuti? Nel dubbio, e nell’attesa, Tevez ristabilisce la parità con una “spingarda” delle sue.
Alla risalita dall’intervallo si capisce in fretta che qualcosa è cambiato, che la Juve ha ripreso pieno possesso di sé e che il Sassuolo non ce la fa più ad andare a tavoletta. Come logica conseguenza arrivano il goal di Marchisio su genialata di Pirlo, la traversa di Tevez, il tacco vincente di Llorente imboccato da Lichtsteiner. La prevalenza della tecnica sulla tattica, sulla buona volontà e sull’agonismo. Banale ma vero.
Andrea Pirlo a due facce, inguardabile nel primo tempo e determinante nella ripresa. Pirlo uno, nei primi quarantacinque minuti: scarsa ispirazione, troppi passaggi sporchi, annebbiamento di piedi e di testa. Cattivi pensieri in chiave Mondiale: manca poco più di un mese a Italia-Inghilterra e un Pirlo in queste condizioni fa scattare la spia rossa sul cruscotto di Prandelli. Pirlo due, secondo tempo: l’assist per l’1-2 di Marchisio è un lampo di genio che spezza l’equilibrio e indirizza il risultato.
La Juve ha mostrato grossi problemi difensivi. Bonucci è partito dalla panchina, un po’ per turnover e un po’ per scontare gli errori nell’andata con il Benfica. Davanti a Buffon si è piazzato Ogbonna. L’ex granata è stato strapazzato da Zaza, ha sofferto di crisi di panico, sotto forma di giocate incomprensibili, e a un certo punto, poco prima dell’1-3 di Llorente, Conte lo ha sostituito con Bonucci. Va detto che Ogbonna ha pagato anche la difficile serata di Barzagli. Se “Barzaglione”, tormentato dai soliti guai a un tendine, gioca da “Barzaglino”, la difesa a tre tende a trasformarsi in buco nero. Buon per Conte che Buffon abbia messo due toppe importanti, su Zaza (si era sull’1-1) e su Floccari (si era sull’1-3). Tutto ciò non è per nulla incoraggiante in vista del ritorno col Benfica giovedì allo Stadium, ma lo scudetto è cosa fatta.

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