domenica 9 marzo 2014

JUVENTUS - FIORENTINA

Campionato 1971/72. Giampiero Boniperti si è appena seduto sulla poltrona più importante della Juventus: a luglio, infatti, c’è stato il cambio della guardia con l’integerrimo Catella, e la sorte, consegnando il titolo tricolore al giovane presidente nel suo primo anno di regno, fa chiaramente capire quale sarà l’illuminato destino del Boniperti presidente, dopo quello eccezionale del Boniperti calciatore. La giovane Juventus di Vycpalek, che riceve in eredità lo splendido lavoro di Armando Picchi, guidata in campo dai vecchietti Salvadore ed Haller, sostanzialmente cambia soltanto il portiere, rispetto all’anno prima: il varesino Carmignani subentra a Tancredi che viene ceduto al Mantova. All’esordio col Catanzaro, in una partita pur largamente vinta dai bianconeri, Carmignani attira su di sé qualche critica, subendo due goal dagli attaccanti calabresi. Sarà il destino di questo portiere che, pur dotatissimo, non si libererà mai completamente dalle paure che aggrediscono chi sente tanta responsabilità quando gioca nelle grandi squadre, precludendogli una carriera più brillante.
La Juventus, non considerata un’aspirante alla vittoria finale, decolla con decisione alla quarta giornata, quando va a stravincere in casa di un Milan capolista a punteggio pieno; ed un bel goal di tacco di Bettega, su perfetto cross di Anastasi, la dice lunga sulle qualità di quel giovane attaccante. Alla quinta giornata, la Juventus aggancia in vetta le due milanesi a quota otto e resterà fino alla ventiseiesima giornata.
Prima, però, ci sono tante cose da ricordare: come un bel derby vinto di misura contro il Torino di Giagnoni, squadra poco accreditata dai pronostici ma che si sta dimostrando squadra molto ostica. I bianconeri continuano a suon di vittorie, ma Carmignani ne combina una delle sue a Cagliari, il 9 gennaio 1972. Su un innocuo cross di Domenghini, Gedeone si lascia sfuggire il pallone, permettendo a Bobo Gori di insaccare il pallone della vittoria sarda.
Bettega decide la partita casalinga contro la Fiorentina, alla quattordicesima giornata, realizzando il goal partita con uno splendido colpo di testa, in anticipo sul portiere toscano Superchi. Dieci reti in meno di mezzo campionato per il futuro Bobby-gol, ma questa è anche la sua ultima realizzazione, nella stagione: la febbre e la tosse che lo infastidiscono da qualche settimana nascondono purtroppo un principio di tubercolosi. Bettega è bloccato dai medici, ci sono grosse nubi sul futuro di questo gran talento e su quello immediato della Juventus, che affida alle reti del giovane attaccante i propri sogni di gloria.
Il girone di andata si conclude con la Juventus in testa alla classifica a quota 24 punti, seguita da Milan a 22 e dall’Inter campione d’Italia in carica con 21; il Torino è un pochino attardato, con solo 18 punti. Il girone di ritorno comincia malissimo per la compagine juventina, che è sconfitta a Catanzaro, con un goal del centravanti Mammì. Vycpalek prova alcune soluzioni per sostituire Bettega; dapprima inserisce Novellini eppoi sposta Causio ala destra ed Haller a sinistra; questa formula sembra funzionare, ma proprio Haller, pescato al night durante una trasferta in Inghilterra, viene messo fuori squadra. La settimana dopo c’e il derby; senza il tedesco è notte fonda ed il Torino vince 2-1, rimontando la rete di Anastasi con Sala ed Agroppi
I granata, con 24, punti faranno il miglior girone di ritorno e, tre domeniche dopo il vittorioso derby, raggiungono la testa della classifica. I bianconeri subiscono il colpo e sembrano aver esaurito le loro energie, riuscendo a rimediare solamente dei pareggi. Ma la “Vecchia Signora” ha mille risorse e, con tre splendidi goal di Causio, annientano l’Inter, proprio nella domenica della sconfitta del Torino, a San Siro contro il Milan.
Finale allo sprint, quindi, con la Juventus che deve stringersi attorno al suo allenatore che, in un terribile disastro aereo a Palermo, il 5 maggio, perde il suo figliolo Cestino. Con Bizzotto che sostituisce in panchina Vycpalek, corso al capezzale del figlio, battono il Cagliari e si portano a due punti di vantaggio su Milan e Torino. La penultima giornata di campionato vede le due rivali avvicinarsi ai bianconeri, che non vanno oltre il pareggio al Comunale di Firenze. Ma battendo il Lanerossi Vincenza, la domenica dopo, la Juventus vince il suo 14° scudetto, malgrado tante avversità, malgrado la gagliardia di Torino e Milan, irriducibili fino alla fine.

Il 16 gennaio 1972, la Juventus affronta, al Comunale di Torino, la Fiorentina. La giornata è fredda, il cielo è coperto e minaccia neve, che comincerà a cadere verso la fine della gara. Nonostante ciò, lo stadio è pieno ed i sessantamila presenti sono riscaldati dall’ottimo campionato che sta facendo la squadra bianconera.


Agli ordini dell’arbitro Francescon, di Padova, scendono in campo i seguenti schieramenti:

JUVENTUS: Carmignani; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller, Causio, Anastasi, Capello e Bettega. (Portiere di riserva: Piloni; tredicesimo: Savoldi II).
Allenatore: Vycpalek.
FIORENTINA: Superchi; Galdiolo e Longoni; Scala, Brizi ed Orlandini; Mazzola II, D’Alessi, Clerici, De Sisti e Chiarugi (Pellegrini dal 77’). (Portiere di riserva: Sulfaro).
Allenatore: Liedholm.

La partita, come abbiamo visto, si decide ad un quarto d’ora dalla fine, grazie ad un goal di Bettega, realizzato alla Bettega, appunto. Preciso traversone dal fondo, possente stacco di Bobby-gol che salta più in alto delle mani protese di Superchi, e palla nel sacco. Non ci sarà tempo per i giocatori in maglia viola per recuperare; anzi, è la Juventus che sfiora il raddoppio in più occasioni. Questa è l’ultima partita di Roberto Bettega prima della grave malattia che rischia di pregiudicarne la carriera. Non sarà così. Bobby-gol tornerà più forte di prima, deciso ad essere un protagonista assoluto della storia della Juventus.


Ecco i commenti dei giornali dell’epoca.

“STAMPA SERA”:
Abbiamo rivisto la Juventus prima maniera. Forse meno spregiudicata e fantasiosa del passato ma con piglio agonistico, che rivelava la rabbia per la battuta d’arresto di Cagliari, e con un ritmo che stronca l’avversario. È chiaro che ci troviamo di fronte ad una Juventus decisa ad andare sino in fondo all’avventura dello scudetto, una squadra che ormai non concede più nulla a nessuno. E se n’è accorto pure Liedholm, il Barone Rosso: la sua intelligente trappola, non ha dato i frutti che auspicava. Non ci si può far trarre in inganno dal risultato: la Juventus, ieri, meritava molto di più del goal di Bettega.

“TUTTOSPORT”:
È bene precisare subito che il successo bianconero è stato strameritato e che la squadra sia dal punta di vista del carattere sia della condizione ha offerto un’altra vigorosa dimostrazione positiva.

“LA GAZZETTA DELLO SPORT”:
La Juventus l’ha schiacciata fin dal primo minuto. Ci sono stati dei momenti in cui Clerici poteva tentare un alleggerimento o Longoni, infilandosi nel settore sinistro dell’ala, o D’Alessi, precipitandosi al centro, potevano tentare qualche “a fondo”, ma era più fumo che arrosto. In realtà, una sola squadra ha fatto gioco costruttivo (la Juve) e se le fosse girato bene, avrebbe dovuto segnare almeno due goal che rappresenta il distacco minimo tra le due forze.

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